Cup Cake alla Finanziera alla albicocca e mandorla

Di ritorno ! Di nuovo in Sicilia! In fondo, il Belgio non è molto distante da Palermo: sono solo due ore e mezzo di aereo. A pensarci, appena un poco di più del tempo che occorre per andare a Milano! Ma questo è l’orario che spunta sulla prenotazione,  così quando fai il biglietto non hai un attimo di esitazione e sfoderi la carta di credito, benedicendo il progresso, le innovazioni, Leonardo che si ingegnò a creare una macchina volante e tutti quelli che lo seguirono nel sogno di alzarsi da terra e viaggiare veloci. Solo che le cose non stanno proprio così: io per raggiungere la mia destinazione, in genere, mi alzo alle sei del mattino, corro a prendere un autobus che mi porta, dopo quasi due ore di viaggio in autostrada, in aeroporto, arrivo in ” terra straniera”, prendo un’altro autobus e poi un treno e finalmente alle 4 e mezzo del pomeriggio posso dire che sono arrivata. Stessa sequenza per il ritorno, con orari un poco più normali e con arrivo a casa, a Palermo, tra le 19 e le 20 di sera. In Italia, infatti, il pullman aeroprorto-centro città ha una certa elasticità di orario e la sua tabella di marcia non è rigorosamente prefissata, ma si adatta ai voli, nel senso che se c’è da aspettare un aereo in ritardo, l’autista avverte i passeggeri che sono già saliti a bordo, annuncia che ci sarà un piccolo ” slittamento” della corsa e poi, per lo più, prende in mano saldamente il telefonino e si sbriga i suoi affari, o mantiene i rapporti con gli amici, o risolve una questione familiare, tutto naturalmente con voce ferma e forte. A seguire, nel bus si intrecciano le conversazione di quelli che avvertono casa, di quelli che non possono aspettare con pazienza e si lamentano, di quelli che non vedono l’ora di raccontare a parenti ed amici le loro avventure di viaggio, oppure,  vogliono sapere che cosa è successo durante la loro assenza, insomma il bus si trasforma in una specie di Torre di Babele, i cui gradini sono rappresentati dai cellulari saldamente e compulsivamente tenuti in mano! Però, devo precisare che la cosa mi va bene e non la giudico negativamente. La flessibilità di orario non mi disturba, in fondo cos’è una mezza ora in più, e poi mi potrei trovare io nella posizione di ritardataria . Quanto all’inevitabile ascolto dei ” fatti degli altri”, mi aiutano a far passare il tempo della attesa: come al solito, gioco con l’ignoto, nel senso che cerco di immaginare chi sia all’altro capo del telefono, ci ricamo su una storia da me inventata, mi infilo in atmosfere e situazioni che non mi riguardano…solo che a volte mi appassiono talmente che rischio di interloquire e temo comunque che sulla mia faccia si alternino espressioni di consenso, disapprovazione, o altro, una condivisione muta ed indiscreta, che qualche giorno mi procurerà  una lavata di capo da parte dello ” spiato”. Ma finora non è mai capitato, forse perché le persone sono consapevoli di ” mettersi in piazza” da se stessi, hanno il fianco scoperto e l’unica alternativa è rinunciare al telefono, il che per i più è una impresa impossibile.  Poi finalmente si parte, il bus diventa silenzioso e l’autista si spara musica pop a tutto volume ! Di solito arrivo a casa esausta, la testa vuota e nessuna voglia per uno o due giorni di cucinare. E poi mi riprendo ed ecco la mia nuova ricetta: questa volta ho preparato una versione in cup cake della torta alla  finanziera, una pasta morbida ed aromatica, che si trova in tutte le pasticcerie belga, in diverse versioni. E’ una preparazione semplicissima ed io preferito una versione con la frutta fresca e senza panna , più adatta all’estate ed al caldo torrido di questo inizio di luglio : IMG_4081

Ingredienti : per sei cup cake :

  • gr 150 di albicocche snocciolate
  • Gr.70 di burro + una noce per ungere gli stampi
  • 3 bianchi di uova
  • 150 di zucchero
  • gr 80 di farina di mandorla miscelata a gr 20 di amido di tapioca, o farina di riso o fecola di patate

Preparazione :

  • Tagliare le albicocche in lamelle spesse e preriscaldare il forno a 200 gradi ; ungere gli stampi con un poco di burroIMG_2
  • In una ciotola miscelare tre bianchi d’uova con una frusta senza montarli e continuando a miscelare aggiungere il burro, dopo averlo sciolto, la farina di mandorla, lo zucchero e la farina di tapioca o di riso o la fecola.IMG_1
  • Ottenuto un impasto liscio, distribuirlo nei pirottini e distribuire sopra la pasta le fettine di fruttaIMG_4078
  • Lasciare cuocere per 25 min. a forno caldo. Controllare la cottura con uno stecchino che infilato nella pasta deve uscire asciutto  e lasciare raffreddare le tortine fuori dal forno . Si gustano meglio se fredde IMG_4080
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