Il Gelato di Campagna: magnifico inganno! Io lo faccio così…

Da piccola avrei dato non so che cosa per provare il gelato di campagna! Molti della mia età forse non lo ricordano più, moltissimi dei più giovani ignorano cosa sia. Era una imitazione del gelato vero, la riproduzione cromatica del così detto ” pezzo duro” ossia il gelato messo in forma e poi tagliato a fette che veniva servito in tutte le gelaterie. Il pezzo duro poteva essere monogusto, per esempio solo nocciola, oppure assemblare due o tre gusti assortiti, ad esempio panna o vaniglia,  in modo da realizzare un bel disegno marmorizzato, ma il Re con la corona dei pezzi duri era il ” Giardinetto” , fragola, limone e pistacchio, con i canditi dentro. Una delizia! Il c.d. gelato di campagna lo imitava, ma non aveva bisogno per la sua conservazione del freddo ed anzi veniva esposto in ordinate file, insieme a torroni e frutta secca, sulle bancarelle. Io ero attiratissima da queste mattonelle tricolori ed avrei voluto provarle, ma al mio incanto corrispondeva il manifestato disgusto di mia madre, con consequenziale proibizione: il gelato di campagna è una schifezza! Naturalmente non le credevo, ma ovviamente aveva ragione. Quando finalmente ho avuto l’occasione di provarlo, forse perchè ero già ultraventenne, forse perchè era stato confezionato da un pasticcere non eccelso, mi sono trovata in bocca un’impasto di puro zucchero, colorato artificialmente, ma il verde non avere sapore di pistacchio, il rosa non aveva sapore di fragola ed il bianco non richiamava il limone. Era solo una overdose di glucosio, da mandare in tilt qualsiasi sistema di produzione di insulina, insomma una specie di arma biologica ideale per far fuori chi abbia i valori dello ” zucchero nel sangue”, anche solo un poco, alterati. Ma quei colori, quell’effetto cromatico mi sono sempre piaciuti: trovo geniale come l’arguzia dei poveri abbia creato un trompe-l’oeil così raffinato, come l’ingegno di un pasticciere abbia ingannato il gusto e abbia generato un piccolo incanto ” falso”. E così ho fatto una mia versione ” light” del gelato di campagna, senza zucchero aggiunto, in modo da potere essere gustato a fine pasto senza rischiare la indigestione. Il dolce è dolce solo per la presenza della frutta e dei suoi  zuccheri naturali: non è certo da incasellare nel genere  ” pasticceria siciliana”, è un mio omaggio alla tavolozza di colori naturali che la natura ci regala!

Ingredienti : per 6 bicchieri gr. 300 di polpa di anguria, senza buccia, 6 kiwi maturi, un cucchiao da tè di miele millefiori ed uno di cannella, un limone, una lattina di latte di cocco, da gr.250, messa in frigo per almeno 12 ore, 3 fogli di gelatina alimentare per dolci.

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Preparazione: Spremere un limone; mettere il succo in una ciotola, unire una bustina di vaniglia, un cucchiaio da tè di cannella e un cucchiaio piccolo di miele e miscelare bene il tutto. Versare il tutto sull’anguria a pezzetti, messa su una altra ciotola e lasciare marinare a temperatura ambiente. IMG_0722

Prelevare la polpa dei Kiwi e ridurla in purea. Se i frutti sono maturi, basta schiacciarli con la forchetta, altrimenti vanno frullati appena. Distribuire la polpa sul fondo di sei bicchieri e conservali in frigo.IMG_0720

Mettere un foglio e mezzo di gelatina ad ammollare in poca acqua fredda; dopo 10 minuti, la gelatina è morbida. Nel frattempo, aprire la lattina di cocco e facendo molta attenzione, prelevare con un cucchiaio il latte, che con il raffreddamento in frigo si sarà consolidato, mentre la sua acqua si troverà al fondo della lattina. Mettere la parte solida in un recipienteIMG_0723

e con le fruste, montare come per la panna. Così: IMG_0724

Ora, strizzare la gelatina, metterla in un pentolino, coprirla con un po’, due cucchiai al massimo di acqua di cocco, e farla sciogliere a fuoco basso, senza che prenda bollore e farla intiepidire. Quando è quasi fredda, unirla alla panna di cocco, rimestando molto piano in modo che la panna non si smonti, oppure dare uno o due colpi con la frusta elettrica. Distribuire la panna nei bicchieri e conservare in frigo in modo che solidifichi. In genere bastano 15 minuti, ma si può  guadagnare tempo passando i bicchieri nel freezerIMG_0726

Nel frattempo lasciare in ammollo in poca acqua un altro foglio e mezzo di gelatina e dopo 10 minuti, prelevarlo, strizzarlo e metterlo in un tegamino. Scolare l’anguria e raccogliere il liquido di marinatura da versare sulla gelatina. Sciogliere la gelatina, a calore basso, senza che arrivi al bollore e lasciare intiepidire. Nel frattempo, mettere i dadini di anguria nei bicchieri sulla panna solida.IMG_0731

Conservare in frigo e quando la gelatina è quasi fredda, falla colare sulla frutta e mettere i bicchieri di nuovo in frigo per almeno due ore.  Al momento di servire decorare a piacere: io ho utilizzato vero pistacchio tritato e vero cioccolato IMG_0739

Al momento di servire decorare a piacere: io ho usato pistacchi tritati e pezzetti di cioccolato amaro.

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