Biancomangiare al cioccolato e pistacchi: dolce, profumato e ” indipendente”

Le donne sono multitasking, questo si sa! Fanno molte cose contemporaneamente e le fanno bene, senza errori e clamorosi fallimenti. Un esempio? Accompagnano i figli a scuola, guidando velocemente nel traffico e, contemporaneamente, sono al telefono e discutono di questioni lavorative, oppure parlano con l’amica del cuore, dando consigli risolutivi per risollevarla dalla depressione in cui è caduta, e nel frattempo, nelle pause tra un sospiro ed una chiacchera, formulano mentalmente l’elenco degli impegni del giorno e decidono la lista della spesa! Ecco, questo è il multitasking, come lo si vede alla televisione, con la nostra eroina perfettamente truccata, pettinata ed appena nervosa, nonostante agiti le mani come la Dea Kali per tenere il volante, mollare una sberla ” affettuosa” al figlio, che fa le capriole sul sedile posteriore dell’auto, selezionare un numero di telefono e afferrare il taccuino per scrivere un importantissimo indirizzo. Nella realtà, non ho mai visto una donna capace di tanto,  e di sicuro, io non ne sono stata all’altezza di questo modello,  al più sono stata in grado di conciliare qualche esigenza personale con quelle del lavoro, ma da questo alla ” polifunzionalità” ce ne passa. Eppure, a pensarci, anch’io ho affrontato, nella mia vita da lavoratrice, qualche funzione multipla,  naturalmente solo in cucina, che è il mio forte. Ho imparato a poco a poco a cucinare, mentre mi preparavo per uscire, cominciando a spignattare piatti semplici e veloci in contemporanea con l’accensione della caffettiera, grazie anche all’aiuto del microonde e della pentola a pressione: il trucco sta  tutto nella completa padronanza dei tempi di cottura, in modo da avviare la preparazione  e poi allontanarsi per mettersi in ordine, urlare fai presto ai figli, ingollare il caffè bollente, inseguire il ragazzino che non vuole la colazione, recuperare zaini e borse e chiudere, infine, la porta di casa, per poi riaprirla subito per controllare se si è spento il fuoco! Anche ieri mattina, pur se ormai quei tempi convulsi sono scomparsi, mi sono rimessa in modalità ” polifunzione” : volevo  preparare un dolce per pranzo, ma mi sono svegliata sul tardi ed avevo una lista serrata di cose, per cui dovevo essere fuori in meno di un oretta! Rapida occhiata al frigo, recupero degli ingredienti, orologio alla mano, e sono partita con il mio personale multitasking, cioè ho eseguito tutte le fasi della preparazione, intervallandole a  doccia, scelta del vestito,  trucco, controllo del contenuto della mia borsa personale, avvio della lavastoviglie, colazione e caffè! C’è lo fatta ! Ecco come:

Ingredienti : ho utilizzato un riso a chicco tondo, italiano, che cuoce in 6 minuti ( gr 100), cacao amaro in polvere, latte, zucchero o miele, acqua di fiori di arancio e pistacchi tritati non salati.

Preparazione : in un tegame, tostare appena il riso, dopo averlo, lavato, coprirlo con il latte , circa 300 grammi, aggiungere due cucchiai di cacao amaro, un cucchiaio di acqua di fiori di arancio e  lo zucchero o il miele, secondo il proprio gusto. Il tutto deve cuocere per una quindicina di minuti, in modo che il liquido sia assorbito dal riso, che così avrà i chicchi leggermente sfatti.  Quindi, mentre il riso sobbolle, c’è il tempo di allontanarsi, di fare quello che si vuole e di controllare ogni tanto come procede la cottura, magari aggiungendo altro latte caldo, se è poco, o prolungando la cottura e mescolandolo leggermente con un cucchiaio. IMG_2692 Ecco il mio riso in fase di cottura.

 

Una volta raggiunta la giusta consistenza, distribuirlo nelle coppette e lasciarle raffreddare, meglio se in frigo. Al momento di servirlo, distribuire sulla superficie dei pistacchi tritati e se si vuole un bel ciuffetto di panna. Buonissimo! Velocissimo e sostanzialmente ” indipendente”, nel senso che si fa ” da solo”….

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