Le qualità dei palermitani e Dolcetti di mandorla ed albicocche
18 maggio 2013Anna Felice5 minuti di lettura

Pagina del mio diario di ieri 17 maggio: Ho passato una giornata in giro, prima, ho salito le scale di un ufficio comunale, per sbrigare una incombenza, come si dice da noi, poi sono andata dal medico di base, dato che con il passaggio, in meno di due ore, da 6 gradi a 28° mi sono beccata una bella faringite e sono praticamente afona. Una giornata come tante, di quelle che in realtà un po' ti affliggono, perché l'ufficio comunale è dall'altro capo della città rispetto casa tua e lo studio del dottore, perché non hai la tua auto e se l'avessi neanche l'useresti, per problemi di parcheggio, perché fa caldo, anche se sei fuori già alle 8.30 del mattino, in modo da essere una delle prime nella inevitabile fila che ti aspetta per accedere allo sportello. Alla fine, ho concluso il mio tour ed ora sono davanti al mio computer ad elencare, con rispetto, ma anche con un pizzico di ironia, le qualità che ho osservato nei concittadini: una specie di elenco dei miei pensieri durante le varie fasi della giornata. 1. Ore 8,45 Via Libertà alla fermata dell'autobus: i Palermitani sono eroici. Entrano nel bus super affollato, che sembra la metropolitana di Tokio all'ora di punta, e si stipano dentro, con il gomito del vicino nelle costole ed i propri piedi, appoggiati larghi per non cadere, pestati e martoriati dagli altri viaggiatori. Io, naturalmente, rinuncio ai primi due bus che passano, salgo sul terzo e scendo alla seconda fermata, perché ho sbagliato linea. 2. Ore 8.50: di nuovo alla fermata di Via Libertà, altezza Via Duca della Verdura- Piazza Mondini: i Palermitani, in vespa, motorini, insomma su due ruote, sono coraggiosi: in lontananza vedo l'autobus nella sua corsia privilegiata, che risale, ma i miei concittadini in moto vanno dritti in senso opposto al bus, puntano verso il muso del gigante e all'ultimo minuto, ad un pelo da tutti i mezzi che li circondano, lasciano la corsia privilegiata. Rischiano la vita, in un gioco di attimi, frenate e sterzate, altro che i tuffatori pazzi di Rio de Janiero o quelli che fanno il yamping! E l'autobus li rispetta, si ferma, li fa rientrare. Naturalmente , il tutto va a scapito di noi che attendiamo sotto la pensilina, però, non mi lamento, è uno spettacolo che mi dà i brividi come alla corrida. 3. Ore 9,10: finalmente sono dietro il cancello- chiuso- dell'ufficio comunale e faccio la coda con tre o quattro persone: i Palermitani sono previdenti: Ognuno appena arriva si informa del turno e chiede chi sia l'ultimo ed un signore tira fuori un foglio, la pena e redige un elenco secondo l'ordine di arrivo. Meraviglioso così quando apre sono appena la terza, penso. Sbagliato! Mi sono iscritta ad un turno che non mi interessa e quando si aprono le porte, devo ricominciare, ma la colpa è mia, perché non basta essere previdenti, bisogna essere accorti! 4.0re 9,40 Entro nell'ufficio cui devo chiedere notizie il palermitano Impiegato Comunale è gentile : non c'è molta gente, mi sorride, mi chiede in cosa può essere utile ed io abbandono la mia aria tirata, da guerriero ninja, pronto a lottare per avere le sue informazioni. Mi fa accomodare, guarda la carte che gli sottopongo, mi dice ora controllo, faccio in un attimo, giovale e cortese. Ma le informazioni non me le dà, perché ho sbagliato, non è lui il responsabile del procedimento e mi manda da quello incaricato. Nella stanza di quest'ultimo, una ancor più gentile signora mi avverte che il responsabile non c'è e che riceve due ore in solo giorno della settimana e di pomeriggio. Missione fallita! Ma vengo accompagnata all'ascensore! 5. Ore 11 Medico di Base: il palermitano in sala di aspetto è eclettico, conosce bene la politica, l'arte, i vizi e virtù delle show girls, i valori del sangue e quelli della pressione, le città del Nord, dove ha fratelli e cugini, la gastronomia e gli ultimi fatti di cronica. Quando dopo un'ora entro dal medico, non mi sono nemmeno accorta del tempo dell'attesa! Sono stanca, ho pure cucinato, ma non potevo non scrivere questo elenco, lo dovevo ai miei concittadini ed alla loro solare ed un po' invadente umanità! E ora merenda con i miei dolcetti :
Ingredienti: 250 gr di albicocche snocciolate, una grossa banana, gr.80 di noci sgusciate, 200 gr di farina di mandorla e gr.100 di farina di riso, 20 gr. di uvetta dolce, 3 uova, 2 cucchiai da tavola di sciroppo d'acero oppure gr. 100 di zucchero, vaniglina e una bustina di lievito per dolci, limone.
Preparazione Mettere l'uvetta a mollo nel succo del limone. Accendere il forno a 180 gradi. Tagliare a fettine la frutta e coprirla con il succo di mezzo limone per non farla annerire. Miscelare, anche con l'aiuto delle fruste elettriche, le uova con lo zucchero o lo sciroppo di acero, e quando il composto è quasi biancastro, aggiungere le due farine, sempre azionando le fruste o usando con vigore un cucchiaio di legno. Aggiungere la vaniglia, le noci l'uvetta e la frutta ed amalgamare. In ultimo il lievito e se l'impasto è troppo sodo un pò del succo di limone della frutta. Riempire gli stampini, ( a me ne sono venuti 16 medi) e infornare, per 25-30 minuti, sorvegliando che non prendano troppo colore. I dolci sono pronti quando, infilando uno stecchino al centro, uscirà asciutto.
Ingredienti citati