sformato di pesce spada e melanzane : piccola riflessione sui commenti in cucina

La ricetta di oggi non è nuova, è la rielaborazione di una precedente alla quale ho apportato una piccola modifica. In realtà, è risultata completamente diversa da quella originale,a dimostrazione del fatto, inequivocabile, che in cucina niente è ” originale” e tutto al tempo stesso lo è. Mi spiego: prendiamo ad esempio che io cucini il mio piatto preferito: la ricetta la so a memoria, il procedimento è diventato per me facile, non ho dubbi su quali ingredienti scegliere e quali tegami scegliere. Fin qui, tutto perfetto, però…però la sorpresa è sempre in agguato, nel bene o nel male, ed i commenti dei commensali ne sono la prova. Quante volte ci siamo sentiti dire ” questa volta ti sei superato/a” anche se a tuo parere non avevi fatto niente di speciale e quante volte sei finita nel più nero sconforto solo perché è stato sibilato a tavola, ” l’altra volta era meglio” o peggio ancora ” è diverso, non è come me lo ricordavo…”Mi fermo qui, anche se sui commenti negativi, a volte un poco acidi, ai limiti dell’insulto, potrei scrivere una piccola raccolta. Ci sono quelli che lanciano valutazioni e giudizi come lancerebbero, se fossero in guerra un siluro o una proiettile o una freccia: sono quelli che ritornano bambini, ricordano i battibecchi durante il gioco, le frasi che simulavano un attacco e se dette tempestivamente assicuravano la vittoria. Allora dicevano ” bang bang sei morta” oppure ” ti vista, sei dietro l’albero e questa freccia di fuoco ti colpisce”. Quindi , dopo il lancio del commento, I ” guastatori”  guardano estatici  la traiettoria del commento per vedere la faccia di chi lo riceve. A volte si pentono, si precipitano a moderare le parole, a volte hanno un sorrisetto saputello. Non è mancanza di sensibilità o di educazione, non è nemmeno puro infatilismo : è  il vezzo di chi in cucina non sa pelare neanche una patata, ma vuole  dimostrare la partecipazione ad un rito che gli è  estraneo, la sua è una forma diversa di condivisione . Quindi, superato lo shock della ” bomba”, alla fine accetto i commenti e le disquisizioni che seguono, fanno parte del gioco, come, da piccola, lo era fingere di morire dopo aver ricevuto la fatale intimazione ” ti ho vista, colpita! “. E poi, devo ammettere che il più delle volte gli amici-nemici ci azzeccano,  le loro osservazioni non sono affatto infondate, come se dilettanti avessero più sensibilità per percepire una nota stonata o la incompletezza di un sapore. Ti fanno riflettere e rivedere la ricatta.  D’altro canto, a ben pensarci, certi commenti positivi possono lasciarmi molto più perplessa. Sento di fondo una certa enfasi che mi fa dubitare della loro sincerità, un ” ma che buono” di routine. E quasi quasi preferisco gli aggressivi-negativi, almeno sono sicura che sono spontanei e veri. Come al solito, le cose non hanno una faccia sola, hanno in sé il bianco e nero. Il che mi facilita l’introduzione della mia ricetta. In  originerà deciso che avrei preparato i miei involtini di spada e melanzane, un piatto che ha avuto una buona accoglienza, stando alle statistiche del mio sito. Però,  mentre aprivo l’involto della pescheria e guardavo le sottili fettine di pesce spada, appositamente ordinate, mi sono resa conto che assomigliavano a fettine di gruviera, con buchi e strappi qua e là . Impossibile  pensare di avvolgere il ripieno. La previsione, a fine cottura, era quella di vederlo sparso tutto intorno ad un involtino sgonfio. Allora, largo cambiamento e spazio alla creatività, non senza avere prima inviato parolacce al mio fornitore. Da involtino a sformato in teglia, con conseguente ” cattura” del ripieno”: bang bang ! Ho vinto 🙂

Ingredienti: per una grande teglia ( 10 porzioni abbondanti): un Kg e mezzo di fettine sottili di pesce spada, due melanzane medie, olive denocciolate gr 100  e capperi dissalti gr 60, due arance grandi , due acciughe sott’olio, gr.150 di pangrattato, sale, pepe, peperoncino, una noce di burro, un cucchiaio di aceto balsamico, olio EVO, origano

Preparazione: in una ciotola mettere le fettine e coprirle con un filo di olio, il succo di una arancia, sale, peperoncino, e due cucchiaiate di origano secco. Mettere in frigo a marinare per mezz’ora. Nel frattempo, tagliare a dadini le melanzane e riscaldare due cucchiai di olioin un ampia padella. Quando è caldo, unire le melanzane e tenerle a fuoco medio rimescolandole spesso. In una decina di  minuti o poco più diventeranno tenere e dorate. Aggiungere le olive ed i capperi, il sale e se si vuole il pepe. Spegnere e tenere da parte.  Ecco la padellata

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In un altra padella, fare sciogliere con un poco di olio le due acciughe e poi unire il pangrattato, versare dentro il succo di una arancia e mescolare in continuazione finché si ha un composto dorato : più o meno così
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Imburrare la teglia, distribuire alla base le fettine , in modo da coprire il fondo, e versare sopra parte del ripieno, livellandolo su tutta la superficie e poi cospargere con il pangrattato . Continuare per più strati fino a che tutti gli ingredienti sono esauriti
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Infiocchettare la teglia con dadini di burro ed infornare una ventina di minuti a fuoco mediO (circa 150 gr.) fino a che si forma una crosticina
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Eccola la mia teglia ben dorata : portare a tavola calda o tiepida ed attendere i commenti . Buon appetito
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