Involtini di pollo prosciutto e salvia: quasi un anticipo di autunno

Primo Ottobre! Giorno fatidico! Perché quando ero giovane, la scuola cominciava proprio il primo di ottobre e questo significava la fine della estate, l’inizio di una tetra, lunghissima sequenza di mesi, fatti di routine, libri, compiti, sveglia presto, a letto dopo Carosello, insomma era l’addio alla libertà, a quel minimo di anarchia che allora ci veniva concessa da nostri genitori. La televisione fino a tardi, l’uscita la sera per un gelato, l’arena per vedere i film mancati durante la stagione invernale, il permesso di stare alle feste da ballo anche dopo le otto di sera: questi lussi sparivano, mentre implacabile, qui in Sicilia, l’estate in realtà continuava, il clima era sempre caldo, il mare si manteneva azzurro, anzi era più trasparente, sempre calmo  ed invitante. Molte cose sono cambiate, forse quella che è rimasta sempre la stessa è la scuola, ha, pressapoco, gli stessi programmi di insegnamento dei miei anni adolescenziali e lo stesso rifiuto di ogni voce fuori dal coro, la stessa diffidenza nei confronti di ogni alunno che si dimostri un pensante ribelle o anche solo un ribelle, uno di quelli che dice ” ma io veramente non la penso così “, oppure pone la odiosa,(per l’insegnante) domanda ” ma perché è così?“!  Si capisce da quello che scrivo che non ho nessuna nostalgia degli anni passati sui banchi, pur non essendo stata né una ” ribelle“, né una particolarmente “curiosa o stravagante”. Non perché non mi sarebbe piaciuto esserlo, ma perché il mio spirito pratico mi rendeva arrendevole: preferivo non ingaggiare alcuna guerra, meglio tenersi per sé dubbi e dissensi, se no, pensavo, ” rischio di fare malavita, magari di restare a scuola un anno in più”, il che per me era la cosa peggiore che poteva capitarmi. Questo non vuol dire che sono stata infelice per i 13 anni di vita scolastica, senza contare i mie tre anni di asilo, anzi al contrario: qualcuno direbbe che sono stata repressa,magari un po’ vigliacca, e avrebbe un fondo di ragione. Io, , che cerco di coltivare accettazione e pensiero positivo, mi dico che  mi sono allenata alla ” riesilenza”, alla resistenza alla rottura, a sopportare qualsiasi carico, a non cedere allo sconforto, a sapere aspettare… E poi, ora è peggio, la scuola comincia pure prima e termina dopo, in fondo sono stata fortunata! Comunque, oggi l’aria è più fresca e si sente ” profumo di autunno” : perciò ho preparato una versione ” arrotolata” di saltimbocca alla salvia. La preparazione è veloce e per niente faticosa. Preferisco, fare un involtino, perché così il formaggio rimane all’interno e non cola dappertutto.  Una volta in forno, l’odore della salvia si spargerà per la cucina, ricompensando per questa piccola fatica!

Ingredienti : fettine sottili di petto di pollo , da farsi preparare dal proprio macellaio, fettine di prosciutto cotto senza glutine, dadini di emmental o altro formaggio che fonda, olio sale e pepe.

Preparazione: accendere il forno per portarlo a 150 gradi. Nel frattempo, su un foglio di carta forno adagiare le fettine di pollo, spennelarle di olio sale e pepe e distribuire sulla superficie un poco di prosciutto ed un dadino di formaggio

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Arrotolare le fettine, poggiare all’esterno una foglia  di salvia e fermare il tutto con uno stuzzicadentiIMG_3145

Passare in forno, poggiando su una teglia gli involtini con la loro carta-forno. Far cuocere  per circa 15-20 minuti, sfornare e servire . Facile no?  IMG_3147

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