Riso indiano al limone e la felicità!

Ho battezzato questo piatto con il pomposo nome di “Riso della Felicità”, ma non c’entrano niente  i guru che promettono benessere, successo e allegria con le loro magiche ricette, basate sul lavoro corpo-mente o cose di questo genere. Non è che cucino  questo riso e risolvo  la mia via, rigirandola come una frittata, in modo che ciò che è brutto, scomodo, odioso o solo difficile abbia, invece, come per magia, proprietà positive. E non c’entrano niente i cibi del buonumore, quell’elenco di ingredienti, come banana, avocado, cioccolato, frutta secca, che contengono  micronutrienti essenziali all’umore, dai nomi a volte semplici, come potassio, a volte impronunciabili per eccesso di consonanti, come triptofano ! No, niente di tutto questo, e chi lo mangerà, preparandolo secondo la mia ricetta, probabilmente, anzi  sicuramente, lo troverò buono, ma non migliorerà di un grammo la sua esistenza. Allora, perché questo è il riso della felicità? E’ una cosa assolutamente individuale e personale: questo è una ricetta ” doc” indiana, non so a quale delle tante tradizioni culinarie di quel paese sia attribuibile: ogni volta che la preparo, la casa, tutta la casa, si riempie di profumi. Mentre lascio tostare le spezie, e poi aggiungo le verdure di base, si diffonde nell’aria un penetrante odore di cumino, di curcuma, di zenzero, cui si aggiunge una nota di nocciola tostata, generata dai chicchi del riso, quando li unisco alla miscela. Rimestandoli lentamente per qualche minuto, faccio in modo che a loro volta raggiungano una leggera tostatura, così quando verserò in pentola l’acqua bollente, si esalteranno ancor di più gli aromi e comincerà ad insinuarsi  anche la vibrazione del ghee, il burro chiarificato. Infine, il limone condurrà tutti gli ingredienti in uno stato di contrapposto equilibrio ed il risultato al gusto sarà ottimo.E la felicità? Se non si è capito,  questi odori mi riportano in India, paese dove sono andata solo due volte, ma dove vorrei tornare.  Ho amato moltissimo i miei viaggi, le terre visitate, non c’è posto dove non sia stata bene, ma in India, appena arrivata, mentre venivo assalita da intensi  profumi e da mefitici miasmi, da violenti  suoi colori e placidi paesaggi, da bambini con occhi neri profondi, vestiti di stracci, da eleganti donne in sari, stracariche di pacchi e figli, da pacchiani uomini di potere stracarichi di gioielli e pure così disadorni, da  improbabili quartieri composti da baracche ammassate, da spettacolari monumenti, da stridenti contrasti di ogni genere, mi sono sentita invadere da una sottile felicità, come se fossi arrivata nel posto dove ” tutte le cose sono nate”. Una piccola sensazione personale, legata per sempre, con un filo sottile e resistente, a quel mix di profumi, che pervade ogni strada, ogni cortile, ogni negozio, ogni angolo di questo paese. Così preparo il riso al limone, ricordo, rivivo e sono contenta: è un attimo, ma basta a darmi molta pace e molta carica. Ecco come si fa :

Ingredienti :per 4  riso basmati gr.400, curcuma, coriandolo, cumino in polvere, una cipolla piccola, un pezzetto di zenzero sbucciato , 2 spicchi di aglio, sale, pepe, burro gr.50 di burro chiarificato o normale o olio Evo, 2 limoni non trattati, se possibile, una stecca di cannella e due o tre foglie di alloro.IMG_2523

Preparazione: per prima cosa frullo insieme zenzero, aglio e cipolla, aiutandomi con un poco di acqua in modo che diventino una purea.IMG_2527

Poi, in un tegame dai bordi alti, lascio andare il burro chiarificato ( va bene anche del burro normale di buonissima qualità) e aggiungo un cucchiaino di curcuma, uno di coriandolo e uno di cumino in polvere. Faccio tostare le spezie e quando sono un poco scure, unisco la purea preparata e lascio cuocere in modo che il tutto sia amalgamato e morbido.IMG_2530Quindi, aggiungo il riso, che è stato lavato e lasciato scolare e lo faccio tostare, rigirandolo spesso, per circa cinque minuti. Ora, aggiusto di sale e pepe e copro con acqua calda, nella proporzione pari ad una volta e mezzo il peso del riso, ossia per ogni 100, gr 150 di liquido. In ogni caso, per regolarmi, copro il riso con l’acqua che deve coprire di una o due dita la superficie dei chicchi. Mantengo una fiamma medio-bassa, chiudo la pentola con il coperchio e faccio cuocere per 10 minuti o poco più, molto dipende dal riso. Non bisogna toccare il riso, ma solo dopo 8-10 minuti controllare, prelevando un po’ di riso. E’ buono quando i chicchi sono gonfi e l’acqua è tutta assorbita, ed ha ancora un consistenza dura. Spengo e lascio a riposo il riso, con il coperchio chiuso per una decina di minuti. In questo modo il riso continua la cottura, ma resta con i chicchi al dente e può essere utilizzato subito o riscaldato quando serve IMG_2531

Trascorso il tempo di riposo, tolgo alloro e cannella, aggiungo il succo di limone, se si vuole un poco di buccia grattugiata e sgrano il riso con una forchetta. I chicchi si presentano staccati ed al dente: a tavola, l’India  mi aspetta…IMG_2537

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