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Frittata di Avignone rifatta a Palermo

due una città, due ricette

18 agosto 2013Anna Felice5 minuti di lettura

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La foto in evidenza è quella di una sorta di frittatona che mi è stata servita nel piccolo ristorante, che si trovava proprio sotto il mio albergo, ad Avignone. La segretaria dell'hotel, in verità, mi aveva caldamente sconsigliato di andare in quel locale. Invece, nonostante l'apparenza turistica, con i tavoli sul marciapiede, le tovagliette di carta, la lista non certo originale ( la solita insalata nizzarda, quella italiana, la caprese e qualche altro piatto di carne non invitante neanche nel nome) l'oste è stato gentilissimo,  mi ha fatto sedere, anche se  stava per chiudere la cucina, dato che erano  le tre del pomeriggio, e mi ha proposto ed imposto questo piatto, dicendomi che era l'unico pronto.   In pratica era una eccellente torta di frittatine, accompagnata da salsa di pomodoro, pesto ed insalata, che mi ha " nostalgicamente " portato indietro alla cucina casalinga. Mia madre, infatti, costruiva una torre simile, solo che le omelette, farcite con besciamella al formaggio e ricoperte di salsa di pomodoro, venivano poi gratinate, assicurando a chi le mangiava un peso sullo stomaco per circa 24 ore. Altri tempi! Le somiglianze tra Avignone e Palermo finiscono qui:  non si possono immaginare due città più diverse. Avignone è piccola, tutta raccolta intorno al Palazzo, che la domina, con strade, intensamente ricche di palazzetti rinascimentali, con improvvise incursioni di anditi medievali ben conservati, rumorosi mercati, viuzze acciottolate, dove si aprono caffè e bar nascosti sotto alberi; il fiume la racchiude, la avvolge e mentre osservi il ponte, canticchiando " sur le pont d' Avignon " che è poi la prima canzoncina che ho imparato all'asilo, noti di fronte un'isola  di verde che ti aspetta...Eccolo il Ponte e la calma piatta del fiume. Insomma ho ragione o no ? Non mi pare sia possibile alcun gemellaggio, e d'altronde se fosse così, non vedrei la ragione di viaggiare! Che senso ha guardare un luogo nuovo, attraversandolo in costante comparazione con  quello da cui veniamo, facendo paragoni e lanciandoci in iperboli di lodi per quello che vediamo o per quello da cui veniamo? il viaggio dovrebbe essere stupore, scoperta, affascinazione, senza utilizzare alcun metro di giudizio o di confronto. Mentre scrivo, mi accorgo di non essere sincera al cento per cento: non sono del tutto immunizzata da vizi del turista e quindi, di fronte   all'isola-parco naturale, eccezionale polmone verde, ad un passo dalla città, raggiungibile, oltre che con un ponte, anche grazie ad un battello gratuito che in meno di cinque minuti  ti trasporta dall'altro lato del fiume, non ho potuto fare a meno di pensare che una situazione così nella mia città non c'è, forse c'era, e mi sono detta Peccato, mi piacerebbe qualcosa cosi, ma non credo proprio che il nostro Oreto si riprenderà! Rimuovo la punta di invidia che mi si è insinuata dentro: qui a Palermo possiamo goderci la nostra passeggiata a mare...In cucina, dedicata ad Avignone ed alla nostra Palermo ho rifatto, a modo mio, per la serie "io lo faccio così" questa torta di frittate. L'idea mi è venuta mentre guardavo il frigo: insomma era quasi vuoto, c'erano uova, una mezza frittata con bietoline e olive, rimasta dalla sera prima, qualche pomodoro, dei funghi bruni, mezza melanzana arrostita  ed una tazza di pesto al basilico senz'aglio. Ho deciso che mi potevo lanciare sull'impresa gloriosa di utilizzare gli avanzi, facendo il proposito di accendere i fornelli il meno possibile. Non è certo la stessa  preparazione di Avignone, ma questo è il bello della cucina: prendere uno spunto, osservare, creare e restare fedeli possibilmente ai propri sapori. In fondo è un criterio niente male che potrebbe applicarsi alla città: vederne una nuova, apprezzarne le cose belle e applicarle  alla nostra maniera. Quasi, quasi, promuovo un comitato e lo intitolo Ridateci L'Oreto!

Ingredienti : IMG_1054da sinistra verso destra: quello che ho trovato in frigo: il pesto, 4 uova, 1/2 frittata alle biete, 4 cappelle di funghi, che ho tagliato a fettine, una melanzana arrostita e suddivisa a dadini

Per le frittate: sbattere due uova, aggiungere sale e pepe e se si gradisce un cucchiaio di formaggio, nel mio caso ho utilizzato ricotta salata; unire i funghi a fettine e mescolare bene; riscaldare un padellino antiaderente con un po' d'olio e quando è caldo versare il composto e lasciare cuocere, rivoltando la frittata una volta con l'aiuto di un piatto.

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Procedere nello stesso modo per l'altra frittata con i dadini di melanzane; naturalmente, la frittata di bietoline è stata  fatta nello stesso modo, con un pò di verdura cotta condita con peperoncino piccante ed olive tagliuzzate.Mentre le frittate sono in cottura, tagliare a dadini i pomodori e condirli con sale olio e un goccio di aceto balsamico.

Tutto è pronto:IMG_1062

tagliare a metà le due frittate e comporre la torre alternando i gusti; aggiungere di lato i dadi di pomodoro su un letto di foglie di insalata verde, e condire il tutto con il pesto distribuio sulle frittate e sul pomodoro. Buon appetito, con un brindisi per l'Oreto!IMG_1067

Ingredienti citati

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