Insalata di riso

Estate! Che si mangia? E’ ovvio : insalata di riso! Si può fare in cento modi e dato che si prepara in un attimo, si mangia fredda, viene condita con molte verdure e pochi grassi.  Quando il termometro sfiora i 40 gradi, è l’unico cibo che accetto in tavola. Questa volta, per il condimento anziché aggiungere al riso solo ingredienti ” crudi”, ho utilizzato verdure cotte.  Di solito ,mi limito ad aggiungere le verdure di stagione, tagliate in piccoli pezzi, marinate in olio e limone, una porzione di tonno sott’olio o una dadolata di prosciutto e formaggio . Ma questa volta, ho preferito passare le verdure, sempre tagliate in piccoli pezzi,  in padella, il tempo necessario per farle appassire. Così il condimento del riso è risultato croccante e molto più digeribile ed il sapore del piatto è stato più marcato.

Ingredienti : gr.100 di peperoni già puliti e tagliati in piccoli pezzi , 250 grammi di funghi coltivati

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2 zucchine piccole e 2 carote piccole, tagliate a dadini

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 240 grammi di ceci già cotti e sgocciolati , 120 grammi di riso basmati , olio sale e pepe ed una manciata di nocciole; facoltativo : piccoli dadi di formaggio tipo emmental

Procedimento :

procedere alla cottura del riso: mettendolo in una casseruola coperto da acqua fredda, pari al doppio del suo peso, aggiungere il sale, ( io metto anche un pezzetto di burro per insaporire), coprire con un coperchio e lasciare cuocere senza mescolare fino a che l’acqua è tutta assorbita. Spegnere la fiamma, lasciare riposare il riso una decina di minuti  poi sgranarlo con una forchetta.

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Mentre il riso cuoce, in un ampia padella, unta di olio, fare saltare i peperoni fino ad ammorbidirli, e scolarli.  Nella stessa padella saltare anche le carote e le zucchine , aggiungendo se il caso un poco di olio. In ultimo passare in padella i funghi divisi a meta. Poi, tolte le verdure, tostare con altro olio i ceci sgocciolati, in modo che prendano colore.

Ecco le verdure appena saltate

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E questi sono i ceci

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Infine pestare con un matterello le nocciole, infilate dentro un sacchetto, in modo da ridurle in pezzi

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Quando tutto è freddo, unire al riso le verdure, cospargere con le nocciole  e se si vuole aggiungere dei dadini di formaggio, per aumentare la quota proteica del piatto . Mescolare bene il tutto: la nostra insalata è pronta. Nell’attesa di servire tenere al fresco in frigo

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Buon appetito : IMG_5439

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Tortiglioni con funghi e cime di rapa: due gusti opposti che si attraggono

Ieri mattina, leggo sul settimanale di Repubblica che  una multinazionale che produce shampoo ha realizzato un video pubblicitario, che ha scatenato polemiche a non finire e che è stato bollato in USA come spot antifemminista, ” scorretto”, quindi da boicottare. La curiosità mi ha spinto subito a  cercarlo sul Web : trovato su youtube e subito visto, non ho avuto alcuna reazione scandalizzata, anzi mi è piaciuto! Si intitola ” Etichette contro le donne” e guardandolo si capisce il perché. Il Lui e la Lei, protagonisti del filmato, compiono le stesse azioni: stanno al lavoro fino a tardi, e lui è etichettato come instancabile, lei come individualista,  danno ordini ai loro dipendenti, lui è autorevole e lei aggressiva, tengono una conferenza, lui è persuasivo, lei arrogante, si guardano allo  specchio, lui è curato, lei è vanitosa, si vestono con ricercatezza, lui è elegante, lei esibizionista. Si conclude con l’invito: non farti fermare dalle etichette! Non credo che usare i prodotti della linea pubblicizzata possano aiutare le donne a farsi largo nel mondo del lavoro ed a conquistare il posto che loro compete, per merito, ” in vera parità”, senza alcuna etichetta, che le classifichi pestifere arriviste in carriera, streghe che comandano, valchirie che utilizzano il loro fascino per avanzare o irrimediabili ” brutte” che perciò cercano nella conquista del potere femminile la agognata rivalsa sulla natura ” matrigna” che non le ha fatte belle  e via dicendo. E’ ovvio che quello che ho scritto non lo penso,  ho solo riportato alcune delle tante definizioni che nella mia carriera di lavoro mi sono sentita dire, sia da uomini che da donne, nel corso di amabili conversazioni, e sempre con la precisazione che il commento non mi riguardava, che, certo, non era il mio caso, insomma, come si dice ” esclusi i presenti”! Il video non mi è affatto sembrato scorretto, anzi è in qualche modo sincero, spassionato, un invito a fare spallucce a tutti i ricorrenti pregiudizi che accompagnano le donne! Perchè il problema reale è quello di volere dare una definizione a tutto,  fissare un immodificabile ”  così è ” per lui e un’altro ” così è ” per lei, come se in base all’inquadramento nella casella sessuale, non si sia più ” persone “, che a volte sono simpatiche ed a volte no, a volte sono brave ed a volte no, ma solo automi ” tutti eguali”, e quindi ” i maschi così “, le ” donne il contrario”. E un po’ come quando si dice che i ” siciliani hanno i capelli neri “, “l’alito dei francesi puzza di aglio”, i” tedeschi sono disciplinati”, gli ” svizzeri sono banchieri” e via dicendo: potrei continuare all’infinito nella coniugazione del pregiudizio e del luogo comune e, dunque,  ben venga un piccolo spot di uno shampoo che lavi le nostre teste e non solo i capelli! Anche la ricetta è stata ispirata dalla voglia di mescolare i gusti e non seguire alcuna categoria: così le meridionalissime cime di rapa qui sono maritate ai funghi ” color nocciola”, che hanno un leggero sapore di terra e di bosco; lei, la verdura, è amara, loro, i funghi, hanno un gusto morbido e dolce e l’unione come tutte quelle tra gli opposti, è attraente !

Ingredienti: 

per 4 persone: circa mezzo chilo di cima di rapa pulite, gr 300 di funghi bruni, 5 pomodori secchi, olio di oliva, aglio, peperoncino pasta ( tortiglioni) gr.400

Preparazione:

Lessare le cime di rapa per 8 minuti o più (dipende dalla loro qualità) in acqua salata:  Scolarle , lasciarle intiepidire e poi strizzarle molto bene. Tagliuzzare la verdura in piccoli pezzi IMG_2083

Affettare le cappelle dei funghi non troppo  sottilmente 

Fare rosolare su fuoco medio con 5 cucchiai d’olio, in un tegame grande,  due o tre spicchi di aglio con il peperoncino e i pomodori secchi tagliati a listarelle ( con l’aglio io abbondo, manco fossi francese!) 

Poi aggiungere  le cappelle  affettate lasciare insaporire per 2-3 minuti e quindi unire le cime di rapa. Mescolare e proseguire finché tutto non sarà asciutto e croccante.

 Lessare la pasta, scolarla al dente e tuffarla nel tegame.

Mescolare il tutto per 2 minuti, diluendo con poca acqua di cottura se sembra troppo asciutta  Servire subito, aggiungendo un poco di parmigiano

Peperoni ripieni carne e funghi

Siamo a novembre e mi preparo a dire addio al caldo, al sole, alle giornate limpide ed asciutte, dovrebbe arrivare il primo freddo, la pioggerella, il tempo brutto, se non no, senza inverno che Natale sarà?Come è che già penso alle feste di Natale? Non certo di mia iniziativa, niente era più lontano nella mia testa dell’idea dell’albero, dei pacchettini, del presepe e della slitta coi campanellini. Ci ha pensato a rammentarmelo una solerte ditta di vendita su catalogo: stamattina, con la posta mi è arrivata la loro ” rivisita” con la pomposa dizione ” Natale deluxe”, e con la sotto dizione ” solo per lei, in esclusiva , in anteprima le nostre novità!”. La rivista,- si fa per dire, dato che pesa quanto una enciclopedia, l’ho depositata, ancora sigillata nella sua plastica, sul tavolino del soggiorno: la leggerò, anzi me la gusterò, affascinata e rapita dalla infinita serie di paccottiglie e cose inutili che troverò, sfogliandola pagina dopo pagina, ma per ora non posso, questo lusso è riservato ad un altro momento. Lo farò un giorno in cui fuori ci sarà acqua a catinelle e da sotto la finestra entrerà un bello spiffero di freddo: io sarò sul divano, avvolta nel plaid, ad immergermi nel mercato del ” futile e dilettevole”. Prima, devo dire addio all’estate e godermi questo piccolo autunno in arrivo. E sopratutto voglio celebrare le ultime verdure estive che ho nel frigo, voglio  cucinare i miei adorati peperoni di campo, piccoli, sodi ed oltremodo saporiti. Non è solo una ricetta: è un rito, un addio  alla stagione che si è spenta, come se dicessi “buon viaggio estate, ci vediamo tra 9 mesi, ritorna”  ! Lo so che il bancone al mercato continuerà a proporre peperoni tutto l’anno, ma questi qui sono particolari, non sono stati pompati , non hanno conosciuto alcun super concime e provengono da una coltivazione in orto, insomma, sono artigianali e non industriali  come quelli che troneggiano negli espositori del negozio.  Per loro, per sottolineare meglio la cerimonia, tiro fuori quale sfondo, per le foto, un vassoio in stile veneziano che ho ereditato da mia nonna. Li faccio ripieni, ma li alleggerisco, privilegiando le verdure e gli aromi delle spezie. Perchè, senza offesa per la tradizione, i peperoni ripieni di una volta era ” vere e proprie bombe proteiche” che mangiavi a fine estate e li digerivi ad autunno inoltrato!  Era veramente un lungo addio …

Ingredienti: 6 peperoni piccoli, gr 250 di tritato, un cucchiaio abbondante di semi di cumino, uno di semi di finocchio,  un limone non trattato, una ciotola di funghi circa gr 200, due spicchi di aglio, noce moscata in polvere  due cucchiai di farina di mandorle e olio, pepe, sale

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Preparazione : Tagliare a metà per il lungo i peperoni e metterli in una pirofila dal fondo appena unto di olio. In una ciotola amalgamare il tritato con i funghi, i due cucchiai di farina di mandorla, che darà un delizioso retrogusto,  i semi di cumino,  la buccia di mezzo limone bio, grattugiata ed i due spicchi di aglio, anch’essi finemente tritati.IMG_1564

 Riempire i mezzi gusci dei peperoni, cospargere la superficie dei peperoni con semi di finocchio, spolverare con la noce moscata e  irrorare con un filo di olio; porre in forno per circa un’ora o più fino a che la polpa è tenera ma non sfatta.

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Ecco i miei peperoni in primo piano, buoni sia caldi che freddi!

Arrivederci estate !

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Tartellette fini ai funghi con cipolle caramellate: Brussels e Palermo, l’eguale ed il diverso!

Non è vero che quel che c’è a Brussels, non ci sia  anche a Palermo. Anzi è vero il contrario e ve lo dimostro con un piccolo elenco. Ma sì, una ennesima lista, la mia passione, quasi una mania, lo so:

  1. A Brussels, sabato scorso, nella piazza del parco del Cinquantenario, una società fornitrice di energia eletta faceva provare le sue auto elettriche a tutti, anche ai bambini, muniti di casco, accanto ad un istruttore,  venivano istruiti sulla guida e provavano piccoli percorsi.
  2. A Palermo, questo sabato a Piazza Sperlinga, c’era una specie di parco giochi, con toboga di gomma gonfiabile e bancarelle di giocattoli.  C’era anche un piccolo percorso sportivo per auto” telecomandate” ed i bambini potevano guardare i grandi che giocavano.
  3. A Brussels, nei week end, si va correre nei parchi, seguendo i percorsi sportivi segnalati, in mezzo al verde, utilizzando sentieri puliti e senza buche.
  4. A Palermo pure, si utilizzano i parchi, anche se non sono segnalati i percorsi adatti ai runners. Domenica sono stata al Foro Italico, un percorso molto palermitano, tra le erbe secche, che il vento ha raccolto in disordinati mucchi, le bottiglie vuote di birra, che si tengono rispettosamente lontane dal cestino dell’immondizia, e fanno bene, perchè è stato bruciato e non potrebbe accoglierle, il carrettino mobile di calia e semenza e tranquille famiglie a passeggio e la ex prua di un peschereccio, posteggiata sul molo, forse ad aspettare una nuova vita.
  5. A Bussels, ogni venerdì alle 12, si va al teatro dell’opera per il “ concertino”: nella pausa pranzo, in una saletta interna, su comode poltroncine di velluto, si assiste alla esibizione di piccoli complessi da camera, di sei o sette elementi. Il tutto pagando un biglietto di basso costo: la saletta è sempre piena!
  6. A Palermo, sabato, per la settimana della cultura, organizzata dal comune, c’è stato un piccolo e delizioso recital di monologhi poetici, scritti da una poetessa siciliana ed accompagnati dalla musica originale di un compositore, in una sala bellissima- quella degli Stemmi. Mi sono portata dietro due turisti inglesi, che volevano visitare il teatro, per la verità fuori orario : ho detto loro che potevano dare almeno un’occhiata dalla balconata delle scale, ma la maschera mi ha fermata dicendo che loro, i turisti, non potevano salire! Non ho capito perchè, dato che lo spettacolo era aperto a tutti e naturalmente era gratuito. Per superare il problema ho detto che i due erano spettatori cpme me e che capivano l’italiano. La maschera ci ha fatto passare, con  l’aria di quello che pensa” per questa volta passi!”

Morale: le occasioni, i luoghi, le manifestazioni, anche a Palermo ci sono pure, sono solo un po’ diversi e ciascuno che legge può trarre le sue conclusioni. Io, mentre correvo, ho solo pensato questo” In fondo, dover saltare le buche ed alternare terreno accidentato a duro cemento aumenta l’intensità dell’allenamento! E poi, vuoi mettere correre al tramonto, lato mare, mentre si avvicina una nave, che quasi ti pare di toccarla e sei sei fortunata, grazie ad  un giuoco di  prospettiva, ti trovi ad accompagnare l’ingresso in porto di un bestione galleggiante!”  Si sa, io pratico il pensiero positivo, non mi scoraggio mai!

 Per la ricetta, propongo queste piccole sfoglie, che ho realizzato con un rotolo di pasta già pronta e un misto di funghi coltivati. Si tratta di un antipasto dalla preparazione rapida, che comunque può anche fare da piatto unico, accompagnandolo con altro formaggio e una bella insalata. Il modo in cui si prepara la cipolla è tipico della cucina di origine francese, le cui tracce, lasciate dai famosi Monsù al servizio delle famiglie nobiliari palermitane, sono evidenti e radicate nella nostra cucina isolana. Insomma anche in cucina quello che c’è là, c’è anche qua…

Ingredienti : un rotolo di pasta sfoglia già pronta, due cipolle bianche, una vaschetta di funghi misti, un piccolo peperoncino, 2 spicchi di aglio, olio, sale, timo e semi di finocchio, una mozzarella piccola. IMG_1291

Preparazione: accendere il forno per portarlo a 200 gradi. Lavare i funghi, svuotare il peperoncino dai semi, a meno che non piaccia l’ultra piccante, e rosolare in una padella due spicchi di aglio con due cucchiai di olio. Aggiungere i funghi, il peperoncino a pezzetti, un cucchiaio di timo secco e uno di semi di finocchio  e fare cuocere il tutto a fuoco medio, in modo che i funghi rilascino la loro acqua e siano asciutti e morbidi. Ci vorranno dai 10 ai 15 minuti di cottura.IMG_1296

In una altra padella, fare riscaldare un cucchiai di olio con uno di acqua ed aggiungere le cipolle tagliate a filetti. Lasciare cuocere, mescolando spesso, fino a che le cipolle saranno morbide, tutto il condimento sarà stato assorbito e la verdura avrà una consistenza cremosa : questa è la fonduta di cipolle, base per molte ricette della cucina francese ed assolutamente simile all’ ” agglasso” siciliano.

Stendere la pasta e ricavare, con l’aiuto di un piattino e di un taglia pasta o di un coltello, due cerchi, da depositare su una teglia rivestita da carta forno; pungere la pasta con i rebbi delle forchetta e distribuire su ciascuna delle tartellette prima la fonduta di cipolla, che si presenterà più o meno così :

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Mettere ora  sopra la fonduta  i funghi e porre in forno caldo a cuocere per una decina di minutiIMG_1302

la pasta è cotta quando i bordi sono gonfi e dorati. Mentre la pasta è in cottura tagliare a piccoli dadi una mozzarella .

Fuori dal forno distribuire la mozzarella sulle tartellette e se si vuole,  tenere nel forno caldo per alcuni minuti, in modo che il formaggio si ammorbidisca ; servire subito, ma  è possibile preparare in anticipo le tartellette, da riscaldare in un secondo momento, dopo la cottura, unendo solo allora la mozzarella.

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Ciambella di verdure

Ho appena terminato di leggere La Signora nel furgone di Allan Bennet, scrittore geniale, dotato di un acuto senso dell’umorismo, molto british. Diversamente da altri racconti, questa volta l’autore non inventa niente, ma narra il suo rapporto di amore ed odio con una vecchia signora, eccentrica è dir poco, che vive in un furgone, inizialmente posteggiato davanti al cancello del giardino di Bennet. L’ autore, incuriosito e impietosito, concede alla donna di collocare il mezzo all’interno del giardino ed ha inizio una lunga convivenza, fatta di piccole conversazioni, molteplici richieste di aiuto da parte della Signora, puntualmente soddisfatte dallo scrittore, ma sempre con riluttanza, stravaganti o misteriose condotte della barbona, che vuole mantenere la sua indipendenza a tutti i costi, ma non rinunziare all’ospitalità. Alla fine, la donna muore e Bennet scopre chi fosse veramente e quale fosse la sua storia ed il suo passato, movimentato ed avventuroso. Perché racconto tutto questo? Al 50 per cento per il solo piacere di condividere una lettura e per il rimanente cinquanta  perchè Bennet richiama una frase di Camus, che mi ha fatto molto riflettere su quello che faccio. Egli osserva che la Signora, stravagante, eccentrica o forse anche solo disturbata mentalmente che fosse, ha condotto una vita spavalda e come dice Camus ” vivere è un pò il contrario di esprimere” ovvero scrivere è vedere le cose di lato e mai  di fronte. Non ci avevo mai pensato, eppure è vero,  nel momento in cui scrivi, poichè rifletti ed elabori, di sei preso  una pausa dalla vita in diretta, lavori e confezioni la tua interpretazione delle cose della vita, ma non agisci. Oddio, non è il caso che io entri in crisi, in fondo faccio solo veloci notarelle, da scribacchino, ma prendo coscienza che storie o storielle che siano, sono sempre una mia rielaborazione, un dato virtuale e non vita! Mi consolo pensando che se magari nelle storie lascio spazio alla ” espressione”, nelle ricette è tutto vero, perchè ciascun piatto, prima di essere messo in rete è cucinato e dopo la foto anche mangiato: è questa è vita vera !  E oggi ciambella verde o meglio al verde, perché ho utilizzato delle semplici verdure bollite che avevo in casa:

IMG_0203Ingredienti: gr.400 di spinaci, cicoria e biete, 2 uova,, gr. 250 di cannellini già cotti, 2 manciate di funghi secchi, gr. 150 di ricotta o altro formaggio morbido, parmigiano, un cucchiaio di spezie arabe, tipo ras el hanout o spezie per il curry, sale.

Preparazione: Preriscaldare il forno a 150°. Mettere i funghi ammollo in poca acqua tiepida. Passare al tritatutto o al mixer  le verdure, con i cannellini sgocciolati, le spezie, due uova, fino ad ottenere un composto omogeneo e sodo, aggiustare di sale, secondo il proprio gusto. Aggiungere i funghi e mescolare con un cucchiaio di legno. Versare  metà del composto in uno stampo imburrato, spolverato di parmigiano  e deporre sull’impasto la ricotta o l’altro formaggio scelto. Completare con il rimanente impasto ed infornare per circa 30 minuti; è cotto quando infilando nell’impasto uno stuzzicadenti, uscirà asciutto. Sformare e servire: nella foto è guarnito da pinoli e  da una insalata di pomodorini, aromatizzati con menta fresca.

La seconda vita dei funghi trifolati e la torta salata spiccia !

Ieri  ho cucinato, per me sola, una padellata enorme di funghi. Ovviamente ne sono rimaste almeno due porzioni, che decido di riutilizzare; il titolo del post, dal sapore letterario, un pò del tipo best seller trash, serve per nobilitare quella che una volta si chiamava la cucina di recupero, arte antica che, con la crisi che c’è, per la verità è tornata in auge, tanto da pubblicarne libri di ricette. Mi viene in mente di farne una torta salata, ma non ho voglia di mettermi ad impastare la brisè o di uscire a comprare quella già fatta ed opto per la mia frolla spiccia, che non abbisogna di cottura, una ricetta che fa parte della c.d. cucina da cambusa, ossia di quelle preparazioni adatte a chi ha la ” barca” ed è in navigazione . Io la barca non l’ho mai avuta, ma mi sono appassionata quando ho letto questa ricetta, naturalmente nel numero Luglio-Agosto di una rivista di cucina di non so quanti anni fa! Decido che è anche il caso di dare una seconda chance a vari pezzi di formaggio che ho in frigo e così mi metto all’opera. Insomma, è il festival dei  ” rimasugli” ma il risultato non è niente male !IMG_0515

Ingredienti e Preparazione:  per una torta salata da due porzioni, occorrono due pacchetti di crackers e circa 30 gr di burro. Sbriciolare ben bene i crackers, fino ad avere un insieme di bricioline fini: si può ottenere un buon risultato usando un mixer elettrico oppure mettendo i crackers in un sacchetto da congelazione e passandoci sopra il matterello. A questo punto sciogliere il burro senza farlo friggere in un tegamino e versare il composto, rimestando finchè briciole sono ben amalgamate. Foderare una teglietta con carta forno e coprirne il fondo con l’impasto, schiacciandolo bene e rendendolo uniforme con il dorso del cucchiaio. Insomma, proprio come si fa per la torta allo yogurt ” all inclusiv” che si trova al super. Mettere la teglia a raffreddare in frigo per mezzora. Trascorso il tempo, amalgamare ai funghi due albumi, ( non uso i tuorli per un risultato pù leggero, un po’ di parmigiano e passare il tutto in padella finche non si addensa; in ultimo aggiungere i formaggi tagliati a pezzetti, che con il calore si fonderanno, dare una girata e mettere il tutto sul fondo della torta, che grazie alla cata forno, è facilmente rimuovibile dalla teglia. E’ meglio servire subito, ma si può eventualmente riscaldare la torta  o in forno tradizionale, caldo a 170 , o al micro, potenza max per 1o 2 minuti, anche se perde un po’ di croccantezza . Finito! Velocissima! Se si usano gallette di saraceno, di riso o di mais è ovviamente gluten free.

Bistecca di manzo con crema di Roquefort e funghi

Sorseggio il tè e mi metto ad elencare i momenti di piccola felicità che si presentati durante la giornata. E’ una specie di giochino, che di per sé è un momento di gioia, perché ripensi a questi doni di grazia e di allegria, comparsi durante il giorno e ti ricarichi immediatamente. Non è una cosa che ho inventato io, appartiene agli esercizi della Neuro Programmazione Linguistica, serve per acquisire il pensiero positivo. Non ho mai seguito corsi di questo genere, ne ho solo letto qualcosa, ma mi è venuto facile adottare questa tecnica e direi anche senza nessuno sforzo. Allora, comincio: 1) il primo di caffè la mattina: l’aroma, poi il calore della tazza tra le mani, poi il gusto amaro, questo è il caffè con la ” corona da re”, il migliore della giornata.2) il secondo caffè, dopo la colazione, che ti permette di organizzare i tuoi impegni: mi è rimasta l’abitudine, anche se ora sono in pensione, di fare l’elenco delle cose da fare, come quando ero ” in carriera”, ma ora il piacere sta nel fatto che poi dell’elenco me ne posso altamente fregare, posso trasgredire, rimandare, non fare: più piacere di così si muore; 3) accendere la radio e sentire quale prima canzone ” Respect ” o ” Stand by your man”, e strappare il primo sorriso a mio nipote, cantando con voce stonata ed usando come microfono il  suo sonaglio: non sto nemmeno a spiegare quanto vale la risata di un bambino; 4) avere una piccola conversazione nel negozietto vicino casa e  sentirsi un cliente e non un numero qualsiasi come al supermercato; 5) perdere un guanto e ritrovarlo; 6) trovare nel frigo la zuppa di ieri, riscaldarla e sentire che ha proprio un buon sapore; 7) preparare una ricetta a fine giornata, scrivere il post e condividerlo. Perchè tutti possano avere una piccola felicità, con  una bistecca arricchita da un leggero sentore di erbe, quello del formaggio erborinato ( In Italia avrei usato un gorgonzola)  e dalla morbidezza e varietà di aromi del contorno.

Ingredienti e Preparazione: una bistecca, una busta di funghi misti surgelati, peperoncino,  timo e prezzemolo, aglio, sale olio, roquefort e un pò di latte. IMG_0510Per prima cosa, tagliare uno o due spicchi di aglio, in fettine o tritarli, metterli in padella con olio caldo, lasciarli andare per non più di due minuti, aggiungere i funghi, non scongelati, il timo, il prezzemolo, un peperoncino spezzettato, poco sale e lasciare cuocere, per una decina di minuti. I funghi rilasciano l’acqua, che al termine della cottura è quasi del tutto riassorbita. Mentre si scalda la piastra o la padella per la carne, mettere un pezzo di formaggio in una tegamino, coprirlo con il latte ed lasciarlo sciogliere a fuoco basso, in modo che diventi una crema. Cuocere quindi la fetta di carne, secondo il proprio gusto, metterla in un piatto con il suo contorno e con accanto una ciotola con la salsa di formaggio, da versare a piacimento sul tutto.