Golosissimo yogurt-mela-cannella con musli e nocciole al cioccolato

Oggi ho proprio voglia di scrivere una storia, come quando ho iniziato la mia esperienza sul blog. Un po’ mi vergogno, perché questa storia è frutto della mia curiosità e le mie riflessioni  non hanno oggettivamente nessun supporto obiettivo, Dunque, nel mio quartiere si aggira spesso una ” suorina”, vestita  con l’abito nero, la cuffia in testa, ai piedi un paio di comode scarpe ortopediche . Appeso al braccio porta un sacchetto della spesa, sempre semivuoto, non più di uno o due acquisti. Quello che colpisce è l’espressione del suo volto, fissamente stupita, come se vedesse per la prima volta  strade, negozi, persone. Sopratutto ha uno sguardo stanco, occhi cupi che non comunicano con gli sguardi di chi la incontra, distaccati e tristi. Nella mia testa mi sono fatto un ” film”, mi sono immaginata che sia una ” monaca di casa” come si diceva una volta. Cioè, mi sono convinta che la mia suorina, non so per quale ragione, ha lasciato la sua comunità,  senza aver buttato alle ortiche la tonaca, ma anche senza alcuna alternativa .  Vaga incerta, in un mondo di mezzo e mi piacerebbe parlarle , farla sorridere, magari scoprire che che cosa è successo. Ma i film, anche quelli mentali come il mio, sono film e non realtà, meglio lasciare le storie in un cassetto… Magari, parlandole,scoprirei che sono io la quella che” vaga ” sui marciapiedi del quartiere e la mia suorina non sia triste, ma solo curiosa, desiderosa di sapere cosa mi porta a camminare svelta, con addosso pesanti sporte della spesa!  Concludo così la mia fantasia e posto la ricetta di un dolce facilissimo, veloce da fare: un tempo le suore erano le pasticcere della città, chiuse in concento sfornavano capolavori a base di mandorle, miele, morbidi pandispagna ed altri peccati di gola. Anche questo bicchierino dolce è un peccato di gola, ma piccolo e light come vuole la tendenza moderna . Ed ha note cromatiche di bianco e nero, come il soggolo e la tonaca, tanto per restare in tema .

Questo dolce da servire in bicchiere si fa così:

Ingredienti : per due bicchieri : un vasetto di yogurt magro all’aroma di cannella e mela,( si compra al supermercato con facilità), una piccola mela, gr 30 circa di nocciole, gr . 30 di cioccolato fondente, un poco di latte, gr 30 di musli alla frutta

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Procedimento

Sciogliere o in pentolino o o al micro-onde il cioccolato con un cucchiaino di latte, fino a che non è fluido, versalo sulle nocciole spezzettate grossolanamente e miscelare il tutto in modo che nocciole ne siano ricoperte. Lasciare raffreddare

Porre al fondo di un bicchiere o una ciotola un poco di musli, versare sopra lo yogurt, poi adagiare sullo yogurt la mela ridotta a piccoli dadini, e in ultimo altro musli.

Infine, distribuire sulla superficie del vasetto altro yogurt in modo da ricoprire il tutto ed posare in cima le nocciole al cioccolato. Decorare con una fettina di mela e tenere in frigo almeno trenta minuti e comunque sino al momento di servire.

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Bongiorno! Latte di mandorla alla curcuma

Buongiorno ! Sono rientrata a casa, dopo una lunga vacanza in Belgio ! Naturalmente anche lì ho cucinato in modo da portare un poco di Sicilia a tavola. Ma lontana dalla “mia cucina “, dalle mie attrezzature,  ossia dalle mie pentole, i miei coltelli giapponesi, dai mille aggeggi che ingombrano i miei cassetti, dalle mie spezie religiosamente raccolte in ordinate file, mi limito a preparare solo piatti ” basic” semplici e veloci. Insomma non sperimento come piace a me, ma mi lascio andare ad una morbida vita da nonna a tempo pieno, ossia qualche piatto che so gradito ai miei e molti giochi e coccole per i miei nipoti.

E ora? Ora è mattina presto ed è il momento della colazione. Oggi voglio evitare la monotonia che caratterizza il mio primo pasto giornaliero. Di solito vado a te ed yogurt , a volte aggiungo frutta fresca, a volte faccio l’anglosassone ed preparo delle uova e in pratica seguo una alternanza che è diventata routine . Oggi, si cambia: ho sperimentato una nuova bevanda calda a base di latte di mandorla, arricchita dall’intenso aroma di spezie antiossidanti ( curcuma e cannella) e dal leggero agro dello zenzero. Un mix ” orientale” facilissimo da preparare e si fa così :

Ingredienti : 

  • un bicchiere di latte di mandorla senza zucchero
  • 1 cucchiaio da tavola di miele possibilmente bio
  • 1 cucchiaino da caffè di curcuma in polvere
  • un pizzico di pepe
  • 1 cucchiaino da caffè di cannella in polvere
  • un pezzetto di zenzero fresco grattugiatoimg_5043_1

Preparazione: 

In un tegamino riscaldare il latte con tutti gli altri ingredienti, mescolando bene in modo che non vi siano grumi ed il tutto sia ben sciolto. Portare ad ebollizione per non più di due minuti, filtrare il composto e versare in tazza. Servire caldo img_5046_2

Marmellata di mele, limone e cannella

L’estate è la stagione delle conserve ed io non mi sottraggo alla virtù della raccolta, trasformazione e conservazione. Quindi ho preparato questa semplicissima marmellata di mele, arricchita dal profumo della cannella e dell’agro del limone, per un piacevole contrasto. Però ad essere sincera, quando ho comprato un chilo e più di mele biologiche in sacchetto, pensavo solo di aver fatto un buon affare e non ero nemmeno lontanamente sfiorata dalla idea di una possibile loro cottura. Ma la vita è così, ti sorprende sempre! Ho scoperto, mentre mordicchiavo la mia prima melina, rossa e gustosa, che questo frutto è assolutamente, categoricamente, inequivocabilmente, controindicato per quelli che come me hanno la sindrome del colon irritabile, insomma che sono ” veleno” e non nutrimento. Ora non sto a dire cosa è la mia sindrome ( chi vuole capire capisca). Non si guarisce, ma si può attenuare seguendo una dieta c.d. ”  fodtmap”, un acronimo che in pratica vuol dire niente glutine, lattosio, fruttosio, fruttani, galattani e polialcoli.  E così ho iniziato una nuova sfida, quella di nutrirmi, sottraendo i fodmaps: in un primo tempo ho pensato che sarebbe stato difficilissimo, invece è una “passeggiata” nel gusto e nel benessere. Ne ho per 8 settimane e poi gradualmente tornerò ad usare aglio e cipolla, a gustare mele e pere, a godermi lo yogurt e i formaggi morbidi, i funghi ed i cavolfiori. Però è sorto il problema dello smaltimento delle mele, subito risolto. Ho aperto il libro delle confetture e mi sono messa all’opera. Per ora i vasetti li posso solo guardare: la composta è facile da fare ed ha un sapore delizioso, almeno a detta di mia nipote, che ho nominata ” assaggiatrice ufficiale” ! Ecco un primo piano del mio lavoro, con il suo vestitino e la etichetta : IMG_4175

PS la ricetta è Christine Ferber, autrice di ” Mes confitures” ( pag.208 del libro ). L’ho modificata, dimezzando la dose di zucchero, integrando con miele millefiori .
Pronti ? si fa così:

Ingredienti  : 1 Kg di mele tipo Gala, al netto, cioè sbucciate e private del torsolo, 450 di zucchero di canna e due cucchiai grandi di miele, 3 punte di coltello di scozza grattugiata di limone non trattato, 6 piccoli limoni, due stecche di cannella , una bustina di pectina per marmellate IMG_4171

Preparazione :

Tagliare a fettine sottili le mele e metterle in un largo tegame con il succo dei limoni, la buccia grattugiata, lo zucchero ed il miele, le sue stecche di cannella. Accendere a fuoco medio e portare la preparazione ad un leggero bollore, assicurandosi che lo zucchero ed il miele siano ben sciolti. IMG_4172Spegnere il fuoco e mettere la composta in una ciotola, coprirla con un foglio di carta forno, lasciarla intiepidire e porre la ciotola nel frigo per l’intera notte.

L’indomani versare la composta nel suo tegame e unire, mescolando la bustina di pectina o gelificante. Riportare a bollore, sempre mescolando, e quando la composta sarà in ebollizione, lasciare in cottura tre minuti, sempre mescolando. Quindi, versarla in vasetti già  puliti con acqua molto calda e riscaldati in forno a 50 gradi: in pratica bisogna accedere il forno e mettere su una teglia i vasetti a riscaldare il tempo che la marmellata si cuocia. Una volta riempiti, chiudere con i coperchi, mettere sottosopra in vasetti, in modo che si sterilizzi il coperchio e lasciarli così una decina di minuti. Rigirarli e lasciarli raffreddare. La marmellata è pronta! tenere al buio in dispensa.Ecco i miei vasetti, pronti ed in bella mostra IMG_4177

Ciliegie speziate con crackers dolci alla carruba: largo alla dolcezza, senza zucchero, glutine e latticini

Stare a ” dieta” è sempre difficile, almeno per me ! E non mi dovrei proprio lamentare, dato che la mia cd dieta è solo un periodo di disintossicazione, senza alcuna restrizione calorica. In pratica devo solo rispettare la regola del no sugar, no dairy,  no gluten , il che di di fatto significa continuare a mangiare le mie solite pietanze, senza arricchirle con formaggio, o addolcirle con miele, o integrarle con riso , patate e quei ” falsi cerali ” quali la quinoa o il grano saraceno, che ogni tanto fanno la comparsa sulla mia tavola. Ma, come è ovvio,  il concetto di rinuncia, di disciplina, insito in questa scelta mi provoca subito il complesso della privazione , mi ingenera un senso di velata tristezza, come se avessi pronunciato un definitivo addio  alla dolcezza o alla morbidezza degli ” alimenti” banditi dalla tavola, anziché un temporaneo arrivederci. Meno male che la fantasia in cucina non manca mai : se l’essere umano , in genere, ha la straordinaria abilità di superare le difficoltà  e di inventarsi soluzioni e rimedi, figurarsi cosa può fare una cuoca golosa sotto la spinta di una irresistibile voglia di qualcosa di dolce e di fresco. E così, dinanzi alla mia ciotola di ciliegie, nere, mature al punto giusto, sode come si deve, tutti i miei sensi si sono attivati e voilà in un attimo dessert e piccola pasticceria!IMG_4037

Mi sono lanciata in questa zuppetta di frutta cotta, da accompagnare con piccoli croccanti biscottini. Tutto molto profumato e gustoso, senza alcuna concessione ai dirty  3, ossia ai miei tre ingredienti esiliati . IMG_4040

Ingredienti : per due coppette: gr 300 di ciliegie , 200 gr di acqua, un cucchiaino di essenza di vaniglia, 2 bustine di infuso al Karkadè, il succo di un limone, una stecca di cannella, un ramettino di menta fresca.

Preparazione : togliere il nocciolo alle ciliegie . In un tegame versare l’acqua, portare a bollore ed a quel punto  aggiungere le due bustine di carcadè. Quando l’infuso è pronto, bastano 3 minuti di bollitura, togliere le bustine ed aggiungere le ciliegie senza nocciolo, la stecca di cannella, il succo del limone, la menta e la vaniglia e lasciare cuocere a fuoco medio per 15/20 minuti, finché il liquido è quasi tutto assorbito. Spegnere e lasciare intiepidire.

Per i crackers:  in una ciotola per impasti, se lavorate a mano o con le fruste elettriche, o direttamente nel vaso del robot da cucina, miscelare gr 50 di farina di carruba, gr 30 di olio ( io uso per i dolci quello di cocco o altro olio vegetale spremuto a freddo), gr.30 di semi di canapa decorticata ( che si trovano nei negozi bio) o in alternativa gr 30 di sesamo o altri semi a piacere ( chia, granella di mandorle o nocciole o pistacchi) gr. 50 di acqua,un poco di cannella e di vaniglia. Miscelare il tutto in modo da amalgamare ed aggiungere 70 gr di farina di cocco disidrato. Si formerà un impasto compatto, non eccessivamente morbido. Se sembra troppo liquido, aggiungere un altro po’ di cocco. Foderare una placca con carta forno, distribuire l’impasto, appiattendolo in uno strato unico, non troppo spesso.Coprire la superficie con farina di cocco e di pistacchio per dare un poco di colore. Infornare in forno caldo a 150 gradi per circa 15/20. L’impasto deve essere asciutto. Fare raffreddare e ricavare dei bastoncini o delle losanghe, tagliando la pasta con un coltello affilato.

Quindi in una coppetta distribuire sul fondo le ciliegie e accompagnarle con uno o due mini crackers .Così :  IMG_4038

Briosce perduta e ritrovata, come le cose della vita

Sono distratta, sono nata così, concentrata su un mio mondo che mi fa perdere il contatto con la realtà. E così sono una che perde le cose: le chiavi di casa, innumerevoli paia di guanti, cappellini, braccialetti, spille, orecchini, una volta persino una giacca ed era inverno, come ho fatto non lo so! Spero che qualcuno abbia trovato questi oggetti e si sia chiesto: ma chi è quella scema che li ha persi, però abbia anche pensato: la vorrei ringraziare, questa cosa mi serviva!Ho perso amici e fidanzati, ma in fondo vuol dire che non ci tenevo molto. Ho tralasciato  molte occasioni , ma non me pento, si vede che, se non le ho prese al volo, non ero pronta; mi sono smarrita in molte strade, ma ne ho sempre trovate altre e sono ancora qui.  Mi sono persa il film dell’anno, che volevo assolutamente vedere, per poi riperderlo quando lo passavano su Sky , ed anche alla tv digitale, ma ne ho fatto una questione personale, un giorno riuscirò a indovinare giorno e orario o magari lo faranno ad un cine-club, oppure in volo, in aereo, mentre vado a passare il capodanno su un isola dei Caraibi , sempre che non perda la coincidenza ! La vita è fatta di cose perse e riprese, di porte di cui hai smarrito le chiavi e di altre che si aprono automaticamente, basta essere solo distrattamente ottimisti e capita sempre una seconda occasione. La ricetta di oggi ne è un esempio: quante volte le briosces comprate dal fornaio si perdono! Finisco nel fondo del cestino del pane e vengono malinconicamente lasciate invecchiare. Non nella tradizione popolare palermitana: i panifici, con le briosces ” passate” come le zitelle di una volta, ne facevano il “ tostato”, le trasformavano in crostini dolci, che venivano venduti ad un prezzo bassissimo, quali sostituti dei biscotti. Questa è una mia versione un po’ più ricca, perchè  veste la brioscina perduta ( ma sarebbe meglio dire persa, che in dialetto significa inutilizzabile, buona a niente) come una piccola crostata e le dà una seconda opportunità. Il lavoro da fare è minimo,  la soddisfazione è enorme.

Ingredienti:  le brioscine che si hanno in casa, marmellata( quella che si ha in casa) , succo di frutta, farina di mandorla, mandorle per decorareIMG_1459

Preparazione:  Preriscaldare il forno a 170.

Dividere a metà  le briosces e preparare due piatti fondi, uno con del succo di frutta e l’altro con della farina di mandorle. Bagnare la briosce dal lato interno e lasciare  che si inzuppi con il succo, ma senza diventare sfattaIMG_1460

Subito dopo passarla sulla farina, pressando in modo che sia ben coperta IMG_1461

Stendere  un foglio di carta forno sulla placca, poggiare sopra le mezze briosce e sulla superficie di ciascuna spalmare della marmellata di mele e distribuire delle mandorle bianche spezzettate  grossolanamente IMG_1463

Infornare per circa 20 minuti controllando che che le briosce prendano un bel tono dorato ed al tatto la pasta sia croccante e tostata. Ecco le nuove briosce IMG_1466 lasciare raffreddare o intiepidire

Mousse di cachi e cioccolato: tutto in un tweet

 Martedì, mi sono svegliata contenta! C’era un’arietta fresca, ma anche il sole, il cielo pulito,  provavo una sensazione di profonda calma ed allo stesso tempo una voglia di essere dinamica, di uscire, camminare, fare: insomma, sempre per usare paragoni che fanno riferimento al nutrimento,  non ero la solita acqua minerale liscia, ma mi sentivo una bella acqua frizzante, una Perrier! Così, di prima mattina, ho messo in leggero ordine la casa, meglio sarebbe dire ho sfiorato con lo sguardo l’eterno disordine di casa mia, ho fatto il voto di provvedere più tardi e sono uscita per: 1. spesa, con scoperta di un nuovo supermercato vicino casa, dove hanno il Kefir, di solito introvabile, 2. ritiro delle scarpe dal ciabattino, l’unico del quartiere che mette i sopratacchi, 3. taglio dei capelli dalla mia amica Marika, un genio delle forbici, 4. visita al negozio delle lane di Piazza Sant’Anna, uno dei più antichi della città, 5. pausa pranzo, 6. sala d’aspetto del dottore della mutua, come si diceva una volta, 7. lezione prova di Tai Chi, 8. a casa a cucinare la spesa, che era stata abbandonata allegramente in frigo. 9.  in ultimo,  serata di cinema su Sky, per un bellissimo film ” Monsieur  Lazhar”, commovente al punto giusto. E poi dicono che i pensionati hanno solo ” giornale e giardinetto”! Quello che ho imparato da questa sequenza ? Ho ho capito perché si twitta! Non mi sono iscritta a questo “social”, ma penso che sia la stessa cosa di quello che si fa nella vita reale, perchè ripensando alla mia giornata mi sono accorta che ho emesso un cinguettio per  ognuna delle mie elencate attività: esclusi i ” come va bella giornata, oggi è più fresco”, corrispondenti alla prassi quotidiana della comunicazione con il portiere ed il giornalaio, ho twittato nell’ordine: con il verdumaio sulla importanza della vitamina C, con il calzolaio sulla esigenza di una legge di accoglienza degli stranieri, con Marika sullo streaming delle radio, con la signora appena conosciuta in sala di attesa dal medico sul bilinguismo di mio nipote, che per la sirena dei pompieri usa il francese ( pin-pon, pin-pon) e non il corrispondente in italiano, con il dottore, ancora, sull’importanza della vitamina D, con la bella insegnante di Tai Chi sulla leggerezza delle mani che vanno come nuvole, e  così via fino alla fine della serata, in cui mi sono auto- tiwttata, ” questo film mi ha veramente toccata”; guardando indietro la giornata mi sono resa conto che avevo emesso una sequenza di brevi, piccoli, essenziali comunicati, non lunghe discussioni, niente conversazioni, solo quello che avevo pensato in quel momento, secondo il mio stato d’animo , seguendo un impulso,  senza alcuna mediazione critica, in immediata spontaneità. E mi è piaciuto! In fondo, il Tweet non è solo l’amplificazione della platea della gente che ti legge o come nel mio caso ti ascolta, ma consente di essere molto presente a te stessa, a quello che hai fatto, ti serve per agganciare il tuo ” ora, qui”, un piccolo flash sul tuo quotidiano scorrere della vita. Nella filosofia zen essere presenti  è manifestare senza giudizio, constatare significa ” essere consapevoli”, un risultato cui si perviene dopo molta pratica. Allora, ben venga twitter se può essere uno strumento anche per percorrere la via della consapevolezza …anzi quasi quasi, mi iscrivo, cissà che non migliori nella pratica zen!   Intanto che ci rifletto, twitto la mia ricetta sulla vitamina C : più veloce ed istantanea di così credo che non si possa, ma altrettanto veloce ed istantanea è stata la mia Voglia di Dolce alla fine della giornata. Che cosa c’è di meglio dei loti o cachi, per realizzare in meno di 10 minuti una golosa mousse, con zuccheri naturali e molte vitamine, comprese quelle impagabili del cioccolato? Quindi in un attimo ecco il dessert:

Ingredienti Per quattro coppette o bicchieri: 12 loti piccoli, un cucchiaio di cannella macinata, un bicchierini di liquore tipo Marsala, gr. 10 di zucchero, granella di mandorle, cioccolato amaro .

Preparazione: dopo aver lavato i cachi, tagliarli a metà e con un cucchiaino prelevare la polpa e metterla in una ciotola, dopo aver tolto i noccioli.

Lavorare la polpa con la frusta a vermiglione o in mancanza con una forchetta, schiacciandola ed aggiungere gradualmente  la cannella, lo zucchero ( o miele)  ed il marsala, a poco a poco, in modo da avere un composto omogeneo, cremoso e non troppo liquido. Mettere in frigo a riposare una mezz’ora.IMG_1418

Al momento di servire, versare la mousse nel bicchiere, spargere sopra la granella di mandorle e dei pezzettini di cioccolato. Nella foto, si vede invece una sfoglia di cioccolato, che ho utilizzato come decorazione, ma che poi ho gustato a piccoli, consapevoli morsi! IMG_1421

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Domenica a Mondello: dolcetti al cocco

Domenica pomeriggio sono andata al mare! Certo non è una grande notizia, dato che vivo a Palermo e potrei, se volessi, stare a mollo da maggio a novembre. Invece, è stato il primo bagno e come tutte le cose che si fanno raramente mi è sembrato meraviglioso. Mentre mi asciugavo al sole, rigorosamente sulla spiaggia libera, mi sono venuti in mente due post che una mia amica ha pubblicato su Facebook. Due deliziosi racconti su Mondello, fine anni 50-inizio anni 60, evocata così bene da poterne vedere le immagini e da riconoscermi in alcune delle situazioni descritte, quali la condivisione della capanna con tutta la famiglia allargata, l’attesa della pannocchia, la mitica pollanca, il divieto di bagnars,i imposto dal tempo della “ digestione”, mai inferiore alle tre ore, sia che avessi mangiato una pesca o una immensa porzione di pasta al forno, le chiacchere delle mamme sotto gli ombrelloni ed, aggiungo io, le partite a carte, a scopa, a canasta, a briscola in cinque: erano sfide combattute su traballanti tavoli pieghievoli, tirati fuori dalle capanne, dove, a guardarci dentro, tra sedioline, palette e secchielli, canotti e salvagenti, sembrava di essere nella dependance del garage di casa! La mia amica scrive che Mondello era diversa da quella di oggi e senz’altro, paesagisticamente parlando, ha ragione. Mentre mi “ scotolo”, ossia mi spazzolo con le mani, la sabbia dal costume e mi metto a camminare sul bagniasciuga, guardo, osservo e dico: la gente è la stessa, forse sono solo cambiati alcuni atteggiamenti, ma dopo 40-50 anni…Guardo il grande gruppo familiare assiepato intorno all’ombrellone, con nonni, figli, cognate ” schiette”, ” picciriddi” e neonati. Il tavolino non è di legno, a listerelle, ma di plastica: le carte non sono cambiate e neanche le liti sull’asso scartato nel momento sbagliato. La partita non va a tante lire a punto, va a centesimi e alla fine è lo stesso, o vinci due euro o offri la coca cola. Le conversazioni, fatte di chiacchiere, pettegolezzi e scherzi, sono ancora lì, solo che si alternano a quelle in solitario“ via telefonino”, e così in spiaggia c’è un po’ più di rumore; non c’è zio Pippo e la musica ha più “ bassi e risonanze”, ma il concetto di tormentone estivo non è certo tramontato. Manca la radiolina-transistor all’orecchio, però c’è l’Ipod con le cuffie, invenzione che personalmente adoro! I ragazzi e le ragazze si guardano, si corteggiano, il pallone vola in acqua, i bambini piangono perchè vogliono ciambella, gelato, cocco, e palloncino, possibilmente tutti allo stesso momento,  insomma, questa è la spiaggia e non se ne va in pensione, anzi si rinnova. Il ricordo non è inutile, anzi serve a conoscerci: quello che eravamo è il nostro come siamo ora! Intendo dire che il passato crea le basi del futuro, che è diventato il nostro presente. E se il nostro essere ora è chiassoso, dirompente, a volte irrispettoso dell’ambiente e degli altri, “ scafato”, come sento dire in giro, lo deve a quello che c’è stato prima e quindi o è diretta diramazione di quel che eravamo allora ( ma nel ricordo i lati oscuri e peggiori  scoloriscono e perciò quello che fu ci appare migliore) o ne è contraria reazione in relazione ad una “ spiaggia”, che, francamente io rammento allora molto snob, rigidamente divisa in eletti possessori di “capanne”, simbolo di uno status privilegiato ed estemporanei frequentatori domenicali del bagnasciuga, solo spazio loro concesso e consentito! Ecco spiegata la foto in evidenza: un mare ingabbiato, suddiviso, lottizzato, simbolicamente sempre dietro una grata. Adesso, qualche barriera è caduta, gli spazi sono più accessibili: questa Mondello sarà pure più affollata, però è più democratica! E il grido “ cocco bello, cocco di mamma”? Dov’è ? E sempre qui sulla sabbia l‘abbanniatore, che con cadenza mediorientale lancia il suo richiamo, vero padrone della spiaggia che macina infaticabile avanti ed indietro, con la sua ciotolona di ghiaccio e pezzi di polpa, sulla spalla. A lui, anche, se penso che del cocco non abbia mai voglia, “ per giusta reazione” , dedico questi dolcetti di carote e cocco. Siccome volevo dei dolcetti a basso tenore glicemico, il che non vuol dire con poche calorie, ma solo con minore zucchero, ho utilizzato per dolcificare  due grandi banane molto mature, quasi nere, come si fa per il Banana Bread. Indico anche le dosi dello zucchero occorrente, per chi volesse seguire la ricetta tradizionale.

Ingredienti: gr. 170 di farina, gr.200 di farina di cocco, una bustina di lievito per dolci, cannella in polvere, due banane mature o gr 200 di zucchero, gr 200 di carote, 2 uova, un limone, un cucchiaio scarso di miele, mezzo bicchiere, circa 100 g di panna liquida-

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Preparazione: distribuire su una placca da forno i pirottini, all’incirca una dozzina e preriscladare il forno a 180 gradi. Con un robot da cucina o una grattuggia tagliare a filetti le carote. Ridurre a purea le banane. in una ciotola, mescolare le due farine ( per chi non mangia gluten utilizzare il mix gluten free )  ed unire un cucchiaino di cannella, la noce di cocco e le banane frullate e ridotte in purea oppure lo zucchero. In un’altra ciotola sbattere due uova con il limone e un cucchiaio scarso di miele

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unirvi la panna, sempre mescolando, e tutto il lievito.

IMG_1094Miscelare le carote alle farine, unire anche la preparazione liquida e con una frusta a mano sbattere delicatamente in composto in modo che sia tutto ben amalgamato. A questo punto, con un cucchiaio o, se si ha con un cucchiaio da gelato, porre una palla di composto in ciascuna formina ed infornare per circa 25 minuti, sorvegliando la cottura. Sono pronti quando infilando al centro uno stecchino, ne uscirà asciutto.

Ecco la fase del riempimento IMG_1098

Ecco la fase dell’assaggio IMG_1103