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Cotoletta di maiale con fagiolini e salsa all'aglio

come ti inverto il proverbio!

23 giugno 2013Anna Felice5 minuti di lettura

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Non ci sono storie! Adoro l'aglio, così come la cipolla, e non rinunzio mai ad insaporire i miei piatti con questi preziosi bulbi, anche se ho ospiti a casa e cortesia vorrebbe che ci si astenesse dall'usarli, per evitare di infastidire chi non li sopporta. In realtà, quando sento la fatidica domanda" ma c'è aglio?" qualche volta baro e dico no, quasi una sfida a chi me lo ha chiesto, voglio vedere se scopre il sapore proibito, se nota l'esistenza, nel piatto, dell'infame, del volgare, del puzzolente, dell'indigeribile aglio. Per lo più, o i miei ospiti non se ne accorgono, o  sono educati e non mi smascherano, ma quasi tutti apprezzano i miei piatti. Le ragioni per cui non ci fanno caso sono due: la prima, a mio merito, è che l'aglio deve solo aromatizzare la preparazione, non sovrastarla ed io, a tal fine, uso alcuni accorgimenti, quale quello di rosolare gli spicchi, in olio, senza che prendano il colore bruno, anzi togliendoli quando sono appena dorati. Oppure, preparo in anticipo dell'olio aromatizzato con aglio, conservandolo in un vasetto.
In questo modo è la sola infusione che dà l'aroma, non il bulbo direttamente a contatto con il cibo. La seconda ragione per cui le persone credono alla mia bugia, è che, in realtà, hanno una idrosincrasia mentale, dalle profonde origini storiche: l'aglio e la cipolla sono stati, a far tempo dal Medioevo, quando si sono cominciate a creare le classi elitarie, i padroni, i cavalieri, i nobili ed a seguire nel secolo scorso, i ricchi borghesi, cibo per villani, per contadini, che se ne nutrivano in mancanza di altro. Con la conseguenza che si è sviluppata una forma " snob" di rifiuto  per tale aroma, per la paura di essere identificati con una classe inferiore. Le cattive abitudini sono lente a morire, si tramandano per generazioni, soprattutto quando si crede che siano segni di distinzione. Così, ancora oggi, molti rinnegano l'aglio " a prescindere" come diceva Totò, opponendo che " Fa acido" e privandosi di uno dei più potenti antibiotici esistenti in natura. La prova di quello che scrivo,(non è certo una prova scientifica, tipo CSI), l'ho avuta con una mia invitata, che prima di mangiare mi ha chiesto se nella zuppa di patate e vongole ci fosse aglio e dopo essere stata rassicurata, l'ha presa due volte e poco ci mancava che faceva il tris . Alcuni giorni dopo, dato che elogiava la mia zuppa e voleva la ricetta, le ho detto le verità, aggiungendo però  che l'aglio era biologico! Il che non era vero: Lei però non solo mi ha creduto, ma mi ha sempre ringraziato, perché ha iniziato ad usare l'aglio bio e mi assicura che finalmente lo digerisce! Di questo piccolo imbroglio alla fine non mi pento: ho fatto del bene alla mia amica ed all'aglio, nobilmente rivalutato! Comunque, se l'aglio rimane sullo stomaco o peggio profuma l'alito, basta ingoiare un cucchiaino di miele e tutti i suoi effetti spariscono. Provare per credere! Ma mi chi mi crederà ora che ho confessato che dico bugie?

Perché ho parlato dell'aglio? Perché, appena rientrata a Brussels, in questo che io credo sia uno dei posti,climaticamente parlando, più pazzo del mondo, dopo appena due giorni di  ora caldo, ora freddo, ora sole, ora pioggia, mi sono di nuovo raffreddata e non sono uscita a fare la spesa.  Quindi, appena sono riemersa dalla fase acuta, la visita della dispensa mi ha riservato tre ingredienti: una fetta di maiale, dei fagiolini ed aglio in abbondanza. Ho deciso di preparare una salsa di aglio, con l'accorgimento, proprio della cucina francese, di deglassarlo, ossia fargli cedere l'aspro ed il pungente ed esaltarne la dolcezza. Inoltre, questa salsa, oltre che il maiale, si sposa con i fagiolini, che, infatti, in una ricetta tradizionale siciliana sono ripassati in padella con aglio ed olio...Sono ottimi e perciò propongo di invertire il famoso proverbio in " al nobile non far sapere quanto è buono l'aglio con..."

Ingredienti:per una costoletta di maiale, sei spicchi d'aglio grandi, latte circa gr 300, sale, un cucchiaino di burro; gr. 300 di fagiolini puliti.

Preparazione: per velocizzare la preparazione ho usato il forno a micro-onde, che minimizza i tempi di cottura. Il tutto può essere realizzato sul fuoco e darò, in parentesi, anche la ricetta originale. Porre i fagiolini in acqua bollente salata e lasciarli cuocere secondo il proprio gusto. Nel frattempo, mettere i sei spicchi in una ciotolina da micro coperti di latte. coprire la ciotola, con pellicola, o un coperchio adatta e fare cuocere per due minuti a potenza max. ( se sul fuoco mettere gli spicchi in un tegamino, coperti di latte e farli cuocere cinque minuti ) IMG_0540

  Prendere la ciotola e buttare via il latte; rimettere del nuovo latte a coprire gli spicchi e fare cuocere due minuti a potenza max. Anche questa volta, prendere la ciotola, eliminare il latte, rimetterne del nuovo e fare cuocere altri due minuti. A questo punto gli spicchi dovrebbero essere morbidi, quasi sfatti. (Lo stesso procedimento va seguito con gli spicchi nel tegamino, lascino cuocere di più, ossia cambiando il latte ogni 10 minuti, fino a cottura completa). Mettere allora l'aglio, il latte, un pizzico di sale e un cucchiaino di burro nel mixer o in un frullino e miscelare in modo che la salsa sia morbida, anche se tendenzialmente non spessa. Se si desidera più densa e cremosa, si può usare la panna da cucina.IMG_0541

Riscaldare una padella con un po' di olio e far cuocere la fetta di carne, in modo che sia dorata. Montare il piatto, con il contorno di verdura e la salsina, che serve a condire il tutto. Bon appetit! IMG_0543

Ingredienti citati

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