Pandolce all’arancia

Questa ricetta non è una ricetta di famiglia: a ben pensare a casa mia da ragazza non c’era l’abitudine di preparare torte, pasticcini o biscotti. I dolci per la colazione erano quelli che si compravano belli e fatti , i cd mottini , dal nome della azienda dolciaria che li produceva, una versione italiana dei plumcake , senza frutta secca e con tanta deliziosa granella di zucchero sul top . E andava bene così a tutti, nessuno si faceva il problema dell’olio di palma e dei grassi idrogenati. Invece  per i miei figli è avvenuto il contrario: mi dedicavo alle crostate o alle torte, che servivo loro a merenda e colazione : dolci facili e veloci, che profumavano la casa di vaniglia e cannella. Il pandolce all’arancia è stato da me fatto, rifatto, replicato, modificato, a volte con l’inserimento di cacao, a volte con l’aggiunta di uvetta, a volte ha avuto la sua forma classica, altre si è modernizzato presentandosi in versi cuoche.Oggi ho eseguito la classica, l’originale, tratta dal mio primo libro di cucina, che in fondo è quella che preferisco per il suo delizioso aroma di arancia. Quindi,fai e rifai, dai e ridai, questa è una ricetta di famiglia e si fa così :

Ingredienti :  gr 150 di farina di mandorle, gr.150 di zucchero, 50 di fecola di patate, tre uova, 2 aranci

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Preparazione:

Separare i tuorli delle uova dagli albumi , grattare la scorza di un arancio e spremere il succo di entrambi i frutti

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Montare gli albumi a neve fermissima e tenerli in frigo.

Nel frattempo  lavorare i tuorli con lo zucchero per circa 10 minuti o meno se si usa la frusta elettrica, finché non diventano bianchi. Aggiungere la fecola di patate, la farina di mandorle, la buccia raschiata di una arancio ed il succo degli aranci.

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Aggiungere al composto gli albumi, delicatamente, in modo da non sgonfiarli e versare il composto nello stampo imburrato ed infarinato oppure in pirottini singoli da forno.

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Cuocere il dolce in forno preriscaldato a 170 gradi per circa 40 min.( meno se si usano i pirottini) Testare la cottura con uno stecchino inserito nella pasta ( è pronta se lo stecchino esce asciutto ) , lasciare raffreddare in forno aperto per circa 5 minuti per non farlo sgonfiare e poi tirarlo fuori dal forno, sformare lasciare  raffreddare del tutto.Pronto per la prima colazione o la merenda :

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Pizza di riso facilissima

Oggi, domenica, ho preparato una ricetta per quelli che il lunedì vanno al lavoro portando con se il pranzo, quelli che si portano dietro la “schiscetta”, ossia un qualsiasi portavivande, dove conservare per la pausa di mezzogiorno un pasto preparato in casa. In effetti, durante la mia esperienza di lavoro a Roma, anche io ho fatto parte del popolo della schiccettta .  Dopo i primi mesi di entusiasmo per la pizzetta sottile, la schiacciata soffice,  il tramezzino di pane bianco e morbido e farcitura fantasiosa, per lo più a base di maionese ed uova, mi sono resa conto che dovevo trovare un’altra soluzione per il pranzo, non solo a difesa del mio stomaco, ma anche del girovita, pericolosamente allargato dalla quotidiana  overdose di  glutine e grassi. Riempire il sottovuoto è risultato facilissimo: insalatone, panini farciti in casa con prosciutto e formaggi freschi, e naturalmente il riso, carboidrato digeribile, versatile in cucina, che non necessità di condimenti elaborati .
Un esempio : questa pizza di riso, che preparata la sera della mattina, si presta ad essere gustata fredda, è leggera e quindi evita ” l’abbiocco pomeridiano”, ma da una prolungata sazietà

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Ingredienti: per due porzioni abbondanti: gr.150 di riso, 400 gr di acqua, gr. 50 di latte, gr 50 di parmigiano, 100 grammi di mozzarella e polpa di pomodoro pronta o pelati, sale.

Procedimento: versare il riso in una pentola e coprirlo con l’acqua e il latte. Salare e coprire con il coperchio la pentola. Lasciare cuocere fino a che il riso è cotto, solitamente fino all’assorbimento di tutto il liquido. Quindi mettere il riso scolato in una terrina, aggiungere il parmigiano e mescolare bene in modo da amalgamare il tutto.

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In una teglia tonda da 20 cm, mettere tutto il riso, distribuendolo in modo uniforme e compattandolo con il dorso di un cucchiaio

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Porre la teglia in forno caldo a 180 per venti minuti . Il riso deve essere asciutto e dorato:  così

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Aggiungere il formaggio ed il pomodoro e lasciare in forno per pochi minuti in modo che il condimento fonda

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Lasciare raffreddare e tagliare a fette:

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Panini con avena e grano saraceno, ricetta danese per la felicità

Se c’è una cosa che mi piace fare è il pane! Mi piace vederlo lievitare, sentire il suo odore diffondersi in tutta la casa, aspettare che si raffreddi per assaggiarlo e …il più delle volte scoprire che non è venuto bene, è troppo cotto, o troppo friabile, è salato o sciapo, in breve sono più i fallimenti che i successi.  Il pane vuole precisione nella misurazione degli ingredienti, vuole esattezza nei tempi di lievitazione, vuole attenzione alla cottura, vuole un giusto riposo prima di essere tagliato a fette e sopratutto occorre farlo di frequente in modo da raggiungere un buon grado di dimestichezza e manualità. E poi, se non si usa la comune farina , ma i cereali alternativi, senza glutine, è evidente che le difficoltà aumentano . Le volte che il pane mi riesce, sono intimamente soddisfatta, provo una sorta di serenità, che sfiora la gioia, un senso di rilassamento, mi sento a posto. Mi sento Hygge , parola intraducibile in italiano, che i danesi usano per indicare la loro felicità fatta da cose semplici.  Hygge è un modo di essere, uno stile di vita, è cercare di rendere la proprie casa il luogo più accogliente , passare del tempo con le persone amate e lasciare da parte i doveri. Per ora il metodo danese per essere felici impazza nelle librerie e io non mi sono sottratta : è un modo saggio  di vedere le cose  della vita, non impone eclatanti verità e non chiede di sottoporsi a estenuanti sedute dallo psicologo o a stravaganti esercizi fisici e mentale. E’ solo Hygge!  E una delle tante cose da fare è coltivare le proprie passioni e condividere il cibo fatto in casa. Anche il pane, di cui nel libro si dà una ricetta, molto semplice e tutto sommato veloce, escluso il tempo della lievitazione. Naturalmente l’ho preparato, ma ho cambiato alcuni ingredienti, introvabili da noi. Ho mantenuto le proporzioni indicate nella ricetta ed il risultato è stato ottimo! Io ho fatto il mio panino “felice “così :

Ingredienti : lievito madre essiccato gr.35, 50 grammi di grano saraceno sminuzzato, gr.50 di 50 gr. di avena in chicchi sminuzzati, 400 gr di farina di farro, 150 gr. di farina di riso, 50 gr. di avena in fiocchi, olio di oliva, sale.

Procedimento : Si inizia la sera verso le sette o le otto 

Per prima cosa ho sminuzzato il grano e la avena sativa utilizzando un macina caffè. Altrimenti basta mettere i grani in una busta di plastica per alimenti, ben chiusa, e passare più volte sulla busta un matterello, in modo sa schiacciare i chicchi. img_5284

Poi in un ampia ciotola ho sciolto il lievito in 600 gr. di acqua a temperatura ambiente. Ho aggiunto le farine, un cucchiaio abbondante si olio, ed ho mescolato con una forchetta il tutto, accuratamente, fino ad avere una pasta ben amalgamata.  Ho coperto la ciotola con un canovaccio e l’ho lasciata a lievitare tutta la notte in un luogo tiepido .( basta mettere la ciotola vicino al calorifero o nel fermo preriscaldato a meno di 100 gradi)

La mattina la pasta è cresciuta : ho acceso il forno per portarlo a 210 gradi.

Nel frattempo, aiutando con due cucchiai, ho formato dei mucchietti di pasta che ho posato su una teglia ricoperta di carta forno: img_5286

E poi ho infornato per circa 22 minuti: i panini  sono cotti e dorati !img_5287

Lasciarli intiepidire appena : ecco la colazione. Ne sono venuti una dozzina. Si conservano come il normale pane e consiglio si scaldarli leggermente al momento dell’uso

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Pizza Vegana di Cavolfiore, solo verdure senza glutine !

Che succede se la persona che hai appena invitato per cena, accetta e nel ringraziarti ti comunica che è vegana ? Succede che devi immediatamente cambiare menu, escludendo ogni possibile alimento o condimento che abbia a che fare con qualcosa di vivente . E se poi la stessa persona precisa anche di non assumere glutine, il menu si complica ancor di più ! O forse sarebbe meglio dire che diventa più semplice: verdura , solo e soltanto,  verdura!  Il panico dura non più di un nano-secondo : anch’io appartengo alla sempre più grande tribù di quelli che mangiano ” senza”! In una scala dei no alimentari, forse i vegani appaiono al vertice, ma ci sono i senza ” carne” che però mangiano pesce ed uova, ci sono i senza zuccheri- senza latticini-senza glutine , ai quali per un certo tempo ho aderito, ci sono  i senza-grassi e potrei continuare declinando mille altre combinazioni di cibi no e si. In realtà, accontentare gusto e preferenze non è una missione impossibile, anche se ti trovi di fronte ad una ristretta selezioni di ingredienti: il segreto sta nel replicare una ricetta classica, utilizzando solo quello che è permesso. Come nel caso di questa pizza saporitissima. La base è il cavolfiore, il condimento è solo vegetale, l’uovo che normalmente utilizzo per l’impasto è sostituito da un addensante vegano, a base di farina di ceci, che si trova nei negozi bio ed il formaggio? Quello proprio non c’è , non si può avere tutto . Ed ecco come ho fatto :

Ingredienti: per una pizza da 20 cm di diametro ( due grandi porzioni) occorrono gr 400 di  sole cimette di cavolfiore, 250 grammi  di bietoline, un piccolo  scalogno, 10 olive verdi, un cucchiaio grande di capperi, salsa di pomodoro, origano, olio di oliva, sale e pepe, una bustina di preparato” senza uovo”, due cucchiai da tavola di fecola di patate, due cucchiai di farina di mandorla

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Preparazione : tritare le cimette utilizzando o una grattugia a mano o il disco taglia verdure  a fori grandi del robot da cucina. Si ottengano dei grani simili ai chicchi di riso.

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In un’ampia padella, mettere il cavolfiore e lasciarlo cuocere non più di 10 min. mescolandolo spesso. La verdura non deve diventare cotta, né colorirsi, ma solo asciugarsi. Lasciarlo quindi raffreddare in una capiente ciotola . Lessare quindi le bietoline, strizzarle in modo da eliminare l’acqua e ripassarle in padella con uno scalogno tritato.

Unire al cavolfiore il “senza uovo”, già preparato seguendo le istruzione del produttore: sembra proprio un uovo sbattuto, ma è composto da farina di ceci e colorato con la curcuma

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Aggiungere un cucchiao di olio, la fecola , il sale ed il pepe. Mescolare il tutto accuratamente.

Foderare una teglia con carta forno. Distribuire il cavolfiore sulla superficie, premendo l’impasto con il dorso di un cucchiaio in modo che sia pressato e compatto.

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Condire la ” pizza” con uno strato di bietoline, le olive ed i capperi. In una ciotola miscelare 3 cucchiai di salsa pronta con due cucchiai di farina di mandorla e coprire con questo composto la superficie della pizza. Aggiungere un filo d’olio e l’origano

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Infornare a 180 gradi per circa mezz’ora : la pizza deve essere compatta e dorata . Si può gustare tiepida o a temperatura ambiente.

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Cupcake di farro al formaggio e crema di indivia belga

Il pomeriggio del venerdì mi dedico a preparare piatti che possano restare in frigo per più giorni. Di solito santifico il Sabato e la Domenica  con un calibrato ozio, che esclude impegnative sessioni ai fornelli ed include un po’ di sana socialità, un cinema, uno spettacolo teatrale, un concerto. Così ieri mi son dedicata a questi sformatini di farro al formaggio, che poi ho accompagnato con una crema a base di invidia belga. Realizzare  cupcakes non è difficile ed il loro formato ne consente la conservazione in frigo per parecchi giorni. Basta tenerli in un sottovuoto ben chiuso, nel ripiano ” fresco”, quello delle verdure per intenderci, così da prelevare quello che serve.  Poiché la farina di farro rende l’impasto denso a me piace mescolarla ad una parte di farina di riso, per dare leggerezza. E dato che amo moltissimo il formaggio alle erbe, ho adottato per il filadelfia alle erbe, che ha anche arricchito la verdura di contorno. Ma queste cupcake si accompagnano  bene semplicemente  spalmate con burro fuso, o arricchite con una fetta di prosciutto . Insomma non è possibile che vengano a noia

Ingredienti : gr. 150 di farina di farro, gr.50 di farina di riso, indivia belga circa 200 gr, una confezione di formaggio morbido alle erbe  ( 150 gr) , semi di papavero 3 cucchiai, mezza bustina di lievito istantaneo per torte salate, olio, 75 ml di latte, sale e pepe

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Preparazione :

Preriscaldare il forno per portalo a 170 gradi. Tagliare a listarelle fini la indivia, eliminando il torsolo

img_5256Porre l’invidia in una padella riscaldata con un cucchiaio di olio e lasciarla rosolare a fuoco media per 5 minuti, finché non diventa appassita. Aggiustare di sale e pepe . Lasciare riposare

img_5258In una ciotola se lavorate a mano o nel vaso del robot, miscelare le farine, il lievito, il latte, 4 cucchiai di olio e 100 grammi di formaggio, in ultimo unire due cucchiai di semi di papavero. Miscelare il tutto in modo da aver un impasto morbido e cremoso. Versare l’impasto negli stampi oliati o in robusti pirottini di carta ed infornare per circa 15 minuti.

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Provare la cottura inserendo uno stecchino nell’impasto: gli sformatini devono essere asciutti al centro e dorati. Lasciare raffreddare.

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Al momento di servire, miscelare i 50 gr di formaggio rimasto nella indivia ed aggiungere un altro cucchiaio di semi e un poco di pangrattato per addensare la verdura, riscaldandola appena.

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Tagliare a metà per il lungo le cupcake e servirle insieme alla verdura : buon appetito

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Porridge di Avena a colazione: pochi grassi, molte proteine

Oggi , o meglio stamattina, ho fatto colazione con un aromatico porrigde di avena all’arancio e mela. Per me l’avena è una novità, un cereale che ho scoperto ed apprezzato non più di due anni fa. Prima la ” parola avena” mi richiamava alla mente cibo per cavalli. In effetti, da bambina avevo chiesto a mia madre che cosa fosse la biada e la risposta era stata ” é l’avena, un mangime per cavalli”. Mi sono quindi fatta la convinzione che non fosse un cibo per ” umani”, che fosse un prodotto di scarto, simile ai croccantini, che si danno al gatto. Poi, la scoperta, complice mio nipote che ne mangia una abbondante scodella la mattina a colazione, cotta con il latte ed il miele: ho superato la diffidenza, ho assaggiata la crema ottenuta dai fiocchi, me ne sono innamorata ! Ed è un amore molto virtuoso: la avena fornisce le stesse proteine di un uovo, è ricca di sali minerali, di fibre, ha un elevato potere saziante, da una mano all’intestino. Preparala è estremamente facile : il porrigde, ossia la zuppa dolce di avena, è facile e veloce, e si declina in numerose versioni. Io ho fatto questa con arancia e mela 🙂

Ingredienti per due porzioni:

150 gr. di fiocchi di avena,  un bicchiere di yogurt , un bicchiere di succo di arancia,  la scorza grattuggiata della arancia,  una mela, un cucchiaino di  cannella. un dolcificante a piacere (miele, sciroppo d’acero, zucchero, stevia) secondo il proprio gusto

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Preparazione:

riunire tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolandoli bene. Porre la ciotola in frigo per una mezz’ora. Io preparo la ciotola la sera e la lascio la notte in frigo. In questo modo l’avena si insaporisce meglio e si ammorbidisce, così da richiedere meno tempo per la cottura .

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Trascorso il tempo , porre il composto in un tegamino, aggiungere la mela tagliata a dadi ed due dita di acqua se l’impasto sembra troppo denso. Cuocere a fuoco medio per 5 minuti, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno per evitare che attacchi.

img_5240Quindi versare nella ciotola individuale , decorare a piacere , aggiungere se si vuole un pugnetto di semi e lasciare intiepidire.

Buona colazione, anzi buonissima

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Zucca arrosto in crosta con salsa bianca

Non è ancora primavera, anzi siamo proprio nel bel mezzo della stagione freddissima. Quindi, cerchiamo cibi caldi, calorici, che confortino, quando il sole è perennemente nascosto dalle nuvole ed il buio  scende presto, immergendoci in un nero profondo. Si può reagire in tanti modi, uscendo, dormendo, leggendo,  e navigando sul web. Che è quello che ho fatto questa settimana! Gira e rigira, mi sono imbattuta nelle ricette ” tutte vegetariane” di uno chef che vegetariano non è, ma tiene negli USA una rubrica dedicata a che non mangia proteine animali. Si chiama Yotam Ottolenghi, è nato in Israele da genitori occidentali e vive a New York.La sua cucina prende ispirazione da tutte e tre le sue anime, con una preponderanza di richiami a quella medio-orientale. Me ne sono innamorata e ho scaricato un suo libro di ricette” Plenty”. Oggi propongo una sua preparazione, che però ho semplificato e resa più realizzabile  : la ricetta originale prevede spezie per noi introvabili e la panna acida, altro alimento non molto diffusa in Sicilia. Nonostante le mie sostituzioni, il risultato non deluderà : è un piatto sostanzioso, ma non molto calorico, che viene arricchito dalla crema di formaggio e si presta per i non veg ad essere accompagnato da semplici fettine di pollo alla griglia .

Ingredienti : per una dozzina di fette, occorrono gr. 500 di zucca con scorza, un cucchiaio di farina di mandorla ( sostituibile con pangrattato), 1 cucchiai pieno di parmigiano grattugiato, tre cucchiai di prezzemolo tritato, la scorza grattugiata di un grosso limone non trattato, olio di oliva, 100 grammi di formaggio morbido tipo filadelfia e un misto di aromi secchi, finemente tritati, come origano, timo, rosmarino

Preparazione :

Preriscaldate il forno a 190 gradi.

Porre la zucca, intera, e non sbucciata, in una pentola piena di acqua bollette e lasciarla cuocere fino a che si sia ammorbidita. In questo modo sarà più facile tagliarla e avrà bisogno di meno tempo per il fornoimg_5209

Lasciarla intiepidire e tagliarla a fette non troppo sottile, di circa 2 cm. Disporre un foglio di carta forno su una teglia e adagiare sopra le fetteimg_5210

Miscelare in una terrina la farina o il pangrattato, il parmigiano , il prezzemolo, la metà della scorza di limone, il succo di mezzo limone, un cucchiaino di timo secco e un poì di sale e pepe. Amalgamare il tutto.

img_5211Spennellare le fette di zucca con un filo di olio e distribuire la mistura per la crosta, pressandola bene con il dorso di un  cucchiaio o con le mani. In ultimo, aggiungere un poco di pangrattato e  ripassare sul tutto un altro filo di olio.Infornare e lasciare cuocere una mezz’ora o comunque fino a quando la crosta non assume un colore brunito.

img_5212Ecco le  fette sono cotte Mentre intiepidiscono, miscelare il formaggio con il succo ricavato dall’altro mezzo limone  e aggiungere le spezie miste a piacimento. Spolverar con la rimanente scorza di limone e la crema a parte.

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E ora a tavola : img_5218