Ogni Santo Giorno a Palermo e la caponata di albicocche

Ieri, proiezione all’aperto,  nell’atrio della Galleria di  Arte Moderna, a Palermo; il film è ” Ogni santo Giorno”, realizzato in occasione del Festino 2012.  Vengono rappresentati i Miracoli Laici che, ogni giorno, con impegno costante, sono compiuti da palermitani. Questo documentario mi piace,  e chi mi conosce, commenterà subito” e grazie, l’ha realizzato suo figlio”. Io non lo nego, ne sono orgogliosa, e, poi, fare questo lavoro di regista, non dico in Sicilia, ma in Italia, in crisi, non solo economica, già mi pare di per sè un miracolo! Ma non è solo l’imperativo affettivo a fare esprimere il mio ” like” con tanto di pollice in alto. Amo che venga rappresentata una Palermo ” felix”, e non in senso edonistisco: felice, perché riflessiva, composta, completa, capace di accettare la diversità, di superare l’handicap, di vincere la paura, di alzare la testa. Sfilano davanti a me le immagini sullo schermo ed io assorbo la poesia di uno sguardo timido e pieno di amore di chi, per affermare la sua identità e le sue radici, ha bisogno di una macchina fotografica, la dolcezza di un bambino di colore, probabilmente nato qui o forse arrivato su un barcone, che cammina trascinando la sua valigetta di cartone, migrante in un centro per migranti, la sensazione del vento che sfiora il viso della skipper non vedente, che, a pelle e sulla pelle, vede la sua rotta sul mare, i volti dei ragazzi, sorridenti, compatti, uniti, che cercano dignità e offrono dignità a chi rischia di perderla, soccombendo alla oppressione mafiosa. Grandi cose in piccoli gesti quotidiani, ogni santo giorno. E mentre guardo, mi vengono in mente questi verbi: Dare, Avere, Restituire e li coniugo così: Molto mi è stato dato, molto ho avuto, che cosa sto restituendo ai  giovani di questa città? Palermo ha la peste, non ha lavoro, non ha pace sociale, non si arricchisce culturalmente, è in una fase di stallo. Questa verità è sotto i nostri occhi: e chi, come me, ha vissuto tempi di enorme benessere, di crescita e non solo economica, ora che il sistema non regge alle pressioni, che cosa deve ridare a quelli che oggi sono giovani e vogliono il loro futuro? Secondo me, deve restituire lo spazio, oggi pesantemente e massicciamente occupato da chi ha superato gli anta da molti lustri. Niente di particolare, di speciale, di eroico: ritirarsi, responsabilizzare chi ha l’età per iniziare nuove avventure, aprire le mani e lasciare che altri si facciano avanti. Ho paura che la Rosalia ragazzina, che quest’anno ci guarderà dal carro, possa pensare mentre sfila, ” Ma che città di vecchi!”  Ed io, appena la sentirò, con quel fatalismo meridionale che addolcisce la rabbia, le dirò ” Bedduzza, pensaci tu”! Comunque, qualche cosa sta cambiando e la foto in testa al post non vuole far altro che ricordare che un albero  è fatto di vecchie radici e nuovi rami: c’è chi pensa con inventiva al futuro, che si apre a nuove frontiere, senza lasciare la città :a loro, giorno per giorno, va il mio ” forza picciotte e picciotti” . E per solidarietà con chi vuol cambiare e non teme i cambiamenti,  versione rinnovata della caponata, nel solco di un tradizione agru-duci.

Ingredienti:

IMG_0663cipolla, olive

20 albicocche, 12 pomodorini datterini, 2 coste di sedano, una cipolla rossa grande, circa 15 olive verdi, gr 40 di mandorle bianche, 30 gr di capperi, dissalati, 2 cucchiai di miele o 3 cucchiai di zucchero, 150 di aceto di vino o 200 di aceto di mele, 4 cucchiai di olio, basilico. 

Preparazione: affettare sottilmente cipolla e sedano e tagliare per il lungo le albicocche e i pomodorini, tagliuzzare le olive e tritare grossolamente le mandorleIMG_0670

Stufare il sedano e la cipolla in una larga padella, con 2 cucchiai di olio ed un bicchiere di acqua. Quando sono morbidi e l’acqua è tutta assorbita, fare rosolare brevemente in modo che prendano un pò di colore. Poi, aggiungere le albicocche, tagliate a metà, i pomodorini tagliati per il lungo, le olive a pezzetti, i capperi, e le mandorle tritate in modo grossolano. Bastano 5 minuti di cottura, in quanto le albicocche ed i pomodori devono appassire appena e restare un po’ croccanti.IMG_0675

Nel frattempo in un pentolino, sciogliere il miele o lo zucchero con l’aceto e appena si alza il bollore, versare il liquido nella padella e fare insaporire per due o tre minuti a fuoco basso. Mettere la caponatina a raffreddare su un piatto largo: io prelevo la verdura con un mestolo forato, in modo che sia ben sgocciolata, la metto in una ciotola e faccio restringere il liquido agro dolce, rimasto nella padella per qualche minuto. Quindi lo verso sulla preparazione. Ciò conferisce maggiore forza e gusto alla riduzione, senza compromettere la croccantezza della verdura.

Quando la caponata è fredda, decorare con il basilico e conservare al fresco sino al momento di servire. IMG_0680

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