Tortine di riso, Tai Chi Chuan e Oroscopo…

Sabato mattina, come al solito, sono stata alla lezione di Tai Chi Chaun, quella ginnastica marziale, che tutti i cinesi praticano, quella che si vede sempre nei video dedicati a Pechino o alla cultura orientale. Ed ho scoperto che la lezione del sabato è la séance riservata agli  âgées, come dicono qui, cioè agli anziani. In effetti, avevo notato che sono una delle più giovani e che la mia presenza abbassa l’età media diciamo di uno o due gradi statistici. Ma, mentre loro, gli âgées, con tutti i capelli bianchi, le rughe belle segnate, magari qualche chiletto in più, si muovono fluidi ed armoniosi e completano tutta la forma, ossia fanno quella particolare sequenza di movimenti, che impegna tutta la muscolatura e sembra una lenta danza, io, con altri due principianti come me, che peraltro sono giovani, tra i trenta ed i quaranta anni, sto in angolo della sala, di lato, seguita da un paziente maestro, dedicato solo agli zucconi, a quelli che muovono i primi  passi; lui è li, sempre pronto a correggere, a dire: distendi le braccia, sii morbida sulle ginocchia, tieni la schiena dritta, muovi le mani come se tenessi sul palmo un fiore prezioso, tieni lo sguardo in avanti, questa è una arte marziale, devi intimorire il nemico…Pratico da quasi due mesi, finalmente riesco a completare circa un terzo dei movimenti, da cui è composta questa forma, in maniera appena  passabile! Il punto è che in questa disciplina conta la perfezione, la devi cercare, ci devi lavorare, ma essere al contempo consapevole che la perfezione non esiste, che non la insegui per avere un premio, che più impari, più cose ti rimangono da imparare, che nella vita non si vince e non si perde, che la morbidezza e la fluidità sono però più utili della forza e della rigidità: insomma è tutto molto zen, in cerca del bilanciamento perfetto tra yin e yan. Vado alla mia scuola, due volte a settimana, anzi ci corro, contenta e mentre mi muovo goffamente, in modo sbagliato e con un maestro che non mi molla un attimo e mi corregge con dolcezza e mi stimola ad essere attenta, è come se in ogni in ogni mia cellula si accendesse un sorriso!  Si insinua in me una piccola gioia, quella di fare una cosa per me, senza uno scopo, per il solo per il piacere di farla. E, poi, a casa, come ogni sabato, leggo l’Oroscopo di Rob Brezsny, e cosa trovo? : ”  Una postura corretta rende più vigili e vigorosi. Senza contare che abbassa il livello di tensione dei tessuti e facilita la circolazione dei fluidi corporei. Aiuta anche a respirare meglio. Nelle prossime settimane, ti consiglio di regalarti una postura corretta. Ti incoraggio anche a farti una serie di altri favori. Specializzati nel trattarti con estrema dolcezza e compassione. Esplora diversi modi di eccitarti, di risvegliare il tuo senso della meraviglia e di innamorarti della vita. Se qualcuno ti accusa di essere una narcisista tutta presa da te stessa, rispondigli che stai solo facendo quello che ti ha prescritto il tuo astrologo.” No, non è un astrologo, è un genio, e non ha scritto per quelli del mio segno, ha scritto per ME!  E le tortine? sono un omaggio a mia madre, che realizzava una torta di riso meravigliosa, il cui profumo riempiva casa. Ne trascrivo la ricetta originale, anche se ho realizzato delle mini-tortine, per esigenze fotografiche e perché ora, da âgée, questa è la mia porzione ” giusta”!

IMG_0263 Per una torta grande: Mettere a bollire un litro di latte, con 150 grammi di zucchero ed una stecca di vaniglia o una bustina di vanillina in polvere e la scorza di un limone; aggiungere, quando il latte  bolle, gr. 300 di riso bianco e lasciare cuoce finchè il latte è quasi tutto assorbito e il riso è cotto e morbido. Lasciare intiepidire, dopo aver tolto la scorza e la stecca di vaniglia.  Imburrare una tortiera da cm 24 ed accendere il forno a 180 gradi; lavorare in una ciotola il riso con due uova, e quando è ben amalgamato, aggiungere 50 grammi di mandorle spezzettate e gr. 50 di cedro; infornare per circa un’ora, badando che non prenda colore; provare la cottura con uno stecchino: la torta è pronta se lo stecchino, infilato al centro, uscirà asciutto. Servire quando è fredda.

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