Verdure per il couscous, sosia o originali?

Ho passato una meravigliosa giornata in mezzo ai fiori, tutti i tipi di tulipani possibili ed immaginabili, mughetti, rose, nasturzi, e così via. In un bellissimo parco, intorno ad un altrettanto affascinante castello, erano esposti, con uno studiato ordine- disordine le fioriture di primavera. Ma la storia oggi non è questa: il fatto è che, mentre mi guardava intorno, ho visto un attempato signore, che conversava con la sua compagna e mi sono detta: ” ma che ci fa qui in Belgio lo zio di Paolo?” Poi ho guardato meglio e, sopratutto, ho sentito il suo fluente francese e mi sono accorta che in effetti era somigliante allo zio, che ne aveva alcune caratteristiche che me lo richiamavano alla memoria. Ora, non è la prima volta che mi capita e non solo qui in Belgio. In effetti potrei dire che è una costante: è vero che io sono una che osserva molto, ma non è insolito che guardi da dietro una signora e mi sembri dal modo di camminare una mia amica, che però è certo che vive lontano da dove mi trovo; oppure, osservo un naso e comincio un collage fisionomico: questo ha la forma di quello di Caia, però le labbra che lo accompagnano sembrano quelle di Sempronia e via dicendo.Naturalmente, gli originali sono miei concittadini ed i replicanti sono o in continente, come si dice da noi, o all’altro capo del mondo!  Ne parlo con mio figlio, che è lì accanto a me, e gli chiedo se sono fissata o stravagante o che so altro. Lui, saggio, mi tranquillizza: gli capita spesso di fare gli stessi accostamenti e di intravedere queste somiglianze” improbabili”, secondo la logica delle cose, ed ha elaborato una teoria. Figlio benedetto, mi illumina: secondo lui, in realtà esistono pochi prototipi del genere umano,un numero seriale di stampi che, quindi alla fin fine, si ripetono e generano ” i sosia”. Mi piace quello che dice, mi rassicura due volte: non sono pazza e lui ama il paradosso, come ” mammà”! Comunque, i sosia  esistono, anche in cucina!

UnknownLa ricetta di oggi è una versione di verdure arabe per couscous, simile a quella che preparo a Palermo, dove ho a disposizione il tajine di terracotta, la pentola di terracotta, di cui ho scaricato una foto da da internet, tanto per spiegarmi meglio.
Qui, senza la mia tajine, ho realizzato un’altra versione delle verdure, la n. 2 ,diversa nella  composizione degli ingredienti e nella cottura, eseguita al micro-onde con grill finale ( si può usare anche il forno tradizionale a 200 ° per circa 20 minuti) . L’effetto estetico è quasi eguale ed anche  il gusto , ma le note di sapore, altrettanto gradevoli, in realtà vibrano in modo diverso, come sono diversi dagli originali i sosia che vado riconoscendo.E poi chi lo dice che non sia il contrario: originali qui e nel mondo, sosia a Palermo ?

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Ingredienti : per 4 persone: sufficiente per condire 500gr di cous cous : 1 cipolla rossa tritata, un peperone giallo grande, una melanzana media, una zucchina genovese, 10 spicchi di aglio non pelati, 1 mazzetto di basilico tritato, 3 cucchiai di pinoli, 3 cucchiai di olio, sale e spezie per cous cous.  Preparazione: preriscaldare il forno a 200° e preparare il cous cous ; foderare una placca da forno con carta da forno e disporre sopra i dieci spicci di aglio non sbucciati. Tagliare le verdure a pezzi grossi e metterle sopra gli spicchi di aglio. Miscelare due cucchiai di olio con il sale, le spezie e versare sugli ortaggi; infornare e fare cuocere 20 min., abbassando il calore a 180°; nel frattempo in una ciotola, mettere la cipolla tritata e coprirla con il succo di un limone e uono o due cucchiai di olio. Quando le verdure sono cotte, ma non sfatte, togliere l’aglio, che comunque , essendo come si dice in camicia, non è aggressivo e si può gustare; una volta che gli ortaggi sono tiepidi, unire i pinoli, il basilico, aggiungere un cucchiaio di olio e spargere sopra la cipolla, ben scolata, che grazie al limone, si sarà ammorbidita. Servire con la semola di cous cous preparata nel frattempo.

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