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Torta salata di ricotta e radicchio ed il politicamente corretto nelle favole ed in cucina

12 marzo 2014Anna Felice5 minuti di lettura

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Non ho scritto niente per la festa della donna; mi sembrava superfluo, dato che per i giornali, i media è stato per giorni e giorni l'argomento del giorno, quello più dibattuto, e francamente io non credo che nessuno si aspetti la mia opinione. Ma, ora,voglio raccontare una cosa che mi è accaduta e che mi porto dentro da una settimana e che con la differenza di " genere" forse c'entra qualcosa. E' accaduta la settimana scorsa, alla presentazione di un libro di favole siciliane, che una studiosa palermitana ha selezionato, tradotto dal  dialetto e pubblicato. L'autrice spiega che la sua fonte è Giuseppe Pitrè, che nell'ottocento aveva raccolto per lo più dalla viva voce delle donne del sue quartiere questi " cunti" popolari e che il suo scopo  era quello, a sua volta, di tramandare questa tradizione orale, in via di estinzione. Si poteva discutere della necessità della " raccolta", della contraddizione intrinseca che c'è nella preservazione della tradizione orale mediante la scrittura e via dicendo:invece si alza un signore e si scaglia contro l'autrice, rea di esaltare l'opera del Pitrè, che alla sua epoca era stato un'appartenente alla classe dirigente, che non si era apertamente schierato contro la mafia, tanto che gli storici lo hanno sempre accusato di collateralismo. Un discorso ricco di citazioni colte, di richiami a libri di emeriti storici e alle cronache del tempo, intervallato dall'orribile intercalare" come si suol dire", frase che secondo me non è solo un vezzo, ma nasconde il vuoto mentale, una sorta se lo dicono anche gli altri vuol dire che è giusto.   Mentre l'autrice  cortesemente ribadiva  che la sua intenzione era facilitare l'accesso alle favole e si impelagava nella difesa del Pitrè e di se stessa, mi sono ritrovata a pensare " ma questo qui che vuole! il politicalmente corretto nelle favole? sottoporre a revisionismo politico i cunti di Giufà? " e siccome alla replica seguiva la controreplica, mi sono detta " ora intervengo". Mi sono alzata e...non l'ho fatto ! Ho solo sibilato quasi all'orecchio del romboante signore, che continuava a polemizzare" un  secco " per favore, si fermi e si risparmi questa inutile aria fritta"ed ho proseguito verso l'uscita . In una frazione di secondo i nostri sguardi si sono incrociati: nel suo ho letto stupore, come dire ma come si permette   questa qui di commentare o forse e non avrebbe avuto torto perché non interviene pure lei a voce alta.  E non avrebbe avuto torto: nessuna donna ha in effetti fatto sentire la sua voce, nessuna gli replicato, nessuna gli  ha fatto notare che la sua " querelle" sulla statura morale del Pitrè non c'entrava con le favole, che era fuor di luogo. Eppure, tutte le presenti mormoravano e commentavano" sottovoce" ed era unanime il fastidio. Bè, forse erano più educate di me, o forse questa è  differenza di genere: star zitte, ignorare e lasciare andare, tanto a quel pomposo " political correct" chi gliela  cambia la testa...Torno alla mia ricetta, che non ha niente né di tradizionale, né di meridionale, e quindi, date le mode che si inseguono in cucina, non so se sia o meno political correct , ma è sicuramente buona. Mi sono divertita a preparare da sola una pasta da " pasticcio" adatta alle torte salate, e gluten free, ma si può benissimo e senza tanta fatica utilizzare un rotolo di quelle già pronte che si vendono nel banco frigo. Solo che a me piace mettere ogni tanto le mani in pasta! Dunque, crostata salata ricotta e radicchio.

Ingredienti : per una tortiera grande : gr. 400 di farina di riso integrale e  gr. 100 di amido di tapioca o fecola di patate, 125 di strutto o burro o olio, un bicchiere di acqua fredda, sale, un uovo; gr 300 di radicchio, gr. 200 di ricotta, un vasetto di yogurt bianco intero, 3 spicchi di aglio, tre acciughe e olio Evo, uno o due cucchiai di mandorle in scaglia,

Preparazione : in una ciotola o nel vaso del robot, riunire le farine, il grasso scelto, rompere un uovo e cominciare ad amalgamare il tutto, unendo a poco a poco acqua fredda;

in pochi minuti, si formerà la pasta, piuttosto soda; raccogliere l'impasto, lavorarlo a mano per ottenere una migliore amalgama e raccoglierlo a palla. Mettere la palla spolverata di farina, in un tovagliolo da cucina, avvolgerla e lasciarla riposare in frigo, reparto fresco, per un'oretta o  anche di più. Si può preparare un giorno per l'altro.IMG_2403

Nel frattempo, lavare il radicchio e tagliarlo a strisce da un cm circa  : IMG_2404Sciogliere in un tegame le acciughe in aglio ed olio a fuoco medio ed aggiungere la verdura, lasciando cuocere il tutto con l'acqua che il radicchio rilascia ; in una decina di minuti o meno,  il radicchio è morbido e quindi pronto; aggiungere sale e pepe.IMG_2405

In una ciotola, riunire  la ricotta e lo yogurt o panna e miscelare bene il tutto per avere una crema liscia, cui aggiungere la verdura cotta

IMG_2407Tirare fuori la pasta dal frigo, dividerla a meta e lavorare  la prima parte con il matterello per avere un disco. Foderare lo stampo con carta forno e adagiare sopra la base della torta.IMG_2406

Riempire la tortiera IMG_2408 Con l'altra metà della pasta preparare un altro disco, dal quale ricavare le strisce per la copertura, come la classica crostata. Distribuire sulla superficie le mandorle ed infornare 40 minuti in forno preriscaldato a 180 gradi. Sfornare e lasciare riposare una decina di minuti e poi servire . Ecco la torta appena sfornataIMG_2410

Ecco quel che ne resta dopo un quarto d'ora:

Ingredienti citati

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