Piccola tartare di salmone

Mi sono presa una giornata di festa anch’io, anche se qui il 25 aprile e’ una giornata come tante. C’è stato un sole stupendo ed una temperatura straordinariamente calda, quindi niente post, niente cucina ed un pomeriggio all’aria aperta!. Ho spiegato ad una gentile signora con cui conversavo, seduta su una panchina, a godermi il sole con Pupo in braccio, che in Italia dal 25 al 1 maggio , coincidenze permettendo, si può fare un lungo ponte prendendo solo pochi giorni di ferie, perché due feste più il sabato e la domenica di mezzo fanno 4 giornate per così dire gratis, cosi che bastano due permessi ed ecco la ” settimana lunga” tutta per sé e per un piccolo  viaggio. La dame annuiva interessata ed io mi sono guardata bene dal raccontarle come era andata l’ unica volta che avevo potuto approfittare di questa sequenza magica di giorni di festa. Già perché quando l’ho fatto un ponte così lungo, quasi 10 giorni, abbassando di poco il capitale delle ferie? Dal 24 aprile al 3 maggio nel 1986, in Russia, con il seguente itinerario: Leningrado Tsblisi, Mosca, insomma ero proprio nel posto sbagliato al momento sbagliato mentre si consumava la tragedia di Chernobyl. Il massimo della sfiga: per la verità, anche se si era in piena glasnost, non penetrò nessuna notizia , sul punto le guide furono mute come pesci, ma i parenti dall’ Italia telefonarono atteriti, pregandoci di tornare. Naturalmente, nessuno interruppe il viaggio, sopratutto perché non capimmo la gravità di quello che era successo e solo quando ritornammo in Italia, furono chiare tre cose: la tragedia che aveva colpito la Ucrania, il disastro ambientale, la pesante eredità che sarebbe rimasta alla terra e sulla terra. Da allora in poi, non ho fatto nessun altro ponte di primavera! Forse le occasioni non sono mancate, forse ci sono state altre favorevoli  coincidenze di giorni, ma non le ho notate , non ci ho fatto caso. O, forse, non riesco a dimenticare.  O forse meglio, molto meridionalmente, mi sono data una regola di scaramanzia cui fedelmente non ho ceduto: e poi tutti mi descrivono razionale! Comunque, non è vero che non ho preparato, ho solo tenuto i fornelli spenti, approfittando del presenza nel reparto congelati del frigo di una fetta di salmone. L’ho lasciata scongelare la notte nel frigo e l’indomani era pronta e morbida. Per chi come me ama il pesce crudo, questo è l’unico modo per non rischiare il famoso ” vermetto” che avvelena il pesce e per mangiarlo in tutta sicurezza! Dimenticavo: la tartare, con lo stesso procedimento, viene benissimo anche con il tonno fresco. IMG_0067

Preparazione: per 4 persone, tritare gr. 600 di salmone con il coltello, in modo grossolano; aggiungere il succo di un limone e di una piccola arancia, gr.50 di capperi e prezzemolo o erba cipollina; condire con sale pepe e olio, formare dei piccoli tortini, o con le mani o aiutandosi con un anello coppa-pasta; servire su un letto di rughetta, aggiungendo alla insalata a piacere, foglie di indivia, arancia a dadi, olive e capperi .

 

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