Max-Biscotti: buoni senza…

Questa ricetta è frutto della mia curiosità: non compro niente se prima non guardo o direi meglio ” ispeziono ” la confezione che contiene il prodotto che mi interessa. Voglio conoscere la provenienza , in genere non amo i cibi che hanno fatto il giro del mondo prima di arrivare in Italia. Poi guardo la tabella nutrizionale, cerco la data di scadenza, vedo se il produttore ha fatto una presentazione del metodo di raccolta o delle caratteristiche del suo lavoro. E se vedo una ricetta sul retro-confezione, abbandono ogni dubbio ed investigazione e afferro il pacchetto.  Ho notato che per lo più  sono ricette innovative, o quanto meno diverse, invitano a provare e sperimentare. La possibile novità culinaria ha su di me un effetto irresistibile, annulla ogni mia resistenza all’acquisto ! Anche se la possibilità della sperimentazione a volte naufraga in un mare di delusione: non sempre la ricetta ” funziona”: capita spesso che le istruzioni sono poco accurate, o molto più semplicemente, quello che si prepara non supera la prova gusto  Ma qualche rischio nel provare le novità bisogna correrlo, se no la vita è troppo monotona.  I biscotti di farina di  ceci e mandorle che propongo oggi  appartengo alla categoria delle ” super ricette”. Sono facili da fare e soprattutto sono accessibili a coloro che sono intolleranti a  glutine,  latte e  uova, come ad esempio uno dei miei nipoti o per coloro che hanno una alimentazione vegana .Il procedimento è facile e veloce, il   sapore è veramente delizioso e danno soddisfazione perché hanno una consistenza croccante . Li chiamerò  Max-biscotti  non solo perché mega-buoni ma anche perché dedicati a mio nipote Max !

Ingredienti : gr 274 di farina di ceci, ml 130 di olio di girasole o di olio di oliva, 100 ml di acqua, 20 gr di cocco secco grattugiato, 20 gr. di nocciole, 150 di zucchero di canna o altro  dolcificante a piacere, 1 gr di cannella in polvere ( un cucchiaino da caffè), la buccia di mezza arancia

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Procedimento :

Accedere il forno, modalità statica, per portarlo a 180

Versare la farina di ceci in una padella e tostarla a fuoco lento mescolando in continuazione per circa 10 o 15 min. fino a ottenere un intenso colore dorato e il profumo caratteristico della farina tostata.

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A parte frullare lo zucchero con le nocciole, la scorza della arancia, già ridotta a sottili fettine, e la cannella.

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Quindi unire alla farina, tostata e setacciata in modo che non abbia grumi, il cocco e la miscela di zucchero  aromatizzato , già preparata.

Emulsionare acqua ed olio e unirli al resto degli ingredienti mescolando in modo da ottenere un impasto compatto. Formare con l’impasto una palla ed avvolgerla in carta forno. Tenere l’impasto in frigo per almeno mezzora in modo che rassodi. Cos’ sarà più facile formare i biscotti

Trascorso il tempo , porre la pasta su un foglio di carta forno e coprire con un altro foglio. Passare sopra questo il matterello . Ritagliare quindi con una formina i biscotti fino ad esaurimento della pasta

Infornare i biscotti per circa 15 min.  Vanno estratti dal forno  quando sono ancora caldi . Lasciarli  raffreddare  lentamente.

Eccoli qui :

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Nido di Pasqua: bianco e nero insieme in armonia

Buon Pasqua ! A tutti auguro di ” rinascere”, di rinnovarsi, di abbandonare quello che non piace. Non dico di cambiare o rivoluzionare la propria vita, ma solo di scompigliarla un poco, rinunciando a qualche abitudine che ci danneggia, magari basta un caffè in meno, o una passeggiata in più ,invece della nostra quotidiana ” oretta” sul divano con la televisione accesa. Mi pare che al di là del senso religioso, certo molto più profondo e totalizzante, la festa della resurrezione possa avere anche un significato laico, quello di essere capaci, con un piccolo sforzo, di buttare all’aria ciò che è  passato e di proiettarsi sempre verso il futuro . Una specie di  pulizie mentali di primavera, che spazzano via il superfluo, che non  serve e  fanno spazio al nuovo ! Finita la mia filosofia, torno in cucina: ogni pasqua mi dedico a ricette che hanno a che fare con i suoi simboli. A modo mio ho realizzato la colomba

IMG_3878Oppure ho fatto il nido per uova e conigliIMG_38882cesti

 E quest’anno ? Ancora Nido versione Mini , in una variazione Bianco-Nera, non per  un omaggio a una squadra di calcio, ma per invitare ad un abbraccio che non tenga conto dei colori, specie se riguardano la pelle…un piccolo messaggio di tolleranza Ecco dunque i ” nidi”IMG_45782

Ecco come fare:

Sciogliere in un tegamino a bagno maria 150 gr di cioccolato nero ( io ho scelto un fondente al 70%) . Mescolare con una spatola in modo che diventi liscio ed unire alla massa di cacao varie manciate di chicchi di riso soffiato, fino a che tutto il cioccolato ricopra in modo uniforme i chicchi .Con l’aiuto di un cucchiaio deporre un mucchietto di composto su un vassoio ricoperto da carta forno, appiattire con il cucchiaio, dando una forma rotonda e spolverare il centro con un poco di farina di cocco. Lasciare raffreddare in modo che il nodo rassodi ( ci vorrà un’ora circa di frigo) Quindi poggiare al centro di ciascun nido due ovetti di cioccolato. In verità quello che si vedono sono mandorle rivestite di cioccolato . Questi mini nidi,  su una alzatina,  saranno la mia decorazione per la tavola di Pasqua !

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Biscotti Cocco-Cioccolato: senza glutine, senza zucchero e senza errori!

Ho ricevuto un commento per me molto lusinghiero sullo sformato di carote che ho pubblicato giorni fa. La mia lettrice, dopo aver rifatto la ricetta, si è congratulata come me, perché lo sformato era buonissimo e le era piaciuto. Ovviamente, mi sono sentita molto gratificata e le ho risposto ringraziandola. Ho aggiunto anche che, prima di pubblicare una ricetta, la provo: è sottinteso che, se non mi piace, non la pubblico! Già, perché a volte mi faccio sedurre da un piatto, che magari ha una bella foto o ingredienti intriganti, o sembra facile-facile, e poi dopo averlo rifatto, mi trovo davanti qualcosa di insipido, o peggio dal gusto stucchevole, oppure ha sì  un buon sapore, ma è impresentabile per il suo aspetto esteriore, per esempio la crosticina si è bruciacchiata o al momento di toglierlo dalla teglia di cottura è scivolato via, frantumandosi, e via dicendo. Gli incidenti in cucina sono innumerevoli, improvvisi e a modo loro ” fantasiosi”. Di solito, quel che non è riuscito, non lo rifaccio, a volte, invece, mi impunto e divento caparbia, provo e riprovo, finché ho realizzo quello che voglio. Altre volte, mi accontento di quello che so fare: come ho già scritto in un mio vecchio post, che riassumeva i miei sforzi di perfezione e di vittoria sulle ricette ” bestia nera, (vedi il Rosti di patate  ) per cucinare ci vuole pazienza, perseveranza,  un poco di estro  e soprattutto la capacità, di fronte al ” disastro”, di reagire, di fare spallucce ed alzare il coperchio della pattumiera ! Una ricetta che non va bene non è la fine della tua vocazione di cuoca, ma solo un normale errore .

I biscotti di oggi, per esempio, sono stati da me provati e riprovati, e finalmente al terzo esperimento li posso pubblicare . La ricetta è semplicissima,  ma forse perché era scritta in inglese, sul sito dove l’ho trovata, forse perché era descritta in modo un poco raffazzonato, forse perché io non ero ben disposta e concentrata, ogni infornata era sempre andata male. Finalmente, ho capito dove stava l’errore e che cosa dovevo fare  per un buon risultato e così stamattina a colazione mi sono concessa questo lusso: biscotti croccanti con i miei ingredienti preferiti , cocco e cioccolato. IMG_3321piubiscotti

Ingredienti: gr. 125 di farina di cocco, ( ma è meglio averne pronta dell’altra extra), due uova, due cucchiai di fecola di patate o amido ) , un pizzico di sale, gr. 100 di zucchero ( io ho usato un cucchiaino da caffè di stevia), una bustina di vaniglia, 30   grammi di olio di girasole o di oliva, 50 grammi di gocce di cioccolato

Preparazione:

  1. In una capiente ciotola, miscelare la farina di cocco con le uova, il sale, il dolcificante scelto l’olio e la vaniglia : se il composto è troppo morbido aggiungere altro cocco e la fecola, in modo che l’impasto lo incorpori. Comunque, la pasta resta granulosa e sembra poco compatta. A questo punto, data la assenza di glutine, l’impasto deve, e sottolineo deve , riposare in frigo, per almeno  due ore. Iol’ ho lasciato  tutta la notte in frigo. Era questo l’errore che facevo, oltre al fatto che essendo una ricetta made in USA la quantità di olio era semplicemente enorme ed impediva al biscotto di diventare croccante. E quindi ho ridotto la dose di olio.
  2. Trascorso il tempo minimo di riposo, accendere il forno e portarlo a 150 gradi. Tirare fuori la ciotola dal frigo, aggiungere all’impasto le gocce di cioccolato, a piacimento, mescolando bene , e poi, distribuire mucchietti di pasta su una teglia coperta di carta forno. Io ho fatto delle cupolette di pasta, con l’aiuto di un cucchiaio, e poi premendo delicatamente con due dita, le ho schiacciate, formando i biscotti.
  3. Infornare per 10-15 minuti: è meglio, però, sorvegliare la cottura, perché molto dipende dalla potenza del proprio forno. I biscotti devono asciugare ed assumere un colore dorato.
  4. A cottura ultimata, estrarre la teglia, fare raffreddare i biscotti su una gratella per dolci o su un piatto coperto di carta da cucina, che ne assorbe l’eventuale untuosità. Non bisogna, invece, lasciarli a raffreddare nella teglia, che fuori dal forno sviluppa umidità e compromette la croccantezza dell’impasto. Dopo 10 minuti i biscotti sono freddi, fragranti e pronti per essere assaggiati:

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Questa volta vanno bene: dorati fuori, asciutti dentro, saporiti e ciocco-coccolatosi !
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Panna cotta al latte di cocco con uva e gelatina di mela : non c’è posto per le candeline!

L’altro giorno era il mio compleanno ed è stata una giornata bellissima! Prima di tutto, io non sono una  di quelle che il giorno del proprio anniversario viene presa da crampi allo stomaco, mentre conta  le primavere che sono passate e rivolge uno sguardo nostalgico agli anni belli della gioventù, alla spensieratezza dell’infanzia e via dicendo. Nemmeno sono il tipo che, preso atto di aver superata “tanti anta“, fa come la Contessa di Castiglione, che nel primo sceneggiato ( anni 60),  che ho visto da bambina , si accorgeva che il viso aveva una ruga e perciò velava tutti gli specchi, in modo da non essere atrocemente ferita dalla sua immagine sfiorita. Per abitudine, ringrazio per gli anni passati, belli o brutti,  non importa, l’importante è averli vissuti ed essere qui per  raccontarli, finché la memoria mi assisterà! Per necessità e per vanità, continuo a guardarmi nello specchio: non voglio presentarmi con i capelli arruffati ed i vestiti in disordine, solo per la paura di confrontarmi con un po’ di rughe, che tutto sommato sono la carta geografica delle mie emozioni e della mia vita! Poi, grazie anche a F.B.,ma non solo,  ho ricevuto tantissimi messaggi di augurio e non c’è bisogno di parole per dire che ne ho tratto piacere. Ed infine, mi sono coccolata per l’intera giornata: rilassamento, lettura, cucina da condividere con i miei cari, e naturalmente un dolce a fine pasto, rigorosamente preparato da me. Questa volta, ho privilegiato un dolce di gusto leggero e non carico di zuccheri, una panna cotta a base di latte di cocco e l’ho servita in mono-porzione, in modo da essere compatibile con la digestione delle pietanze che l’hanno preceduta . Che cosa ho preparato come piatto forte? Lo scriverò una prossima volta, per ora mi limito a questi bicchierini: ideali per coloro che non vogliono candeline o altri inequivocabili segnali del numero di anni sul ” groppone” .

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Ingredienti : per sei bicchieri:  una lattina di latte di cocco da gr 400, una stecca di vaniglia bourbon, fogli di gelatina alimentare, cd colla di pesce, gr. 12 ca, 250 gr di succo limpido di mela( si compra al supermercato) zucchero, miele o altro dolcificante a piacere, granella di pistacchio.

Preparazione:

  • Tagliare con un coltellino affilato per il lungo la stecca di vaniglia: raschiare delicatamente,  con la lama del coltello, la polpa e raccogliere i semi, come si vede nella foto
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  • In un pentolino, versare il latte di cocco, i semini neri, le bucce della stecca e, se si vuole, dolcificare: io non l’ho fatto, dato che il latte di cocco di per sé dolce viene profumato dalla vaniglia. Lasciare cuocere a fuoco basso, calcolando 10 minuti dalla bollitura, spegnere il fuoco, coprire il tegamino e lasciare riposare per almeno tre ore o se si ha tempo, preparare la sera e lasciare l’infusione al fresco per tutta la notte.
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  •  Trascorso il tempo, mettere gr 6 di colla di pesce in una ciotola e coprirla di acqua. Quando è morbida, strizzarla bene ed unirla alla crema di cocco, nel tegamino, dopo aver eliminato le bucce della stecca. Accendere il fuoco e mentre la crema intiepidisce, girare  con un cucchiaio, in modo che la gelatina sia tutta sciolta. Versare il composto  nei bicchierini e metterli a raffreddare e solidificare in frigo ( almeno un’ora e 30 min.)IMG_3077
  • Nel frattempo, lavare ed asciugare l’uva e tagliare a meta 3 0 4 chicchi per ciacun bicchiere. Trascorso il tempo di raffreddamento della crema, ammollare altri 6 grammi di colla di pesce in acqua fredda e scioglierla a fuoco lento in un tegamino, dove si è versato il succo: ecco i nostri due ingredienti del cd Top del bicchiere IMG_3079
  • Sulla superficie di crema disporre gli acini di uvaIMG_3081
  • Coprire con il succo tiepido e mettere il bicchiere in frigo per il rassodamento ( una oretta basta ) e comunque tenere i bicchieri in frigo fino al momento di servire. Il dolce, coperto con la pellicola si mantiene benissimo nel frigo e quindi può essere preparato in anticipo . Ecco il bicchiere con la gelatina di mele e una spruzzata di pistacchio tritato per decorazioneIMG_3082

Sorbetto istantaneo all’ Albicocca e Banana

Ieri, culinariamente parlando, è stata una giornata disastrosa: tutto è andato storto! Il mio scopo era preparare dei ” calzoni di grano saraceno, con ripieno di verdure”, ma a cominciare dall’impasto ed a finire con la cottura, niente è andato per il verso giusto. Il risultato è stato  una serie di sgraziati fagottini, per lo più senza una forma precisa, anzi due tondi, due quadrati e due a mezza luna, che se li avessi voluti così apposta, non ci sarei  riuscita, con il ” ripieno ” disordinatamente fuori. Insomma, questi calzoni non conosceranno l’onore del Web ! Normale, ordinaria follia di un giorno ” no” , che credo capiti a tutti quelli che cucinano, bravi, abili e dummies che siano! Alla fine, mentre guardavo le pentole e le teglie sporche nell’acquaio, la farina sparsa sul pavimento, il tavolo della cucina pasticciato dai resti dell’impasto, non mi sono lasciata prendere dalla desolazione e dallo sconforto,  mi sono consolata subito con una bella coppa di gelato, che ha sostituito la cena . Naturalmente  gelato a modo mio, con i soli zuccheri della frutta e senza latticini, insomma un gelato vegano: è una ricetta, ultra veloce, che per ora impazza in tutti i siti di cucina naturale. Facilissima e piacevole, immediata e certamente a basso impatto calorico: non si può avere di più  !IMG_2836

Ingredienti : una banana grande, 6 albicocche mature e un bicchiere di latte di cocco; a piacere un cucchiaio di zucchero o  di miele.

Preparazione: tagliare  la frutta a pezzetti, metterla in un sottovuoto, e depositarla nel congelatore, lasciandola per al meno 40 minuti al freddo: diventerà congelata, ma non durissima e perciò lavorabile. Quindi, prelevarla, metterla nel vaso del frullatore, ( se è troppo ” dura”, lasciarla scongelare una decina di minuti, aggiungere il bicchiere di latte di cocco e dolcificare con lo zucchero o il miele, ma io la preferisco ” senza”, così si sente di più l’aroma della frutta. Frullare alla massima velocità, fino a che non si forma una crema morbida e spumosa, come un gelato. Servire subito e se ne resta si conserva bene in freezer. Quando serve  basta tirarla fuori ed attendere che ritorni morbida

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Il Gelato di Campagna: magnifico inganno! Io lo faccio così…

Da piccola avrei dato non so che cosa per provare il gelato di campagna! Molti della mia età forse non lo ricordano più, moltissimi dei più giovani ignorano cosa sia. Era una imitazione del gelato vero, la riproduzione cromatica del così detto ” pezzo duro” ossia il gelato messo in forma e poi tagliato a fette che veniva servito in tutte le gelaterie. Il pezzo duro poteva essere monogusto, per esempio solo nocciola, oppure assemblare due o tre gusti assortiti, ad esempio panna o vaniglia,  in modo da realizzare un bel disegno marmorizzato, ma il Re con la corona dei pezzi duri era il ” Giardinetto” , fragola, limone e pistacchio, con i canditi dentro. Una delizia! Il c.d. gelato di campagna lo imitava, ma non aveva bisogno per la sua conservazione del freddo ed anzi veniva esposto in ordinate file, insieme a torroni e frutta secca, sulle bancarelle. Io ero attiratissima da queste mattonelle tricolori ed avrei voluto provarle, ma al mio incanto corrispondeva il manifestato disgusto di mia madre, con consequenziale proibizione: il gelato di campagna è una schifezza! Naturalmente non le credevo, ma ovviamente aveva ragione. Quando finalmente ho avuto l’occasione di provarlo, forse perchè ero già ultraventenne, forse perchè era stato confezionato da un pasticcere non eccelso, mi sono trovata in bocca un’impasto di puro zucchero, colorato artificialmente, ma il verde non avere sapore di pistacchio, il rosa non aveva sapore di fragola ed il bianco non richiamava il limone. Era solo una overdose di glucosio, da mandare in tilt qualsiasi sistema di produzione di insulina, insomma una specie di arma biologica ideale per far fuori chi abbia i valori dello ” zucchero nel sangue”, anche solo un poco, alterati. Ma quei colori, quell’effetto cromatico mi sono sempre piaciuti: trovo geniale come l’arguzia dei poveri abbia creato un trompe-l’oeil così raffinato, come l’ingegno di un pasticciere abbia ingannato il gusto e abbia generato un piccolo incanto ” falso”. E così ho fatto una mia versione ” light” del gelato di campagna, senza zucchero aggiunto, in modo da potere essere gustato a fine pasto senza rischiare la indigestione. Il dolce è dolce solo per la presenza della frutta e dei suoi  zuccheri naturali: non è certo da incasellare nel genere  ” pasticceria siciliana”, è un mio omaggio alla tavolozza di colori naturali che la natura ci regala!

Ingredienti : per 6 bicchieri gr. 300 di polpa di anguria, senza buccia, 6 kiwi maturi, un cucchiao da tè di miele millefiori ed uno di cannella, un limone, una lattina di latte di cocco, da gr.250, messa in frigo per almeno 12 ore, 3 fogli di gelatina alimentare per dolci.

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Preparazione: Spremere un limone; mettere il succo in una ciotola, unire una bustina di vaniglia, un cucchiaio da tè di cannella e un cucchiaio piccolo di miele e miscelare bene il tutto. Versare il tutto sull’anguria a pezzetti, messa su una altra ciotola e lasciare marinare a temperatura ambiente. IMG_0722

Prelevare la polpa dei Kiwi e ridurla in purea. Se i frutti sono maturi, basta schiacciarli con la forchetta, altrimenti vanno frullati appena. Distribuire la polpa sul fondo di sei bicchieri e conservali in frigo.IMG_0720

Mettere un foglio e mezzo di gelatina ad ammollare in poca acqua fredda; dopo 10 minuti, la gelatina è morbida. Nel frattempo, aprire la lattina di cocco e facendo molta attenzione, prelevare con un cucchiaio il latte, che con il raffreddamento in frigo si sarà consolidato, mentre la sua acqua si troverà al fondo della lattina. Mettere la parte solida in un recipienteIMG_0723

e con le fruste, montare come per la panna. Così: IMG_0724

Ora, strizzare la gelatina, metterla in un pentolino, coprirla con un po’, due cucchiai al massimo di acqua di cocco, e farla sciogliere a fuoco basso, senza che prenda bollore e farla intiepidire. Quando è quasi fredda, unirla alla panna di cocco, rimestando molto piano in modo che la panna non si smonti, oppure dare uno o due colpi con la frusta elettrica. Distribuire la panna nei bicchieri e conservare in frigo in modo che solidifichi. In genere bastano 15 minuti, ma si può  guadagnare tempo passando i bicchieri nel freezerIMG_0726

Nel frattempo lasciare in ammollo in poca acqua un altro foglio e mezzo di gelatina e dopo 10 minuti, prelevarlo, strizzarlo e metterlo in un tegamino. Scolare l’anguria e raccogliere il liquido di marinatura da versare sulla gelatina. Sciogliere la gelatina, a calore basso, senza che arrivi al bollore e lasciare intiepidire. Nel frattempo, mettere i dadini di anguria nei bicchieri sulla panna solida.IMG_0731

Conservare in frigo e quando la gelatina è quasi fredda, falla colare sulla frutta e mettere i bicchieri di nuovo in frigo per almeno due ore.  Al momento di servire decorare a piacere: io ho utilizzato vero pistacchio tritato e vero cioccolato IMG_0739

Al momento di servire decorare a piacere: io ho usato pistacchi tritati e pezzetti di cioccolato amaro.

Ciliegie in gelatina con crema al cioccolato e il business del mendicante

Sono consapevole che per il proprio bene non bisogna fare ” operazioni Nostalgia”, farsi prendere dai ricordi, ritenere memorabili cose che ti sono accadute, desiderare di riviverle. Il passato è passato e non ritorna. A volte, si ripresentano nella realtà quotidiana delle situazioni, che ti catturano e ti riportano indietro. Ma non sono quelle che hai già vissuto, sono nuove, diverse, insomma tutto cambia. sono convinta di quello che sto scrivendo, ma a volte, vivendo, faccio il contrario…Oggi, all’angolo della metro, c’era un mendicante. Stava lì, illuminato da un pallido sole di un’estate che non vuole arrivare, seduto su una sedia a rotelle. Con una mano, suonava un organetto, di quelli antichi, che facevano musica girando una manovella. Oddio, musica è una parola grossa: era una nenia metallica, come quella delle giostre di mezzo secolo fa! Con l’altra mano, tesa in avanti, brandiva un bicchiere di metallo e agitandolo faceva tintinnare le monete. Chiedeva la carità. A quelli che depositavano soldi, dava in cambio un bigliettino. Insomma, era proprio identico all’accattone che, da quand’ero bambina, vedevo sempre in Corso Ulivuzza a Palermo: anche lui aveva l’organetto ed anche lui dava in cambio dell’elemosina un biglietto, dove erano o segnati dei numeri da giocare al lotto o delle frasi augurali, dei presagi, una specie di oroscopo della fortuna. Mi sono commossa : ma guarda, è vero che in Belgio sono tradizionalisti, ma mantenere la stessa tipologia di mendicità! Sembra di essere nella Parigi dei Miserabili, che fascino, anzi che charme! Insomma, ero proprio dentro ” un’operazione Nostalgia”, tanto che subito ho dato le mie monete al mendicante e lui prontamente mi ha messo in mano un biglietto piegato a metà. Non ho fatto in tempo a pensare ” Se ci sono i numeri, me li gioco”. Il foglio, appena aperto, ha mostrato ben stampati in grossetto una serie di servizi offerti da un calzolaio, con accanto il prezzo. Suole, mezze sole, tacchi e sopratacchi, riverniciatura completa e duplicazione di chiavi di ogni genere, perché qui il ciabattino è anche caviettiere. Insomma, il signore delle scarpe e delle chiavi era lo sponsor del mio poveraccio, che fa due lavori: chiede la carità e fa la pubblicità! Non è venuta meno la mia simpatia per questo professionista della raccolta di spiccioli e monetine: tornando al concetto con cui ho aperto il post, è confermato che tutto cambia, tutto si evolve anche l’elemosina! A casa, guardo quel che resta delle ciliegie, comprate tre giorni fa, amate per un giorno, ed ora presenti a languire nel frigo: è tempo che anch’esse si evolvano, così mi metto all’opera ed ha inizio il loro cambiamento! La preparazione è tutta al micro-onde, che consente la riduzione dei tempi di oltre la metà.Ho fatto così un po’ per velocizzare, un po’ per cambiare…

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Ingredienti : grammi  300 di ciligie con il nocciolo, un limone, una stecca di cannella, 1o 2 chiodi di garofano, un cucchiaio di miele o uno di zucchero, 2 fogli piccoli di gelatina alimentare o gr 4 di agar agar in polvere, gr 70 di cioccolato fondente amaro, mezzo bicchiere di latte o panna, 4 cucchiai grandi di farina di cocco, fiocchi di cocco o altro per decorare

preparazione: mettere le ciliegie, denocciolate in un piccolo recipiente che possa andare al micro-onde, aggiungere tanta acqua quanto basta a coprile appena,  il succo di un limone, le spezie e il miele. Cuocere a potenza max per due minuti, rigirale con un cucchiaio, e riprendere la cottura per altri due minuti. Devono risultare cotte, ma non sfatte, scolarle, conservandone il liquido di cottura e metterle in un recipiente in cui possano stare in un solo strato.IMG_0560

 Filtrare il liquido di cottura, misurarne 120 grammi e sciogliere i due fogli di gelatina, già ammorbiditi in acqua per 5 minuti e poi strizzati. I fogli a contatto con il succo caldo si scioglieranno immediatamente. Mescolare accuratamente e versare il liquido gelatinoso sulle ciliegie, lasciare raffreddare, in modo che la gelatina si solidifichi. Il processo di solidificazione può essere accelerato mettendo per una quindicina di minuti il tutto in freezer. Devono alla fine risultare cosìIMG_0562

Nel frattempo, in un recipiente adatto al micro onde, mettere il cioccolato, coprirlo con il latte, circa mezzo bicchiere e scioglierlo a potenza bassa  ( 350), per uno o due minuti, controllando che diventi morbido e cremoso, e girandolo con un cucchiaio di legno per facilitare la liquefazione. Aggiungere, poi, rimestando, la farina di cocco, e uno o due cucchiai di fiocchi: verrà comunque una crema non perfettamente liscia, data la consistenza del cocco.IMG_0563

Quando la crema è fredda, coprire la gelatina, lisciare con il dorso di un cucchiaio, decorare con fiocchi di cocco, o mandorle o altro e conservare in frigo, fino al momento di servirla. IMG_0571