Panna cotta al cioccolato ed arancia

E’ Carnevale! Ne sono sicura,  E non perché ho consultato  sono capace il calendario gregoriano. Il carnevale, insieme a Quaresima e Pasqua, è una festa non ancorata ad una data precisa, tutto dipende da un calcolo di cui non ho alcuna idea. Ho un altro metodo di individuazione della data: se inizia il Festival di Sanremo, inizia anche il Carnevale e non occorre alcuno sforzo di informazione, perché la gara canora domina sulla TV e sui giornali e non si può ignorare.  E poi Cinsono le vetrine delle pasticcerie, che abbondano di dolci, zeppole, frappe e chi ne ha più ne metta. Una grande abbuffata prima del lungo digiuno della Quaresima. Non credo che il regime moderato del post carnevale faccia ancora parte del nostro patrimonio devozionale. Pero’ ditemi se l’astensione da cibi ricchi e grassi, la rinuncia alla carne, adottata dai nostri antenati altro non assomigli ad un moderno regime detox,  una preparazione all’arrivo della Primavera, come ora facciamo noi moderni. Anche se penso che lo scopo della dieta non fosse quello di affrontare senza patemi la ” prova costume”.  Piuttosto, era una specie di letargo dei sensi , un esercizio di moderazione, dopo aver ” pazziato” !

Per restare in tema di zuccheri e di sapori confortanti, in onore del Carnevale, ho preparato questa panna cotta al cioccolato ed arancia: un gusto forte contrastato dall’aroma dell’agrume ed armonizzato dalla panna. Dolce velocissimo da preparare e non particolarmente calorico. Ecco come si fa:

Ingredienti : per due persone : 50  di cioccolato nero ( in questa ricetta ho utilizzato massa di cacao al 100 per cento ) 200 di panna, un cucchiaio di miele o di sciroppo di acero, 1 bustina da gr.2 di agar-agar, 2 cucchiai di liquore alla arancia o di altro liquore a piacere, una arancia non trattata

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Procedimento :

Tagliare il cioccolato in pezzi piccoli e farlo fondere a bagno maria. Lasciarlo intiepidire e in un altro pentolino riscaldare la panna con il miele e l’agar-agar, per 7-8 minuti, mescolando spesso

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Quindi incorporare alla crema le seste della arancia finemente tagliate, il cioccolato, e il liquore .

Mescolare il tutto per amalgamare la crema

Imburrare o oliare due stampo da budino,  ripartire la crema e lasciare in frigo al minimo due o tre ore, in modo che la crema raffreddi

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Al momento di servire, rovesciare gli stampi su un piatto da portata : le due creme, ormai ben rassodate, si depositeranno sul piatto. Se ci sono difficoltà , basta passare la punta di un coltello, intorno ai budini, per agevolare il distacco . Decorare con quel che resta della buccia della arancia e dato che è Carnevale i coriandoli non possono mancare

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Porridge di Avena a colazione: pochi grassi, molte proteine

Oggi , o meglio stamattina, ho fatto colazione con un aromatico porrigde di avena all’arancio e mela. Per me l’avena è una novità, un cereale che ho scoperto ed apprezzato non più di due anni fa. Prima la ” parola avena” mi richiamava alla mente cibo per cavalli. In effetti, da bambina avevo chiesto a mia madre che cosa fosse la biada e la risposta era stata ” é l’avena, un mangime per cavalli”. Mi sono quindi fatta la convinzione che non fosse un cibo per ” umani”, che fosse un prodotto di scarto, simile ai croccantini, che si danno al gatto. Poi, la scoperta, complice mio nipote che ne mangia una abbondante scodella la mattina a colazione, cotta con il latte ed il miele: ho superato la diffidenza, ho assaggiata la crema ottenuta dai fiocchi, me ne sono innamorata ! Ed è un amore molto virtuoso: la avena fornisce le stesse proteine di un uovo, è ricca di sali minerali, di fibre, ha un elevato potere saziante, da una mano all’intestino. Preparala è estremamente facile : il porrigde, ossia la zuppa dolce di avena, è facile e veloce, e si declina in numerose versioni. Io ho fatto questa con arancia e mela 🙂

Ingredienti per due porzioni:

150 gr. di fiocchi di avena,  un bicchiere di yogurt , un bicchiere di succo di arancia,  la scorza grattuggiata della arancia,  una mela, un cucchiaino di  cannella. un dolcificante a piacere (miele, sciroppo d’acero, zucchero, stevia) secondo il proprio gusto

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Preparazione:

riunire tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolandoli bene. Porre la ciotola in frigo per una mezz’ora. Io preparo la ciotola la sera e la lascio la notte in frigo. In questo modo l’avena si insaporisce meglio e si ammorbidisce, così da richiedere meno tempo per la cottura .

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Trascorso il tempo , porre il composto in un tegamino, aggiungere la mela tagliata a dadi ed due dita di acqua se l’impasto sembra troppo denso. Cuocere a fuoco medio per 5 minuti, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno per evitare che attacchi.

img_5240Quindi versare nella ciotola individuale , decorare a piacere , aggiungere se si vuole un pugnetto di semi e lasciare intiepidire.

Buona colazione, anzi buonissima

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Menu Detox : dall’antipasto al dolce

Hello! Come va la dieta? Lo chiedo perché siamo a Gennaio ed è statisticamente provato che tra i buoni propositi per l’anno nuovo campeggia, ai primi posti, la decisione di ” rientrare nel peso- forma “, tallonata dalla intenzione di iscriversi in palestra o di camminare a passo svelto ogni giorno per almeno 20 minuti. Parlo per esperienza personale, di diete iniziate e finite nell’arco di una settimana sono una esperta! E il problema  del guardaroba troppo stretto lo risolvo acquistando uno o due nuovi capi, perché, guarda caso, i saldi cominciano proprio a Gennaio! Mi sono fatta l’idea che le mie diete sono sempre abortite non solo per la difficoltà di seguire un regime di restrizione calorica proprio nel periodo più freddo e buio dell’anno, ma anche perché alla scarsa sazietà si accompagna una monotonia nel piatto ( tutto lesso e quasi scondito), che in breve fiacca la tua volontà e manda all’aria ogni buona intenzione. Invece della dieta, dopo gli eccessi delle feste opto per una piccola modifica del mio normale regime alimentare: meno condimento, o più verdure, niente dolci con la panna. E così ritrovo lentamente il mio equilibrio: insomma in mio metodo è quello di fare ” dimagrire” le ricette, senza perciò fare una insostenibile penitenza. Oggi, sfogliando il mio date-base ho ripescato questi  tre piatti, che ripropongo: in pratica è un menù a  basso impatto calorico, per recupera la forma, senza però penalizzare il palato.

Antipasto : un’insalata di inverno : quasi un piatto unico, composta con molte verdure e qualche noce, che ha molte proprietà benefiche e sopratutto ha un grande potere saziante. Per visualizzare come si fa clicca qui

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Piatto principale : le mie polpette in stile asiatico che grazie agli aromi sono profumate e gustose. Consiglio di sostituire la salsa di pesce, che è difficile da trovare, con la salsa di soia , il risultato non cambia .Per la ricetta clicca qui 

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Dessert :Gelatina di arance. Possiamo soddisfare la voglia di dolce senza sensi di colpa: Lo zucchero generalmente è bandito dalle diete, ma non è un peccato mortale usarne uno o due  cucchiai e lo si può sostituire con la stevia. Ed ancora optare per la granella di mandorle, meno calorica,  al posto delle noci. Per la ricetta clicca qui 

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Dolce o salato: cake pera, ricotta e arancia

Ogni settimana, il mio quotidiano manda in edicola il suo supplemento dedicato al pubblico femminile: la cosa di per sé urta il mio latente femminismo. D’acchitto penso sempre che i giornali non dedicano un supplemento al mondo ” maschile” e questo mi fa sentire una  lettrice di serie B, che va invogliata alla lettura,  dedicandole articoli leggeri, trucco , moda e cucina, intervallati  sapientemente da reportage più impegnati, così da introdurre un po’ di realtà nel mondo patinato delle star cui è dedicato il servizio centrale. Ma subito mi pento di questi pensieri così categorici. In fondo mi diverte sfogliare quelle pagine, mi solletica scoprire il segreto della crema che ridà alla pelle lo splendore della adolescenza o l’ultima novità in tema di super food ed anti ossidanti. E poi c’è la rubrica di cucina, con le sue magnifiche foto, gli spunti per nuovi abbinamenti o anche solo le recensioni dei ristoranti emergenti.E spesso quando trovo un piatto che mi incuriosisce, ritaglio la pagina e me la conservo, non si sa mai, potrei provare…La ricetta di oggi è derivata per l’appunto da un servizio sull’uso della frutta estiva in cucina. Tema affascinante ma stagionale, quindi quando mi sono decisa a replicarla ho fatto qualche cambiamento: ho sostituito la frutta estiva ( pesche) con le pere, dato che siamo in autunno, ho usato farina di riso, mischiata a a quella di farro, per diminuire il  glutine , ho inserito una nota agro dolce con l’aroma di arancia, ho optato per la ricotta, invece della  invece che un formaggio più deciso.Risultato : un plumcake dolce-salato semplice e pieno di gusto, da accompagnare con formaggi per uno spizioso antipasto . E’ così che ho fatto :

Ingredienti : gr. 100 di farina di riso e gr. 80 di farina di farro, una grande pera abate, 100 gr di ricotta, un cucchiaio di zucchero di canna, mezza bustina di lievito in polvere, 2 uova intere e due tuorli, semi misti, 1/ cucchiaino di noce moscata, un’arancia piccola, 100 ml di olio di oliva evo, sale e pepe, formaggio groviera originale 

Procedimento : 

  • Scaldare il forno a 180 gradi
  • Sbucciare la pera, tagliarla in piccoli dadi e aromatizzarla con la buccia grattuggiata dell’arancia. Quindi spremere il frutto ed irrorare la pera con il succoimg_5097
  • In una ciotola, lavorare accuratamente le uova ed i tuorli con l’olio, lo zucchero e la noce moscata. Quando il composto è leggermente gonfio, unire le farine setacciate , il lievito,  mescolare per amalgamare gli ingredienti. Alla fine aggiungere, sempre mescolando, la ricotta, poi i dadi di pera, poco sale e pepe.img_5100
  • Versare l’impasto in uno stampo rettangolare foderato con carta forno, guarnire con una manciata di semi la superfice del cake e porre in forno per 40-45 minuti. Provare la cottura con uno stecco, che deve uscire asciutto.
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  • Fare raffreddare e servire con il formaggio
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Arancine di Riso Nero con cuore cremoso al Pistacchio

Per i palermitani non esistono gli arancini,  come si dice nel resto del mondo, ma solo le ” arancine” . In concreto dal punto di vista gastronomico la arancina palermitana è identica al suo omologo maschile: è sempre quella meravigliosa palla di riso allo zafferano, che al centro nasconde un bel cuore morbido ed umido di formaggio o carne al ragù , il tutto sigillato da una croccante crosta di pangrattato, ben ustionata in olio bollente. L’uso della denominazione al femminile non è è un errore di grammatica, è invece il riconoscimento del lavoro delle donne in cucina, del tempo e dell’amore dedicato a questo ” finto frutto” dalla forma di una arancia. La leggenda vuole che  questa prelibatezza ” tutto in uno” , velocissimo pranzo che in pochi bocconi fornisce  carboidrati, proteine e grassi, sia nata durante la dominazione degli arabi, osservando come costoro prelevassero il couscous, e con la mano a coppetta raccogliessero il condimento portando il tutto in bocca. E le donne abituate ad imboccare e vezzeggiare gli uomini di casa avrebbero inventato un boccone  unico! Comunque sia, ora la arancina di famiglia, quella unica e superlativa, appannaggio del patrimonio gastronomico di ” mamma ” e “nonna”, convive tranquillamente con quella sfornata da ” friggitorie ” e “boutique della  arancina” che non si limitano a friggere quelle tradizionali alla carne o al burro, ma le farciscono con sfrenata fantasia. In pratica la base è sempre il riso. ma per il ripieno è consentito scatenarsi, così che persino il nordico salmone ha fatto la sua comparso nel ” listino” accanto a arancine vegetariane o a sapore di pizza!

E’ nata la arancina” alla   ‘o famo strano” come direbbe Verdone ! Anch’io mi aggiungo ai profanatori della ricetta tradizionale, dato che, come più volte ho scritto, la cucina è come l’amore e quindi tutto è consentito: l’importante è il risultato. Perciò oggi, Arancine dal cuore nero e fondente

Ho utilizzato il c.d riso nero, che ha un sapore aromatico proprio speciale. Per il ripieno ho scelto di insaporire il formaggio con del pistacchio in crema ( non dolce) che ho ricevuto in regalo ed è stato due mesi in dispensa in attesa di essere utilizzato. Poi ho abbinato  queste arancine non convenzionali ad una crema di agrumi, con cui insaporirle per dare al tutto un sapore più marcatamente ” siculo” . Vanno bene per antipasto o per un piatto unico, tutto dipende da quante se ne mangiano! Al lavoro …

Ingredienti:

per 8 arancine ( una più -una meno ) gr. 200 di riso Venere, detto anche riso nero, 20 gr di burro, 4 cucchiai di pesto di pistacchio, una confezione di formaggio tipo Filadelfia ( gr.170 circa),  3 uova. un limone non trattato, olio, sale e pepe . naturalmente ci vuole anche il pangrattato ( io ho usato quello per celiaci che ha dentro del mais e grano saraceno, così da essere più croccante) e della farina bianca ( la mia è quella di riso )

per la salsa una arancia rossa, un pugnetto di pistacchi senza guscio e non salati, un cucchiaio di crema di pistacchio, qualche foglia di basilico, olio, sale e pepe

Preparazione

  • In una casseruola, sciogliere venti grammi di burro o olio, versare il riso, lasciarlo tostare un poco, unire un mazzetto di alloro con un rametto di rosmarino, e poi coprire con 900 grammi di acqua calda. Alla ripresa del bollore, abbassare la fiamma, coprire con il coperchio e lasciare cuocere fino a che l’acqua sia tutta assorbita. Il riso deve essere morbido e colloso. Fare raffreddare, cospargendo il riso con sale, togliere il mazzetto aromatico. Quando il riso è freddo, unire i tuorli al riso, mescolando bene. Conservare in una ampio ciotola o piatto
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  •  In una ciotola lavorare il formaggio con la crema di pistacchio in modo che il tutto sia omogeneoIMG_4657_2
  • Con le mani oliate, prendere un pugno di riso e appiattirlo sul palmo della mano sinistra e collocare al centro un poco di crema al pistacchio. Richiudere con il riso ai lati aggiungendone altro se non bastasse altro riso e formare l’arancina . Quindi passare le arancine ottenute nella farina biancaIMG_4659_3
  • Montare leggermente gli albumi  a neve: non è necessario siano sodi,  devono solo essere un poco consistenti. Passare le arancine nell’albumeIMG_4660_4
  • Poi mettere il pangrattato in un  piatto  fondo, aromatizzarlo con la buccia del limone.Passare le arancine sul composto, in modo che siano panate uniformementeIMG_4662_5
  • Mettere le arancine su una teglia ricoperta di carta forno, irrorare a filo con olio e passarle in forno caldo a 170 per una decina di minuti , fino a che siano dorate .
  • Nel frattempo, nel vaso del mini pimer frullare una rancia pelata a vivo, il basilico i postacci e la crema di pistacchio con un filino di olio. La salsa è prontaIMG_4676_7
  • Le Arancine sono pronte. Eccole qui belle e dorate IMG_4672
  • Ed eccole nel piatto  IMG_4682

Zuppa di carote e finocchi all’arancia: una mano wireless in cucina

Stanotte ho avuto un incubo: ho sognato che il mio blog era scomparso dal Web… cancellati tutti i miei file, tutti i miei “piatti” e tutte le mie storie, seppelliti per sempre in un “maxi cestino ” ai margini dell’immenso “www” nel quale siamo immersi. Vedevo i miei tre anni di attività di  cuoca virtuale galleggiare nell’infinita corrente delle connessioni, accanto a complessi calcoli matematici, a foto e selfie destinati a FB, a brani di incoerenti conversazioni, scappati da una chat, a manuali on line di complesse istruzioni su come distillare la birra in casa ,  il tutto mischiato e frantumato  in modo da sembrare un farneticante quanto improbabile catalogo di quello che noi umani siamo capaci di fare con una tastiera e una antenna wire-less. Appena sveglia, sono andata a controllare: MonAmourCuisine era ed è ancora al suo posto e d’altronde, se non fosse così,  in questo momento non scriverei! Senza scomodare la psicoanalisi, l’incubo non è sorto dal nulla: sono quasi tre settimane che non pubblico! Mi sono infortunata ad un braccio e sono stata messa a riposo forzato. Però, passata la fase acuta della tempesta, piano piano ho ripreso la cucina in mano, anzi in una mano, la destra, dato che la sinistra sta, buona buona, appesa al collo. Basta organizzarsi: solo cibi facili da manipolare, come carne tritata o pesce già porzionato , verdure già pulite o surgelate, cotture a vapore, formaggi morbidi, spezie per insaporire e spesa on line naturalmente…Oggi, dopo un poco di allenamento, la mia prima ricetta on line, questa zuppa colorata. Il mio obbiettivo: dimostrare che un buon piatto alla fin fine non ha bisogno di molte manipolazioni e che  per una cucina semplice e gustosa basta una mano una, qualche attrezzo giusto e un pizzico di passione

IMG_4459-1 Ingredienti per due porzioni di zuppa occorrono gr 200 di carote surgelate già tagliate a fette o a bastoncini, gr 150 di finocchio, due cucchiai di misto surgelato per soffritto o una cipolla tritata, 1 arancia, un cucchiaio di semi di finocchio, un dado per brodo vegetale, sale, pepe, olio EVO, parmigiano grattugiato

Preparazione 

Con l’aiuto del robot da cucina, inserendo il disco a  lama larga, tagliare a fettine il finocchio. Passarlo  al vapore nella vaporiera da micro onde insieme alle carote ancora surgelate. Bastano sei o sette minuti e le verdure sono morbide

IMG_4451Mettere a riscaldare mezzo litro di acqua oppure utilizzare l’acqua del bollitore elettrico. Ne frattempo, in  un tegame capiente rosolare uno o due cucchiai di misto per soffritto con un cucchiaio di olio, unire una manciata di semi di finocchio, un dado per brodo vegetale e lasciare rosolare per qualche minuto IMG_4452Quindi unire al soffritto le verdure, fare insaporire, versare sulla zuppa il succo dell’arancia spremuta e lasciare insaporire. Coprire la zuppa con l’acqua calda  e cuocere senza coperchio per una ventina di minuti.IMG_4453

Frullare la zuppa con il minipimer, aggiungendo una una noce di burroIMG_4454Infine, regolare di sale e pepe, condire la crema con abbondante parmigiano, decorarla con scaglie di parmigiano e portare in tavola. Fatto ! Buon appetito IMG_4457-2

Insalata di inverno : cavolo rosso, carote e ravanelli

E’ inverno  e quindi tempo di cavolo rosso, un ortaggio da me appassionatamente  utilizzato sia crudo che cotto. Amo molto farne una zuppa, dandogli una sfumatura agro-dolce, utilizzarlo appena sbollentato e condito a crudo con un filo d’olio come contorno per una semplice fetta di arrosto, ma molto , molto più spesso questa magnifica “palla rossa” è la protagonista principale di una insalata. Secondo me, è questa la preparazione in cui dà il meglio di sé : riesce ad amalgamarsi in maniera eccellente con altre verdure, non sopraffacendone il gusto, così che il piatto è comunque vario, ogni forchettata è un gradevole mix di sapori. Di solito seguo una sorta  regola aurea nella composizione delle insalate: secondo uno che di cui non ricordo il nome, nel piatto si deve avere un ingrediente crudo, un’altro cotto, una nota acida o piccante ed un’altra dolce, in modo che le verdure, a ogni boccone, rivelino quanto sia immensa la varietà di gusti nel mondo vegetale. O molto più semplicemente, come dico io, come si possa ottenere sempre il meglio da quello che la natura ci offre, dedicando alle nostre insalate un poco di fantasia ed un poco di amore!

Ingredienti: per 4 persone, un piccolo cavolo rosso o metà di uno grande, due carote grandi, dei ravanelli ( 5 0 6 a seconda della grandezza, una noce di burro, , un cucchiaio di zucchero, olio EVO, cumino in polvere, coriandolo in polvere, due arance non trattate, aceto di vino bianco, sale e pepe, una decina di noci sgusciate IMG_4418

Preparazione

  • Si Inizia dal condimento: in una ciotola versare un cucchiaino abbondante di cumino in polvere uno di coriandolo ed un pizzico di pepe nero macinato fresco; unire tre cucchiai di olio EVO, la scorza grattugiata di un arancia bio, il succo della arancia ed un cucchiaio di aceto bianco e un pizzico di sale. Amalgamare il tutto e lasciare la marinata a riposare almeno una mezz’ora . IMG_4428
  •  Poi si passa alle carote, cotte alla Vichy, ossia seguendo una delicata ricetta francese che utilizza l’ acqua termale di Vichy, ma in verità basta dell’acqua minerale.  Tagliare le carote a rondelle, dopo averle pulite. Metterle in una casseruola insieme al burro, un cucchiaio di zucchero ed aggiungere acqua se possibile minerale, fino a coprirle. Chiudere la pentola con il coperchio e lasciarle cuocere fino a che sono morbide, ma non sfatte.IMG_4419
  • Nel frattempo, lavare il cavolo rosso e tagliarlo a striscioline, che andranno appena cotte al vapore IMG_4425Pulita la verdura, sistemare nella base della vaporiera qualche foglia di alloro per aromatizzare l’acqua, quindi riempire il cestello con il cavolo pulito e tagliato e fare cuocere al vapore fino a che si ammorbidisce . Se si usa la  vaporiera al micro-onde bastano 5/7 min. a potenza 850 ; se non si ha la vaporiera sbollentare appena il cavolo, già tagliato, in acqua calda.
  • Quando le carote ed il cavolo sono pronti, scolarli e lasciarli raffreddare
  • Con una mandolina o nel robot da cucina affettare i ravanelli e poi sbucciare una arancia, eliminando la pellicina e riducendola a tocchetti.
  • Ora si monta il tutto : in un grande piatto unire gli ingredienti, aggiungere   la manciata di noci spezzate ed irrorare il tutto con la marinata. Ecco la visione di insieme della insalata :IMG_4431

E questa è la mia porzione: doppio piacere!  si mangia con gli occhi per il suo mix di colori ed il sapore non delude certo !IMG_4429