Fegatini alla veneziana: c’è sempre una prima volta…

Ho ricevuto, tramite facebook, un invito a scrivere della ” prima volta” che ho fatto qualcosa o è successo qualcosa. Chiarisco subito che non era certo un invito personale, ma solo un messaggio open, di quelli rivolti indistintamente a tutti. L’idea mi è sembrata bellissima, una condivisione concreta, una rete di prime volte da confrontare. Davanti alla tastiera del computer, pronta a scrivere, le dita hanno fatto da sole ed è venuto un elenco di prime volte: la prima volta che ho giocato con i sassolini bianchi dei vialetti in giardino ( avevo si e no due anni ed il mio primo ricordo), il primo giorno all’asilo, la prima sigaretta. il primo innamoramento, le prime calze di nailon, il primo successo, il primo fallimento…insomma, non continuo, è evidente che mi sono ritrovata a scorrere sessanta anni di vita, scivolatimi davanti per immagini, come diapositive di una presentazione Power Point. Mi sono resa conto che non ero capace di andare oltre, per timidezza, perchè non è alla mia portata raccontare; devo aggiungere che ho avuto paura di scadere in recuperi nostalgici, in difetto di doti autoironiche che scongiurassero il patetico. E’ vero che anche l’elenco è una forma di narrazione, almeno così mi è stato detto, quando ad una serata di lettura anzi meglio lo dico in inglese di “reading” una scrittrice palermitana, più che noiosa  direi soporifera, leggeva due sue pagine di un racconto, consistenti nella elencazione precisa e minuta di quello che c’era in una piazza di paese alle 3 del pomeriggio: c’era la fontana, c’era un’autovettura, c’era un ubriaco, c’erano due ragazzini, Caterina con le sue amiche …ed io mi sono detta “questa è la prima e l’ultima volta che vengo qui!”. Certo il tema della prima volta è intrigante, mi è subito venuto in mente “ e la seconda, non è forse la prima volta dopo la prima? e la dopo-la prima-dopo-la prima viene dopo-la prima-dopo-la prima- dopo la prima…”Oddio ancora un elenco! No, questo non è un elenco, è il tic-tac del tempo, dove tutto si ripete, attimo dopo attimo e ogni attimo è diverso da quello che l’ha preceduto: non c’è prima, né dopo, c’è solo c’è, allora, che senso ha un prima, che diventa tale solo perché lo rivivo ora? Però a pensarci, questa è la prima volta che mi capita di scrivere a tema …insomma, scrivere è una parola grossa, meglio dire a giocare con le parole! E per restare in tema, oggi ho deciso di pubblicare una ricetta che è veramente non ho mai realizzato in precedenza. La ragione è molto semplice: fino a pochi mesi fa, non avevo mai assaggiato il fegato. Per una antipatia nata da ragazzina, mai contrastata. Poi ho scoperto che era buono e che mangiandolo si fa il pieno di ” ferro”, a patto che sia Bio! Così mi sono convertita ed oggi mi sono cimentata nella più classica delle preparazioni. La scelta è caduta sui fegatini di pollo, solo perché provenienti da allevamento garantito bio, ma la ricetta è la stessa se si usa fegato  vaccino.

Ingredienti : per tre o quattro porzioni, circa 500 gr di fegatini, 100 gr. di cipolla bianca tagliata fine, olio 4 cucchiai e burro gr.30, 2 cucchiai di aceto di vino, sale e pepe.IMG_0801

Preparazione: Tagliare la cipolla a fettine sottili e fatele appassire a fuoco lento in una padella con olio e burro, mescolando ogni tanto per evitare che si attacchino al fondo. Dopo circa 10 minuti, quando le cipolle saranno appassite, aggiungere l’aceto di vino e il fegato a fettine, e fare cuocere il tutto per non più di 5 minuti a fiamma alta.IMG_0803

Aggiustare di sale e pepe e togliere il fegato dal fuoco, quindi servire ancora caldo con spicchi di limone e con il sughetto della cipolla.IMG_0806

Annunci