Insalata di lenticchie, pompelmo e finocchi

Questa primavera anzi  ” non primavera” , dato che fa brutto tempo, piove e tira vento, non ho voglia di cucinare. Faccio il minimo, i miei pasti sono monotoni e ripetitivi. Vado a fettine di carne ai ferri, riso in bianco, pesce in padella,  verdura lessa e insalata cruda Niente di speciale. Ma oggi mi sono sentita di nuovo in vena , ho ripreso la via dei fornelli, anche grazie ad una ricetta,quella che propongo. L’ho trovata su una rivista dedicata ai vegetariani. Anche se mangio di tutto, seguo spesso queste pubblicazioni “veg” :  sono fantasiose e generalmente propongono piatti facili e veloci da fare. E comunque le ricette sono sempre abbastanza calibrate, in modo che chi si astiene dalle proteine animali trovi un adeguato apporto di calorie e di nutrienti . Quella che propongo  utilizza un abbinamento tra verdure, legumi e frutta, che detto così può suscitare perplessità . Invece il risultato è delizioso e se si usano delle lenticchie rimaste o anche delle lenticchie in scatola, il piatto sarà pronto con poche mosse . Perfetto per me  e la mia pigrizia primaverile

Ingredienti per due porzioni : 200 gr di lenticchie già cotte, mezzo pompelmo , un finocchio, succo di mela, olio, sale e pepe e aceto bianco

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Procedimento : 

Scolare le lenticchie e aggiungere un cucchiaio abbondante di succo di mela, sale e pepe, mescolando bene Pulire il finocchio, dividerlo in due parti e ricavare delle fettine sottile dalla polpa. Tritare finemente il ciuffetto verde. Qundi ridurre a fettine sottili il finocchio.

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Sbucciare il pompelmo, e separare gli spicchi, incidendo con un coltello affilato la membrana  che li riveste . Nel farlo, raccogliere il succo che cola, in una ciotola posta sotto gli spicchi. Aggiungere al succo raccolto  un cucchiaio abbondante di olio, uno di succo di mela  il succo, uno di aceto e sbattere bene il tutto . Aggiustare di sale e di pepe

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In una insalatiera unire le lenticchie al finocchio e condire con il dressing appena fatto , mescolare il tutto, distribuire gli spicchi di pompelmo ed il ” verde” del finocchio. Lasciare riposare l’insalata per cinque minuti e poi a tavola

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Lenticchie fritte e verdure in agrodolce

A volte mi sembra che in cucina sia stato provato e sperimentato di tutto, che non sia possibile creare niente di nuovo. E come in tutte le cose della vita, in parte è vero ed in parte no: dipende dal tuo atteggiamento, Certi giorni non mi va proprio di preparare, eppure bisogna farlo. Di solito, in questi casi opto per la classica fettina accompagnata dall’insalata, a volte mi rifugio in una delle  mie ricette provate e riprovate, una di quelle che si fanno ad occhi chiusi, mettendo in moto le mani ” in automatico”. Trito, taglio, sminuzzo, mescolo, con gesti collaudati, sicura del risultato. Ma anche attingendo al patrimonio di famiglia o al mio personale, mentre preparo mi vengono in mente variazioni o mi ricordo di una ricetta che ho letto e che mi ha colpita. E’ quello che  successo per la ricetta di oggi, la cui tranquilla routine ( volevo  utilizzare delle verdure che avevo in casa ) è stata sconvolta da una banale”scatoletta” di lenticchie e dall’uso proposto da quel genio  Jamie Oliver. E’ andata così :

All’inizio, mi sino dedicata a sminuzzare le verdure per farne una caponata al forno.  Una ricetta super semplice già pubblicata a novembre IMG_4353-2Ho seguito il solito procedimento, solo che ho utilizzato due pomodori maturi, mezzo cavolo cappuccio, tre carote e due zucchine, un fiore di broccolo grande. Ho condito il tutto con 100 gr di olio di oliva, sale, pepe, zucchero e tre cucchiai di aceto balsamico ed ho aggiunto un 4o5 rametti di menta fresca tritata. poi il tutto è andato in forno caldo a 180 gradi per una oretta, fino a che le verdure sono diventate morbide. Ecco la caponata lasciata a raffreddare. IMG_4537-2Quando la caponata è diventata tiepida, ho iniziato a preparare le lenticchie: per prima cosa le ho sgocciolateIMG_4538

Poi con il minipimer le ho frullate appena, in modo da avere una miscela grossolana.Ho unto una padella antiaderente con olio e ho versato il composto, lasciandolo cuocere per 15 minuti, ma mescolando spesso IMG_4540

Alla fine le lenticchie sono diventate croccanti, avvolte da una deliziosa crosticina. E poi subito in tavolaIMG_4542

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Mini insalata di lenticchie in un bicchiere: piccolo formato, grande sapore

Sono parecchi giorni che non pubblico, ma sono anche parecchi giorni che non cucino! Non ne ho avuto proprio voglia, non sono andata al di là di un piatto di spinaci lessi e di un uovo sodo. Per parlare chiaro, la abulia culinaria è collegata alle grandi mangiate di queste feste appena finite, che hanno messo a dura prova il mio stomaco e “lui”, intelligente e saggio, ha chiesto una pausa, alcuni giorni di sano relax. Dato che tutto quello che si vede nel mio blog passa dalla mia cucina al web solo se autenticamente cucinato, provato, testato, l’equazione è semplicissima, anche per le menti meno portate per la matematica: no ricette-no blog. Ieri mi sono ripresa ed ho preparato un ” aperitivo rinforzato”, come si diceva una volta, per  i miei amici di un gruppo F.B. del quale faccio parte. Era l’ anniversario della creazione del gruppo, quindi bisognava festeggiare, ma sopratutto per me era importante dare un volto ai nomi ed alle firme che appaiono nei commenti e nei post, passare dal virtuale al reale, dalla frase veloce che sottolinea una immagine o una riflessione, alla chiacchiera a più voci, alla condivisione lenta e rilassata. Così mi sono rimessa il grembiule, ho riattivato pentole e robot da cucina. Ho preparato due ” creme da spalmare “, una alle olive ed un’altra ai ceci, dei mini tortini di verdura, e per portare fortuna una insalata di lenticchie

Ecco una foto di insieme di quello che ho preparato, mancano i tortini, ma comunque non erano molto fotogenici: ovviamente, per ragioni di tempo e di spazio, oggi condivido solo una  ricetta, quella  della insalata di lenticchie, che ho presentato in mini bicchieri da degustazione ed ha avuto  molti ” Like” dal vivo!  Le due ” creme” me le riservo per la prossima volta …IMG_3437

Il  vassoio visto  da vicino, prima di essere svuotato IMG_3438

Per 25 bicchieri piccoli si fa così :

Ingredienti: 200 gr di lenticchie piccole, meglio se lenticchie di Ustica, 5 cetriolini sotto aceto, un limone, una arancia, olio di oliva, sale pepe, chiodi di garofano, timo ed alloro, una cipolla, senape all’antica, due mini-robiole.

Preparazione:

  • Preparare le lenticchie: lasciarle ammollo in acqua acidificata con uno o due cucchiai di aceto per circa 4 ore. Trascorso il tempo, sgocciolarle, lavare e metterle in una pentola  con un rametto di timo, le foglie ( due o tre) di alloro, una cipolla intera steccata con due chiodi di garofano. Aggiungere acqua fredda ( due volte il loro volume  ) e farle cuocere per 25 minuti dal bollore, finché sono cotte, tenere ma non sfatte.  Togliere la cipolla e gli aromi e sgocciolare le lenticchie e lasciarle intiepidire in una ciotola
  • Nel frattempo preparare una  vinaigrette: sbattere in una ciotola due cucchiai di mostarda con il succo di mezzo limone, sale e pepe ed un filo di olio in modo che diventi cremosa e versarla sulle lenticchie.
  • Aggiungere poi i cetriolini tagliati a dadini, le zeste del limone e della arancia, finemente tritate ed il succo di mezza arancia
  • Fare raffreddare completamente, meglio se in frigo, e poi riempire i bicchierini con le insalatina di lenticchie
  • Schiacciare in una ciotola la robiola e condirla con un filo di olio e del pepe a piacere. Lavorare con la forchetta il formaggio, in modo che sia morbido
  • Distribuire un cucchiaino di formaggio sopra le lenticchie e conservare in frigo fino al momento di servire . IMG_3444

 

 

Mini-burgher di lenticchie: vegan-food con gusto!

Eccomi di nuovo! Sono stata in Belgio, una decina di giorni, per godermi la metà della  mia famiglia, quella che vive, lavora, cresce lì! Arrivo e mi godo figlio, nuora e sopratutto nipote, che ormai mi parla, e molto chiaramente, sia in francese che in italiano, naturalmente  a modo suo, mischiando parole ed espressioni. In breve mi dà ordini in francese e ripete poi ” a pappagallo” quello che gli dico in italiano.Ci sono momenti assolutamente esilaranti ed altri di drammatica babele linguistica. Per fortuna le incomprensioni    vengono risolte  con  un convenzionale alfabeto muto, fatto  di segni, di azioni mimate e di indicazioni imperiose, mediante l’indice della mano puntato direttamente sull’oggetto desiderato !  Il mio Pupo è uno spasso e i giorni della mia visita passano velocissimi. E naturalmente, da brava mamma, cucino, cucino, cucino, ma di certo, non mi metto a far foto, mentre spadello allegramente e non penso proprio al mio blog! Durante il mio soggiorno, non mi sono certo annoiata: oltre che la mia attitudine di nonna e mamma, ho coltivato anche l’altra mia passione,  quella di esplorare, guardare, osservare, conoscere. Infatti, ora innanzi, dato che i miei ragazzi si sono trasferiti in un tranquillo villaggio, circondato da boschi, prati, fattorie e campi, oltre che vicino ad un suggestivo lago, ho nuovi territori da scoprire, nuove conoscenze da fare, per quello che lo permette la mia capacità linguistica, nuove piccole città o paesi di provincia da vedere. E’ il massimo per me, che amo il viaggio e la possibilità di buttare all’aria le abitudini consolidate. Quindi in questi dieci giorni, ho fatto la campagnola, ho sperimentato sentieri nei boschi, passeggiate suggestive, visite a fattorie, ho persino raccolto verdure nei campo. E’ anche bello il ritorno a Palermo: appena arrivata, comincio il mio giro di telefonate, riprendo i contatti, chiedo resoconti su  cosa è accaduto o spiegazioni su notizie ed avvenimenti dati per scontati nelle conversazioni o sui giornali, racconto a mia volta quello ho fatto o visto : il ciclo ricomincia, ma non è mai lo stesso, il viaggio continua… Come la mia cucina ” condivisa” : ieri ho preparato questo piatto di mini-burgher vegan , fatti con soli ingredienti vegetali, su richiesta di un gruppo di amici, che non mangiano nessun tipo di proteina animale, ivi compresi latticini ed uova. Ma le proteine in realtà non mancano, grazie alle lenticchie, ed la preparazione è ricca di gusto, grazie ad i suoi ingredienti molto mediterranei.  Allora, iniziamo subito questo piccolo viaggio nel grande universo della cucina vegana: questi burgher veloci ed economici si fanno così

Ingredienti : per realizzare all’incirca 18 mini-burgher, occorrono 250 gr di lenticchie da cuocere oppure se si ha fretta 480 grammi di lenticchie già cotte, in lattina, gr. 40 di  pomodori secchi, gr. 40 di capperi dissalati, 12 olive bianche ( io ho utilizzato olive condite con aglio e peperoncino), un bel cucchiaio da tavola di maggiorana o timo secco, due cucchiai di  pangrattato , sale ed olio Evo.

Preparazione: 

  • Lessare le lenticchie fino a che sono morbide e sgocciolarle. Se si usano quelle in lattine, versare il contenuto in un colino, passarle sotto l’acqua e lasciarle sgocciolare bene . Tagliuzzare il pomodoro secco e le olive ed aggiungere al trito i capperi.IMG_3203
  • Mettere il tutto nel mixer o nel vaso del mini-pimer , aggiungere il pangrattato, un cucchiaino di olio, la maggiorana e miscelare il tutto,  in modo però che il composto resti grossolano ( bastano pochi impulsi con il tasto intermittente )
  • Formare i burgher, prelevando un poco di composto, e formando delle polpette schiacciate.IMG_3205
  • Posarle su una teglia ricoperta da carta forno e irrorarle con un filino di olio
  • Scaldare il forno a 200 gradi ed appena è pronto infornare per una decina di minuti. Spegnere e lasciare riposare i burgher nel forno 5 minuti prima di sfornare: così si rassodano.
  • Eccoli qui, pronti per essere serviti, con accanto delle patate prezzomolate allo zafferano. Buon appetito!IMG_3211

Lo Sformato Vegetariano del Duca: nobili lenticchie e regale ricotta !

Quest’anno, dato che sono rimasta molto più tempo a Palermo, anzi, in pratica,   mi sono allontanata solo  pochi giorni ogni mese, contavo proprio di partecipare ad un gruppo di lettura, una specie di club del libro ” casalingo”, insomma una riunione tra amiche, un libro al mese non da  leggere, ma da ri- leggere e commentare! Infatti, lo scopo era di riprendere letture già fatte e ciascuna doveva proporre un titolo; quindi, avremmo scelto uno dei libri indicati. Già mi vedevo seduta sul divano davanti alla classica tazza di tè, con il ” prescelto ”   in mano, a scambiare opinioni, impressioni,  emozioni! Ma tra dire ed il fare c’è di mezzo il mare: a causa di varie difficoltà, che non sto a raccontare, la cosa non è partita ed è stata rimandata alla fine dell’estate. Ma l’occasione mancata è diventata un nuovo gioco: quello dei titoli! Alla prima ed unica riunione cui ho partecipato, ho confessato che se ricordavo i titoli, l’editore, a volte anche le copertine dei libri letti, molto spesso nell’archivio della mia memoria mancava il contenuto! Per lo più, quando guardo un libro che so aver già letto, mi affiora in testa la trama, qualche traccia dell’intreccio del romanzo, ricordo le sensazione provate all’ultima pagina( quel mi piace, peccato che sia finito oppure evviva c’è l’ho fatta! però è stata dura!)  e per il resto navigo nel buio più totale. Così, club o non club, ho iniziato a scorrere con gli occhi i titoli dei libri, incasellati negli scaffali della libreria, a  prenderne  uno a caso, a cercare nella mia testa cosa me ne ricordo, a chiedermi se lo rileggerei oppure se basta sfogliare qualche pagina per risuscitarlo! Gioco ” moderatamente”, come dice la pubblicità dei siti di scommesse: non lo faccio spesso, e mai per un intero pomeriggio. Sarebbe un esercizio estremamente pericoloso, perchè potrei scoprire di avere ormai pochissime cellule celebrali attive e in conseguenza cadere in depressione!Tuttavia, non è risultato un gioco-massacro, anzi, al contrario mi ha regalato due bellissime sorprese. La prima è che ho capito che non solo è normale non ricordare tutti i dettagli di un libro  letto anni ed anni fa, ma è anche sicuro che quelle righe dimenticate in realtà sono rimaste dentro, hanno lasciato un segno, un graffito nella tua memoria, che gli anni non hanno cancellato, ma solo sbiadito, slavato come le scritte sui muri dopo decenni di intemperie e pioggia. Ri-guardare alcuni dei miei libri preferiti, ad quella che poteva sembrare una  distanza siderale dalla prima lettura, non mi è sembrato un ripasso, ma semmai un diverso modo di confrontarmi con l’autore, come a dirgli ” sono cresciuta, sono un’altra lettrice, più grande, più esperta, vediamo se mi piaci ancora”. Così, ho gustato, anzi ri-gustato  tomi che non toccavo da ” secoli”,  ritrovandomi spesso  stupita per i  significati che non avevo colto, per le situazioni, ivi rappresentate, che avevo del tutto cancellato, per le emozioni nuove che sono affiorate alla seconda lettura. L’altra sorpresa è stato scoprire che uno dei miei primi manuali di cucina, che non vedevo da anni, non era perso, non era stato prestato, non era finito distrutto o bruciato o rubato: tutte ipotesi che avevo formulato quando alcuni anni fa lo avevo, invano, cercato nella mia libreria. Invece era lì, che mi aspettava, anche se tra l’italiano non proprio moderno con cui è scritto e le tesi che propugna, di estremo veganesimo, non è certo quel che si dice ” la mia tazza di tè”. Si intitola ” Cucina vegetariana e naturismo crudo”, scritto dal Duca di Salaparuta, forse nei primi decenni del 1900, ma la copia in mio possesso non indica quale sia stata la data della prima edizione.Vi si trovano innumerevoli consigli per avere ” mens sana in corpore sano”, anatemi contro quelli che mangiano carne e pesce, e 1030 ricette! Alcune impossibili, altre facili, tutte interessanti fonti di ispirazione, tanto che dopo averlo ripreso in mano e letto sia pure a salti, mi sono lanciata in questo sformato di lenticchie, utilizzando le moderne tecnologie:  infatti il passato di verdura è stato tirato fuori da un cassetto del congelatore e per la cottura ho utilizzato il micro-onde. Il risultato è stato ottimo, il procedimento veloce  e sono sicura che il Duca Enrico avrebbe approvato queste nuove tecniche che valorizzano le nobili proteine vegetali di cui sono ricche le lenticchie e l’armonica fusione con la ricotta, un formaggio da Re ! IMG_2702

Ingredienti: lenticchie lessate e rosolate con olio, sedano, carota e cipolla : gr. 300 circa ; ricotta fresca gr 250, sale, pepe, fecola di patate o farina due cucchiai,2 uova, semi misti per decorare.

Preparazione: ridurre le lenticchie in purea, non necessariamente molto fine; quindi, versare il purè in una ciotola, unire due uova sbattute come per la frittata, la ricotta, il sale il pepe e due cucchiai di farina o di fecola per addensare . Mescolare molto accuratamente in modo che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati e versare il composto in una tortiera in pyrex, unta con poco olio. Livellare il composto e spargere sulla superficie i semi misti per decorare. Cuocere al micro-onde nella posizione micro con grill a temperatura alta per 8 minuti. Lasciare riposare e provare la cottura con la lama di un coltello che infilata al centro deve uscirne pulita. Altrimenti continuare la cottura per altri due o tre minuti. Servire tiepida o fredda :IMG_2704

Moussaka vegetariana ed il rito della partenza. Ad ognuno la sua sindrome bipolare

Evviva! Sono in Belgio! Non potevo certo mancare, è il compleanno di Pupo, che gattona  canta, camminicchia tenendosi ad ogni appiglio, cade, si rialza, piange e ride. Il tutto nell’arco di un “nanosecondo”! Ho contato i giorni, spuntandoli sul calendario, pensando a cosa dovevo regalare, cosa dovevo mettere in valigia, con relativa consultazione dei siti meteo, colloqui informativi con i ” belgi”, e mail che annunciavano il mio arrivo alle amiche che vivono a Brussels, sperando di poterle vedere, anche se come al solito sarà un’impresa quasi impossibile conciliare le loro e le mie esigenze. Insomma, la solita sottile eccitazione pre-spostamento, allegria. attesa, impazienza. Questo è il lato positivo, l’accessione dei motori, il gusto dell’allontanarsi. Ma io non sono una che dice parto e mollo: sono una programmatrice del presente, il che mi procura qualche paranoia ed anche parecchia stanchezza fisica! A volte , penso che ognuno ha la sua sindrome bipolare. La mia consiste nella oscillazione tra il fascino della avventura, e quindi viaggio eguale a non fissare minuto tappe, spostamenti rigidi, cosa da fare o non fare. In breve,sono una che si legge la guida turistica all’ultimo minuto, mentre è in volo e pure molto sommariamente. E questo ha comportato che molte volte mi sono persa e molti luoghi importanti  li ho solo sfiorati, ma non mi sono mai rammaricata, soddisfatta dal sapore di questa libertà. Dall’altro lato, prima di lasciare casa, devo mettere ordine, lasciare tutto in regola, fare cose che mi appaiono fondamentali e che invece potrei tralasciare benissimo o curare con calma al mio ritorno. Insomma, il presente deve essere in regola, a modo mio naturalmente.  E non so, che cosa mi spinga a farlo, ma spesso mi chiedo se la gioia di viaggiare non sia contrastata da un impulso ” pessimista e jettatoria ” del tipo partire è un po’ morire, e quindi meglio lasciare  ” tutto sistemato”!   Anche , questa volta, come al solito, l’ultima ispezione è stata per il frigo ! E naturalmente, ho deciso che non potevo certo lasciare nel cassetto alcuna verdura fresca, nè il parmigiano, nè quella bella cipolla arrostista, avanzata dal giorno prima, come la ciotola di lenticchie già cotte, per un’insalata, mai fatta,  ne è nata così una moussaka vegetariana, che  ha riscosso un buon successo con i miei ospiti ed io guardandoli mangiare,  mi sono finalmente rilassata! Non c’è cosa più bella di condividere il cibo, anche un nuovo piatto è un viaggio,  nel gusto, nei profumi, negli odori e finalmente  e tutte le paranoie se sono andate ! O quasi! Mentre scrivo, mi sono ricordata che devo bagnare le piante e mancano solo 12 ore alla partenza! Intanto, leggete e cucinate

Ingredienti Due melenzane, tre peperoni cornetti, una grossa cipolla già cotta al forno, una tazza di lenticchie cotte, parmigiano grattugiato, due vasetti di yogurt, olio, erba cipollina, origano, cipolla disidrata in fiocchi, sale

Preparazione Accendere  il forno in modo che arrivi a 150 gradi. Tagliare a fette le melanzane, metterle su una teglia ricoperta di carta forno,  spennellarle di olio, cospargere con origano,  sale  e i fiocchi di cipolla disidratata IMG_1182

In una altra teglia, già unta, di porre i peperoni tagliati a faldine e cosparsi di erba cipollina tritata. Salare ed oliare.IMG_1184

Infornare le due teglie, contemporaneamente, una sul ripiano in altro, l’altra in basso e fare cuocere le verdure, controllandole ed a metà cottura invertendo le posizioni delle teglie.

Nel frattempo, in un tegame, rosolare l’aglio con l’olio in modo che si  profumi, togliere l’aglio, aggiungere le lenticchie e la salsa pronta. Lasciare insaporire, facendole asciugare un poco.IMG_1186

Tagliare la cipolla e le patate a fettine.

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Quando le verdure al forno sono pronte, tirale fuori e iniziare a montare il piatto.IMG_1193

Lasciare il forno acceso ed oliare una pirofila, posare sul fondo le melenzane, coprire con le lenticchie, aggiungere un poco di parmigiano e continuare con gli altri ingredienti alternati alle lenticchie, fino ad esaurimento.IMG_1197

Sbattere in una ciotola i due yogurt con il parmigiano e versare il composto sulla Moussaka.
Mettere la pirofila in forno caldo e farla cuocere per circa mezzora o poco più,  e comunque finchè non si formi una crosticina dorata.

Finito !  IMG_1202

Insalata carciofi e lenticchie con dedica

IMG_0048Loredana è vegetariana e ha bisogno di proteine. Anche se non sono del tutto convinta che possa raggiungere con il legumi la necessaria quota giornaliera,  le dedico questa velocissima ricetta, che è una delle tante insalate che ho creato quando anch’io evitavo carne e insaccati e cercavo di limitare al massimo gli altri alimenti proteici. Non ero cioè  una ” veggie”, dato che non ero mossa da spinte ideologiche, mangiavo pesce, uova e latticini, sia pure in dosi minime, ma le persone che frequentavo mi consideravano un pò eccentrica: ricordo che una volta, in un  ristorante,dove si cucinava solo ” manzo e maiale alla brace”, ho ordinato delle verdure, chiarendo che non mangiavo carne, ed un commensale mi detto “ma non è un problema, qui cucinano anche l’agnello!”. Ho represso la mia risata, ho capito che era meglio stare zitta…

Ingredienti per 4 persone

250 gr di lenticchie lesse, due carciofi un topinambur, detto anche carciofo di Gerusalemme, uno spicchio di aglio, un cipollotto, 1 acciuga dissalata ( facoltativa) olio sale limone 

Preparazione : 

tagliare a fettine le verdure e porle in acqua acidula, perché non anneriscano. In una padella rosolare il cipollotto tritato finemente (solo la parte bianca), l’aglio, l’acciuga. Togliere l’aglio, quando è rosolato, aggiungere le verdure sgocciolate, il sale, e coprirle con un po’ di acqua calda, in modo da stufarle. Quando sono tenere, ma non sfatte, spegnere il fornello, unire le lenticchie, il succo di un limone e porre il tutto in un’insalatiera.

Preferisco servirla tiepida: è un ottimo piatto unico, se vi unite anche un po’ di formaggio feta sbriciolato o per chi avrà la voglia di seguirmi con il Paneer o formaggio indiano, cui dedicherò un mio prossimo post…