Golosissimo yogurt-mela-cannella con musli e nocciole al cioccolato

Oggi ho proprio voglia di scrivere una storia, come quando ho iniziato la mia esperienza sul blog. Un po’ mi vergogno, perché questa storia è frutto della mia curiosità e le mie riflessioni  non hanno oggettivamente nessun supporto obiettivo, Dunque, nel mio quartiere si aggira spesso una ” suorina”, vestita  con l’abito nero, la cuffia in testa, ai piedi un paio di comode scarpe ortopediche . Appeso al braccio porta un sacchetto della spesa, sempre semivuoto, non più di uno o due acquisti. Quello che colpisce è l’espressione del suo volto, fissamente stupita, come se vedesse per la prima volta  strade, negozi, persone. Sopratutto ha uno sguardo stanco, occhi cupi che non comunicano con gli sguardi di chi la incontra, distaccati e tristi. Nella mia testa mi sono fatto un ” film”, mi sono immaginata che sia una ” monaca di casa” come si diceva una volta. Cioè, mi sono convinta che la mia suorina, non so per quale ragione, ha lasciato la sua comunità,  senza aver buttato alle ortiche la tonaca, ma anche senza alcuna alternativa .  Vaga incerta, in un mondo di mezzo e mi piacerebbe parlarle , farla sorridere, magari scoprire che che cosa è successo. Ma i film, anche quelli mentali come il mio, sono film e non realtà, meglio lasciare le storie in un cassetto… Magari, parlandole,scoprirei che sono io la quella che” vaga ” sui marciapiedi del quartiere e la mia suorina non sia triste, ma solo curiosa, desiderosa di sapere cosa mi porta a camminare svelta, con addosso pesanti sporte della spesa!  Concludo così la mia fantasia e posto la ricetta di un dolce facilissimo, veloce da fare: un tempo le suore erano le pasticcere della città, chiuse in concento sfornavano capolavori a base di mandorle, miele, morbidi pandispagna ed altri peccati di gola. Anche questo bicchierino dolce è un peccato di gola, ma piccolo e light come vuole la tendenza moderna . Ed ha note cromatiche di bianco e nero, come il soggolo e la tonaca, tanto per restare in tema .

Questo dolce da servire in bicchiere si fa così:

Ingredienti : per due bicchieri : un vasetto di yogurt magro all’aroma di cannella e mela,( si compra al supermercato con facilità), una piccola mela, gr 30 circa di nocciole, gr . 30 di cioccolato fondente, un poco di latte, gr 30 di musli alla frutta

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Procedimento

Sciogliere o in pentolino o o al micro-onde il cioccolato con un cucchiaino di latte, fino a che non è fluido, versalo sulle nocciole spezzettate grossolanamente e miscelare il tutto in modo che nocciole ne siano ricoperte. Lasciare raffreddare

Porre al fondo di un bicchiere o una ciotola un poco di musli, versare sopra lo yogurt, poi adagiare sullo yogurt la mela ridotta a piccoli dadini, e in ultimo altro musli.

Infine, distribuire sulla superficie del vasetto altro yogurt in modo da ricoprire il tutto ed posare in cima le nocciole al cioccolato. Decorare con una fettina di mela e tenere in frigo almeno trenta minuti e comunque sino al momento di servire.

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Cup Cake al cioccolato senza glutine: facilissima e gustosissima !

Stamattina mi sono sorpresa a contare i giorni che sono passati dal mio ultimo post al cioccolato: mi sono sbalordita, sono trascorsi più di 10 giorni dal mio  ” gelato nero ” , il che vuol dire che sono dieci giorni che non mangio una cosina dolce e cioccolatosa. Quindi, mi sono subito decisa a sperimentare queste tortine senza farina, ma siccome non ero sicura della ricetta, che provavo per la prima volta non ho realizzato la sequenza fotografica. A volte manco totalmente  di fiducia in me stessa! La ricetta, che non è mia, ma ho trovato in  un libro sul cioccolato che ho in libreria, è stata da me leggermente modificata e questo maneggiamento rispetto l’originale, mi ha reso insicura. Poi, all’assaggio mi sono resa conto che tutto era andato bene e perciò ho deciso di condividere la ricetta.   Alla base della mia decisione c’è stato un poco di egoismo personale, dato che sarebbe stato un peccato non sfruttare il mio lavoro culinario per riempire una pagina del mio blog, ma anche un po’ di altruismo, perché con l’arrivo dell’autunno, un buona dose di questo ” oro nero”, che è il cacao,  manda via quella piccola punta di tristezza che ogni tanto, al cambio di stagione,  si insinua dentro e richiede una bella coccola.

Ecco le mie tortine appena sfornate, mentre raffreddano nelle loro forme : )IMG_4225

Per la verità ne manca una, ma la dovevo assaggiare,  prima di  scrivere  la ricetta: )

Ingredienti : per 4 persone , 125 di burro, 125 di cioccolato fondente, una tazzina di caffè, 60 gr di zucchero, 2 uova, un cucchiaino di cannella e due o tre semini di cardamomo,  un pizzico di sale

Preparazione:  preparare una moka da una tazza come al solito, ma mettere i grani di cardamomo nella polvere : si ottiene così un caffè aromatico. Quindi, a bagno maria o fuoco lentissimo, sciogliere il burro insieme al cioccolato finché non si ha un composto liscio. Unire il caffè, un cucchiaino di cannella e lasciare raffreddare il composto. Nel frattempo, separa re i tuorli dai bianchi e montare a neve gli albumi, cui è stato unito lo zucchero.Deve essere un composto sodo. A questo punto, miscelare i rossi delle uova alla crema di cioccolato, divenuta tiepida, e poi, delicatamente, amalgamare al tutto anche i bianchi montati. Distribuire nei pirottini imburrati e porre in forno caldo a 150 gradi per circa 40 minuti ( fare la prova dello stecchino, per essere sicuri che la pasta è asciutta)

Sfornare, decorare a piacere e gustare :  IMG_4226

Doppio Gelato: al cioccolato nero ed all’arancia , per le prime giornate di caldo!

Ogni primavera, quando la temperatura si alza e si  supera la soglia dell’inverno, che io, da  vera palermitana, ho fissato a poco più di 22 gradi, mi torna la voglia di correre . Ho iniziato a fare jogging il 6 Aprile di 15  anni fa: questa data mi è rimasta impressa nella memoria, non so spiegarmi come mai me la ricordi con tanta sicurezza, io che non sono certa nemmeno di quanti anni abbia e che stento a recuperare, nella massa informe della mia mente, altre informazioni essenziali e frequenti,  quali per esempio il codice di accesso del bancomat o il numero di telefono dei miei figli! Forse dipende dal fatto che, pur essendo arrivata ” tardi” a scoprire il piacere della corsa, ne sono stata colpita, affascinata, tanto che, salvo rari periodi, non l’ho più abbandonata. A patto, però, che non faccia freddo: corro più o meno da aprile ad ottobre, poi entro in letargo come gli orsi, poso le scarpe  e se ne parla al ” disgelo”! Così, domenica  ho ricominciato ad allenarmi,  un po’ in ritardo è vero, ma tra viaggi al Nord e capricci climatici locali, non me ne era venuta voglia. Sono andata a Villa Giulia, perché la domenica, anche in tarda mattina, il giardino è praticamente deserto, a differenza del lungomare o del parco. E mentre correvo avanti ed indietro nei viali, con un percorso causale, senza alcun ordine, girando attorno alle fontane, seguendo la linea delle siepi, salendo e scendendo dal finto monticello, per arrivare al piazzale centrale, ammirare le esedre e rituffarmi tra le file dei fiori, mi sono resa conto che c’è una somiglianza tra i nostri giardini all’italiana e i Mandala indiani, quei disegni semi astratti, semi-figurativi, coloratissimi, che sembrano nascere dalla più pura causalità ed invece sono frutto di precise figure geometriche, affastellate l’una dopo l’altra intorno al centro.  Forse sono un po’ fissata, dato da qualche giorno ho questo nuovo hobby : mi sono messa a colorare Mandala, scelgo le tinte , senza alcun ordine, eppure è come se  il disegno e la sua armonia  mi imponessero questo o quel colore, per ottenere una buona composizione. Anche il tracciato del giardino segue questa logica di intrecci di linee, di colori forti alternati a tinte più neutre. Le fontane sono il centro su chi convergono le siepi basse, gli alberi segnano la direzione verso l’azzurro del cielo e si crea una mirabile armonia! Però dopo tanta poesia, corri e ricorri, alla fine era stanchissima e sopratutto morta di caldo: mi ci voleva qualcosa di fresco, di buono e di rigenerante. Cioè un Gelato ! A casa ho tirato fuori dal congelatore il mio primo gelato della stagione: l’ho preparato alcuni giorni fa, per approfittare delle ultime arance succose ; l’ho abbinato ad un altro gusto, anche questo fatto da me: doppio cioccolato amaro, perché, secondo me, i due, insieme, fanno un contrasto perfetto, non solo dal profilo del gusto, ma anche da quello cromatico, tanto per restare in tema di disegno. Il gelato casalingo, specie se si ha la gelatiera, è un dessert facilissimo. La ricetta è di estrema semplicità: basta miscelare gli ingredienti e mettere in moto la gelatiera. Questo è il risultato IMG_3934

E’ bello colorato, non come il  Mandala da me colorato, ma di sicuro è più buono !

Mandala

Se non si possiede l’apparecchio, si può fare così: versare la miscela di arance in un recipiente metallico e metterla in frigo per tre ore. Ogni mezz’ora, tirare fuori la ciotola, mescolare bene e rimettere in freezer. In questo modo, il gelato ha una consistenza cremosa. Una volta pronto, conservarlo in freezer: per consumarlo basta tirarlo fuori una ventina di minuti, lasciarlo ammortire e servirlo! Naturalmente lo stesso procedimento vale per quello al cioccolato. Si fa cosi

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La ricetta:

Gelato all’arancia : spremere delle arance in modo da ottenere 300 gr . di succo. Da una delle arance, che devono essere non trattate o bio, ricavare le zeste.  Miscelare il succo e  le scorzette con 100 gr. di latte di mandorle ed aggiungere 50 grammi di  zucchero o altro dolcificante, cinque o sei grammi di addensante di carruba ( si trova nei negozi che vendono prodotti per i dolci). Mettere nella gelatiera o in freezer .

Gelato al cioccolato nero:   Versare gr. 100 di latte e gr 50 di panna liquida  in un pentolino e farescaldare fino al punto di ebollizione. Unire quindi il cioccolato fondente a pezzi(  ne servono 125 di cioccolato al 70 per cento , ma io  ho usato gr 70 di nero al 90% ed il resto al 70%, perché mi piace che il gelato abbia un gusto deciso ed intenso).Farlo sciogliere insieme a 50 gr zucchero e un cucchiai da caffè di addensante alla carruba. Una volta effettuata questa operazione, frullare il composto con un frullatore ad immersione. Fare raffreddare il tutto per almeno 2 ore, quindi trasferire all’interno del cestello della gelatiera e farla lavorare per circa 25 minuti o passare in freezer .

 

 

Colomba al cioccolato: la Pasqua vuole i suoi riti!

Pochi giorni ed è Pasqua! Siamo in Settimana Santa e quindi ogni giorno ha un suo ” rito” religioso: inutile elencarli, tutti conoscono le liturgie, le processioni, la calata della tela e via dicendo. Tutte le feste hanno i loro riti, ma quelli pasquali, secondo me, sono più intensi, forse perché seguono “il filo del sacrificio”, si snodano con cadenze temporali ben precise nell’arco della settimana e, sopratutto, presuppongono una partecipazione corale, collettiva.Per esempio, non è immaginabile la celebrazione dei misteri, o la processione dell’ascesa al Golgota, o la raffigurazione dell’ultima cena, senza la partecipazione dei fedeli, senza la gente che segue in silenzio il percorso, senza i ceri ardenti che illuminano le strade dove si snodano le sacre rappresentazioni. Ho  sempre pensato che i riti di Pasqua abbiano un forte carattere mistico, siano caratterizzati dalla speranza del miracolo, quel  ritorno dalla morte,  incomprensibile nella sua fisicità, ma accettabile e possibile nella dimensione spirituale. Tutto sommato la Pasqua, nella nostra società, votata al consumismo, è un poco meno mercificata delle altre feste, forse perché ormai il Natale  si identifica con l’Albero di Natale, illuminato e rutilante, con la sfrenata ricerca del Regalo Giusto, mentre l’inizio della Quaresima, il più delle volte, coincide con quello della dieta per riparare ai danni degli stravizi del Carnevale e non con la riflessione ed il raccoglimento. Comunque, qualche concessione al consumismo ci sta bene anche a Pasqua: uova, capretto e colomba, in versione dolce o salata sono i padroni della festa, i simboli irrinunciabili.  Io, per esempio, per la Pasqua ho il rito dello stampo: nella mia collezione di forme e formine, ne ho uno a forma di Colomba, che tiro fuori all’inizio della settimana santa. L’anno passato l’ho utilizzato per una versione salata , e quest’anno mi sono decisa per una versione casalinga, e a modo mio, di quella dolce. Ho privilegiato la fecola di patate sia per realizzare un dolce senza glutine, sia per ottenere maggiore sofficità. E non poteva mancare il cioccolato, il re dei miei dolci. E’ un’alternativa alla ” colomba” industriale, che sinceramente non amo, per il suo sapore troppo dolce e stucchevole. L’impasto è facile, ma bisogna ungere con molta attenzione lo stampo, per favorire il distacco della Colomba e farle prendere il volo nei …piatti.

Ingredienti:

  • 130 di fecola di patate
  • 80 gr. di zucchero
  • 40 grammi di burro
  • 3 uova
  • 40 grammi di granella di mandorle
  • 1 cucchiaio abbondante di cacao
  • 1 cucchiaino di scorza di arancia bio grattuggiata
  • mezza bustina di lievito
  • due cucchiai di gocce di cioccolato

Preparazione

  • Imburrare o oliare lo stampo ed accendere il forno per riscaldarlo a 170 gradi
  • Separare i bianchi dai rossi, mettendoli in ciotole distinte. Montare a neve i bianchi
  • Unire ai rossi d’uovo gr. 60 di zucchero e montarli con una frusta elettrica per 4/5 minuti, finchè non diventano bianchi. Aggiungere il cacao e la fecola setacciati, in modo che non si abbiano grumi, continuare a sbattere aggiungendo il resto del burro liquefatto ed intiepidito ed in ultimo la scorza, le gocce  ed il lievito.
  • Unire al composto i bianchi montati, con un movimento dall’alto verso in basso e viceversa e non rimescolando. In questo modo i bianchi non si sgonfiano .
  • Distribuire l’impasto nello stampo e cospargere la superficie con la granella di mandorla mescolata alle gocce ed al rimanente zucchero.
  • Infornare per circa 30 minuti e controllare la cottura con uno stecchino. Lasciare intiepidire in forno.
  • Ecco le fasi semplicissime del procedimento

L’impasto IMG_3870 Dopo la cottura e mentre intiepidisce IMG_3873 Ecco la colomba con le sue uova IMG_3878

Power bar al cioccolato: tutta la forza che serve

Ho passato due giornate ” culinariamente parlando” veramente impegnative! Metto subito in chiaro che né venerdì né sabato mi sono cimentata in ricette difficili o complicate, e non ho preparato una cena per amici, o deciso di mettere in cantiere numerose pietanze. Niente di tutto questo, ho solo affrontato  il mio nuovo forno elettrico ventilato. L’idea di acquistarlo l’avevo in testa da parecchio tempo, sopratutto per motivi di risparmio ” ecologico-energetico”. Io, in generale, preparo al massimo portate da due ” porzioni”, dato la mini taglia della mia famiglia. E’ intuitivo che utilizzare il forno incassato, bello, grande, uno di quelli dove entra un tacchino ” formato Natale”, per piccole quantità di cibo è uno spreco energetico oltre che un attentato alla mia bolletta elettrica. Così, giovedì, mi sono decisa e ne ho preso uno da 21 litri, perfetto per le mie esigenze giornaliere. E, venerdì, ho iniziato ad usarlo: è stato un rodaggio costellato da fallimenti.  Perciò, non pubblicherò la teglia di calamari marinati all’arancio, con contorno di rosette di cavolfiore, che anziché arrostirsi, sono rimasti bianchicci e non croccanti! Va bene, mi sono detta, ho sbagliato posizione della teglia e temperatura, ma  la torta di mele al Miele sarà un successo ! Risultato: due a zero per il forno, che questa volta ha preso il sopravvento ed ha bruciacchiato i bordi ed il fondo dell’impasto. Il sapore, eliminando le parti bruciacchiate, era buono, ma il dolce era di aspetto impresentabile. A questo punto, mi stavo scoraggiando:nessuna ricetta pronta per il post, due giorni di tempo sprecato, bilancio assolutamente fallimentare quanto a  risparmio, dato che la minore quantità di energia consumata è risultata compensata dalla ingloriosa fine dei due piatti, che non  hanno conosciuto  l’onore della foto finale, ma l’ignominia della pattumiera! Questa domenica mattina, appena sveglia, ho guardato risolutamente  il mini forno e ho ritentato, perché in cucina se ti prende la ” sindrome del fallimento” è finita, non cucini più.  All’insegna del ” non mi arrendo” ho rimesso le mani in pasta, letteralmente, ed ho passato al forno una ”  una mini teglia” di un impasto di frutta secca e farine : non una torta tradizionale, ma la base delle mie Power Choco Bar, ossia  barrette energetiche al cioccolato.IMG_3796

E’ una versione casalinga, di quelle barrette che per ora si trovano in tutti i supermercati e bar. E’ molto calorica, essendo a base di frutta essiccata, ma mi permetto di affermare che è anche molto più salutare di quelle ” industriali” perché priva di zuccheri raffinati. senza grassi e senza alcun conservante ed addensante. Una volta cotta e raffreddata la pasta, l’ho tagliata a bastoncini, che ho ricoperto di cioccolato e lasciato rassodare in frigo.  Le barrette si conservano al freddo  e si possono congelare, dopo averle incartate con carta forno.

Ingredienti:  per n. 10 barrette circa : gr. 100 di farina di cocco, gr. 50 di farina di grano saraceno o di riso, 6 datteri senza nocciolo, 6 fichi secchi, 50 gr di prugne secche denocciolate, 2 bustine di vaniglia, una manciata di uvetta, il succo di una arancia, 3 uova, un cucchiaio di olio. una presa di sale. Per la copertura : una tavoletta di cioccolato amaro da gr. 100, qualche cucchiaio o di latte di cocco o di latte vaccino o di panna

Preparazione:

  • Fare ammorbidire i fichi, mettendoli in un recipiente che possa andare al microe ricomprendoli con il succo di mezza arancia. Bastera passarli un minuto al micro-onde temp.max perché diventino morbidi .
  • Quindi, nel  vaso del mixer porre i datteri, i fichi, le prugne e frullarli alla massima velocita, aggiungendo il succo della altra metà dell’arancia.
  • Infine, aggiungere le farine, le uova, il sale e la vaniglia ed un cucchiaio di olio vegetale. Continuare a miscelare fino a che si ottiene un composto malleabile.
  • Stendere il composto su una teglia piatta, ricoperta da carta forno, appiattirlo e cuocere in forno caldo a 170 per 15 min. circa.
  • Sfornare, lasciare raffreddare e tagliare l’impasto in bastoncini o quadrotti
  • Sciogliere ,a bagno maria, in un recipiente capiente  il cioccolato con il latte prescelto o la panna, finchè è bello morbido e amalgamato e aiutandosi con un cucchiaio immergere le barrette in modo che sia rivestite dal cioccolato. Depositarle su un piatto che possa andare in frigo, spolverare la superficie con cocco o mandorle o pistacchio o altri semi a piacere e porre in frigo per almeno mezz’ora, fino a che la copertura  sia indurita.

Ecco un primo piano: IMG_3804

Pere Gratinate : dolce Buon Anno a tutti ! Anche alla Terra!

Poco prima di Natale ho ripreso possesso della mia casa: piano, piano, compatibilmente con la voglia di festeggiare, ossia di uscire a comprare i regali, stare con i parenti, vedere gli amici  più cari, e naturalmente  cucinare, sono riuscita a rimettere a posto i mobili, che  ora sono tornati nelle loro stanze, dopo essere stati esiliati qua e là in altre posti, nel corridoio, o nell’ingresso, insomma dove c’era un poco di spazio per ammassarli. E naturalmente, mossa dal desiderio di novità, ho cambiato loro disposizione, ho appeso i quadri in maniera diversa, ho eliminato tante cose che non mi piacevano più. Più che fare ordine, ho fatto ” riordino“!  La differenza è sottile: fare riordino significa prendere atto che “un’’infinità di oggetti di ogni tipo (abbigliamento, libri, documenti, foto, apparecchi, ricordi…) ci sommergono all’interno di abitazioni e uffici sempre più piccoli e ci soffocano. Col risultato che non troviamo mai quello che davvero ci serve” Non sono parole mie, ma della giapponese Marie Kondo, che ha messo a punto un metodo che garantisce l’ordine e l’organizzazione degli spazi domestici… e insieme la serenità, perché nella filosofia zen il riordino fisico è un rito che produce incommensurabili vantaggi spirituali: aumenta la fiducia in sé stessi, libera la mente, solleva dall’attaccamento al passato, valorizza le cose preziose, induce a fare meno acquisti inutili. Quindi bando al caos  ossia sgombrare, fare spazio, eliminare e trattenere l’importante. Ancora naturalmente  non ho completato la mia opera, però ho avuto già un risultato positivo: smonta e rimonta i miei libri ammucchiati senza alcun criterio in una delle mie librerie, è ricomparsa una vecchia agenda, datata 1984. Invece di impegni ed appuntamenti, contiene vecchie ricette che ritenevo perdute! In particolare, queste pere gratinate, cavallo di battaglia di mia madre, uno di quei sapori che ti rimangono dentro, nostalgia allo stato puro. Però, fedele al mio ” riordino”, non ho seguito alla lettera la ricetta: ho fatto delle modifiche, l’ho caratterizzata con un pizzico di spezie ed un poco di liquore, le ho dato un poco di calore in più, il che con questo freddo non guasta ( mentre scrivo sta nevicando! A Palermo!). Al lavoro, non è una ricetta che impegni molto ed è una soluzione ” leggera” di fine cenone:

Ingredienti : per quattro persone: Un chilo di pere, mature ma non sfatte, 1/2 bicchiere di panna, 1/4 di bicchiere di latte ed 1/4 di bicchiere di liquore tipo Rum o Marsala dolce, gr 50 di farina di mandorle, 3 tuorli, 200 gr di zucchero, gr. 30 di burro, il  succo di mezzo limone , vanillina una busta, chiodi di garofano,  anice stellato, gocce dei cioccolato.

Preparazione:

In un tegame fare sciogliere a fuoco basso gr 80 di zucchero con 250 di acqua, il succo di limone, la vanillina, due chiodi di garofano, una stella di anice stellato o una stecca  di cannella. Lasciare sobbollire in tutto pochi minuti. Sbucciare le pere, tagliarle a meta, levare i torsoli e metterle  a macerare 5 minuti nel liquido bollente.IMG_3405

In una ciotola, sbattere i tuorli con lo zucchero, fino a che diventano bianchi, aggiungere la farina di mandorla, il burro morbido, ed amalgamare. Continuare con il latte, la panna ed il liquore ed in ultimo aggiungere le gocce di cioccolata. Si deve ottenere una pastella IMG_3408

Scocciolare le pere, metterle in una pirofila imburrata IMG_3409

Poi versare sopra la pastella ed infornare per 15/20 min. in forno caldo, o, se si vuole fare prima, in micro-onde funzione combinata con il grilli, a potenza 850 W per sei minuti circa IMG_3410

Pronte:IMG_3411

portare in tavola quando si sono intiepidite, ma sono buone anche fredde : Buon  Anno a tutti, serenità e pace a questo magnifico pianeta ! Ps : dato che ho usato tegamini singoli, ne ho fotografati solo due.

Biscotti Cocco-Cioccolato: senza glutine, senza zucchero e senza errori!

Ho ricevuto un commento per me molto lusinghiero sullo sformato di carote che ho pubblicato giorni fa. La mia lettrice, dopo aver rifatto la ricetta, si è congratulata come me, perché lo sformato era buonissimo e le era piaciuto. Ovviamente, mi sono sentita molto gratificata e le ho risposto ringraziandola. Ho aggiunto anche che, prima di pubblicare una ricetta, la provo: è sottinteso che, se non mi piace, non la pubblico! Già, perché a volte mi faccio sedurre da un piatto, che magari ha una bella foto o ingredienti intriganti, o sembra facile-facile, e poi dopo averlo rifatto, mi trovo davanti qualcosa di insipido, o peggio dal gusto stucchevole, oppure ha sì  un buon sapore, ma è impresentabile per il suo aspetto esteriore, per esempio la crosticina si è bruciacchiata o al momento di toglierlo dalla teglia di cottura è scivolato via, frantumandosi, e via dicendo. Gli incidenti in cucina sono innumerevoli, improvvisi e a modo loro ” fantasiosi”. Di solito, quel che non è riuscito, non lo rifaccio, a volte, invece, mi impunto e divento caparbia, provo e riprovo, finché ho realizzo quello che voglio. Altre volte, mi accontento di quello che so fare: come ho già scritto in un mio vecchio post, che riassumeva i miei sforzi di perfezione e di vittoria sulle ricette ” bestia nera, (vedi il Rosti di patate  ) per cucinare ci vuole pazienza, perseveranza,  un poco di estro  e soprattutto la capacità, di fronte al ” disastro”, di reagire, di fare spallucce ed alzare il coperchio della pattumiera ! Una ricetta che non va bene non è la fine della tua vocazione di cuoca, ma solo un normale errore .

I biscotti di oggi, per esempio, sono stati da me provati e riprovati, e finalmente al terzo esperimento li posso pubblicare . La ricetta è semplicissima,  ma forse perché era scritta in inglese, sul sito dove l’ho trovata, forse perché era descritta in modo un poco raffazzonato, forse perché io non ero ben disposta e concentrata, ogni infornata era sempre andata male. Finalmente, ho capito dove stava l’errore e che cosa dovevo fare  per un buon risultato e così stamattina a colazione mi sono concessa questo lusso: biscotti croccanti con i miei ingredienti preferiti , cocco e cioccolato. IMG_3321piubiscotti

Ingredienti: gr. 125 di farina di cocco, ( ma è meglio averne pronta dell’altra extra), due uova, due cucchiai di fecola di patate o amido ) , un pizzico di sale, gr. 100 di zucchero ( io ho usato un cucchiaino da caffè di stevia), una bustina di vaniglia, 30   grammi di olio di girasole o di oliva, 50 grammi di gocce di cioccolato

Preparazione:

  1. In una capiente ciotola, miscelare la farina di cocco con le uova, il sale, il dolcificante scelto l’olio e la vaniglia : se il composto è troppo morbido aggiungere altro cocco e la fecola, in modo che l’impasto lo incorpori. Comunque, la pasta resta granulosa e sembra poco compatta. A questo punto, data la assenza di glutine, l’impasto deve, e sottolineo deve , riposare in frigo, per almeno  due ore. Iol’ ho lasciato  tutta la notte in frigo. Era questo l’errore che facevo, oltre al fatto che essendo una ricetta made in USA la quantità di olio era semplicemente enorme ed impediva al biscotto di diventare croccante. E quindi ho ridotto la dose di olio.
  2. Trascorso il tempo minimo di riposo, accendere il forno e portarlo a 150 gradi. Tirare fuori la ciotola dal frigo, aggiungere all’impasto le gocce di cioccolato, a piacimento, mescolando bene , e poi, distribuire mucchietti di pasta su una teglia coperta di carta forno. Io ho fatto delle cupolette di pasta, con l’aiuto di un cucchiaio, e poi premendo delicatamente con due dita, le ho schiacciate, formando i biscotti.
  3. Infornare per 10-15 minuti: è meglio, però, sorvegliare la cottura, perché molto dipende dalla potenza del proprio forno. I biscotti devono asciugare ed assumere un colore dorato.
  4. A cottura ultimata, estrarre la teglia, fare raffreddare i biscotti su una gratella per dolci o su un piatto coperto di carta da cucina, che ne assorbe l’eventuale untuosità. Non bisogna, invece, lasciarli a raffreddare nella teglia, che fuori dal forno sviluppa umidità e compromette la croccantezza dell’impasto. Dopo 10 minuti i biscotti sono freddi, fragranti e pronti per essere assaggiati:

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Questa volta vanno bene: dorati fuori, asciutti dentro, saporiti e ciocco-coccolatosi !
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