Gnocchi di ricotta,bietoline e salmone

E anche  Santa Lucia è passata! A Palermo , in onore della Santa, si mangiano solo arancine a colazione, pranzo, merenda e cena! Una una piacevolissima quanto impegnativa pratica di devozione, il palato ringrazia e lo stomaco…un po’ meno.L’indomani, in genere, si cerca di smaltire questa overdose di riso condito in tutti i modi, seguito,  secondo tradizione, a abbondanti porzioni di ” cuccia”, un dolce, anzi un dolcissimo,  budino a base di crema di ricotta e grano cotto con zucchero e aromi.

In questi anni , ho  pubblicato sul sito ricette di arancine ( o arancini, come dicono al Nord) alternative,  diverse da quelle classiche, ma pur sempre a base di riso. Dopo le Arancine di Riso Nero con cuore cremoso al Pistacchio ( clicca per la ricetta) mi sono lanciata con la L’ arancina nuda ovvero Frittelle di riso senza glutine( clicca qui per la ricetta) 

Questa volta , invece, ho optato per una ricetta semplice, che possa saziare ed allontanare la pesantezza del festival della ” Arancina” e ” Cuccia” celebrato in  onore della  Santa .  La ricetta di oggi nasce principalmente dalla voglia di un piatto leggero e poco calorico: gli ingredienti sono quelli che spesso arricchiscono il cuore della arancina, almeno di quelle in  versione moderne e light: verdure, ricotta e salmone ben amalgamati . Non proprio delle arancine, anche se hanno la forma tonda, piuttosto degli gnocchi con ingredienti poco lavorati e quasi del tutto privi di grassi . La ricetta è stata realizzata al micro-onde, per avere in modo facile e veloce, un buon piatto.  Ecco cosa ho fatto:

Ingredienti  : per due abbondanti porzioni:  Una fetta di salmone da 120 gr.circa , bietoline o erbette 200 gr., 100 gr. di ricotta, 1 uovo, 40 grammi di farina , 100 di pangrattato o 2 fette di pancarrè, un limone non trattato, burro gr 30, salvia , sale, rosa

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Procedimento

Lavare la verdura, scolarla appena  e passarla in un apposito contenitore al micro-onde a potenza 8 per circa 4 minuti. Strizzarla e tritarla. Nel frattempo tagliare a cubetti il salmone

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In una ciotola, sbattere l’uovo con un pizzico di sale, aggiungere la ricotta e miscelare bene

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 Quando il tutto è amalgamato, unire la verdura, il pangrattato, la farina ed  salmone, in modo da ottenere un composto morbido ma omogeneo

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IMG_2471Con le mani inumidite, prendere un po’ del composto e  formare una pallina della dimensione di  una grande noce. Mano a mano che sono pronte, mettere le palline nella vaporiera da micro-onde e lasciarle cuocere per 6 minuti a potenza media.( naturalmente va bene anche la cottura tradizionale o a vapore o lessando in acqua bollente salata le palline per pochi minuti, fino a che non affiorano)  Nel frattempo sciogliere il burro con la salvia, qualche filetto di scorza di limone e qualche grano di pepe rosa

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 IMG_2476Tutto è pronto, è tempo di portare le palline in tavola dopo averle condite con il burro profumato e decorate con qualche foglia di salvia.

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Spada panato agli aromi e tortino di riso con verdure e salmone

Che bel week-end che ho passato! Comincio con ordine, tanto si sa a me piacciono gli elenchi: 1) il meteo: tempo perfetto, né caldo né freddo, niente pioggia, niente vento fastidioso, ma neanche sole incandescente, qualche nuvola, qua e là a fare da parasole. Certo sarei potuta  anche andare al mare, ma non l’ho fatto, e non ho rimpianti, ormai ho capito che non ho il dono della ubiquità e che devo scegliere, secondo le mie priorità; 2)  la mia scelta: venerdì il cinema con le amiche per il film di fantascienza, un genere letterario e cinematografico che adoro, un appuntamento che non potevo  mancare. 3) sabato e domenica: in giro in città per ” le vie dei tesori” . Non vedevo la ” Casina Cinese ” dalla fine degli anni cinquanta, cioè da quando ero una bambina di 8-10 anni ( non posso essere più precisa). Ma questo la dice lunga sui tempi di restauro di un monumento in Sicilia! La palazzina è stata chiusa così tanto tempo che alla fine mi ero dimenticata della sua esistenza. Poi il giorno del Signore, di pomeriggio, un giro per chiese e cappelle, naturalmente anche queste aperte solo per l’occasione, altrimenti ben sigillate per il resto dell’anno. Piccoli grandi tesori ” serpottiani“, ricchi di stucchi, e immense cappelle decorate con il mosaico barocco più sfrenato, e cripte nascoste nel ventre di una canonica, popolate da personaggi misteriosi…Insomma, è stato un fine settimana perfetto, emozionale e rilassante. Manca il resoconto della domenica mattina ed eccolo: sono stata pigramente casalinga ed ho fatto quello che fanno tutti quelli che sono appassionati di cucina: ho preparato, con un pizzico di attenzione e di amore in più il pranzo della domenica. Eccolo qui un tortino di riso che accompagna una portata di pesce: IMG_4215_2

Non è molto ” tradizionale”, ma io non mitizzo ” il ragù di mia nonna”, che dopo pranzo ti stendeva sul divano per ore. Volevo qualcosa di svelto, gustoso, completo, in modo da mettermi in moto nel primo pomeriggio, con la giusta energia e senza portarmi appresso  alcun senso di pesantezza.  E penso di essere riuscita…Provare per credere!

Ingredienti : 2 porzione abbondanti: per il riso: gr. 160 di riso tipo carnaroli, 1/2 finocchio grande o uno piccolo, 1 mazzetto di cavolo nero, semi di finocchio e di carvi  ( sostituibile con il cumino) 1 carota, brodo vegetale, limone , olio e gr 100 di salmone affumicato

per il pesce:  2 fette di pesce spada, panatura già pronta ( io ho usato quella gluten-fre a base di grano saraceno), due cucchiai da tavola di pecorino grattugiato, un piccolo mazzo di menta, olio e limone, sale e pepe

Preparazione: 

Tagliare la verdura, a piccoli pezziIMG_4200

Tritare finemente la carota e farla rosolare con i semi di finocchio e il carvi o il cumino. IMG_4201Aggiungere le verdure ed il riso lavato e sgocciolato, ed un poco di sale. Dare una mescolata e coprire il tutto con brodo caldo o acqua  ( 250 gr di liquido)  IMG_4202

Aspettare che riprenda il bollore, coprire con un coperchio, abbassare la fiamma e fare cuocere, senza mai mescolare, fino a che il liquido è assorbito. Quindi, dopo il riposo di alcuni minuti, sgranarlo con una forchetta e aggiustare di sale e pepe
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Nel frattempo, lasciare marinare le fette di salmone in poco olio e limone e tagliare in piccoli pezzi il salmone.IMG_4207

In una ampio piatto fondo miscelare il pecorino con la panatura, la menta, il pecorino ed abbondante pepe .IMG_4204

Rompere un uovo in un piatto ed aggiungere un poco di latte. Passare il pesce prima nella farina, poi nell’uovo e  nella panatura, pressando in modo da farla aderire. Appoggiare le fette su una teglia foderata di carta forno e farle cuocere in forno, ricoperto con un filo di olio per circa 15 minuti a temperatura alta ( 200 gradi ). IMG_4206

Ora tutto è pronto per la tavola: utilizzando una scodella, pressare il riso e capovolgere il tortino ottenuto su un piatto. mettere accanto la fetta panata e ben dorato. Buon appetito!

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Tortini al doppio salmone: sta arrivando Natale

Cucù! Di nuovo a casa, appena in tempo per rendermi conto che sta arrivando Natale. Non è che soffra di amnesia, lo so che è dicembre, so anche che giorno è, ma appena arrivata ho avuto un milione di cose da fare in casa, come spostare mobili, sgomberare stanze, svuotare librerie, ho ripreso il mio tran-tran con gli operai. Così solo stamattina mi sono resa conto che sono in ritardo in tutto: non ho deciso per i regali, nè ho pensato al menù delle feste e, per la verità, non so neanche a quale tavola mi siederò e quale albero guarderò, data la quasi inagibilità del mio appartamento. Ma oggi, facendo la spesa, ho realizzato che la festa si avvicina: al supermercato le piramidi di panettoni e pandoro, che prima campeggiavano,  si sono rimpicciolite, i ciccolattini scarseggiano e sopratutto i banconi sono stracolmi di salumi pregiati e di salmone. E’ il segno inequivocabile che è cominciata la grande danza, si va velocemente al ” via” per le grandi abbuffate…Io, poi, se vedo il salmone non resisto, mi piace moltissimo e così ho fatto scorta di quello affumicato ed anche di quello conservato. Una volta a casa, mi sono data una scossa ed ho deciso di preparare questi tortini ” al doppio salmone”, un antipasto semplicissimo da fare, che si può preparare in anticipo.Infatti, i tortini si conservano bene, se chiusi in un sottovuoto o un sacchetto di plastica, in frigo per due giorni. Per gustarli, basta dare loro una riscaldatina leggera ed appena tiepidi portarli in tavola, magari accompagnati da una bella salsina, anche  solo del formaggio morbido lavorato con un goccio d’olio oppure la mia velocissima  finta maionese che troverete seguendo il link ( Finta Maionese  ) IMG_3352

Ingredienti: per circa 18 tortini : gr. 300 di farina a scelta ( io ho miscelato tre farine senza glutine: quinoa, riso e grano saraceno in proporzioni eguali), 50 gr di parmigiano grattugiato, un vasetto di yogurt intero, 4 uova, olio di semi di girasole, latte, una scatola di salmone al naturale, circa 100 gr, salmone affumicato circa 100 gr, gr 40 di pistacchi non salati, pepe e sale.

Preparazione:  riscaldare il forno per portarlo a 150/170 gradi; in una grande ciotola, miscelare le farine, il parmigiano, e le uova, già battute come per frittata. Sbattere il tutto con una forchetta o con le fruste, anche elettriche, e aggiungere un vasetto di yogurt bianco. Usando lo stesso vasetto, riempirlo a metà di olio e versarlo sull’impasto, continuando a sbattere. Unire il salmone affumicato tagliato a strisce, quello in scatola, dopo averlo spezzettato, ed i pistacchi. In ultimo, quando il composto è amalgamato sciogliere una bustina di lievito per torte salate in un poco di latte tiepido ( ne bastano due dita) ed  versarlo nella ciotola mescolando bene. Distribuire la pasta in piccoli stampi, come quelli da plumcake o simili e lasciare cuocere 20-25 minuti. E’ bene sorvegliare la cottura e provarla con uno stecchino, infilato nella pasta: se esce asciutto i tortini sono pronti. Lasciarli raffreddare in forno spento per altri 10 minuti e poi sfornare.

Eccoli qui tutti insieme IMG_3348

I pistacchi non si vedono, non sono granché come fotografa, ma al gusto si sentono IMG_3351

Cavolo cappuccio ripieno alla russa : dedicato alle amiche !

Ho partecipato al corso di cucina russa: tre pomeriggi, con cena finale per festeggiare il Carnevale. La cosa più bella è stata l’immediata sorellanza che si è creata tra le sorridenti signore che ci hanno insegnato a realizzare alcuni piatti tradizionali e noi italiane, cui è stato messo un coltello in mano e giù lì a sminuzzare e tritare verdure, tagliare a strisce la carne, sbucciare patate e mescolare salse e  smetana ( la adorata panna acida). Così, piano piano, ci siamo addentrate nei segreti del borsch, la gustosissima zuppa di cavolo e barbabietola, l’insalata Oliv’e ( che noi chiamiamo insalata russa ), il manzo alla Stroganoff ( sublime!) ed i blinis , le loro crepes, da accompagnare al caviale ( ultra-sublime) o, in versione dolce, da coprire con miele o marmellata. E naturalmente vodka, vodka e vodka…Durante la preparazione, tra le nostre ospiti non sono mancati battibecchi, in pura lingua del Volga. Tanto le ” mie signore” all’inizio mi erano sembrate distaccate e serafiche, tanto si sono trasformate in agguerrite sostenitrici delle loro opinioni in tema di soffritto, scatenandosi in un dibattito serratissimo, di cui naturalmente non ho afferrato una parola. Il contrasto non si è composto e così il manzo alla stroganoff è stato realizzato in due versioni, una con carne infarinata ed un altra con sugo amalgamato da farina e le due fazioni si sono trovate d’accordo nell’affermare, ciascuna, che la propria era la ” sola” versione giusta! La vodka, a tavola, ha fatto il suo lavoro per accellerare la riconciliazione: archiviato il caso, si sono succeduti canti, brindisi ed abbracci! Niente a che vedere con le  lezioni di cucina, cui ho altre volte partecipato, niente chef in cattedra, solo le nostre mani che si sono ritrovate a fare gesti antichi, a riproporre rituali di donne ” insieme”, sorelle in cucina, come non mi capitava da anni.IMG_2389

Ho ripensato alle vigilie di Natale a casa di mia nonna, che comandava sulla brigata di cucina, composta dalle allora preziose tate, da sua sorella e da me! Io ero addetta a lavori umili, come sbucciare, tagliuzzare, togliere i noccioli, ma mi  piaceva guardarle, osservare i loro movimenti ed ascoltare le loro conversazioni. Si oscillava dagli aneddoti della loro infanzia alla lite sugli ingredienti, su quanto miele aggiungere al torrone e sugli aromi del ragù. Insomma si mischiavano, odori , sapori, chiacchiere, ricordi e rancori e ne venivano fuori piatti eccezionali! Proprio come quelli di domenica!  Questa magnifica esperienza, nuova ed insieme retrò, dai sapori nordici, mischiati a passionale amore per la cucina, mi ha suggerito questo piatto a base di cavolo cappuccio, che bollito, crudo o in salamoia, piace ai russi e piace moltissimo anche a me. In attesa di cimentarmi con i piatti che ho fatto con le mie amiche, ecco dunque i miei cavoli ripieni. Ho utilizzato un piccolo cavolo cappuccio detto ” puntuto”,  per la forma allungata: tagliato a metà sembra un piccolo cuore ed è dolce e tenero, perfetto per questa preparazione.  IMG_2261

Ingredienti : per un cavolo piccolo, 150 grammi di salmone, anche in scatola, gr.150 di ricotta, olio, aneto secco o se lo avete in casa un poco di finocchietto tritato , un pugnetto di capperi, sale, pepe ed olio, semi di sesamo IMG_2262

Preparazione: dopo aver tagliato in due il cavolo, sbollentarlo appena; io l’ho messo in vaporiera e l’ho lasciato ammorbidire. Nel frattempo, in una terrina, unire il salmone spezzettato alla ricotta, e, con una forchetta, schiacciare il tutto per avere una crema morbida. Aggiungere aromi, sale e pepe. IMG_2263

Con le dita allargare le foglie del cavolo ed inserire, aiutandosi con il cucchiaio, la crema all’interno, in modo  da farcirlo, come una grossa polpetta. Cospargere la superficie di semi di sesamo e di capperi

IMG_2264Accomodare la verdura in una pirofila unta di olio, passare un altro filo di olio sul tutto ed infornare per circa mezz’ ora in forno caldo a 175 gradi . Io ho aggiunto qualche seme di cumino al fondo della pirofila. Ecco fatto! Con la sua bella crosticina! IMG_2270

 

Il Salmone con contorno di finocchi e pera fa Natale!

Che Natale è senza il salmone? Questo pesce, delicatamente rosato era pressochè sconosciuto fino ad una decina di anni fa, eccezion fatta per quello marinato o affumicato, simbolo negli anni 80 di lusso, di raffinatezza, tanto che si presentava a tavola, con parsimonia,  a sottili fettine distese su piccole tartine, a volte accompagnato da caviale ( non quello grigio , ma quello nero molto più comune!). Si spendeva un patrimonio per quello che si chiamava “antipasto nordico” e però, mangiarlo ti faceva sentire glamour e chic e molto meno provinciale. A ripensarci, non era un sintomo di ricchezza e benessere, di raffinatezza, come  strombazzava la pubblicità di quel tempo, era l’inizio della ” globalizzazione”, in senso commerciale: i Nordici ( scozzesi, norvegesi o danesi che fossero) ci invadevano con i loro prodotti e noi replicavamo con pasta, parmigiano, pomodoro, mozzarella e tiramisù’! Ci abbiamo guadagnato tutti: si sono aperte finestre su gusti, sapori, ricette caratteristiche che ci hanno arricchito , culinariamente parlando! Poi è arrivato, sul banco del pescivendolo, il salmone fresco ed è passato in breve tempo da piatto ” natalizio” a piatto di tutti i giorni. Io, però, sono molto affezionata a questo pesce, mi piace la sua consistenza  e naturalmente mi piace il suo sapore, a metà tra il pesce di mare e quello di acqua dolce.  Perciò, anche per questo Natale, o magari per santo Stefano, lo suggerisco, accompagnato da questo facile contorno, che lo esalta, di sicuro lo rende  meno scontato,  meno ” quotidiano” e perciò gli ricolloca tra i piatti della festa.

Ingredienti : due fette di salmone, possibilmente, selvaggio; due finocchi medi, puliti e tagliati a fettine; una pera abbate grande, ben soda ossia non troppo matura, olio, aceto balsamico ed un cucchiaino da tè di miele, sale pepe.

Preparazione: accendere il forno per portarlo a 170/180 gradi

Dopo avere tagliato i finocchi a fettine e le pere a spicchi, oliare un piatto da forno, posare all’interno la verdura e la frutta,salare e aggiungere una dosa abbondante di pepe IMG_1782

In una ciotola sbattere due cucchiai di olio con uno di aceto balsamico e un cucchiaino di miele; quando il tutto è ben miscelato, versarlo sui finocchi e le pere , in modo che tutte le fettine siano unteIMG_1784

Infornare per 40-45 minuti, fino a che le verdure sono dorate e cotte, ma non sfatte; durante la cottura, girare ogni tanto con un cucchiaio il tutto, in modo che le fettine abbiano doratura uniforme.IMG_1785

Arrostire il pesce sulla piastra rovente , in precedenza unta e montare il piatto: pesce e contorno! IMG_1789

Insalata di salmone e indivia belga per Luciano

Ricevo questa bella mail da Luciano, un mio caro amico che mi segue con affetto: “ Difficilmente programmo la cena. Scendo e… Beh, stasera che si mangia?Cosa vorresti per cena chiedo a, non so bene chi, visto che son da solo, ma la risposta arriva puntuale, spesso geniale, mi stupisce, mi sorprende, ma da quel che c’è in casa salta fuori sempre qualcosa.C’è della polenta, evento sempre più raro, la mamma la fa sempre meno, godiamo la finché c’è. La metto ad abbrustolire, una cipolla fresca a fettine, fuoco bassissimo, pochi minuti, in terrazza prendo i doni che ci sono, maggiorana, timo profumato al limone, basilico (il prezzemolo non mi è venuto in mente, comunque il mio non è granché in questo periodo),un trito di aglio e queste erbette, dell’origano,qualche pomodorino e del “banalissimo” sgombrò in olio d’oliva, pochi minuti, sempre fuoco bassissimo e tutto si colora, cambia aspetto, si arricchisce di profumo e sapore, la polenta è pronta, buona cena. Pensando a te. Luciano” Sono commossa! Sono sempre ammirata e lo compenso un poco invidiosa dei commenti che vedo nei blogs, di quei messaggi a  a piè ricetta, in cui la “ Paola70” di turno o “ Gatta Innamorata” scrive “ oh, sei geniale” oppure “ farò questa ricetta!” o anche “ provata ed approvata( la ricetta)” insomma piccole frasi di comunicazione, che arricchiscono la tua pagina! So benissimo che nell’ottanta per cento dei casi sono “ virali”, creati da una società incaricata ( a pagamento) di metterli in coda alla ricetta, perchè fanno seguito, però sono carini! Ma più bello di quello che mi è arrivato via mail non c’è n’è ed io ne sono orgogliosa, perchè il mio amico mi ha comunicato due cose: la prima, l’affetto, il calore umano, che si può trasmettere cucinando, e la seconda, che la sua è una versione “ veneta o nordista” di un mio piccolo piatto, molto mediterraneo di pesce ( sgombro sott’olio arrangiato su un letto di zucchine marinate) che ho pubblicato questo aprile! Sono orgogliosa delle condivisione e dell’inspirato arrangiamento e gli chiedo il permesso di pubblicare il tutto. Naturalmente me lo ha dato, confessandomi però di non aver affatto letto la “ mia ricetta “ ! Delusa dalla risposta? No! Una bella lezione di umiltà per me, che mi ero montata la testa e tutti i miei complimenti  per Luciano, che mi ha offerto una prova della creatività che c’è in ciascuno di noi. Però alla fine un piccolo merito me lo prendoo, perchè è grazie alla mia visibilità sul blog che il mio cuoco veneto ha scritto ciò che ha creato, rivelando anche una deliziosa attitudine al racconto! Dedico a Luciano una insalata italo-belga: i colori sono quelli del ” tricolore”,  uno degli ingredienti è la loro lattuga, la belga appunto! Invece di aggiungere la mela alla ricetta, ne ho fatto un frullato di accompagnamento, una sorta di smoothie che qui si usa tanto, per dare un tocco di  esterofilia, di internazionalità…

Ingredienti: Carote, cetriolo, barbabietola in proporzione variabile, una lattuga belga, due fette di salmone selvaggio affumicato, una mela ed un pompelmo rosa, noci, olio, sale e pepe, yogurt del tipo greco circa 100 grammi. 

Preparazione: Tagliare le carote a filetti e il cetriolo e la barbabietola a fettine. Sfogliare la belga e prelevare due o tre foglie grandiIMG_1254

Frullare la mela, con il succo di mezzo pompelmo e lo yogurt, in modo da avere un composto omogeneo e liscio. Mettere il frullato in un bicchiere.IMG_1247

Su un piatto accomodare le verdure tagliate, condirle con olio, sale e pepe, posare sulle barchette di indivia le fettine di salmone, distribuire sul tutto le noci ed qualche fettina o dadino di pompelmo sul frullato. Ed ecco come mi è venutoIMG_1259

Salmone ” Rosa-Nero”, un libro, una verità da digerire !

Il mio libro della settimana, che non è un modo di dire, perché l’ho letto in sette giorni, da sabato a sabato, mi è stato consigliato da un giovane amico, già padre di figli adolescenti, per la sua intrigante trama. È “Non so niente di te” di Paola Mastrocola  e, complessivamente, posso dire che non è certo da Nobel , che la trama non era poi così sorprendente, che a volte sembrava un po’ un compitìno, con tanto di schemino da seguire, come si faceva a scuola. L’autrice, infatti, ogni tanto si mette a fare un riassuntino didascalico ad inizio capitolo, quasi che avesse paura che il lettore non sia in grado di capire quello che verrà esposto nelle pagine seguenti! Insomma, un romanzo con il passo del gambero:prima ti spiego e poi leggi. Però come in tutti i libri c’ è la pagina bella, quella da non perdere, quella per cui dici ho fatto bene a leggerlo,  quella che a ben pensarci ti porta a rivedere le critiche che hai fatto, quella che ti fa sembrare i tuoi contrappunti esagerati ed inopportuni e vorresti chiedere scusa alla Mastrocola, anche se sono sicura che di me non saprà mai niente e che, comunque, non gliene importerebbe un fico secco ! Ecco, ad un certo punto della storia, verso la fine, – volutamente non ho raccontato l’intreccio, così da lasciare il piacere della lettura del romanzo-, alla protagonista, che esprime la sua angoscia sul futuro del figli,  una amica  fa notare che la storia dei nostri figli, la loro vita, è l’unica che non vedremo mai come andrà a finire. Non sapremo ” come diventeranno vecchi, che nonni saranno, quando poi moriranno ” Ed il figlio, scrivendo al padre ribadisce ” nessun genitore deve voler il meglio per il figlio“, perchè nessun genitore sa cos’è che vuole il figlio. Dovrebbe ” starsene a guardare e basta, in silenzio” . E’ una grande verità, ci intromettiamo nella vita dei nostri figli, come i nostri genitori hanno fatto con noi, dimenticando quanto abbiamo sofferto ogni volta che ci venivano imposte attività, studi, frequentazioni che noi non volevamo! Insomma, la riflessione, bella cruda e nuda, espressa con questo linguaggio diretto, mi è piaciuta, ma certo è un po’ difficile da digerire, un po’ indigesta, pesa sulla coscienza, come tutte quelle che gettano uno sguardo critico su comportamenti che pensiamo sia ” giusti”, da non mettere mai in discussione! Altro argomento indigesto: la mala fine dell’amato Palermo Calcio in serie B! Per consolazione, con la certezza che torneranno le domeniche di serie A, e dato che qui a Brussels trovo sui banchi del supermercato salmone, salmone e salmone, ho pensato di fare un omaggio ai colori della maglia del cuore! La ricetta è semplicissima, digeribile ed resa più gradevole dalla salsina!IMG_0340

Ingredienti: una bella fetta di salmone, riso nero gr.80, burro, un uovo, 2 cucchiai da tavola di aneto o prezzemolo tritato, 1 cucchiaio di cipolla tritata, 2 cucchiai di succo di limone, sale e pepe e gr. 200 circa di yogurt intero, non zuccherato, o due cucchiai di panna.

Preparazione: cuocere come d’abitudine il riso, condendolo alla fine con un pezzetto di burro; cuocere a vapore o lessare il salmone; per la salsa, nel frattempo, sbattere bene l’uovo, aggiungere gli altri ingredienti, miscelare bene e tenere in fresco. Quando riso e salmone sono pronti, lasciarli intiepidirli appena, accomodarli sul piatto, ed accompagnarli con la salsa! Semplice, no!