Tonno subito! e il valore di una parola

Ultimo giorno a Brussels: domani mi aspetta l’Italia e quindi, come sempre, l’ultimo giorno significa stare il più possibile con Pupo, in modo da fare” il Pieno”.Quindici giorni senza giochi, risatine, pappe e pianti sono duri per una nonna! Di mattina, per colmo di fortuna, ci sono le letture in biblioteca : nella sala comunale di lettura, una animatrice legge le storielle ai piccoli, tra sei mesi e 18 mesi di età o canta le filastrocche ed i genitori, o i nonni, o chi tiene il bambino, partecipano ed aiutano. I bambini  si divertono moltissimo e sono in genere attentissimi…finchè dura! La prima volta che sono andata in Biblioteca, sono rimasta stupita: tre storie di fila e tutti i pupi fermi sulle sedioline, rapiti dal coniglietto in peluche, che la ragazza muoveva sapientemente per assecondare la comprensione della favoletta o della canzoncina. Ho pensato: ma che sono educati questi bambini belgi, nessuno urla, piagnucola, apre i cesti da cui la ragazza prende i libri, nessuno che va gironzolare tra gli scaffali. Sono proprio diversi dai nostri! Alla quarta favoletta, al segnale dato da uno dei ragazzini, già saldo sulle sue gambe, è successa la rivoluzione: quelli che avevano un minimo di indipendenza, anche se traballanti sulle gambe o anche solo a gattoni, hanno lasciato le loro postazioni ed è iniziata la scorribanda, con tanto di dita nel naso, ficcate non nel proprio ma in quello del bambino accanto, sollevamento e strisciamento di sedioline a mò di girello, esplorazione dei cesti, con fuoriscite di tutti i libri e giocattoli, insomma ritorno alla normalità! Il mio Pupo non è stato da meno: ha iniziato a gridare eccitatissimo, a cantare a modo suo, a richiamare gli altri ed io mi sono detta:  è normale, non poteva durare questa calma piatta, non era possibile! La mia natura siculo-araba, avvezza alla indomabilità dei bambini ed alla rassegnazione del non può essere altrimenti, si stava prendendo una piccola soddisfazione. Ma, mi sbagliavo: era un parapiglia ” controllato” e come di incanto, si è fermato e tutti si sono ricomposti e calmati e la lettura è stata completata regolarmente. Rimproveri? Richiami? Occhiate severe? Niente di tutto questo, ma solo una parola magica, che tutti hanno iniziato a dire ai loro Pupi: “doucement, doucement” , che qui vuol dire ” con calma, con attenzione, con gentilezza” ed è scesa la pace! E’ vero, i bambini belgi sono proprio educati! Ma sto’ dolcemente è formidabile! Chissà quale è la parola corrispondente da noi, da dire mentre i ” picciottelli” scorazzano tra i tavoli in pizzeria?  Forse basterebbe un ” Coruzzu meu” o qualcosa di altrettanto affettuoso, perchè il segreto penso sia non nel richiamo, ma nell’attenzione amorevole con cui viene fatto…

E’ ovvio, che la vigilia della partenza, tra arrivederci, baci e ultime cose da sbrigare, come rifornirsi di cioccolato, la cena è necessariamente veloce e collegata a quello che c’è in frigo. Così guardo e vedo una fetta di tonno, già cotta a vapore, rimasta dal giorno prima, insalata varia e qualche aroma: e per restare in tema di favolette, ecco il mio Tonno subito, vecchio giuoco di parole, che indica la velocità ma anche evoca, con la erre che manca, il mio prossimo viaggio.

In principio, c’era una fetta di tonno e l’ho appoggiata su un letto di insalata per confortare la sua solitudine

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 Poi, dato che il mio tonno mi sembrava ancora un po’, come dire, solo, soletto, ho aggiunto pomodorini datterini, tagliati a pezzetti , capperi, olive denocciolate ed il mio tonno ha preso i colori dell’estate

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Per completare ho frullato insieme tre pomodori secchi sott’olio, due bastoncini piccoli di sedano, una carota media tagliata a fettine, e un bel mazzetto di basilico, un pugno abbondante di pinoli, aggiungendo olio a filo, sino ad avere un pesto un pò granuloso.

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Ecco fatto il mio Tonno Subito : in tutto bastano 15 minuti!

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