Caponata di bucce di Ficodindia, ricordi e memorie, tutto made in Sicily

Venerdi sera, o meglio, dovrei dire sabato mattina, sono tornata a casa alle due di notte:  e non ero neanche un poco stanca o assonnata! Di solito cado nel sonno più profondo appena passate le dieci di sera, al massimo riesco a tenermi sveglia fino ad un minuto prima della mezzanotte, dopo di che cerco di raggiungere casa mia, il più possibile velocemente, roba che al mio confronto la corsa di  Cenerentola verso la Zucca- Carrozza pare una lenta passeggiata. L’altra sera non ho guardato mai l’orologio e non mi sono affatto accorta del tempo, della stanchezza, non ho sbadigliato neanche una volta. Merito del magico baglio antico dove sono andata, in visita ad un amico, merito della splendida padrona di casa che ci ha ricevuto, merito delle persone con cui ci sono andata, tutto quanto ha contribuito a creare una atmosfera di amicizia, la voglia di parlare, condividere, scherzare, filosofeggiare, anche spettegolare, ma senza cattiveria, sul filo di ricordi ed impressioni che ricomparivano da chissà quale deposito delle nostre memorie, evocati da una improvvisa battuta, da uno sguardo complice, o semplicemente affiorati, seguendo il racconto di una storia o di un aneddoto. E ne aveva da raccontare di storie e di aneddoti questo baglio, con la sua torre medievale, le sue pietre antiche, gli arredi stratificati di diverse epoche, i gatti che si aggiravano tra cimeli, soprammobili, ospiti, reclamando il loro angolo di divano. Così le ore sono volate: non c’è stato bisogno di musica, nè di super alcolici, solo un bicchiere di vino fresco, nessuno ha controllato il cellulare, nessuno ha mai alzato la voce  nel corso della immancabile accesa disquisizione sui guasti della politica attuale, ciascuno ha detto la sua, sottolineando spesso le proprie opinioni con significative espressioni dialettali. In breve, era come trovarsi in un salotto di “molti, molti anni fa”, in una ” Sicilia” arguta, cordiale, feroce nel suo umorismo, compassionevole nel suo cuore. Un’isola nella isola: queste qualità, di certo, non sono scomparse, ma, secondo me, sono state ridimensionate, meglio dire compresse, forse per il sovraccarico di problemi irrisolti che ci opprimono, forse per una nostra maggiore” italianizzazione”, che ci ha fatto perdere l’ironia disincantata che accompagnava il nostro atavico fatalismo!  Per me è stato un dono, un attimo di grazia e di gioia, e per ringraziare dedico la ricetta del giorno al Baglio ed ai suoi abitanti, compresi naturalmente  alla bella tribù di cani e gatti, alloggiati e curati  con evidente amore. Ed ovviamente il piatto che ho preparato è “sicilianissimo”, appartiene alla tradizione più genuina della povera gente, quella che non poteva permettersi di buttare via niente, nemmeno le bucce! In realtà credo che sia una rielaborazione delle bucce fritte, di tradizione madonita, da attribuire all’estro di un ristoratore  della zona, che ho trovato sul web . Appena letta mi ha conquistato e me la sono annotata, aspettando che si facesse il tempo delle ficodindia. Ieri, la prova in cucina:  test superato, è facile, veloce ed è buonissima! Naturalmente, è stata modifica in relazione agli ingredienti che avevo a casa, così ho aggiunto un mio aroma di erbe, al posto del basilico ho usato della menta e ho sostituito il  mosto cotto, mai trovato in città, con del balsamico. Infine, ho spolverato la caponata di noci. Però, non è meravigliosa questa fantasia culinaria made in Sicily? Non è geniale trasformare in un piatto delizioso un involucro spinoso destinato al secchio della spazzatura? Un’ultima precisazione: nei frutti moderni, le spine praticamente non esistono più, ma, assicuro che in ogni caso dopo la bollitura delle bucce sono  eliminate completamente …Ora, al lavoro ficodindia_san_cono

Ingredienti:  bucce di Fichi d’India ( le mie erano 8 e piccole), 1 cipolla rossa di Tropea ,  al posto del sale ho usato una miscela salata di aglio, peperoncino ed erbe mediterranee, bell’e fatta, olio, aceto balsamico, gherigli di noci e menta fresca .

Procedimento: 

  • IMG_30672sbucciare i Fichi d’India e sciacquare, abbondantemente le bucce e  togliere le estremità; sbollentarle in acqua salata per 2 minuti dal bollore. Scolarle bene e tagliarle a listerelle 
  • in una casseruola soffriggere, a fuoco bassissimo, la cipolla affettata finemente con l’olio e il peperoncino, quando sarà appassita, aggiungere le bucce a listerelle e un cucchiaino di aromi. Lasciare cuocere per 5/8 di minuti, in modo che le listarelle siano per morbide e rosolate ed infine aggiungere due cucchiai abbondanti di aceto balsamico. Continuare la cottura per pochi minuti in modo che l’aceto evapori, spegnere e far riposare per almeno mezz’ora.
  • Al momento di servire, guarnire con le noci spezzettare e la menta tagliuzzata e servire fredda. IMG_3072
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