Stinco di maiale al limone e miele : molto buono, quasi santo !

Ho comprato questo stinco di maiale, perché è autunno!  Preferisco mangiare la carne di maiale quando arriva una temperatura un po’ più fresca, sui 17-20 gradi, non quando il sole è cocente ed hai solo desiderio di verdurine e gelati. In realtà, questa mia astensione dalla carne di maiale in caso di solleone, è collegata ad una prassi igienico-salutistica, tramandata da mia nonna ed assorbita a cascata  da mia madre e poi da me. Prima dell’allevamento intensivo-industriale, il maiale era molto più grasso, grondava colesterolo cattivo solo a vederlo. La saggezza popolare  sconsigliava di consumarlo in periodo caldo, perché più difficile da digerire, invece col freddo il corpo può sopportare e smaltire facilmente l’overdose di grasso e calorie. Mentre lo guardo  e lo preparo per la foto, mi viene fuori una curiosità :  ma perché per indicare un tipo disonesto o scorretto si dice che non è uno stinco di santo ? Consulto subito la Treccani ( on line, che meraviglia) e il responso è che l’espressione non essere uno stinco di santo va collegata al suo contrario, Infatti ( cito  testualmente)  ” stinco di santo è la metafora di uomo virtuoso e deve la sua origine alla vistosa presenza di tibie tra i diversi frammenti d’ossa appartenuti a corpi di personaggi santificati o beatificati e preservati dentro i reliquiari nelle chiese cattoliche”. Così ora mi sento in dovere di beatificare il mio osso di maiale e farne un piatto ” virtuoso e gustoso”! Questa è la ricetta che ho scelto è realizzato: non sarà santo, ma renderà beato chi  lo mangerà …

Ingredienti : per due porzioni 

  • Uno stinco di maiale da circa 1 kg
  • 4 limoni
  • 2 cucchiai di miele di agrumi o di acacia
  • 4 cucchiai di olio di oliva
  • timo secco
  • sale e pepe

Preparazione

Togliere la cotenna in eccesso dallo stinco e accendere il forno per portarlo a 200 gradi IMG_4337

In una ciotola miscelare il succo dei limoni, il miele, l’olio e sale e pepe : ecco l’emulsione preparataIMG_4339

Con la emulsione ungere, sfregando anche con le mani, lo stinco, un modo che sia ben distribuita su tutta la superficie.Cospargere, poi, il tocco di carne con le foglioline di timo seccoIMG_4340

Cuocere in forno caldo per un’ora , poco più o poco meno: lo stinco è cotto dentro quando saggiando la carne con la punta di coltello si arriva a toccare l’osso

In un padellino, rosolare il succo di cottura con un bicchiere piccolo di vino bianco: lasciare andare qualche minuto in modo che l’alcool evapori

Servire con il suo sugo e un bel contorno: io ho scelto delle semplici carote lessate, cosparse di erba cipollina.

A tavola : IMG_4344

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