Zuppa di frutti di bosco con quenelle di ricotta e pistacchio ed un fresco sorriso

Ho annunziato pomposamente che avrei pubblicato piatti row, a crudo, e poi? Me ne sono andata in giro, dimenticandone del tutto. Ma il caldo non si è dimenticato di noi e le temperature restano alte, se non crescita. Anche in Francia, dove speravo di trovare un po’ di refrigerio, ho fatto tutti i miei giri turistici a non meno di 35/38 gradi. Siccome era vacanza, i paesaggi erano meravigliosi, le città piene di opere d’arte, me ne sono infischiata del caldo, ho recitato il mio mantra” si vive una volta sola”, l’ho rafforzato con l’altro ” ho fatto non so quanti chilometri per arrivare qui ed ora sto ferma?NO NO; NO, non sia mai!” ed ho affrontato mattine e pomeriggi di fuoco, pur di non mancare  visoni giroscopiche delle città, precedute da impegnative salite  o meglio scalate di torrioni o di colline, a rischio di infarto, ma si sa, i belvedere panoramici sono in alto, come si vede dalla foto ad inizio pagina! Per i  monumenti, le chiese, i musei e le mostre ho affrontato coraggiosamente e la fila per il biglietto e poi quella per l’entrata, per lo più sotto il solleone, ma si sa, è così a ferragosto, alta stagione, quando  quando “tutti ” hanno le ferie e viaggiano, eccetto i ricchi, che si possono permettere di prendersi le vacanze quando vogliono e, quindi, si muovono in bassa stagione, risparmiando: ma si sa soldi chiamano soldi! Conclusione o meglio bilancio  del tour in Provenza: non tutto quello che ho programmato, e naturalmente scritto in una apposita lista,  è stato visitato o fatto, ho rischiato un “coccolone” per la stanchezza ed ho guadagnato una abbronzatura da muratore, con le zone scure, viso, collo e braccia,  delimitate dal perimetro della maglietta! Però lo rifarei! E queste mie osservazioni non sono lamentele, ma un tentativo di autoironia! Ho letto, una volta, che l’ironia è il paravento dell’anima, che si diventa taglienti, un pò critici, divertiti dai propri atteggiamenti, per non scoprirsi, per difendersi dall’esterno, per mantenere nascosto il proprio nucleo; in pratica, si giuoca di anticipo: mi prendo in giro io stessa, prima che lo faccia tu. Forse è vero, in realtà non sono d’accordo con questa interpretazione: penso, invece, che che questo vedere  il lato goffo e ridicolo di me stessa, i miei imbarazzi, gli atteggiamenti alla Fantozzi rappresenti la parte ombra di me, quel lato bambino con cui conviviamo e che se ne sta nascosto dentro, guardando l’adulto che siamo diventati. Poi, ogni tanto, come tutti i bambini, si stufa della bontà, del dovere, del compitino e  tira fuori le sue unghia, capovolge la prospettiva, fa vedere i  lato buffi, irride, si diverte, facendo commenti pungenti e mandando all’aria la “signora perfettina” che mi piacerebbe essere. Così sorrido di me, della bambina che ho dentro, delle mie paure, delle mie mani e di tutti i condizionamenti, e prendo atto che l’ombra ha ragione, non c’è e non ci può essere un solo schema da seguire nella vita, fare e non fare, serio e comico convivono dentro di me. Vedo allora il lato ” buffo” e  parafrasando una celebre frase, che non so chi l’abbia detta, mi dico che un sorriso mi seppellirà, solo metaforicamente ben inteso! Intanto seppelliamo accendigas e forno e passiamo a questo dessert fresco e facilissimo, tipico della cucina d’oltrealpe, molto più attenta, di quanto non si creda, a non alterare o coprire i sapori. E’ semplice, si fa tutto a freddo, ha una buona componente proteica e quindi si presta anche a fare da piatto unico per una svelta colazione. Per la sua semplicità, lo trovo anche un piatto sufficientemente irridente dei gourmet  e dei gourmand: come dire ai cuochi, dilettanti e professionisti, che basta poco per un bel piatto sorridente

ingredienti : una confezione di frutti di bosco, limone, zucchero, gr.100 di ricotta, due o tre cucchiai da tavola di pistacchi tritati.

Preparazione: lasciare scongelare i frutti di bosco, e dopo averli lavati farli sgocciolare in un colino. Naturalmente si possono usare quelli freschi ed allora basta dare loro una svelta lavata e poi farli colare. Porre la frutta in una ciotola, condirla con il succo di limone ed aggiungere zucchero o miele a piacere. Lasciare riposare in frigo.

IMG_0692

Nel frattempo, porre la ricotta in una ciotola e lavorarla con una forchetta, in modo che sia una crema omogenea: bastano uno o due minutiIMG_0693

Mettere il pistacchio tritato in un’altra ciotola o piattino, formare con la ricotta, delle querelle, ossia delle polpettine allungate, o con le mani o prendendo il composto tra due cucchiai. Passare la quenelle sui pistacchi in modo da ricoprirla uniformemente. IMG_0694

Poggiare le polpette sulla zuppetta di frutti di bosco e servire oppure conservare in frigo, dove si conserva bene per non più di un giorno. Buon appetito e tanti sorrisi IMG_0697

 

Annunci