Compro sarde e mangio spaghetti con gamberoni!

 Questa ricetta è nata per caso, originata da una forma molto raffinata di marketing , messa in opera da un Pescivendolo al mercato del Capo! E’ il caso di dire che sono rimasta nella sua rete, come un merluzzo! Chiarisco subito che mi sono avvicinata al suo bancone per comprare delle sarde già pulite e che non mi ha imbrogliata: mi rendo conto che il dichiararmi irretita può trarre in inganno e fare pensare che io, pur volendo del comune pesce azzurro a basso costo, sia tornata a casa carica di aragoste o magari abbia pure fatto un investimento immobiliare! Niente di tutto questo, le mie belle sardine le ho avute, ma, come spesso capita a Palermo, appena ho risposto“ al Signora desidera?” con la frase” 300 gr di sarde pulite” la faccia del negoziante ha fatto una smorfia ed io ho letto nel suo pensiero un “ ci siamo, la solita pezzente!” Mi aspettavo il commento ironico che certe volte accompagna gli acquisti modesti, di poco conto, quelli che fanno le vecchine al mercato, attente a non mandare in tilt il loro limitatissimo bugdet: il venditore,  anziché riservare rispetto a queste povere donne, a volte reagisce con un ‘ironico “ stasera aspetta ospiti”! Oppure, “ stia attenta che si appanza”, in modo da mortificarle per la loro incolpevole ristrettezza.  Per la verità , questo tipo di sfottò colpisce tutti quelli che comprano piccole quantità, purchè appartengano a categorie non in grado di reagire all’offesa e perciò la frecciata è generalmente riservata a donne ed anziani, mai a qualcuno di “ gagliardo”, che possa fare una contromossa. Invece, il mio negoziante non ha detto niente, ma non perchè si era scoperto improvvisamante più educato o prudente nei commenti, ma solo perchè ha maturato una nuova strategia. Forse perché la crisi economica, che ha reso i consumatori molto più cauti negli acquisti, ha consigliato ai venditori ancor maggiore cautela nel non offenderli. Come sia , il mio pescivendolo ha utilizzato una tecnica semplice, rapida, giocata sui gesti e le parole: prima ha pesato le sarde, annunciando “ mezzo chilo, lasciamo?” Al mio accenno di diniego, ha detto “ va bè,  ci rimetto io, fanno solo 5 euro, le faccio lo sconto…” ed ha ghermito la carta di 10 euro, che avevo in mano, senza darmi il tempo di reagire, gridando nel medesimo momento” ma non ha scambiati? Non ho resto…Tanino metti nel sacchetto della signora 6 gamberoni di resto..anzi metticene un altro, a gratis” Alla velocità della luce , usando la sua voce stentorea e le mani a mo’ di mulinello tra sarde e gamberoni, mi ha consegnato “ il coppo” e mi sono trovata con molto pesce in più e meno soldi in tasca, senza neanche aver opposto una minima resistenza critica ai suoi maneggi! Insomma, era non un  Pescivendolo,  ma il Re degli ipnotizzatori, il Silvan del mercato del Capo. Sono arrivata a casa ancora frastornata dalla rutilante esibizione, rimunginando tra me e me sulla mia remissività, convinta che mi avesse rifilato gamberoni di scarto! Invece, il pesce era freschissimo e così ho accantonato le sarde, e mi sono dedicata al mio  “ resto in natura”, che è diventato un ottimo condimento per la pasta, da realizzare, in onore del venditore,  in un lampo. Cioè così:

Mentre la pentola dell’acqua della pasta è sul fuoco, aspettando che raggiunga il bollore, ho utilizzato una tazza di broccoli, cotti a vapore, che mi era rimasto dal giorno prima. In un padellino, unto di olio, ho fatto tostare le cimette, girandole ogni tanto, in modo che sono diventate croccanti, come arrostite.

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Quindi ho buttato gli spaghetti e li scolati molto al dente, conservando un poco della loro acqua. Ho rimesso la pasta nel tegame, ho unito i broccoli, i gamberoni, sgusciati, una noce di burro, pepe ed il succo di mezzo limoneIMG_2309

 Ho fatto andare il tutto a fuoco vivace, in modo che gli spaghetti si insaporissero con il sughetto. I gamberoni si sono cotti in pochi minuti, il tempo di rigirarli in pentola, per il solo effetto del calore. E poi a tavola: IMG_2311

 

 

 

 

 

 

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