Lo Sformato Vegetariano del Duca: nobili lenticchie e regale ricotta !

Quest’anno, dato che sono rimasta molto più tempo a Palermo, anzi, in pratica,   mi sono allontanata solo  pochi giorni ogni mese, contavo proprio di partecipare ad un gruppo di lettura, una specie di club del libro ” casalingo”, insomma una riunione tra amiche, un libro al mese non da  leggere, ma da ri- leggere e commentare! Infatti, lo scopo era di riprendere letture già fatte e ciascuna doveva proporre un titolo; quindi, avremmo scelto uno dei libri indicati. Già mi vedevo seduta sul divano davanti alla classica tazza di tè, con il ” prescelto ”   in mano, a scambiare opinioni, impressioni,  emozioni! Ma tra dire ed il fare c’è di mezzo il mare: a causa di varie difficoltà, che non sto a raccontare, la cosa non è partita ed è stata rimandata alla fine dell’estate. Ma l’occasione mancata è diventata un nuovo gioco: quello dei titoli! Alla prima ed unica riunione cui ho partecipato, ho confessato che se ricordavo i titoli, l’editore, a volte anche le copertine dei libri letti, molto spesso nell’archivio della mia memoria mancava il contenuto! Per lo più, quando guardo un libro che so aver già letto, mi affiora in testa la trama, qualche traccia dell’intreccio del romanzo, ricordo le sensazione provate all’ultima pagina( quel mi piace, peccato che sia finito oppure evviva c’è l’ho fatta! però è stata dura!)  e per il resto navigo nel buio più totale. Così, club o non club, ho iniziato a scorrere con gli occhi i titoli dei libri, incasellati negli scaffali della libreria, a  prenderne  uno a caso, a cercare nella mia testa cosa me ne ricordo, a chiedermi se lo rileggerei oppure se basta sfogliare qualche pagina per risuscitarlo! Gioco ” moderatamente”, come dice la pubblicità dei siti di scommesse: non lo faccio spesso, e mai per un intero pomeriggio. Sarebbe un esercizio estremamente pericoloso, perchè potrei scoprire di avere ormai pochissime cellule celebrali attive e in conseguenza cadere in depressione!Tuttavia, non è risultato un gioco-massacro, anzi, al contrario mi ha regalato due bellissime sorprese. La prima è che ho capito che non solo è normale non ricordare tutti i dettagli di un libro  letto anni ed anni fa, ma è anche sicuro che quelle righe dimenticate in realtà sono rimaste dentro, hanno lasciato un segno, un graffito nella tua memoria, che gli anni non hanno cancellato, ma solo sbiadito, slavato come le scritte sui muri dopo decenni di intemperie e pioggia. Ri-guardare alcuni dei miei libri preferiti, ad quella che poteva sembrare una  distanza siderale dalla prima lettura, non mi è sembrato un ripasso, ma semmai un diverso modo di confrontarmi con l’autore, come a dirgli ” sono cresciuta, sono un’altra lettrice, più grande, più esperta, vediamo se mi piaci ancora”. Così, ho gustato, anzi ri-gustato  tomi che non toccavo da ” secoli”,  ritrovandomi spesso  stupita per i  significati che non avevo colto, per le situazioni, ivi rappresentate, che avevo del tutto cancellato, per le emozioni nuove che sono affiorate alla seconda lettura. L’altra sorpresa è stato scoprire che uno dei miei primi manuali di cucina, che non vedevo da anni, non era perso, non era stato prestato, non era finito distrutto o bruciato o rubato: tutte ipotesi che avevo formulato quando alcuni anni fa lo avevo, invano, cercato nella mia libreria. Invece era lì, che mi aspettava, anche se tra l’italiano non proprio moderno con cui è scritto e le tesi che propugna, di estremo veganesimo, non è certo quel che si dice ” la mia tazza di tè”. Si intitola ” Cucina vegetariana e naturismo crudo”, scritto dal Duca di Salaparuta, forse nei primi decenni del 1900, ma la copia in mio possesso non indica quale sia stata la data della prima edizione.Vi si trovano innumerevoli consigli per avere ” mens sana in corpore sano”, anatemi contro quelli che mangiano carne e pesce, e 1030 ricette! Alcune impossibili, altre facili, tutte interessanti fonti di ispirazione, tanto che dopo averlo ripreso in mano e letto sia pure a salti, mi sono lanciata in questo sformato di lenticchie, utilizzando le moderne tecnologie:  infatti il passato di verdura è stato tirato fuori da un cassetto del congelatore e per la cottura ho utilizzato il micro-onde. Il risultato è stato ottimo, il procedimento veloce  e sono sicura che il Duca Enrico avrebbe approvato queste nuove tecniche che valorizzano le nobili proteine vegetali di cui sono ricche le lenticchie e l’armonica fusione con la ricotta, un formaggio da Re ! IMG_2702

Ingredienti: lenticchie lessate e rosolate con olio, sedano, carota e cipolla : gr. 300 circa ; ricotta fresca gr 250, sale, pepe, fecola di patate o farina due cucchiai,2 uova, semi misti per decorare.

Preparazione: ridurre le lenticchie in purea, non necessariamente molto fine; quindi, versare il purè in una ciotola, unire due uova sbattute come per la frittata, la ricotta, il sale il pepe e due cucchiai di farina o di fecola per addensare . Mescolare molto accuratamente in modo che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati e versare il composto in una tortiera in pyrex, unta con poco olio. Livellare il composto e spargere sulla superficie i semi misti per decorare. Cuocere al micro-onde nella posizione micro con grill a temperatura alta per 8 minuti. Lasciare riposare e provare la cottura con la lama di un coltello che infilata al centro deve uscirne pulita. Altrimenti continuare la cottura per altri due o tre minuti. Servire tiepida o fredda :IMG_2704

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