Insalata croccante con salsa al formaggio: la pazienza e l’amore

Sabato mattina, visita  alla Biblioteca dei Beni culturali a Palermo: un’occasione unica, non solo per scoprire l’esistenza di una ricca raccolta di libri, chiaramente collegati alle bellezze della nostra isola, ma anche per visitarne la sede, ossia il villino Ida o Villino Basile, che però non mi si sembra il nome adatto, date le dimensioni  ( tre piani in altezza e mezzo isolato in larghezza, direi meglio un villone ). Un gentilissimo e colto funzionario scortava i visitatori, sottolineando gli aspetti architettonici della costruzione, le decorazioni, la composizione degli ambienti ed accompagnando il tutto con brevi riferimenti storici, note di costume ed aneddoti sul movimento Liberty in Sicilia e naturalmente sul primo padrone di casa, l’architetto Basile. Insomma , tutto scorreva bene, quando tra i visitatori si è materializzato quello che io definito ” il guastatore della visita guidata”. Avete presente quella persona, uomo o donna non importa, che si mette sempre di fianco alla guida, ma non nel circolo disegnato dalle altre persone. Il Lui o la Lei in questione si colloca un poco più avanti e sente le spiegazioni, annuendo, facendo cenni con la testa, abbozzando mezzi sorrisi, come a dire a se stesso/a” vero, giusto, informazione azzeccata, questa la sapevo!“. E poi, approfittando del fatto che l’addetto alla visita si sta guardando intorno o sta solo rifiatando, approfitta della piccola pausa e alza una voce, tra il colloquiante e l’inquisitorio, sparando la sua prima domanda…A quel punto, io so che non sarà l’ultima, ma che si esibirà in una litania continua di commenti e precisazioni, facendo il controcanto a conferma delle spiegazioni date, il contrappunto su ogni particolare che viene decantato dalla guida, quasi scalzandolo dal suo ruolo, oppure sottoponendolo alla tortura di una serie di ” perchè, ma come, e dopo che è successo, “, fino a dubitare delle risposte avute, con sottolineature, inopportune e maleducate, del tipo ” ma è sicuro? perché a me risulta invece che”. E mentre è in corso l’opera del “guastatore”, penso sempre che  sulle guide turistiche, sugli esperti di arte, su quelli che si offrono anche solo come volontari per farti vedere un museo o una casa di pregio o un monumento, grava una maledizione, del tipo, ” farai il tuo mestiere, ma nel dolore, avrai appiccicato di sopra uno scocciatore che farà di tutto per metterti in imbarazzo o semplicemente per starti tra i piedi”. Ultima notazione: il guastatore è una categoria internazionale, l’ho trovata in Italia come all’estero, cambia solo la lingua in cui vengono fatte le domande, mentre è eguale l’espressione sgomenta delle ” guide”, che si trattengono e trasudano pazienza, mentre sorridono, rispondono e vanno avanti! Io, quando intuisco che si tratta di un “guastatore”, ora non mi infastisco più come da giovane: lo considero un male necessario, mi esercito ad essere indifferente e, paradossalmente, a volte ne apprezzo la professionalità, la instancabilità,  la creatività: non è certo facile cercare di  trasformare una visita collettiva in una show personale, ci vuole impegno per monopolizzare la attenzione! Poi, a visita termina, il ” guastatore” torna nell’anonimato, a volte qualcuno che lo conosce gli dà una pacca sulla spalla, per lo più tutti si allontanano, la guida si rilassa, prima di iniziare un altro tour. Una volta, ho ringraziato uno di questi accompagnatori e mi sono complimenta per la pazienza e la risposta è stata” si sbaglia, non è pazienza, è amore per il lavoro”. Già Amore: ero davanti ad un inguaribile romantico o ad un grande saggio? Quasi, quasi, lancio un sondaggio ! A proposito di amore, il vasetto che si vede in foto in alto, in primo piano, è una bella bomboniera di matrimonio, datami da una giovane coppia. Ho subito pensato” che amore” e ho deciso di dedicare loro questa semplice insalata. PS: Grazie della  pazienza , mi sono resa conto che nella mia storia mi sono dilungata , ma la ricetta è velocissima e facilissima

Ingredienti :

  • per l’insalata un finocchio grande e tre carote piccole; un piccolo avocado maturo.
  • Per la salsa :un cucchiaino di senape all’antica,  due cucchiai di formaggio cremoso, tipo Philadelfia o caprino, il succo di mezzo  limone, un vasetto di yogurt intero, sale, pepe

Preparazione: Tagliare, utilizzando la lama per verdure del robot o usando un coltello affilato o il taglia-tartufi, il finocchio e le carote; sbucciare l’avocado ed aggiungerlo, a tocchetti, alle due insalateIMG_1378

Nel mixer o con il mini-pimer, frullare insieme gli ingredienti per la salsa, fino ad ottenere una bella crema. L’acidità dello yogurt viene assorbita dalla dolcezza del formaggio. Aumentando le dosi di quest’ultimo, si ottiene una crema più morbida al gustoIMG_1379

Pronta! Si può condire subito l’insalata o fare come me: versare la crema in una ciotola, in modo che ciascuno si serva come vuole IMG_1382

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