Torta di ricotta e marmellata di arancia amara: grazie zio!

Tutti quelli che amano cucinare, non si sottraggono, chi più, chi meno , ad una regola, che domina la loro vita in cucina. Il cibo ha un senso se è condiviso, gustato con altri, commentato , non ha importanza se viene elogiato o criticato. Quando non si può essere insieme a tavola  “in diretta”, con i propri cari, o si diventa blogger come me o si ha il piacere di farne dono, di portarlo da che ti ha invitato, o di darlo ai parenti, ad amici, vicini,. Quanto a distribuzione, io non faccio eccezione e pratico fedelmente la cucina scritta e la diffusione reale delle pietanze, a varie categorie di beneficati, o almeno spero che si sentano tali e che quando arriva il pacchettino made ” monamour cucine”, non pensino” arri eccolo, proprio oggi che non passa il netturbino!”. Naturalmente il meglio di me in fatto di distribuzione, lo dò con le marmellate e le conserve, perché una volta che hai realizzato una decina di vasetti di composta di prugna alla vaniglia o di conserva    di tre agrumi e noci, non c’è alcun piacere nel guardare i barattoli, che languono sullo scaffale, mentre è bellissimo decorare, infiocchettare, etichettare il vasetto ed offrirlo a chi vuoi. Ma delle conserve e di come le faccio, parlerò meglio una altra volta. Ora, mi limito a descrivere un piccolo furto che ho fatto a casa di mio figlio, nella cui dispensa, appunto, si sono raccolti, barattoli ” condivisi” e non da me, ma da N., zio acquisito, grand gourmet e grand gourmand, che infaticabilmente, a conferma della regola di cui ho detto, cucina, distribuisce, in formato anche da surgelare e naturalmente arricchisce la colazione con magnifiche marmellate. Così la dispensa di mio figlio trabocca di vasetti di squisitezze dolci e salata, da cui ho sottratto un bel barattolo di marmellata di arance amare, made in N. Mi sono detta che era un peccato che stesse lì fermo ed inutilizzato, che gli altri vasetti non ne avrebbero sentito la mancanza, che l’armonia dello scaffale non sarebbe stata turbata, che mio figlio figurarsi se se ne accorgeva, insomma l’ho messo in borsa. Perché? Ma perchè mi era venuta in mente una torta che aveva bisogno assolutamente di quella marmellata ” amara”, perché mi faceva piacere contribuire ancora una volta alla regola della condivisione, perchè volevo dedicarla al mio amico N. e lo faccio immediatamente: questa da ora in poi è la ” torta di ricotta e marmellata di  arance amare Grazie Zio “,

Ingredienti per  tortine : due uova, gr. 200 di ricotta, gr.50 di zucchero,marmellata di arance amare cucchiai da tavola, scorze di arance candite a pezzetti.IMG_0471

Preparazione: separare i bianchi dai tuorli e batterli a neve, con una frusta a mano o elettrica e conservarli al fresco.IMG_0474

amalgamare, sempre con piccoli colpi di frusta, la ricotta con i tuorli, lo zucchero e aggiungere la marmellata, in modo da avere un composto morbido.IMG_0479

Aggiungere gr. 4 di cremor tartaro (o lievito per dolci)  e le chiare a neve, miscelando dall’alto verso il basso e viceversa e mai in senso rotatorio, altrimenti  le chiare si smontano.IMG_0483

Versare negli stampi, distribuire le scorzette candite a dadini sulla superficie  ed infornare a forno moderato ( 170 gradi circa) per venti minuti; provare la cottura con lo stecchino.IMG_0485

Ed eccole le tortine da servire tiepide o fredde.IMG_0496

E la marmellata ? E’ quella della foto in evidenza !

Annunci