Insalata velocissima di cardi ed arancia: ecco il fast-food siciliano

Questo post e questa ricetta sono dedicati al fast food più antico che io conosca: quello del fruttivendolo! Ricordo da sempre come i nostri fruttivendoli palermitani, a seconda delle stagioni, esponevano non solo la frutta e la vedura del momento, ma anche una serie di pentoloni e teglie che contenevano quelle stesse verdure in versione “ già pronta”. A primavera, tempo di patate novelle c’era posata sul marciapiede la quartara, ossia un pentolone di ferro, così pesante che ci volevano due persone per trasportarlo, con i tuberi lasciati con la loro sottilissima buccia, belli e cotti ed in attesa di essere prelevati con un mestolo forato. L’unità di misura non era il peso, ma il denaro. Alla domanda “ quanto ne faccio” si rispondeva Me ne faccia cento lire. Questa risposta ha, negli anni,  seguito l’andamento dei mercati, l’inflazione ed il cambio di moneta per diventare Me me dia un euro. C’erano i carcipfi bolliti, da sfogliare una foglia per volta, c’erano d’estate cipolle e peperoni cotti al forno, ( nel vicino panificio), c’erano le lumachine all’aglio a luglio, i babbaluci del festino, il sanguinaccio , esposto nei cesti di vimini,decorati con foglie di alloro, la zucchina lunginaria cotta e lasciata in acqua e ghiaccio e via dicendo. Ora i nostri fruttivendoli hanno ridimensionato l’offerta, soppiantati dai negozi di gastronomia, persino dai supermercati, che presentano piatti pronti, e non usano il coppo per avvolgere la merce, ma raffinate confezioni emermetiche in palstica trasparente. Un’ altro segno che la tradizione del take away resiste, ma si evolve. Ma il nostro fast food vegetale tutto sommato resiste: l’altro giorno, tornando a casa, afflitta dalla consapevolezza che non ” avevo niente ” per il pranzo, il bancone del fruttivendolo mi richiamata: accanto all’ingresso c’era un angolo ” fast food e take away”. Fine della mia pena: ho comprato un cardo gigante, un cardone come si dice a Palermo, già cotto, prelevato dalla quartara dopo una accurata osservazione dei suoi compagni di bollitura, con una significativa ed imperiosa indicazione dell’indice: voglio quello, ho detto ed il negoziante si è pure congratulato per la scelta! Ma erano tutti eguali! Così in pochi minuti , una volta casa, l’ho trasformato in insalata e poi in piatto unico appagando la mia voglia di verdura e la mia fame di proteine, in questo mix che più siciliano di così non si può!

Ingredienti : un grosso cardo già bollito, una arancia  e una scatola di tonno sott’olio, una manciata di capperi e una di olive, olio ed aceto, sale e pepe.

Preparazione : Bastano 3 mosse…pronti ? Via !

Tagliare il cardone appena comprato in pezzetti regolari e metterlo in una ciotola capiente

IMG_3244cardiAggiungere gli altri ingredienti ossia l’arancia pulita e tagliata a cubi, i capperi e le olive; in ultimo aggiungere il tonno, sgocciolato, sale e pepe e una spruzzata di aceto leggero, come quello di mele. In ultimo un filo di olio…lasciare riposare qualche minuto, dopo aver rimescolato il tutto, in modo che la verdura assorba il condimento e …A tavola IMG_3245conditi e poi nel piatto:IMG_3247piatto

 

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