Fichi caramellati e gelato vegano al pistacchio: sfizio dolce da realizzare in un attimo

Buon Giorno Brussels! E’ la mia settimana di felicità: temperatura mite, autunnale, atmosfera serena da città super organizzata, ed in ogni caso, ordinata e silenziosa. E,  sopratutto, settimana di nonnitudine tutta dedicata al mio Pupo, che festeggia il suo secondo compleanno ! Naturalmente ho portato regali, da parte di quelli rimasti a Palermo, un anticipio dei miei regali, e due belle torte “ sicilianissime”, la classica cassata al forno e una crostata al gelo.  A proposito di dolci, oggi metto in rete uno sfizio “ facilissimo e velocissimo” che mi sono regalata sabato sera: una cosina dolce, nata all’improvviso e frutto della ispirazione fornita da “ quel che c’è in frigo”. Non so se capiti agli altri, ma  a me a volte, anzi spesso, mi viene  un’acuta voglia di concludere la cena con un sapore morbido, un “ nonnulla”, un pezzetto di cioccolatto amaro, un biscotto, naturalmente se fatto da me, a volte mi basta una manciata di frutta secca. In genere resisto, per rispetto dei miei triglicerdi, ma se capita una giornata come quello di sabato,… Comincio con ordine: sabato mattina, dato che sono in partenza, guardo il frigo e decido che non ho bisogno di  riempirlo, anzi è meglio fare fuori quel poco di vedure rimaste. Ok, mi dico, oggi giornata vegana! La mattina elimino l’ultimo ypgurt e aggiungo, a seguire, l’ultima pesca, a pranzo una ciotola di zuppa di vegetali ed insalata…Alle quattro comincio a sentire un languirino, e aggiungo un tè caldo, particamente a calorie zero, sperando di calmare il senso di vuoto. Pomeriggio, cinema con le amiche e che vado a vedere ? Un film francese, carino, leggero, divertente, dal titolo “ Barbecue”. I protagonisti si amano, liltigano, battibeccano, scherzano e riflettono, solo a tavola, possibilmente davanti a piatti ricolmi di ogni ben di dio, propinandosi succolente porzioni di bistecche. Dopo la prima scena, il mio stomaco decide di fornire alla paltea la seconda colonna sonora del film. Inizia infatti a borbottare e gorgogliare, inviandomi segni evidenti della avvenuta digestione e del suo desiderio di rimettersi al lavoro . A casa, per cena mi aspetta questa insalatona di verdure cotte: mi apparecchio e mi rendo conto che non mi basterà, né per saziarmi, né per soddisafre il mio palato.

Vengo presa dal raptus creativo e cosi mi ricordo della coppetta del mio gelato di pistacchio: la tiro fuori dal freezer ed aspettando che ritorni morbido, mi mangio l’insalata. E poi, mi metto all’opera: non mi basta una coppettina,  voglio qualcosa di più “ suntuoso “ ed allora ho fatto così:

Ho lavato due fichi maturi ma ancora sodi che avevo nel frigo e li ho divisi in spicchi, senza sbucciarli  IMG_3107In un padellino ho sciolto una noce di burro, non più di  cinque sei grammi ,con mezzo cucchiaio di miele e ho lasciato andare il tutto con un cucchiaino di acqua. Quando il liquido  si è addensato ed ha preso un colore dorato, ho messo gli spicchi in padella e li fatti velocemente caramellare rigirandolo uno o due volte con delicatezza. I fichi devono assorbire il condimento, ma non cuocere e perciò l’operazione sarà durata non più di due o tre minuti.   IMG_3109

Ora è il momento di montare il piatto: i fichi da un lato con sopra il loro sughino caramellato e accanto il gelato di pistacchio, morbido ma non troppo. IMG_3112

Il gelato che si vede in foto, è uno di quelli in cui mi sono cimentata questa estate: il procedimento è quello che ho seguito per la realizzazione del gelato al cioccolato , ed ho solo cambiato gli ingredienti .  Per tre coppette medie basta frullare nel mixer una banana, un bicchiere di latte di mandorla ( 125 gr), gr.100 di pistacchio in farina ( si trova al supermercato altrimenti bisogna tritare i semi) ed aggiungere, se si desidera zucchero o miele, o altro dolcificante, secondo il proprio gusto. Ottenuto un composto liscio, l’ho messo in  gelatiera, suddiviso in coppette e lasciato in frizeer, pronto all’uso. Per chi non la gelatiera, basta tenerlo in un recipiente, se di metallo è meglio,  nel congelatore, per tre ore, rimescolando la crema ogni mezz’ora, in modo che rassodi e non si formino cristalli di ghiaccio

 

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