Croccante granola gluten-free e anche oggi sono in viaggio a KM zero

Anche ieri ho viaggiato, anzi di viaggi ne ho fatti due! Comincio dal primo, che è nato dalla mia consueta incapacità di orientarmi e di trovare le strade. Stamattina, infatti, volevo andare a San Martino delle Scale, invece sono arrivata a Monreale. Piccolo errore, in fondo, ma si era fatto tardi e quindi ho deciso di restare, di farmi un giro, di rinfrescarmi la memoria dei luoghi. Mi sono resa conto che una piccola cittadina di provincia ha una gestione della domenica praticamente immutabile: siamo nel 2014, ma potevamo essere nel 1960, tanto i comportamenti ed i riti erano identici a quelli che ricordavo da bambina. In piazza, riunione di capanelli di soli uomini, più densi e fitti dinanzi al Bar. I vecchi non hanno più lo scapolaru, che era un ampio mantello di lana pesante, le donne non sono avvolte certo nello scialle nero, ma i cappotti ed i piumini lasciano intravedere il “ vestito buono”, molto formale: lui, con tanto di cravatta e lei con la collana al collo o la spilla sul bavero del tailleur. Le famiglie marciano compatte, e le figlie piccole hanno gli abiti identici, come se fossero gemelle,ed i capelli agghindati con fiocchi e fermagli. Le ragazze ed i ragazzi dragano la piazza e la villa comunale, si gettano delle significative occhiate, mentre quelle che una volta si chiamavano le “ schette grandi”( e poi erano solo over 25 e  quindi per allora delle zitelle), camminano sui tacchi, spettegolando a due a due, così come a due a due passeggiano i maschi adulti “ single” infervorati in grandi conversazioni, sottolienate da ampli gesti! Tutto identico alle mie domeniche in paese, anche la lingua che risuona nell’aria: dialetto stretto, non una parola di italiano, parole antiche, espressioni colorite che credevo in disuso, dimenticate. Dalla panchina dove prendo il sole, guardo il passio, sorrido, mi ci voleva proprio questo viaggio nel passato, mi sento rassicurata, un nucleo centrale ed importante, il dialetto, è conservato e rispettato! Sono in una Isola nell’Isola! I brani delle conversazioni che capto, accostandomi a quelli che passeggiano, mi rassicurano ancora di più: sono frasi che suonano più o meno accussì:” Ci lu scrissi su fessebukke”, “ U vitti su internet” “ sta chiavidda usb mi feci nescere fodde, non ne vose manco a brodo di travagghiare”, “ Mi fici u corsu completo di computer ed ajo a’patente”. Potrebbe sembrare che io ho ascoltato solo giovani, invece no, le ho colte tra i ragazzi come tra gli adulti! Questo dimostra che le parole sono solo gusci che rivestono la vita attuale; conservare il dialetto, coltivare la tradizione non è fermare il tempo e nessuno dovrebbe pensarlo e rendersi conto che quel che resiste al tempo, non è che quello che ha ancora attualità. si mantiene vitale perché serve, è utile, è patrimonio comune come una lingua e quello che scompare, è solo qualcosa che si dissolve e non si può più coltivare, perché non serva! Chiudo qui queste “ perle di saggezza” e me ne vado in USA, una nazione che mi affascina, gente che  ha metabolizzato di tutto ed ha prodotto un centinaio di diversi stili di cucina, prima di appiattirsi nell’uso del cibo confezionato. Qundi, oggi post sulla Granola, che è un croccante “ fatto in casa”, senza cereali, che in USA viene venduto come snack o per accompagnare il latte o l’ Italian Capucino, che di italiano, dopo la aggiunta di aromi e densa panna, non ha più niente.  Questa è la mia versione, molto croccante, ma si può fare in cento modi diversi:

Ingredienti: una busta di frutta secca ( noci, mandorle, noci del brasile, uvette per esempio), da 150 gr; gr 80 di nocciole sgusciate, gr 80 di semi misti ( sesamo, semi di zucca, semi di lino ) un uovo, gr. 80 di farina di mandorla, due datteri grandi, un pizzico di sale, un cucchiaino da te di noce moscata, cannella ed una bustina di vaniglia.IMG_2460

Preparazione: tritare grossolamente nel mixer la frutta secca , i due datteri e le nocciole, lasciandola un po’ intera e non riducendola a plovere. Se non si ha il robot, mettere la frutta secca in un sacchetto di congelazione, chiuderlo e passare di sopra un mattarello schiacciando; dopo poche mosse si ottiene l’effetto desiderato. In una ciotola, versare la frutta, i semi e la farina ed in un altra sbattere l’uovo con le spezie; unire la miscela di uova alla frutta secca e rimestare accuratamente in modo che tutto sia amalgamato. IMG_2466

Su una piastra coperta da carta forno, spargere il composto, pressandolo con un cucchiaio in modo che non sia spesso

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Infornare a 170 gradi per 30 minuti, ma ogni dieci minuti, con un cucchiaio, rivoltare l’impasto, in modo da formare dei pezzi grossi ; rigirandoli diventano dorati sopra e sotto ed hanno l’aspetto di biscotti informi, croccanti; si creano anche molte briciole, che sono ideali per arricchire lo yogurt o la frutta cotta.IMG_2471

Lasciare raffreddare nel forno e poi conservare in un vaso emertico, per una settimana, in posto fresco o nella parte meno fredda del frigo. La granola si conserva una settimana.IMG_2476

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