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Ma lo Tzazichi come si fa?

10 maggio 2013Anna Felice3 minuti di lettura

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Ieri era l' Ascensione ! Ma chi se ne ricorda più in Italia ! Invece in Belgio è festa nazionale e poiché è caduta di giovedì, tutti hanno fatto il ponte e la città di prima mattina è silenziosa ed appare deliziosamente  deserta. Sole brillante e calma eloquente: mi sono precipitata fuori, mi andava proprio di gironzolare dalle parti del centro, senza traffico e rumori. Non era proprio così: le strade ed i giardini erano invasi da turisti, che giravano, guardavano, fotografavano, facevano la fila per entrare al museo Magritte ed alla mostra di Kandisky. Il che non mi ha disturbato più di tanto: turista io, turista loro, non è che si può avere l'esclusiva della passeggiata tra i monumenti ed i parchi. A metà mattinata, ho fatto la mia telefonata di controllo: “ come sta Pupo, ha la febbre?” Mio figlio ha messo il viva voce ed ha annunciato a Pupo” Senti, senti c'è la nonna al telefono” Ed io che ho fatto, in mezzo al marciapiede della Rue Royal ? Ho cantato una filastrocca, del tutto inventata, che però fa ridere da morire la creatura, purchè cantalenata con accento siciliano apertissimo! Insomma, per dire Pupo cade, allargo tutte le o e le a, così che più o meno suona così: e Pupoooo caaaadeeee! E' arrivata subito la risata e sono stata contenta! Però, mi è venuto in  mente un episodio di Caro Diario di Moretti, quello di Panarea, quando sul porto, il protagonista chiede al bambino al telefono “ Passami mamma “ e il piccolo risponde: "si, ma solo se fai il cavallo !"  Mi sono messa a ridere da sola: ma come mi sono ridotta, chi è accanto a me penserà che sono una pazza. Mi sono guardata intorno, c' era totale indifferenza t E' logico, siamo al Nord e la gente per principio qui si fa i fatti suoi! Oppure, capisce, comprende, ed educatamente si gira dall'altro lato per sgignazzare. Comunque, ho passato il resto della giornata impegnata in seriossime attività, dedicandomi all'arte ed alla lettura! E naturalemente alla preparazione del mio Tzazichi con le barbabietole rosse, omaggio alla produzione locale di rape ed alla innata voglia di insalatine e cremine fuori “ dal coro”. E poi...mi sono riposata, perchè ho fatto a mia nuora un piccolo regalo in anticipo per la festa della Mamma, che sarà il prossimo 12 maggio, ma io quel giorno sono in volo. Perciò le ho regalato una serata “ libera” ed un intero giorno per sé, dalle 17 alle 17 dell'indomani. Aspettando a casa, distesa sul divano, ho ripassato “ Ma il croccrodillo come fà? “ anzi coooome faaaaaà? una canzoncina che a Pupo piace molto. Ho cercato di essere in forma e preparata per le splendide ore che mi attendevano. E poi non potevo certo rischiare di  sfigurare: la mamma da festeggiare fa la gallina in modo eccezionale!

Per una bella ciotola di tzazichi : fare marinare per almeno una decina di minuti 2 spicchi d'aglio tritati in due cucchiai di succo di limone ed un pizzico di sale. Quindi, trascorso il tempo, aggiungere 250 grammi di yogurt greco e un cucchiaio di olio di oliva, un po' di pepe, sale, e 2 barbietole cotte e grattuggiate ( vanno bene quelle anche quelle che si comprano già fatte al supermercato), mescolare bene,spolverare con un pizzico di origano e lasciare in frigo un'oretta.

Ingredienti citati

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