Penne gratinate con mozzarella e capperi

Ricevo un messaggino da una mia cara amica, una persona che il dono di dirti la parola giusta al momento giusto, grazie alla sua profonda capacità di capire e di immedisimarsi negli altri. Mi dice che faccio apparire Brussels solare, mentre i “ nativi la descrivono grigia” ed è un complimento che mi fa enorme piacere. Non so se sia solare il mio modo di vedere le cose, come sottende la mia amica e se questa città, invece, sia triste o monotona. Certo, l’occhio dell’ospite non è quello del residente: io ho un piacere della scoperta che, in chi è nato qui, ormai è stato consumato: il grigiore è frutto di quotidianità e noiosa routine. Però, se a Palermo cammini cercando di non abbassare mai lo sguardo, come ho scritto nella mia riflessione del 10 aprile, un po’ avvelenata, per dirla alla Guccini, qui devi fare il contrario. Mai guardare il cielo, perchè per lo più non c’è, è oltre le nuvole; non serve guardare in basso, tanto il marciapiede è lindo e senza buche ( è vero, sono fissata su questo, ma le cadute alla mia età sono pericolose). Puoi guardare di fronte, ad altezza d’uomo, ed i volti della gente sono sereni e molti, incrociandoti, ti salutano ed accennano un sorriso, non solo perchè è educato, ma, io credo, anche per il piacere di farlo, perchè è una cosa carina, perchè è sintomo di una partecipazione cosciente alla vita cittadina, che non è fatta da entità astratte, ma da altre persone come te. Forse ci vedo troppo in questi sorrisi anonimi che ricevo e ricambio, ma sono convinta che sono espressione di quella cittadinanza attiva di cui tanto ora si parla, che è in primo luogo riconoscere l’altro che ti sta di fronte come uno eguale a te e non come qualcuno antagonista o estraneo. E poi, questo concittadino o passante che saluti, alla fine in che ti può essere antagonista? qui nessuno, per lo più,anche se esistono le eccezioni, ti sorpassa alla coda dell’autobus o del supermercato, butta l’immondizia dinanzi alla tua porta, o ti frega il parcheggio, perchè di posti- auto ce ne sono per tutti. Insomma, sereno io e sereno lui ed allora e vai con il sorriso. Quindi, oggi, niente avvelenata, anzi un zuccheroso riconoscimento a questa gente che non è mai ostile ed ha anche un forte senso del ridicolo e dell’assurdo, che la rende pronta al sorriso: non a caso, il surrealismo è nato qui! La ricetta di oggi non è però dolce, anzi è salata, tipicamente italiana e molto domenicale. Una personalizzazione da forno della pasta con la mozzarella, nel senso che il piatto può essere preparato in anticipo e poi passato in forno, quando serve, in modo da godersi la domenica. La dedico alla mia amica, come ringraziamento per avermi partecipato le sue impressioni e soprattutto per l’evidente affetto con cui mi segue.

IMG_0045Preparazione: per 4 persone : Cuocere le penne ( gr. 400) in abbondante acqua salata. Nel frattempo, sbattere due uova in una ciotola, unire due grosse mozzarelle, possibilmente di bufala, tagliate a dadini, 6 acciughe sott’olio sgocciolate e sminuzzate, gr. 30 di capperi, un grosso pizzico di origano e 3 cucchiai di olio. Scolare la pasta al ” dentissimo” e condirla con la salsa prparata. Mettere la pasta condita in una teglia e cosparsa di pangrattato e spargere sopra la superficie altro pangrattato e qualche ricciolo di burro. Se si vuole ed è quello che preferisco, invece del pangrattato, distribuisco sulla pasta la zesta di un limone non trattato e del sesamo. Lasciare dorare la pasta in forno caldo ( 1780-200 gradi) finchè è gratinata. nmo

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