Banane al cartoccio con salsa di albicocche e prugne: addio alla tristezza

Ieri, mi sono sentita tutta la giornata come dentro una bolla! Mi sono seduta davanti alla finestra a guardare i vetri rigati da pioggia, pervarsa da un sentimento di profonda pigrizia, ma sarebbe meglio dire di inedia, come se l’unica cosa, che potessi fare, fosse osservare il lento discendere delle goccie di acqua sui vetri ed il fantastico intrecciarsi e rincorrersi di quelle scie acquose. Palermo sotto la pioggia mi fa questo effetto: mi rintano a casa, non esco, mi dico ma che brutto tempo ed aspetto che migliori! E se il cielo non accenna ad aprirsi, entro nella nella mia “ bolla di non fare” ed aspetto la ricomparsa del sole, abbassando al minimo la mia capacità di movimento,  organizzandomi la giornata con tè e libro, ripetendomi che “ ha da finire” e che dopo uscirò. Però, riflettendoci sopra, mi sono accorta che questo atteggiamento di “ pioggia-fobia”, in realtà, c’è l’ho solo quando sono a casa, nella mia isola: quando sono fuori, in continente, o all’estero, un poco di pioggia non mi ferma certo; sono capace di uscire con qualsiasi tempo, anche con la neve, mi adeguo automaticamente alle abitudini di quelli del nord, niente mi ferma! Ne deduco che sono una meteropatica “ urbana”, sono influenzata dall’ambiente che mi circonda, abituata al fatto che a Palermo le giornate di sole sono 290 su 365 giorni e che per me il cielo qui non può essere mai buio. Nel pomeriggio, mi risolvo ad uscire, ad essere attiva, anche perchè sembra che “ scampi”: basta con la “bolla”, con il sentirsi “ blu”, il concerto mi aspetta…Al Politeama! Dentro il teatro, mi riassale la tristezza, la musica non mi tocca, sono proprio giù. Però ad un certo punto, la pioggia rincalza ed io, lassù in alto, in loggione, sento gli scrosci che si abbattono sulla cupola e noto che, miracolosamente, nel loro picchiettio sembrano sincronizzarsi con le note del pianoforte. Che meraviglia! Natura che suona, amica acqua che batte il metronomo, un concerto slavato, salvato dall’imprevisto irrompere di una altra orchestra! Torno a casa, non dico fischiettando, ( cosa che non so fare), ma comunque decisamente con un piede fuori la bolla. Qui, ci vuole, per ritrovare l’arcobaleno, un cibo per esaltare il ritrovato buon umore, per rafforzare le endorfine,  qualcosa di goloso, dolce, e sopratutto non ingrassante. Detto, Fatto:  banana al cartoccio con salsa di prugne ed albicocche secche, un rimedio naturale a base di potassio e magnesio,  che per l’umore e non solo fanno miracoli, e così finisco in bellezza questa mia giornata blu

Ingredienti : per quattro persone, 4 banane, spezie miste ( chiodi di garofano, cannella, noce moscata, zenzero in polvere) un cucchiaio in tutto, ( io ho usato una miscela già preparata che ho comprato in Belgio), due cucchiai di zucchero o un cucchiaio di miele, il succo di un limone e semi tostati, alluminio per i cartocci. Per la salsa 12 tra prugne ed albicocche secche, il succo di una arancia e la scorza grattuggiata ( solo se l’arancia è bio).IMG_2511

Preparazione. Accendere il forno per pre riscaldarlo a 180 gradi.IMG_2515

Mettere la frutta secca, in una ciotola, coprirla con acqua e passarla due minuti a temperatira max nel micro onde. La frutta si gonfierà e diventerà cotta in un attimo. Scolarla e passarla al mini pimer o frullarla, aggiungendo, se si vuole una punta di cucchiaino di miele, ed il succo della arancia, a poco a poco, in modo da ottenere una morbida salsa. Unire la scorzetta di arancia e mescolare.IMG_2517

Dividere ogni banana in tre pezzi, irrorandole di succo di limone, perchè non anneriscano; passarle sulla miscela di spezie e zucchero in modo da rivestirle ( se si usa il miele è meglio, mescolarlo  al succo di limone).IMG_2512

Mettere i pezzi di frutta su un foglio di alluminio, chiudere il cartoccio e poggiarlo su una teglia. Infornare 15 minuti circa IMG_2513

Aprire il cartoccio e mettere abbondante crema accanto la banana, decorare con i semi misti : servire la frutta calda,  nel suo  cartoccio. IMG_2522

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