Involtini di asparagi ed il mestiere dei figli e quello dei genitori
21 marzo 2014Anna Felice4 minuti di lettura

Arrivo a Brussels: Pupo, appena mi vede, scoppia a piangere ! “Accidenti si è dimenticato di me, lo sapevo non posso mancare più di 30 giorni, i bambini hanno la memoria corta e la mia immagine deve essersi scaricata”. Mio figlio mi tranquillizza: è una reazione al fatto che il bambino , ammalato questa settimana non è andato all'asilo ed è stato affidato a “ Tate in affitto”. In affitto? Esatto, in Belgio, quando il Pupo si ammala e i genitori lavorano, la mutualità ti manda a casa delle baby sitter temporanee, che naturalmente un po' di scombussolamenti li provocano: sono delle sconosciute e per quanto brave, il ragazzino non si capacita di come sia finito in braccio a quella estranea. Mentre Pupo sta attaccato al Papà , rifiutando ogni approccio, tiro fuori tutto quello che ho portato dall'Italia ( trenino Ciuf Ciuf, la palla speciale, libro con gli animali che saltano fuori appena aprì le pagine) ...niente. Urla e fa no con la testa. Lo ignoro, così ha modo di calmarsi. Però, mi accorgo che da dietro le spalle del padre, mi fa un abbozzo di sorriso, lancia uno sguardo maliziosetto, direi quasi di intesa. Ho capito! Prendo la situazione in mano e dico a mio figlio di uscire tranquillo, mentre io lo cambio e...naturalmente Pupo, quasi strappato alle braccia paterne, piange come una fontana ed io conto “ uno, due, tre..” ecco, si sente che lo scatto della porta che si chiude e subito è silenzio . Alla velocità della luce, Pupo si asciuga le lacrime con la manina, sorride, si fa cambiare il pannolino, mi prende per mano e mi porta davanti ai giocattoli, indica il treno e sospira rilassato. Se parlasse, direbbe” Cominciamo, vediamo queste novità” ed a modo suo parla, indicandomi con il dito quello che vuole, portandomi i libri che lo divertono di più per farmeli leggere. Quando si stanca di giocare, va a prendere le sue scarpe, se le fa mettere e si posiziona davanti l'ingresso, invitandomi ad una passeggiata. La giornata passa in un attimo. Mi sono ricorda di quando, nel momento in cui i miei piccoli avvertivano che stavo per andare a lavorare, si mettevano a strepitare come aquile spennate, ma appena varcavo la soglia si giravano dall'altro lato ed iniziavano a giocare. Si potrebbero citare tutte le teorie psicologiche che hanno fatto la fortuna di “ guru” di vario genere, come la sindrome abbandonica, la paura dell'estraneo, il padre o la madre totalizzanti ed onnipotenti:..ma secondo me, non non è disperazione , e' mestiere ! In parole semplici, mentre il genitore lavora all'educazione, per fare crescere i figli sani, inseriti nella società, virtuosi e pieni di talento, i piccoli si dedicano alla contro-educazione in modo di essere sempre al centro della attenzione di Mamma e Papà, e riuscire a violare quelle regole imposte, così noiose ed insensate! E per essere più efficaci, per fare sorgere nei grandi un pizzico di senso di colpa, che non guasta mai, che c' è di meglio dei lucciconi! A volte prevalgono i Grandi, a volte vincono loro, a volte la regola di Papà e Mamma deraglia, a volte invece il piccolo comprende che non può essere “ un dittatore” e tutti ci guadagnano, come è nella vita quotidiana , eterna altalena dei sì e no, dare e avere, concedere e pretendere. Insomma l'arte del compromesso si impara da piccoli...A proposito di piccoli, una " baby " ricette, tanto facile che la può fare anche un bambino. Uso gli asparagi verdi: per quelli bianchi, vanto della gastronomia belga, è presto, se ne parla a Maggio! Sono tenerissimi ed egualmente saporiti: sarebbero già buoni così, con un filo di olio e limone, ma ce ne vorrebbero molti di più: vale il detto che con " asparagi, funghi e granchi, spendi assai e niente mangi!" e così li ho arricchiti e sono diventati una vera portata. Ecco come:
Ingredienti : una ventina di asparagi, 100 grammi di prosciutto crudo, parmigiano e burro.
Preparazione : cuocere gli asparagi in acqua salata fino a che sono teneri e non sfatti; sgocciolarli e lasciarli asciugare un poco, oppure, se si ha fretta, togliere l'eccesso dell'acqua, tamponandoli con carta da cucina. Tagliare le code, che in genere restano dure, ma sono utilizzabili per altre ricette: io perciò le conservo in frigo.
riunire a mazzetti gli asparagi ed avvolgervi intorno le fette di prosciutto, in modo che le punte restino scoperte.
mettere i mazzetti in una teglia unta di burro o olio, cospargere con un manciata di parmigiano e aggiungere un pizzico di pepe; in ultimo, distribuire sui mazzetti piccole briciole di burro o un filo di olio.
Infornare a 150 gradi per circa 15 minuti e comunque fino a che si formerà una crosticina. Servire caldi: 
Ingredienti citati