Melanzanine ripiene o Milinciane ammuttunate e il ritorno a casa! Sì, ma quale?

Casa, dolce casa! Si dice così, no? Ma io di case ne ho due, una qui a Palermo, dove sono nata ed ho sempre abitato, il mio campo base, e quella, sempre nuova di Brussels, nel senso che, ogni volta che vado, affitto un mini appartamento, uno studio, con l’accento sulla o, e quindi dipendo dal mercato, e può lo stesso dell’ultima volta o un altro, più o meno carino o più o meno confortevole. Ma tutte e due le sistemazioni, quella sicula e quella belga mi vanno bene, perchè io mi riconosco in loro. La casa non è un luogo fisico, è sopratutto uno stato mentale. La settimana passata, Brussels mi ha accolta con la solita pioggia, in un autunno avanzato, con le sue strade ordinate e silenziose, i suoi parchi ben tenuti, angoli di verde che spuntano inaspettati all’interno di quartieri eleganti o popolari, nuove mostre da vedere, esposizioni estemporanee. musei attivi ed aperti, il solito mix di lingue e di genti sui marciapiedi affollati. Mi sono sentita rivatilizzata ed è un effetto che nasce dalla facilità con cui si vive in questa città, con i servizi a portata di mano ed una atmosfera rilassata e tranquilla. Ritornare a Brussels mi fa proprio sentire viva. E poi di nuovo Palermo: caotica, multirazziale tanto quanto l’altra, non un marciapiede che si possa definire tale, poche attività, molta sonnolenza . Nessun sconforto e nessun paragone. Ritornare a Palermo mi obbliga a sentirmi viva, a reinventare ogni giorno qualcosa di me, perchè qui nulla è servito su un piatto d’argento, devi mettere in moto la tua creatività e devi esercitare le tue doti di pazienza e di flessibilità. Queste “ case” sono un dono per il mio spirito: l’una rilassa, l’altra stimola, ma a ben pensarci, un risultato non è mai dissociato dall’altro. Il gioco è sempre duplice, perchè lasciarsi andare è ricaricarsi, e stare in tensione serve ad apprezzare i momenti di pausa! Quindi, va bene così! Per festeggiare il mio ritorno, e per riprendermi dalla scoperta che, in mia assenza, un black out di alcune ore ha cagionato una specie di scioglimento dei ghiacchi, con perdita dei  miei preziosi tesori depositati nel congelatore, mi sono rimessa in moto: la mia unica vera casa è la memoria della mie ricette e perciò ne ho preparato una “ sicilianissima” ed antichissima : Milinciane ammuttunate, piccole melanzanine ripiene di aromi e profumi, ritorno alla mia infanzia, che venivano servite di solito la sera, con abbondante salsa, da prosciugare, una volta terminata la melanzana, con il pane, che passava e ripassava fino a fare lucido e pulito il piatto.

Ingredienti: sei piccole melanzane, foglie di menta fresca, aglio, caciocavallo fresco gr. 80 al più, 200 gr di passata di pomodoro, una cipolla, sale, olio, zucchero ed aceto.IMG_1264

Preparazione: Togliere il gambo alle melanzane e incidere i fianchi con un coltello, in modo da avere dei tagli profondi, senza tuttavia dividerle o spaccarle. Coprire con il sale e lasciare fare l’acqua. Trascorso il tempo dello spurgo, tritare le foglie di menta e ridurre a pezzetti il formaggio e l’aglio. Aggiungere al composto un poco di pepe macinato. Con questo composto farcire le melanzane, lavate per rimuovere l’eccesso di sale, facendo penetrare gli ingredienti nei tagli già praticati.IMG_1266

Tritare la cipolla, metterla in un tegame a rosolare con l’olio ed appena è dorata aggiungere le melanzane e farle rosolare ed intenerire.IMG_1270

Quindi aggiungere la salsa, condire con un cucchaino di zucchero e due cucchiai di aceto e se il caso con altro sale.IMG_1273

Lasciare cuocere le melanzane nel sugo fino a che sono morbide. Si posson servire calde, ma secondo me sono meglio fredde a temperatura ambiente IMG_1275

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