Bicchierini di crema al tonno: nel piccolo a volte entra il grande!

Come ogni mese, un intero pomeriggio è stato dedicato al quello che io, forse molto pomposamente, chiamo ” il mio club di lettura”. Libro del mese: La morte della Pizia di Durrenmatt. Chi non l’ha letto, corra a comprarselo. Come al solito, noi componenti del club, ossia le mie amiche e me, appena sedute abbiamo cominciato a parlare, tutte insieme, senza nessun ordine: ho già descritto il ritmo se si vuole un poco sgangherato e rumoroso che imprimiamo ai nostri pomeriggi! Piena libertà, intrecciarsi di voci e commenti , ma anche pieno rispetto delle altre e delle loro opinioni. Così, superata la foga del primo quart’ora, in cui le nostre voci si sovrappongono e si scontrano come onde di mare, naturalmente torniamo a darci un minimo di ordine, parliamo a turno e tra una riflessione ed una diversione dal tema, il pomeriggio finisce presto e dopo tre ore, al momento di darci il nuovo appuntamento per il mese prossimo, non abbiamo nemmeno iniziato a pensare a quale libro dedicare il nostro tempo fino al prossimo incontro. Questa volta, però, c’è stato qualcosa di diverso, si è creata quasi immediatamente una insolita cadenzata armonia nel dibattito. Abbiamo parlato di caos e razionalità, fede e miscredenza, religione e spiritualità, del vero e del falso, dell’oggettivo e del soggettivo, di democrazia e tirannia, di apparenza e realtà, di destino e di libero arbitrio, tutti temi che sono venuti  fuori dal racconto . La storia, a dirla, è cosa di due minuti: la Pizia è quella che fa la profezia maledetta ad  Edipo, e la trama dà voce ai protagonisti della tragedia, ciascuno dei quali la racconta a modo suo e tutte le versioni si intrecciano, si raccordano e appaiono essere plausibili. Ma è come se, dentro a quelle confessioni, ci sia l’intera storia dell’umanità ed è forse per questo che tanto e tanto abbiamo detto, e tante domande e tante risposte abbiamo fatto ed abbiamo cercato. Se poi si pensa che in tutto si tratta di un racconto di appena 68 pagine, contenute in una edizione tascabile, non resta che congratularsi con l’autore e la sua capacità di condensare il mondo in formato 10×18 o per dirla diversamente in gr. 80 di carta ( copertina in cartone compresa ). Piccolo libro, grande racconto, un po’ come quello che avviene in cucina, quando in un bocconcino si condensa un sapore enorme che ti soddisfa, tanto per restare nel campo in cui sono meglio ferrata! E quasi, quasi, tutte accalorate come eravamo, stavamo dimenticando di ” fare merenda”, altra non meno importante attività che accompagna i nostri pomeriggi.  Che cosa ho preparato? piccoli bicchieri di crema di carote, tramezzini con crema di melanzane allo zafferano, ciliegie speziate, tutte ricette che ho già pubblicato. Unica novità : le rillettes di tonno, ossia una crema di tonno e formaggio,  da spalmare su pane tostato o da gustare così come è su pane tostato. E’ una delle più classiche preparazioni per l’aperitivo ;rillettes in francese è l’equivalente dei nostri ” ciccioli” e sta ad indicare tutto quello che si può fare con gli scarti della lavorazione del maiale o del salmone o della selvaggina, molto amata dai francesi. Ma assicuro che questa preparazione, semplice, rapida e gustosa non è certo uno scarto :

IMG_4059 Si fa così
Ingredienti : Per 4 :  250 gr di tonno al naturale, ben sgocciolato, 1 piccola cipolla rossa, 200 di ricotta, olio, uno due cucchiai di  prezzemolo tritato, il succo di un limone, sale e pepe.

Preparazione : Mettere il tonno, ben sgocciolato e suddivisi in piccoli pezzi,  in una ciotola capiente.

DSC00713Miscelarlo, con l’aiuto di una forchetta, con il succo di limone, la ricotta, un cucchiaio di olio,  la cipolla finemente tritata ed il prezzemolo.

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Amalgamare il tutto, che avrà la consistenza di una crema un po’ grossolana. Metterlo in frigo per un oretta in modo che rassodi e poi portarlo in tavola o distribuito in piccoli bicchieri o in una unica ciotola IMG_4057

Data la mia passione per le piccole porzioni, ho usato dei bicchierini da “assaggio” , con una listerella di pancarrè alla paprica. Ossia ho suddiviso una fetta di pane, ho spennellato ciascun rettangolo ottenuto con olio, miscelato ad un cucchiaino di paprica, ed ho messo i bastoncini su una placca ricoperta di carta forno sotto il grill, in modo che il pane divenisse croccante. Semplice e veloce:
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