Come ci vedono gli ” altri”: turismo e mafia, pane alle olive per consolarci

Sono stata a Corleone, una paese associato inevitabilmente ai nomi dei peggiori suoi cittadini, ai mafiosi della ” miglior ” specie, ossia a quelli che nel loro campo criminale hanno perseguito gli obbiettivi più efferati e che, per fortuna, sicuramente non spontaneamente, hanno cambiato residenza ed ora alloggiano in stanze loro offerte dalla amministrazione dello Stato. Ma l’equazione Corleone-Mafia è lì. Appartiene ad un periodo storico ed una condizione sociale , che pesa sul passato, che compromette ancora il nostro presente. Io, da siciliana emigrante, lo so : ogni volta che, fuori dello Stretto, quindi in Italia come all’estero, ho dichiarato la mia provenienza, sono stata accolta da splendidi cori sulla bellezza naturale della mia isola, sulla magnificenza del suo patrimonio artistico, sulla sulla generosità ed ospitalità della sua gente, ma sempre con il contrappunto finale sulla violenza che la devasta, sul dolore per i suoi morti, sul ricordo indelebile delle stragi  e  delle altissime perdite di vite umane. E non posso né dare torto, né controbattere, perché sono d’accordo: nell’immaginario collettivo, pur se sommario, influenzato da media, pregiudizi, informazioni non sempre esatte, si è formata l’immagine di un’isola spaccata a metà, buoni e cattivi, come se al centro del ” nostro triangolo”, a mo’ di lama di coltello scorresse un fiume di sangue, che divide e separa. So, per avere vissuto e lavorato in questa terra e per questa terra, che, dovunque tu voglia andare, devi attraversare  quella corrente, e puoi scegliere se farti lambire, se bagnarti, se innalzare un ponticello e non sporcarti o prendere l’aereo ed andartene, ma la mala cancrena è là, nel mezzo, e la vedi da ogni angolazione della tua vita. Però, ogni volta che ne sento parlare all’estero, non posso fare a meno di sentire una punta di dolore: orgoglio ferito, certo, voglia di gridare basta, basta, non siamo solo questo sfascio e non siamo come questi loschi figuri, reazioni  legittima che si avvicenda e convive con una presa d’atto della vergogna che sento, della insicurezza che mi genera l’associazione tra Sicilia – Mafia, della sconfortante presa d’atto che ancora e per molto il binomio sarà una specie di nostro brand, di marchio, di logo. Figuratevi come ho reagito, alla mostra il nero ed il blu  del Muceum di Marsiglia (nella foto in alto  dedicato a tutto il Mediterraneo, paesi, popoli, tradizioni, conquiste di civiltà e di inciviltà. Nella sezione conflitti in atto  nei paesi frontalieri, Palestina, Egitto, Libano, Serbia e Kossovo, ho trovato lo stand ” Sicilia”! L’ottica della mostra  metteva in primo piano la guerra alla mafia, mostrava intensi ritratti di coloro che sono caduti per le loro combattive denunce o per le loro battaglie. E sottolineava che,  mentre negli anni 60 in tutta la zona mediterranea si sviluppava il turismo, e ed iniziava un’epoca di benessere, in Sicilia il malaffare mafioso campeggiava, tra speculazione e oppressione,  provocando guerre intestine alla cosca e spargendo sangue di innocenti, impedendo di fatto libere attività di impresa. Sono rimasta in un primo tempo stupita: mi è sembrato spropositata questa sottolineatura, questa enfasi e questo accostamento ai disordini politici e sociali che si sono sviluppati nei paesi, nostri vicini. Ma, come sempre, gli “estranei” vedono quello che noi non vediamo: l’imponenza del fenomeno! E’ doloroso essere indicati come una regione destabilizzante per il Mediterraneo, ma a pensarci bene la virulenza degli attacchi, la devastazione non solo fisica, prodotta da un apparato criminale, concorrenziale alla società civile ed opportunista, non è una cosa da poco, tanto da meritare, si fa per dire, una speciale menzione, come fenomeno criminale  che genera conflitto e guerra , altro-stato organizzato contro lo Stato.  La mafia è il lato oscuro , nero, del Mediterraneo,  ha infettato la civiltà delle vacanze e del turismo,  ha generato uno sviluppo malato che ha innescato povertà e non ricchezza. Non hanno torto questi osservatori esterni! L’orgoglio me lo posso ingoiare e con lui tutto il sapore amaro di una maledizione che ha impedito e ostacolato lo sviluppo del nostro benessere, reso evanescente e fragile ogni attività economica che poteva arricchirci. Mi consolo con il  pane, qui in una versione arricchita, tanto da essere in realtà una sorta di cake salato: ho messo insieme pane e companatico, e almeno lui ” il re della tavola”, l’alimento base  che nella civiltà contadina non mancava mai, è diventato ricco!

Ingredienti: un vasetto di acciughe circa 75 gr senza olio, 9-10 mezzi pomodori secchi sott’olio, gr 50 olive nere senza nocciolo, gr. 200 circa 250 di ricotta, gr 300 di farina,( io ho usato farina integrale di grano saraceno),  una bustina di lievito per pizze e 2 cucchiaini da tè di bicarbonato, 5 uova, pepe,  sale ( facoltativo9

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Preriscaldare il forno a 170- 180. In una ciotola amalgamare le uova, sbattendole con le fruste.IMG_0742

Aggiungere di seguito la farina e continuare a sbattere fino ad avere un composto liscio. Basteranno uno o due minuti con il blender o un po’ di più con la frusta a mano.

Quindi aggiungere la ricotta, miscelare, con le fruste e poi unire le olive, tagliate grossolamente, i pomodori secchi tagliati a grossi pezzi e le acciughe. Poiché le acciughe, anche ben sgocciolate sono unte di olio e ben salate, non aggiungo all’impasto sale, ma solo un pizzico di pepe. Ora, sciogliere il lievito in due o tre dita di latte appena tiepido e versarlo subito nell’impasto, miscelando bene nella pasta.IMG_0743

Con il composto riempire  lo stampo adatto già imburrato ed infarinato e cospargere la superficie con semi di sesamo o altri piccoli semi a piacere; con questa quantità di impasto, si  riempie uno stampo medio da plumcake  e tre stampi piccoli.

Infornare per circa 40 minuti, sorvegliando la cottura in modo che il pane non sia troppo cotto in superficie. Il pane è pronto se, trascorso il tempo, uno stecchino infilato al centro della forma, ne verrà fuori asciutto. Ed ecco il risultato IMG_0749

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