La contaminazione
tagliatelle di riso al cavolfiore, olive e pangrattato
8 febbraio 2013Anna Felice4 minuti di lettura

Piccola e quieta conversazione domenicale, dopo una merenda molto, anzi esclusivamente, made in Belgium, con una monumentale torta a due piani al cioccolato, una crostata con base di speculos, il Biscotto Nazionale,( qui lo speculos è da pertutto, accanto al tuo caffè la mattina, con il thè, con il gelato, e via dicendo) e deliziosa meringa ai frutti rossi sopra, e naturalmente, cioccolata calda in tazza ect ect. Sono ancora stonata per l'over dose di zuccheri, accompagnata nel finale da un bicchiere di Porto rosso, invecchiato 30 anni, e sento che si parla di contaminazione. Non quella nucleare e neanche quella dovuta a batteri, ma della possibilità che si italianizzi la cucina belga e viceversa. La mia consuocera inorridisce e contesta che si possa procedere alla frittura delle patatine, orgoglio nazionale, con un olio di oliva o usare un formaggio per un dolce (ed io sospiro pensando alla cassata). Non rispondo, anche perché non ho gli strumenti linguistici per farlo. A stento li capisco, figurarsi farsi capire, imbarcandosi in una conversazione dotta e anche dialettica. Però, in fondo non parlo perchè penso che sia una discussione inutile: tutta la cucina è contaminazione, non c'è un modo unico o esclusivo di preparare una ricetta. Mi spiego: se io preparo la mia pasta al forno, presumo, in buona fede, di seguire la ricetta tradizionale siciliana, ma in realtà ho elaborato una mia personale versione, partendo da quello che ho visto fare a casa e aggiungendo quel di più o togliendo qualche cosa, a seguito della mia personale intuizione o della mia esperienza. La cucina siciliana è " contaminata " per definizione, per la vicinanza geografica dell'Africa e del Medio Oriente e per l'avvicendarsi nei secoli di diverse culture dominanti. Non sono un'esperta di altre cucine regionali, ma sono convinta che lo stesso sarà accaduto a quella veneta, magari per l'influenza austro-ungarica e via dicendo. Sono certa che moltissime preparazioni in Europa hanno risentito dell'influenza giudaica, dato che gli ebrei hanno " errato" per tutto il continente, così come è sicuro che il nostro cibo è stato esportato e rivisitato in quasi tutto il mondo. E allora? WWW la contaminazione, che significa rivitalizzare ogni tuo momento in cucina, aumentare la gioia del preparare grazie alle nuove scoperte, aprirti a culture ed abitudini diverse. E mentre facevo queste sagge ed entusiastiche riflessioni sul bello che c'è nel lasciarsi contaminare, sul piacere di metabolizzare, nella tua gastronomia casalinga, un ingrediente inconsueto, esotico, particolare, ecco che mi è venuto in mente come utilizzare quel pacco di " noodles" tailandesi, che ho comprato l'altro giorno al super mercato e ho subito depositato in fondo alla dispensa, con la riserva di andare a cercare la ricetta su qualche sito internet. Invece di passare e ripassare sul web tutte le opzioni della cucina Thay, è stato più facile e comodo operare una piccola contaminazione, anche a favore dei celiaci, del tradizionale cavolfiore " in tegame", con il risultato di avere un piatto molto leggero e gustoso...e diverso.
Ingredienti : per 4 persone, gr 250 di tagliatelle di riso o noodles di riso; 1 piccolo cavolfiore sui 700 gr ; gr.100 di olive nere, gr 80 di pangrattato e gr. 40 di filetti di acciuga sottolio, 2 cucchiai di parmigiano , una cipolla piccola, 1 spicchio di aglio e, olio sale e peperoncino
Preparazione: Frullare il pangrattato con le acciughe ed il peperoncino, 2 cucchiai di olio e porre il composto in una padellina scaldata a fuoco vivace, rimestando in modo che il pangrattato diventi croccante; unire anche le olive, grossolamente spezzettate. Quindi, pulire il cavolfiore e prenderne solo le rosette o cime, tagliandole in modo che siano tutte eguali; in un tegame fare scaldare 2 cucchiai di olio o 30 gr di burro con l'aglio, unire il cavolfiore, salare e coprire con acqua calda o brodo, ( 2 mestoli basteranno; lasciare cuocere a tegame coperto, fino a che il brodo o l'acqua sono assorbiti ed il cavolfiore è tenero, ma non sfatto. Mettere nel frattempo a bollire, in un altro tegame, acqua appena salata e quando bolle, buttare dentro le tagliatelle di riso; saranno pronte in 7-8 minuti, oppure nel tempo indicato nella confezione ; scolarle e passarle sotto l'acqua fredda per fermare la cottura. Quindi nello stesso tegame o in una padella, sciogliere una noce di burro, mettere le tagliatelle, unire il parmigiano e il pangrattato; mescolare bene il tutto, e dopo un minuto di riposo servire.
Ingredienti citati