Pollo marinato allo yogurt

Passione ” India” ! Questo paese mi è rimasto nel cuore e , pur essendovi andata  già tre volte, una quarta visita mi piacerebbe molto. In fondo ho visitato solo due stati del Sud, e le due grandi città Munbai e  Delhi,  come dire pochi Km quadrati rispetto alla vastità del suo territorio. Più volte ho postato ricette ” indiane”, ma devo ammettere che rifatte in Italia non rendono al cento per cento: le loro spezie, i loro aromi, le loro composizioni sono strettamente legate al territorio. Qui,  a casa, grazie al negozio etnico gestito da sorridenti Tamil,  mi arrangio, ma i miei  sapori  non sono mai quelli provati in India . Quella che propongo oggi  è una ricetta semplice, estremamente gustosa e soprattutto molto sana. La carne, grazie alla marinatura  acquista una tenerezza speciale e le spezie garantiscono digeribilità e preziosi anti-ossidanti.

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Ingredienti : 4 cosce di pollo, un vasetto da 125 di yogurt intero, 30 grammi di zenzero fresco, 3-4 spicchi di aglio, 1-2 cucchiaini di peperoncino in polvere, un cucchiaio di cumino in polvere, 1 cucchiai di coriandolo in polvere, un cucchiaio da tè di curry, una bustina di zafferano, un cucchiaino di cardamomo in polvere sale e pepeIMG_5370

Togliere la pelle alle cosce, frullare insieme zenzero aglio ed un poco di acqua in modo da ottenere una crema aggiungere yogurt e spezie, sale pepe e mescolare bene. Massaggiare le cosce con la marinatura e mettere in frigo a riposare per almeno 4 ore o per la notteIMG_5372

Sgocciolare le cosce e farle cuocere in forno caldo a 180 gradi . A metà cottura aggiungere la marinata e  completare la cottura. Provare la cottura con una forchetta: la carne deve essere tenera .

A questo punto non resta che da portala in tavola, accompagnata con verdure a piacere Ecco le mie cosce ben rosolate con contorno di cime di cavolfiore cucinate a vapore

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Golosissimo yogurt-mela-cannella con musli e nocciole al cioccolato

Oggi ho proprio voglia di scrivere una storia, come quando ho iniziato la mia esperienza sul blog. Un po’ mi vergogno, perché questa storia è frutto della mia curiosità e le mie riflessioni  non hanno oggettivamente nessun supporto obiettivo, Dunque, nel mio quartiere si aggira spesso una ” suorina”, vestita  con l’abito nero, la cuffia in testa, ai piedi un paio di comode scarpe ortopediche . Appeso al braccio porta un sacchetto della spesa, sempre semivuoto, non più di uno o due acquisti. Quello che colpisce è l’espressione del suo volto, fissamente stupita, come se vedesse per la prima volta  strade, negozi, persone. Sopratutto ha uno sguardo stanco, occhi cupi che non comunicano con gli sguardi di chi la incontra, distaccati e tristi. Nella mia testa mi sono fatto un ” film”, mi sono immaginata che sia una ” monaca di casa” come si diceva una volta. Cioè, mi sono convinta che la mia suorina, non so per quale ragione, ha lasciato la sua comunità,  senza aver buttato alle ortiche la tonaca, ma anche senza alcuna alternativa .  Vaga incerta, in un mondo di mezzo e mi piacerebbe parlarle , farla sorridere, magari scoprire che che cosa è successo. Ma i film, anche quelli mentali come il mio, sono film e non realtà, meglio lasciare le storie in un cassetto… Magari, parlandole,scoprirei che sono io la quella che” vaga ” sui marciapiedi del quartiere e la mia suorina non sia triste, ma solo curiosa, desiderosa di sapere cosa mi porta a camminare svelta, con addosso pesanti sporte della spesa!  Concludo così la mia fantasia e posto la ricetta di un dolce facilissimo, veloce da fare: un tempo le suore erano le pasticcere della città, chiuse in concento sfornavano capolavori a base di mandorle, miele, morbidi pandispagna ed altri peccati di gola. Anche questo bicchierino dolce è un peccato di gola, ma piccolo e light come vuole la tendenza moderna . Ed ha note cromatiche di bianco e nero, come il soggolo e la tonaca, tanto per restare in tema .

Questo dolce da servire in bicchiere si fa così:

Ingredienti : per due bicchieri : un vasetto di yogurt magro all’aroma di cannella e mela,( si compra al supermercato con facilità), una piccola mela, gr 30 circa di nocciole, gr . 30 di cioccolato fondente, un poco di latte, gr 30 di musli alla frutta

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Procedimento

Sciogliere o in pentolino o o al micro-onde il cioccolato con un cucchiaino di latte, fino a che non è fluido, versalo sulle nocciole spezzettate grossolanamente e miscelare il tutto in modo che nocciole ne siano ricoperte. Lasciare raffreddare

Porre al fondo di un bicchiere o una ciotola un poco di musli, versare sopra lo yogurt, poi adagiare sullo yogurt la mela ridotta a piccoli dadini, e in ultimo altro musli.

Infine, distribuire sulla superficie del vasetto altro yogurt in modo da ricoprire il tutto ed posare in cima le nocciole al cioccolato. Decorare con una fettina di mela e tenere in frigo almeno trenta minuti e comunque sino al momento di servire.

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Spiedini di pollo marinati al limone e curry

Sto leggendo o meglio sto studiando una pubblicazione sui c.d. Super Food, cioè su quei alimenti che non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole, perché hanno poteri ” magici”: sono curativi, antiossidanti, ricchi di vitamine e/o di fibre, dietetici, a basso impatto glicemico e …via dicendo . Alcuni di questi cibi provengono da latitudini molto lontane, altri, e sono la maggior parte sono ordinariamente presenti sulle nostre tavole, basti pensare al cacao, al cioccolato, alla cipolla, al limone, la mela, i broccoli, insomma quasi tutto il nostro patrimonio vegetale mediterraneo, con interessante deviazione verso le spezie orientali o i prodotti di oltre oceano, tipo avocado, zenzero o quinoa. Per ogni alimento, la rivista pubblica delle specifiche ricette e così mi sono imbattuta in questi ” spiedini ” di pollo. Con buona pace dei vegetariani, il pollo viene considerato la maggiore fonte proteica per le popolazioni del terzo mondo,  un super-food che cammina e razzola. La ricetta prevede limone,  zenzero e yogurt ( altro super alimento) perciò questi spiedini facili da fare, molto leggeri e magri, perché cotti senza alcun grasso, sono una super-ricetta :

Ingredienti :  per 4 spiedi grandi : 650 di pollo tagliato a pezzi grossi, il succo di due limoni piccoli, 1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato o un cucchiaio di zenzero in polvere, 1 cucchiaio di curry in polvere, 1 yogurt bianco, sale e pepe

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Preparazione :  Mettere la carne, già tagliata in pezzi in un piatto fondo.

Miscelare in una scodella lo yogurt con lo zenzero, il curry, il succo dei limoni, aggiungere sale e pepe, coprire il piatto con pellicola alimentare trasparente e lasciare marinare il tutto in frigo per almento 20 minuti.

Preriscaldare il forno a 210 gradi. Quando è caldo ed è trascorso il tempo della marinatura, preparare gli spiedi , infilando sugli stecchi i dadi di carne, appena sgocciolati. Porli sua teglia coperta da carta alluminio

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Infornare per circa 20 minuti, rivoltando gli spiedi una o due volte.

A tavola, su un bel letto di insalata :

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Porridge di Avena a colazione: pochi grassi, molte proteine

Oggi , o meglio stamattina, ho fatto colazione con un aromatico porrigde di avena all’arancio e mela. Per me l’avena è una novità, un cereale che ho scoperto ed apprezzato non più di due anni fa. Prima la ” parola avena” mi richiamava alla mente cibo per cavalli. In effetti, da bambina avevo chiesto a mia madre che cosa fosse la biada e la risposta era stata ” é l’avena, un mangime per cavalli”. Mi sono quindi fatta la convinzione che non fosse un cibo per ” umani”, che fosse un prodotto di scarto, simile ai croccantini, che si danno al gatto. Poi, la scoperta, complice mio nipote che ne mangia una abbondante scodella la mattina a colazione, cotta con il latte ed il miele: ho superato la diffidenza, ho assaggiata la crema ottenuta dai fiocchi, me ne sono innamorata ! Ed è un amore molto virtuoso: la avena fornisce le stesse proteine di un uovo, è ricca di sali minerali, di fibre, ha un elevato potere saziante, da una mano all’intestino. Preparala è estremamente facile : il porrigde, ossia la zuppa dolce di avena, è facile e veloce, e si declina in numerose versioni. Io ho fatto questa con arancia e mela 🙂

Ingredienti per due porzioni:

150 gr. di fiocchi di avena,  un bicchiere di yogurt , un bicchiere di succo di arancia,  la scorza grattuggiata della arancia,  una mela, un cucchiaino di  cannella. un dolcificante a piacere (miele, sciroppo d’acero, zucchero, stevia) secondo il proprio gusto

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Preparazione:

riunire tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolandoli bene. Porre la ciotola in frigo per una mezz’ora. Io preparo la ciotola la sera e la lascio la notte in frigo. In questo modo l’avena si insaporisce meglio e si ammorbidisce, così da richiedere meno tempo per la cottura .

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Trascorso il tempo , porre il composto in un tegamino, aggiungere la mela tagliata a dadi ed due dita di acqua se l’impasto sembra troppo denso. Cuocere a fuoco medio per 5 minuti, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno per evitare che attacchi.

img_5240Quindi versare nella ciotola individuale , decorare a piacere , aggiungere se si vuole un pugnetto di semi e lasciare intiepidire.

Buona colazione, anzi buonissima

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La ciotola di Budda ovvero tutto insieme appassionatamente

Viaggiare fa bene, apre la mente verso le novità ! Questa volta, alla fine del mio soggiorno in Belgio, ho scoperto the Buddha Bowl  che letteralmente significa la ciotola di Budda ed in modalità “assaggia e gusta” altro non è che un grande piatto unico, che assicura per la sua composizione un giusto equilibrio nutrizionale. In pratica ” un pasto salutare” che associa carboidrati, proteine vegetali ed animali, verdure cotte e crude, in modo da saziarsi ma restare  leggeri e fare il giusto pieno di vitamine e di nutrienti. Le regole per riempire la ciotola sono semplici: una o due porzione di cereali , quali bulgur,  quinoa, grano saraceno, ect, in modo da garantire glucidi complessi, una porzione di legumi,come ceci, lenticchie, fagioli, una porzione di verdura cotta o cruda, privilegiando quelle di stagione, una manciata di frutta secca ( noci, anacardi, mandorle, semi oleosi o olive)  per la quotidiana razione di omega 3 e infine per condire aromi, olio o salse leggere a base di senape, yogurt, limone. Le possibili composizione sono infinite, specie se la ciotola viene riempita,  approfittando di quello che c’è già in frigo, proprio come succede per la ciotola dei monaci buddisti. Un poco di riso avanzato, l’insalata che langue nel cassetto del frigo, un vasetto di formaggio morbido pieno a metà…con qualche aggiunta ed un poco di fantasia è quello che ho fatto e questa è la mia Buddha Bolw made in Italy, molto mediterranea e colorata

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Ingredienti : Una tazza di riso rosso già cotto, un cetriolo, un vasetto di ceci cotti al naturale, una tazza di cavolo rosso, due fiori di broccolo bianco già bolliti, gr. 300 di zucca in dadi, un melograno,  rosmarino, formaggio tipo filadelfia, senape, tahine, limone , olive e capperi, 6 noci spezzettate

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Preparazione:

In una padella rosolare con un poco d’olio il riso con i dadini di zucca in modo che si insaporisca il tutto. Aggiungere a fine cottura le noci

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Quindi in un tegamino rosolare i ceci sgocciolati con un rametto di rosmarino  ed un cucchiaio abbondante di salsa di sesamo o tahine img_5056

Tagliare a fettine il cetriolo, aggiungere capperi ed olive e condire con una leggera vinegrette, ottenuta battendo un cucchiaio di senape con due cucchiai di yogurt bianco

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Aggiungere al cavolo sbollentato  un pugno di uvetta e condirlo  miscelando in una ciotolina il succo del limone con olio e un cucchiaino da tè di miele.

E’ tutto pronto: disporre i cibi in mucchietti separati sul fondo della ciotola, porre al centro il formaggio e decorare con i chicchi della melagrana . E ora …Buon Appetito img_5064p1

Questa è la mia porzione : da gustare con calma, passando da un sapore all’altro, una specie di girotondo del gusto  img_5067

 

 

Burgher di lenticchie rosse al curry dolce : la ricetta di una nonna !

Mamma Mia ! Manco dal web da più di dieci giorni! Assente giustificata: sono andata in Belgio a fare la nonna con una missione. L’obiettivo principale era quello di convincere il nipote ad ” abbandonare ” il pannolino, a diventare autonomo, insomma a compiere uno di quei grandi passi per servono per entrare nella età adulta. Sono partita indottrinata: mi sono documentata su pubblicazioni specializzate, ho fatto un giro sul web, ci mancava poco e stavo quasi quasi scrivendo a ” Tata Lucia”, quella che, in TV educa in un lampo il ragazzino difficile e ribelle, meglio dire, si confronta e doma  “la piccola peste” senza alzare mai la voce, mentre a te solo a guardare il programma ti prudono le mani. In valigia, ho messo anche un libro illustrato, naturalmente sull’uso del vasino, un camion dei pompieri, quale possibile regalo, e …in ultimo qualche ” ovetto di cioccolato” , quelli con la sorpresa. Ho pensato che potessero essere utili, ma poi in aereo, mentre leggevo i consigli  di  un ennesimo articolo sul tema, me ne sono pentita: il verdetto era perentorio, niente regalini, niente dolcini, per invogliare il pupo  ad essere “grande”, solo un premio ” finale”  al raggiungimento del traguardo. Come è finita? Nel migliore dei modi: Pupo in un paio di giorni, e senza neanche tanti ” incidenti”, c’è la fatta, si è liberato dal pannolino ed ha raggiunto l’indipendenza. Ha fatto tutto lui: gradualmente si è avvicinato all’oggetto misterioso, il vasino, ha preso confidenza e poi si è lanciato! Perfetto! E le uova di cioccolato? I regali? Le sorpresine? Ma naturalmente, in barba a Tata Lucia ed a tutte le sue colleghe , glieli ho date, ogni volta che ce ne era bisogno. Mi sono detta i miracoli non esistono, si creano. Ho buttato giù immediatamente un mio personale trattato di puericultura e fatto un piccolo gioco ricattatorio: tu fai quello che ti dico io e vedrei che bella cosa ti succede, arriva di sicuro un premio! Funziona che è una meraviglia! E non c’è tanto da stupirsi, perché anche per noi adulti è così, a pensarci bene ci gratifichiamo spessissimo, sopratutto quando facciamo qualcosa di noioso o difficile. Quindi non mi vergogno affatto per l’avvenuto abbandono delle ” linee guida” delle Tate e degli studiosi, in fondo ho operato una piccola modifica della  teoria scientifica! Ma la mia è una teoria con riconosciute credenziali : è sicuro che  con la dolcezza, poche parole semplici, un poco di pazienza e tolleranza si ottengono molte soddisfazioni. Basta un poco di amore! Passiamo alla ricetta: volevo da tempo preparare dei burgher vegetariani e privi di glutine, ma  per amore e per forza nei miei dieci giorni di full immersion nel ruolo di nonna, non è stato possibile. Ma appena tornata, ieri mi sono messa all’operaIMG_3863_2

E’ una  la preparazione facilissima: l’ho creata partendo da una ricetta pubblicata su una rivista, ma ho notato che non venivano usate uova. Il che significava che l’impasto non era né morbido, né legato: a stare strettamente alla ricetta, avrei rischiato il fallimento, perché in cottura i burgher si sarebbero aperti e sbriciolati. Allora, ho usato dello yogurt per legare la crema e ho anche preferito usare il curry dolce, anziché quello piccante, in modo che il burgher fosse  profumato, ma con un gusto più leggero per armonizzarsi con la menta. Insomma, anche in cucina basta una piccola modifica a fare la differenza :

Ingredienti: 500 gr di lenticchie rosse, 2 carote, una cipolla, un vasetto da 150 gr di yogurt greco, olio, sale, un cucchiaino di curcuma, un pizzico di pepe, 1 cucchiaio di curry dolce, 3 cucchiai di amido di tapioca, pangrattato, semi di sesamo e mentaIMG_3850

Procedimento: in una pentola capace mettere le lenticchie decorticate, dopo averle lavate, due carote pulite e tagliate a tocchetti ed una cipolla piccola, affettata finemente. Coprire con acqua, superando di circa due dita la superficie delle lenticchie,aggiungere la curcuma ed il pepe,  e cuocerle a fuoco medio fino a che l’acqua  non è assorbita e le lenticchie saranno cotte e morbidissime

Frullare metà del composto ed unirlo all’altra metà : si avrà un impasto non liscio, un poco grossolano come il macinato degli hamburger IMG_3854si

Lavorare con un cucchiaio di legno l’impasto, aggiungendo l’amido o se si preferisce fecola di patate, un vasetto di yogurt, il curry, sale e due o tre cucchiai di olio ed in ultimo la menta tagliuzzata. Il composto deve essere compatto e fermo.IMG_3856

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Aggiungere, se non è sodo, del pangrattato, proprio come si fa con le polpette per dare maggiore consistenza (  ne bastano da due a quattro cucchiai). Miscelare bene e con le mani appena unte di olio, oppure usando lo stampo da burger o aiutandosi con un cucchiao formare  grandi polpette appena schiacciate e posarle su una piastra da forno coperta da carta forno. Si dovrebbero ottenere circa 12 burger. Spolverare con semi di sesamo, se piacciono, ed irrorare con un filo di olio. Eccoli sulla placca da forno. Infornare a 180 gradi per circa mezz’ora.

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Pronti ! Dorati e profumati:IMG_3863

Eccolo il burgher servito con un contorno di carciofi :

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Buon Appetito !

Torta di mele al mandarino e piccole riflessioni al bar sotto casa

Ritorno a casa: sono mancata solo dieci giorni e come sempre, la prima cosa che faccio, naturalmente dopo aver disfatto la valigia, è un giro nel quartiere per accertare se ci sono cambiamenti. Già, perchè nella mia strada, nelle vie adiacenti, tutto intorno a quello che è il mio mondo abituale, avvengono modifiche, piccole e grandi, “ tempo nente”, come si dice in siciliano, ossia in un periodo così piccolo che proprio non te lo aspetteresti di trovare delle novità. Invece…ogni volta c’è ne una. Questa volta è toccato al barsottocasa: lo scrivo così, tutto unito, per sottolineare che è sempre stato lì, da anni, tanto che non c’era bisogno di conoscerne il nome o di vedere l’insegna. Uno di quei posti dove la mattina entri in automatico e non parli nemmeno, fai un passo, dici buongiorno ed appena arrivi al bancone il tuo caffè è già li che ti aspetta, con la spumina di latte che trema, ma non supera il bordo della tazzina. Insomma il macchiato perfetto! Per la verità, è  solo cambiata la gestione del locale, come è già accaduto altre volte, e so benissimo che devo solo avere un poco di pazienza e molta costanza nel chiedere “Per favore, un caffè, macchiato, al vetro”, per addestrare il nuovo addetto alla macchina e creare una prassi “ virtuosa”. Ma se il barista è antipatico? Peggio, se io non gli sono simpatica? Peggio ancora, se uno che non ha buona memoria? E se non hanno “ il vetro” ossia la tazzina trasparente? E poi, se è diventato uno di quei bar dove si parla solo di sport o ( qui ci metto due peggio- peggio) si discute di politica in modalità “rabbia M5S”? Questi pensieri mi si affollano in mente in un nano-baleno: mi faccio coraggio, entro: non è cambiato niente! Stesse tazze, barista sorridente, atmosfera rilassata da “ bar di quartiere” , bancone tirato a lucido ed una migliore qualità della miscela. Mi dico che mi sono afflitta inutilmente, per restare attaccata al passato, per resistere al cambiamento, mentre è più facile accettare l’evolversi delle cose, che magari sono meglio e comunque sono nuove e perciò più interessanti. E’ così concludo il rito della “ tazzina” con questa piccola riflessione trascendentale! Un vero e proprio “ caffè filosofico” ! E se avessi avuto davanti la mia torta di mele al profumo di mandarino, chissà cos’altro avrei pensato! Perchè? Perchè è un dolce leggero e profumato, adatto per la prima colazione o la merenda che induce a rilassarsi ed a lasciarsi andare. Questa è la ricetta :

Ingredienti : 125 gr di farina di riso , gr. 125 di farina di mandorle e 80 grammi di fecola di patate, una bustina di vaniglina, due mele, 100 ml di succo di mandarino, 2 uova grandi, 2 cucchiai di succo di acero o di miele, 1 yogurt intero, una bustina di lievito.

Preparazione : tagliare a fettine le mele e metterle in una ciotola, versando sopra il succo di un limone in modo che non anneriscano.IMG_2196

Im una capiente ciotola, miscelare le farine e la fecola, aggiungere un uovo alla volta, sempre mescolando, la vaniglina, lo sciroppo d’acero o il miele, il succo di mandarino e lo yogurt; sbattere il tutto con un cucchiaio di legno o con le fruste elettriche o in un robot da cucina in modo da avere un impasto liscio. Aggiungere infine il lievito, miscelando ed in ultimo e velocemente le mele a fettine.Distribuire il composto in uno stampo imburrato ed infarinato ed infornare a 180 gradi per circa 40 minuti. Provare la cottura con la lama di un coltello, che dovrà essere infilata al centro ed uscire asciutta, spegnere il forno, lasciare raffreddare un poco la torta e sfornarla. Decorare a piacere IMG_2207