Frittelle di Ficodindia ovvero la seconda puntate sulla bellezza delle bucce

Sono una cuoca o meglio una cuciniera (  cuoca mi sembra proprio una definizione troppo grossa) ed ho la caratteristica di avere passioni ” periodiche”. Mi innamoro di un tema culinario, faccio ricerche su ricerche, sia in cartaceo, che in digitale, provo e sperimento e, naturalmente, mi diverto moltissimo! Questa estate, è stata la volta della cucina siciliana: bello sforzo, dirà qualcuno, è la cucina di mammà, quale studi, quali approfondimenti, pasta alla norma, sarde a beccafico e cassata, sono nel dna di ciascun  siculo e se li porta dentro o meglio “sul palato ” a qualsiasi latitudine si trovi ! E’ vero, in pratica anche quando mi cimento nella ricetta ” indiana”,nella salsa ” alla francese”, mi accorgo che inevitabilmente sicilianizzo un po’,  magari aggiungendo un tocco di agro-dolce o abbondando con l’olio di oliva, al posto del nordico burro. Ma, esistono tante cucine siciliane e quest’anno quella che più mi ha interessato è stata quella più povera, di recupero, come cucinare le frattaglie, ad esempio le guance del vitello o le bucce di Ficodindia in caponata. Oggi, quindi, seconda puntata sulle bucce di questo frutto, che di solito, vengono destinate al secchio della immondizia e che, invece, diventano un’antipasto sfizioso, una delizia per il palato, con poche semplici mosse. La ricetta è quella tradizionale delle Madonie, dove si conserva memoria di questo piatto antichissimo. Ne  ho realizzato una versione ” gluten free”, cioè non ho impanato con il pangrattato le singole fettine di buccia. Mi è sembrata che così vi fosse maggiore leggerezza e rispetto per l’aroma della polpa di ficodindia

Ingredienti : per otto ficodindia , occorrono un uovo, un poco di farina bianca ( io ho utilizzato amido di tapioca che è del tutto gluten free e non ha sapore), sale, pepe,  due cucchiaini di zucchero e due cucchiai di aceto

Preparazione : Lavare i frutti: in genere basta passarli sotto l’acque perché perdano le spine, anche se  quelli ” moderni” coltivati e non spontanei, non vi sono più aculei. Per sicurezza, con un coltello, raschiare l’esterno in modo da far saltare anche i piccoli bottincini neri che decorano le bucce. Eccoli qui ben puliti: le corone sono state eliminate, e la buccia, una volta tolto il frutto, ritagliata in pezzi regolari. IMG_3114

Sbollentare le bucce in acqua bollente e lascirle cuocere da 5 a 10 minuti finchè non sono morbide. Stenderle ad asciugare su un tovagliolo da cucina e quando hanno perso l’acqua prepare un piatto con l’amido ed un altro con l’uovo battuto con un pizzico di sale e un poco di pepe

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In un padellino anti aderente, riscaldare l’olio e quando è caldo, buttare dentro le fettine, prima infarinate e poi passate nell’uovo e tenerle fino a quando sono dorate.IMG_3116

Mettere le frittelle su un piatto, sciogliere nell’aceto appena caldo, lo zucchero, in modo da fare una salsina agrodolce, distribuire sulle fettine e portare in tavola! Sono ottime appena fatte, è il classico ” fritto e mangiato”, ma grazie all’agrodolce possono gustarsi anche fredde IMG_3119

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