In coppetta o in stecco: gelato al doppio cioccolato ovvero profondo dolce-nero!

Ci siamo, tra poco si parte: Brussels sto arrivando! Oggi preparo la valigia, che, come al solito, si riempie prima di prodotti italiani,  di libri in italiano per Pupo, di giocattoli , tutta roba che io reputo introvabile all’estero, e naturalmente, mi sbaglio: l’esportazione italiana, quanto a cibi, oggetti di fashion, vestiti e così via, non ha pari nel mondo ed in realtà in Belgio non si fa nessuna fatica a trovare quello che mi porto ogni volta dietro.  Certo, questa volta devo ricordarmi che la loro temperatura massima è inferiore alla nostra minima, quindi vanno aggiunti golfino, Kway, scarpe chiuse, da alternare alle magliette ed ai pantaloni estivi. Già,  perchè lì, all’improvviso, può spuntare una soffocante giornata di caldo, ultimo sprazzo di una estate che sta morendo, e se non sei stata previdente, se il tuo guardaroba non è ” flessibile”, ti ritrovi vestita come ” Totò  a Milano”, sudata sotto un  cardigan pesante, con i Belgi che ” discretamente” fanno finta di non vederti ed in realtà ti guardano come una marziana! Loro, alla fine dell’ inverno, appena inizia aprile, cambiano abbigliamento, si vestono di cotone, smettono di percepire il freddo,  solo ogni tanto li vedi con un maglione o un giubbino. L’estate, come la intendiamo noi, dura pochissimo, ma questo paese è la patria del surrealismo: i Belgi allungano e  dilatano la bella stagione, anche solo con il pensiero, e godono del più minimo innalzamento della temperatura, basta un grado e già sono contenti, iniziano il rito del barbecue in giardino e si mettono i bermuda. E siccome, di inverno, sentono caldo in casa e d’estate soffrono la calura, mangiano gelati in quantità industriali, hanno coni monumentali in mano, mentre passeggiano, trovi coppe multistrato  ” grandiose “, sia per dimensioni, che per raffinatezza nella presentazione, in qualsiasi bistrot o bar, si vada! Io, nel mio piccolo, prima di partire, ho fatto un bel gelato di cioccolato, anzi, quello che gli inglesi chiamano ” deep double ciok”, un profondo nero amaro, aromatizzato alla arancia, senza glutine, senza latte, con zuccheri naturali: adatto, quindi, ai no-gluten, ai vegani ed ai paleo-fans . Così, mentre faccio la valigia a trenta gradi, mi rinfresco !

IMG_3013Ingredienti 

  • 3 grandi banane, gr. 600 di latte di cocco, un cucchiaio di sciroppo di acero o, se si vuole di  miele, gr 60 di cacao amaro in polvere per dolci,  un cucchiaino da caffè di farina di carruba ( si trova nei negozi che vendono prodotti per i dolci), una bustina di vaniglia, scorzetta grattugiata di arancio ” non trattato”, cioccolato in baretta o gr 60 di gocce di cioccolato

Preparazione

  • Tagliare le banane a rondelle, metterle in un sacchetto da congelazione e lasciarle in frigo una notte. L’indomani, porre le banane nel vaso del frullatore, con la vaniglia, la polvere di carruba, il dolcificante prescelto, e cominciare a frullare aggiungendo il latte di cocco.
  • Si formera una crema morbida : IMG_2955
  • A questo punto aggiungere il cacao amaro, la scorzetta di un arancio ben grattuggiata e un abbondante pioggia di gocce di cioccolato o di cioccolato amaro ridotto a pezzetti. La nota di agrumi che si ha con l’aggiunta delle scorzette è importante perché contrasta piacevolmente con il sapore deciso del cioccolatoIMG_3011
  • Mettere il gelato nella gelatiera e lasciare l’apparecchio in funzione per circa 30 minuti. Se non si ha la gelatiera, mettere la crema in un recipiente di metallo, tenere in frigo 3 ore, girandola ogni mezzora con una forchetta. In questo modo si spezzano i cristalli di ghiaccio ed il composto rimane cremoso
  • Quando il gelato è pronto prelevarne due palline, con l’apposito cucchiaio, metterle in una coppa o un bicchiere e decorarle a piacere . Io ho usato la granella di nocciola IMG_3015
  • E di quello che rimane? si conserva bene nel congelatore del frigo, ma va tirato fuori 20 minuti prima di servirlo per farlo ritornare morbido. Oppure …si fa come me
  • Ho riempito due stampi per ” ghiacciolo, cercando di pressarlo bene, senza lasciare vuoti ed ho aspettato 2 ore perché si consolidasse bene.
  • ed eccolo il mio “stecco” home-made : non è perfetto, però è buonissimo !IMG_3019
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