Pescato! Cotto e mangiato: capone con contorno di couscous di cavolfiore al curry

Sono dieci e più anni che non vado a pescare e l’unico amo che uso è quello che mia madre chiamava l’amo d’argento,  elegante espressione che vuol dire, molto semplicemente, che il pesce lo compro in negozio. Per la verità,  in fondo non è cambiato molto rispetto a prima, quando me ne andavo a pescare con mio padre, e poi con figli e marito o con amici e  parenti. In realtà, non ho mai calato una lenza e se raramente l’ho fatto, non ho provato molto gusto. Quello che mi piaceva era il contatto con il mare, lo stare in barca, essere scarrozzata dall’onda, se stavamo alla fonda, in attesa di miseri  pescetti, che faceva pena a tirarli su, tanto erano piccoli e deliziosamente colorati, oppure stare a guardare la scia ribollente dietro la barca , se si andava alla pesca al traino. Sono stata ore ferma sotto il sole, preparando le esche e innestandole negli ami, oppure, dato che ero l’unica libera, liberando le lenze, che si incocciavano, si ingarbugliavano.  Riuscivo, con molta pazienza, a a dare loro la dignità di tornare senza nodi e diritte con il filo a piombo che le portava giù o con la ” piuma” in grado di volteggiare in semi-superfice per ingannare e lusingare i tonnetti, le alunghe, i caponi, insomma i pesci di passa! Tra un pesce e l’altro,  preda trionfale dei i miei compagni di pesca,quando potevo mi facevo il bagno, ma, per lo più guardavo la costa, e mi incantava osservare il celeste leggero, quasi grigio delle sei del mattino, che diventava gradualmente sempre più intenso, oppure il calare del sole a mare, un disco rosso che si tuffava e scompariva, lasciando dietro di se piccoli bagliori, mentre l’aria diventava fresca e profumata di alga. Poi a casa,  se c’era un bottino decente in cucina: o fritturina  ( una tortura in estate ) o pesce arrosto! Come si dice: pescato, cotto e mangiato! Sono rimasta affezionatissima a quei pesci di passa e quando a settembre cominciano a luccicare sul bancone ricoperto di ghiaccio, ecco che metto in opera il mio amo personale e per lo più li sottopongo alla tradizionale cottura in forno o al vapore. Questa volta i due ” caponi” o “lampuga” hanno avuto in più la chance del contorno, che è di grande effetto e non impegna in termini di tempo. Insomma, sono tornata a casa con la spesa che erano le 13 ed alle 13 e 30 era tutto pronto: comprato, cotto e mangiato.

Ingredienti: 2 caponi, un mazzetto di finocchietto tritato, origano, olio ; per il couscous Un piccolo cavolfiore, 2 cucchiai di burro, olio ( io ho usato burro chiarificato), 2 cucchiai di curry non piccante, sale .

Preparazione: accendere il forno e preriscaldarlo a 170 gradi. Mettere i due pesci in una pirofila oliata, dopo aver inserito nella pancia del finocchietto, che li renderà aromatici. Quindi cospargerli con poco sale, il resto del finocchietto e l’origano, un filo d’olio e metterli in forno  

Nel frattempo, lavare il broccolo, dividerlo in pezzi, eliminando foglie dure e torsolo e montare nel blender il disco grattugia: passarlo in modo che la polpa sia grattugiata e assomigli ai grani del cous-cous. Lo stesso risultato si ottiene con una grattuggia a mano , ma occorre un po’ più di tempoIMG_1175

In una padella sciogliere il burro ed il curry IMG_1176

e quindi versare dentro il cavolfiore e tenerlo a fuoco vivace per non più di 5 minuti, in modo che si intenerisca un poco e assorba il condimento.IMG_1178

Pronto! A questo punto, anche il pesce dovrebbe essere pronto ed il tutto pietanza e contorno può andare in tavola. Buon appetito !IMG_1181

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