Zuppa di cipolle tex-mex

Non so voi, ma io sono convinta che gli extra comunitari, che popolano le nostre città, abbiano abbonamenti per il cellulare convenientissimi oppure sono dei maghi nel taroccamento delle schede. Scrivo questo, e spero di non essere fraintesa, e giudicata ” leghista”, perchè se sono in  autobus, in strada, in metro, a Palermo come a Brussels, li vedo e sento parlare, nelle loro lingue d’origine, per tempi lunghissimi, impegnati in conversazioni animatissime, che superano anche la mezz’ora. E’ vero, anche noi siamo senza limiti, ma io faccio più caso ai nostri colombiani, andini, filippini, indiani o cinesi, che siano, forse proprio perché non li capisco. E se magari, con il popolo sudamericano, qualche parola, diciamo basic, di spagnolo, la capisco, tipo hasta la vista, escucia,   hombre, segnorita, insomma ricordi di dialoghi di vecchi film western, gli orientali sono un tabù assoluto, una serie di suoni gutturali o di scoppiettii di consonanti, che non solo non comprendo nel loro significato, ma neanche nel tono. Sento una frase, mi pare una fucilata, mi dico: mizzica che è arrabbiato, ed un attimo dopo il tizio sorride e poi di nuovo alza il tono ed io ridico ” ora sì che è furioso” ed il tizio scoppia in risate. Tutto questo mi frusta: perchè sono curiosa, e devo confessare che ho sempre avuto il vizio di ascoltare le conversazioni degli sconosciuti accanto a me, sul bus, nei negozi, al cinema, per strada. Non lo faccio per pettegolare: è un gioco. Sento un discorso già iniziato, in realtà abbastanza smozzicato, e mi piace immaginare la storia che c’è dietro, il perchè quelli che ascolto si dicano questo o quest’altro. Il tutto senza alcuna malizia, senza alcun giudizio, per il puro piacere di far correre la fantasia, guardare una situazione e farla divenire ” storia” mia e non più dei due malcapitati che mi stanno accanto. E questo con gli orientali non è possibile, o meglio è più difficile, deve basarti sulle sole espressioni mimiche! Comunque, come ringraziamento, per tutti, italiani ed europei compresi, che mi hanno  donato inconsapevolmente le loro parole e mi hanno fatto immaginare le loro storie,  la mia zuppa tex-mex IMG_0425

Ingredienti: per 4 persone, circa 700 gr di cipolle, un peperoncino tritato, un litro di brodo di pollo o di dado, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 4 di pangrattato ( per i gluten-free 2 cucchiai di farina di riso o di grano saraceno), gr.200 di polpa di pomodoro, 3 cucchiai di panna, un uovo ( facoltativo), sale, pepe, olio.

Preparazione:sbucciare le cipolle, tagliare a fettine, farle rosolare in un tegame, con olio, per circa 5 minuti, Aggiungere il peperoncino, il pomodoro, il prezzemolo, il pangrattato ( o la farina)  e coprire con il brodo. Cuocere a fuoco dolce per 30 minuti. Quindi, a fuoco spento, aggiungere la panna e se si vuole il tuorlo, mescolando costantemente. Servire con i nachos, le chips di mais. Nella foto ho utilizzato chips di riso.

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