Torta di mele al mandarino e piccole riflessioni al bar sotto casa

Ritorno a casa: sono mancata solo dieci giorni e come sempre, la prima cosa che faccio, naturalmente dopo aver disfatto la valigia, è un giro nel quartiere per accertare se ci sono cambiamenti. Già, perchè nella mia strada, nelle vie adiacenti, tutto intorno a quello che è il mio mondo abituale, avvengono modifiche, piccole e grandi, “ tempo nente”, come si dice in siciliano, ossia in un periodo così piccolo che proprio non te lo aspetteresti di trovare delle novità. Invece…ogni volta c’è ne una. Questa volta è toccato al barsottocasa: lo scrivo così, tutto unito, per sottolineare che è sempre stato lì, da anni, tanto che non c’era bisogno di conoscerne il nome o di vedere l’insegna. Uno di quei posti dove la mattina entri in automatico e non parli nemmeno, fai un passo, dici buongiorno ed appena arrivi al bancone il tuo caffè è già li che ti aspetta, con la spumina di latte che trema, ma non supera il bordo della tazzina. Insomma il macchiato perfetto! Per la verità, è  solo cambiata la gestione del locale, come è già accaduto altre volte, e so benissimo che devo solo avere un poco di pazienza e molta costanza nel chiedere “Per favore, un caffè, macchiato, al vetro”, per addestrare il nuovo addetto alla macchina e creare una prassi “ virtuosa”. Ma se il barista è antipatico? Peggio, se io non gli sono simpatica? Peggio ancora, se uno che non ha buona memoria? E se non hanno “ il vetro” ossia la tazzina trasparente? E poi, se è diventato uno di quei bar dove si parla solo di sport o ( qui ci metto due peggio- peggio) si discute di politica in modalità “rabbia M5S”? Questi pensieri mi si affollano in mente in un nano-baleno: mi faccio coraggio, entro: non è cambiato niente! Stesse tazze, barista sorridente, atmosfera rilassata da “ bar di quartiere” , bancone tirato a lucido ed una migliore qualità della miscela. Mi dico che mi sono afflitta inutilmente, per restare attaccata al passato, per resistere al cambiamento, mentre è più facile accettare l’evolversi delle cose, che magari sono meglio e comunque sono nuove e perciò più interessanti. E’ così concludo il rito della “ tazzina” con questa piccola riflessione trascendentale! Un vero e proprio “ caffè filosofico” ! E se avessi avuto davanti la mia torta di mele al profumo di mandarino, chissà cos’altro avrei pensato! Perchè? Perchè è un dolce leggero e profumato, adatto per la prima colazione o la merenda che induce a rilassarsi ed a lasciarsi andare. Questa è la ricetta :

Ingredienti : 125 gr di farina di riso , gr. 125 di farina di mandorle e 80 grammi di fecola di patate, una bustina di vaniglina, due mele, 100 ml di succo di mandarino, 2 uova grandi, 2 cucchiai di succo di acero o di miele, 1 yogurt intero, una bustina di lievito.

Preparazione : tagliare a fettine le mele e metterle in una ciotola, versando sopra il succo di un limone in modo che non anneriscano.IMG_2196

Im una capiente ciotola, miscelare le farine e la fecola, aggiungere un uovo alla volta, sempre mescolando, la vaniglina, lo sciroppo d’acero o il miele, il succo di mandarino e lo yogurt; sbattere il tutto con un cucchiaio di legno o con le fruste elettriche o in un robot da cucina in modo da avere un impasto liscio. Aggiungere infine il lievito, miscelando ed in ultimo e velocemente le mele a fettine.Distribuire il composto in uno stampo imburrato ed infarinato ed infornare a 180 gradi per circa 40 minuti. Provare la cottura con la lama di un coltello, che dovrà essere infilata al centro ed uscire asciutta, spegnere il forno, lasciare raffreddare un poco la torta e sfornarla. Decorare a piacere IMG_2207

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