Cacio all’argentiera sulla insalata

E con oggi l’ho fatta completa! Che cosa ? Ma la settimana della shoah! ho iniziato il mio viaggio attraverso l’olocausto domenica scorsa, quando ho cominciato a leggere Scintille di un libro di Gad Lerner, consigliato da una gentile signora, vicina di posto all’ ultimo concerto cui ho assistito  a Palermo.  Lerner è un ebreo, nato in Libano, portato in Italia da piccolo e qui rimasto prima come apolide, ed infine come cittadino. Egli, nel ripercorrere le strade della diaspora, è riuscito, forse come nessuno mai, a farmi comprendere la bestialità e la atrocità della persecuzione attuata dai nazisti, raccontando, con frasi molto secche ed incisive, e con  numeri alla mano, la sparizione in pochi giorni, degli ebrei galiziani, di cui nessuno ricorda i nomi; pone anche in discussione la gstione politica della questione mediorientale, con acutezza, ma il libro mi rimarrà dentro per una affinità che ho riscontrato. Gad Lerner esplicitamente, ebreo per credo religioso, arabo per nascita, italiano per adozione dichiara di essere solo un europeo e  ” sente la falsità della retorica della identità da recuperare, in nome di chissà quali radici ormai da secoli geneticamente modificate “ . Mi rispecchio in questa riflessione, pur non avendo certo alle spalle le sue esperienze e le sue vicende. Ma non amo quelli che hanno il culto del ” noi” contrapposto agli altri, mi infastidiscono le vuote esaltazioni di ” sicilianità o italianità o americanità e via dicendo” come appartenenza ad una  specie, con sottintesa immodificabilità, nel bene e nel male, di presunte radici comuni. Non ho mai guardato in basso, con rimpianto o nostalgia, a quello che ho assorbito da coloro che mi hanno preceduto, quelli che hanno formato le radici, seppure li amo e li ringrazio. Questo atteggiamento, a volte lo riconosco fastidioso, ai limiti della arroganza, mi ha permesso di comprendere la dimensione dell’esule, di quello che non sta nè di qua nè di là ed a dirla tutta, ne sono contenta, non è affatto male! Ed ieri, finito il libro, dove sono andata? Al cinema a vedere un bel film su Hannah Arendt, la filosofa ebrea, e su come ha affrontato tutto il male che l’aveva colpita ( è stata anche lei una perseguitata, internata in Francia) e di come lo ha rielaborato.  Insomma, olocausto a tutto tondo! La ricetta di oggi non è ebrea, ma siculo-araba: è una versione con insalata del cacio fritto, quello che si chiama all’argentiera. Di solito si adopera il nostro Primosale, ma qui? Il suo sostituto, quello che ho trovato nel quartiere a prevalente presenza araba, dove sto, è l’Halloumi, un formaggio libanese, che viene sempre consumato o fritto o grigliato. Il sapore e la consistenza sono praticamente identici al nostro primosale. Quando si dice la coincidenza!IMG_0377

Preparazione: disporre su un piatto della insalatina fresca, delle fette di melanzane grigliate e dei pomodori tagliati a piccoli pezzi; tritare delle foglie di menta e cospargerle sulle verdure e condire con olio sale.  Tagliare il formaggio in fette spesse almeno un dito e riscaldare con un pò d’olio una padella antiaderente. Quando è ben calda, deporre il formaggio e fare prendere colore, voltandolo una volta. Appena dorato, posarlo sull’insalata e irrorarlo con un pò di aceto. Mangiare subito!

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