Insalata di barbietola e pollo

Sono alla cassa di un supermercato e deposito sul nastro le poche cose che ho comprato: sfilano davanti alla commessa un pacchetto di biscotti, una bottiglia di aceto, qualche vasetto di  yogurt. La cassiera lavora in automatico: afferra velocemente ogni acquisto appena il nastro glielo avvicina, lo passa davanti al lettore, lo sposta velocemente verso una sua collega, che lo metterà dentro il sacchetto. Una specie di  rituale, meccanico e immutabile,  la ragazza è attenta  ai suoi movimenti solo quel tanto che basta per far scattare lo scanner e controllare che sia annotato l’acquisto. Siamo alla fine : sfilano trionfanti due mazzi di barbabietole fresche. La  cassiera si ferma e guarda stupita il contenuto del sacchetto trasparente che le accoglie e poi mi chiede ” ma che sono? Si mangiano? ” Iniziamo una fitta conversazione. Le rispondo che sono semplici ma gustosi ortaggi, dolci e saporiti. La ragazza scoppia a ridere, è simpatica, mi spiega che trova buffe quelle palline scure che si ha davanti, è curiosa però vuole sapere come le preparo. Le snocciolo: crude, cotte, al forno o bollite, in insalata, in una zuppa. Potrei continuare ancora,  dire che sono ortaggi dal sapore intenso, terroso, normalmente  utilizzate come contorno: sono ottime arrostite con un filo di olio e uno spicchio di aglio, e di solito si aggiungono alle insalate, creando un delizioso mix tra la croccantezza delle lattughe con la consistenza della loro polpa. Potrei percolare che delle barbabietole non si butta niente, che si mangiano anche le foglie ed i  gambi. Però, anche se la voglia di parlare è tanta, mi  fermo. L’espressione impaziente del cliente dietro me è significativa. Prendo il sacchetto della spesa e me ne vado a casa a cucinare…e spero che la simpatica cassiera abbia voglia di provarle

Ingredienti :

Per la insalata quattro piccole barbabietole, le loro foglie con i gambi, una porzione di petto di pollo ed una grande manciata di speck in dadi

Per il condimento olio, aceto, senape,  sale e pepe, un cucchiaio abbondante di capperi sotto aceto o dissalati

Preparazione: 

Staccare le foglie dalle barbabietole e metterle da parte. Lavare accortamente i bulbi rossi e metterli, senza sbucciarli, in un tegame colmo di acqua. Portare a bollore e lasciare cuocere sino a che sono teneri , controllando la cottura con i rebbi di una forchetta. Se la forchetta entra facilmente gli ortaggi sono cotti.  Scolare e lasciare raffreddare. Quindi pelare: la buccia viene via facilmente. Utilizzare dei guantini usa e getta perché le barbabietole tingono di rosso, anche se il colore va via facilmente. Infine, tagliarle a dadini.

Mentre le barbabietole  raffreddano, ridurre a bastoncini i gambi, dopo aver staccato i ciuffi di foglie e passare gambi e foglie non più di 5 minuti in una pentola di acqua in ebollizione. Scolare bene

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In un padellino, rosolare lo speck in modo che perda un poco del grasso, aggiungere il pollo tagliato a  pezzi grossi e fare insaporire e dorare . Non c’è bisogno di aggiungere olio, basta, per insaporire,  il grasso rilasciato dallo speck.

 

 

 

Di seguito nella stessa padella passare gambi e foglie, fatti a pezzetti e farli rosolare per pochi minuti con un filo di olio . Aggiungere sale e pepe.

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Preparare una vinaigrette con olio, senape, sale, un cucchiaio di aceto ed uno pieno di capperi : mettere il tutto in una ciotola e miscelare bene

In un piatto disporre  le barbabietole tagliate a dadi, le foglie ed i gambi   : condire con la vinegrette, mescolando il tutto e poi distribuire sulla superficie le fettine di pollo arrostite e lo speck. Pronto …a tavola: è un piatto unico ottimo freddo o se si preferisce appena riscaldato

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Insalata di barbabietole crude: pronta in un nano-secondo!

Mi piace la cucina mediorientale, anzi direi proprio, che la amo moltissimo. I sapori sono forti, le spezie, non sempre piccanti, abbondano, le preparazioni, a volte, sono complesse, con parecchi passaggi e conseguente utilizzo di molte pentole da lavare, ma di solito il risultato è armonico, pieno, con grande soddisfazione per il palato, senza appesantire lo stomaco. Questa insalata, che utilizza la barbabietola rossa, che è ritornata al mercato dopo la pausa estiva, è una combinazione di verdure, che spesso ricorrono sia nella cucina ebraica che in quella araba, dato che di fatto stanno gomito a gomito. La loro vicinanza territoriale fa si che si usino gli stessi prodotti, salvo complicazioni varie dettate dalle differente fede religiosa, che ha scritto per ognuna un nutrito elenco di cibi ammessi e proibiti, una sorta di mappa culinaria, a base di ” questo sì e questo no”.  In realtà, si tratta di una mia personale versione, che prevede l’utilizzo di vegetali al crudo, senza passaggi in cottura o padella. Il sapore della barbabietola è meno dolciastro, più netto, a mio parere e sposa egregiamente i finocchi e le carote, senza sopraffare il loro gusto fresco. E dato che qui in Sicilia l’autunno non segue il calendario e si continua con un clima caldo, anche se meno  insistente, mi è sembrato un ottimo piatto da accompagnare formaggi o tonno o anche del semplice riso in bianco, senza sbuffare per il calore dei fornelli. Oltretutto, con l’aiuto di un robot da cucina, è pronta in un nano-secondo!IMG_4197

Ingredienti: Per due porzioni: una barbabietola piccola, pelata, un limone e una arancia da spremere, due carote, un finocchio, olio, sale, pepe, aromi a piacere ( origano, timo, maggiorana ) sesamo tostato, olive e capperi .IMG_4193

Procedimento: Passare la barbabietola nel mixer, utilizzando il disco a fori grandi.Porre l’insalata in un piatto fondo e coprirla con il succo di limone, quello di arancia, sale,pepe e olio. Lasciare che assorba la marinata. bastano 10 minuti a temperatura ambienteIMG_4195

Nel frattempo, con lo stesso disco, passare le carote a filetti , e con quello a lama dritta del mixer tagliare a fettine il finocchio, pulito e senza barbine. A questo punto non resta che unire in un grande piatto tutte le verdure e rimescolarle perché si insaporiscono con l’olio agli agrumi, Infine, aggiungere olive e capperi a piacere, aromi e spolverare con il sesamo. Fatto, a tavola…

Nella foto, non ho volutamente miscelato gli ingredienti in modo da ottenere una  immagine più nitida : in effetti si può rimescolare una volta a tavola, così da non macchiarsi con il sugo rosso della rapa e  avere una allure da ristorante o quasi…

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Brownies al cacao: baci e ingredienti possono avere segreti

Un’altra settimana se ne è andata! Qual’è la notizia che dominato la cronaca di questi ultimi giorni? Ma naturalmente l’affare di cuore del President Francese, manco a dirlo! Io non commento, non è il mio mestiere, e, poi,  è stato scritto di tutto e di più. Diritto alla privacy, sicurezza dello Stato, solidarietà alla povera Presidentessa, che alla notizie delle malefatte della sua ” metà” , ha avuto un coccolone,  dignità della funzione pubblica da mantenere sempre e comunque, riflessioni sulla natura umana, specie quella maschile, che si sa è debole, cede alle tentazioni, non può fare a meno di ” cacciare” e via dicendo: insomma tutto ed il contrario di tutto!  A me quello che più mi ha colpito, è stata la ridicola uscita dal palazzo presidenziale; l’uso del casco, della moto, l’ingresso, nella casa dove l’amante aspettava, con il casco sempre in testa, usato a mo’ di maschera di Zorro, per non farsi riconoscere! Una scenetta da filmetto di serie B, una trovata da guitto, una cosa che sembra combinata ed organizzata solo per fare ridere, una scena classica: al cinema, lo spettatore, davanti alla ingenuità e disaccortezza del protagonista, già pregusta il pasticcio, lo compatisce perchè gli pare un po’ scemo, ma è pronto a ridere ed a sollazzarsi per le disgrazie che gliene verranno ! Insomma, una specie del ” vieni avanti cretino!”, frase mitica che nel ” varietà” annunciava l’inizio del siparietto esilarante. Ci sono vari modi per nascondersi e non far sapere, e questo focoso uomo pubblico ha scelto proprio il più scimunito, sempre che l’idea sia stata sua, e non invece del capo del suo staff per la sicurezza! Una cosa è certa: tutti abbiamo qualcosa da nascondere, c’è chi lo fa male e fa del male e chi invece lo fa bene e non ferisce gli altri. Anch’io, ho giocato a nascondere e lo ho fatto in cucina, perché per altri tipi di ” nascondino” francamente non sono portata!  Questi sono i miei  brownies, quei dolcetti un poco molli ed appiccicosi che fanno bella mostra sul  bancone di  ogni caffè che si rispetti in USA :IMG_2116Dentro c’è un ingrediente inaspettato, che alleggerisce molto l’impasto con la sua naturale dolcezza;  questa variante rende il dolce molto gradevole e a bassissimo impatto glicemico, direi un incontro clandestino che vale la pena di vivere.

Svelo il segreto! questi sono gli ingredienti principali :

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Esattamente, una barbabietola o rapa rossa, in linea con la tradizione dolciaria americana, che utilizza spesso, quale base per i dolci, vegetali, come la rapa, la zucca e la patata dolce. Volevo un dolce gluten- free,  e così ho anche aggiunto solo farina di cocco ed uno yogurt intero per rendere più morbido l’impasto e limitare l’uso del burro.

Ecco il procedimento:Accendere il forno a 180 gradi. Frullare insieme la rapa, già cotta, ( si possono comprare già bollite e confezionate sotto vuoto. In questo caso, lavarla e sgocciolarla bene) con i datteri tagliuzzati, fino ad avere un impasto omogeneo: i datteri dolcificano come lo zucchero, ma poiché contengono ” fibra” hanno un effetto più blando sulla glicemia del sangue. Aggiungere quindi due uova ( in foto se ne vede solo una) la farina di cocco, il cacao, il burro fuso e tiepido e lo yogurt e continuare a frullare per avere il classico impasto liscio da torta. In ultimo aggiungere una bustina di lievito per dolci. Mettere l’impasto in una teglia, possibilmente quadrata o rettangolare, coperta da carta forno e lisciarlo bene.IMG_2113

Infornare per 20-25 minuti: al controllo con lo stecchino, il dolce deve essere rappreso ma morbido, quasi appiccicoso: questa è la caratteristica dei brownies, che non devono essere secchi o troppo asciutti.

Lasciare raffreddare il dolce nel forno caldo, con lo sportello socchiuso e solo quando è completamente freddo, tagliarlo a quadrotti, e spolverarlo o con zucchero a velo o con un poco di farina di cocco. E poi… Inizia l’incontro con il ” clandestino”IMG_2114

Insalata di salmone e indivia belga per Luciano

Ricevo questa bella mail da Luciano, un mio caro amico che mi segue con affetto: “ Difficilmente programmo la cena. Scendo e… Beh, stasera che si mangia?Cosa vorresti per cena chiedo a, non so bene chi, visto che son da solo, ma la risposta arriva puntuale, spesso geniale, mi stupisce, mi sorprende, ma da quel che c’è in casa salta fuori sempre qualcosa.C’è della polenta, evento sempre più raro, la mamma la fa sempre meno, godiamo la finché c’è. La metto ad abbrustolire, una cipolla fresca a fettine, fuoco bassissimo, pochi minuti, in terrazza prendo i doni che ci sono, maggiorana, timo profumato al limone, basilico (il prezzemolo non mi è venuto in mente, comunque il mio non è granché in questo periodo),un trito di aglio e queste erbette, dell’origano,qualche pomodorino e del “banalissimo” sgombrò in olio d’oliva, pochi minuti, sempre fuoco bassissimo e tutto si colora, cambia aspetto, si arricchisce di profumo e sapore, la polenta è pronta, buona cena. Pensando a te. Luciano” Sono commossa! Sono sempre ammirata e lo compenso un poco invidiosa dei commenti che vedo nei blogs, di quei messaggi a  a piè ricetta, in cui la “ Paola70” di turno o “ Gatta Innamorata” scrive “ oh, sei geniale” oppure “ farò questa ricetta!” o anche “ provata ed approvata( la ricetta)” insomma piccole frasi di comunicazione, che arricchiscono la tua pagina! So benissimo che nell’ottanta per cento dei casi sono “ virali”, creati da una società incaricata ( a pagamento) di metterli in coda alla ricetta, perchè fanno seguito, però sono carini! Ma più bello di quello che mi è arrivato via mail non c’è n’è ed io ne sono orgogliosa, perchè il mio amico mi ha comunicato due cose: la prima, l’affetto, il calore umano, che si può trasmettere cucinando, e la seconda, che la sua è una versione “ veneta o nordista” di un mio piccolo piatto, molto mediterraneo di pesce ( sgombro sott’olio arrangiato su un letto di zucchine marinate) che ho pubblicato questo aprile! Sono orgogliosa delle condivisione e dell’inspirato arrangiamento e gli chiedo il permesso di pubblicare il tutto. Naturalmente me lo ha dato, confessandomi però di non aver affatto letto la “ mia ricetta “ ! Delusa dalla risposta? No! Una bella lezione di umiltà per me, che mi ero montata la testa e tutti i miei complimenti  per Luciano, che mi ha offerto una prova della creatività che c’è in ciascuno di noi. Però alla fine un piccolo merito me lo prendoo, perchè è grazie alla mia visibilità sul blog che il mio cuoco veneto ha scritto ciò che ha creato, rivelando anche una deliziosa attitudine al racconto! Dedico a Luciano una insalata italo-belga: i colori sono quelli del ” tricolore”,  uno degli ingredienti è la loro lattuga, la belga appunto! Invece di aggiungere la mela alla ricetta, ne ho fatto un frullato di accompagnamento, una sorta di smoothie che qui si usa tanto, per dare un tocco di  esterofilia, di internazionalità…

Ingredienti: Carote, cetriolo, barbabietola in proporzione variabile, una lattuga belga, due fette di salmone selvaggio affumicato, una mela ed un pompelmo rosa, noci, olio, sale e pepe, yogurt del tipo greco circa 100 grammi. 

Preparazione: Tagliare le carote a filetti e il cetriolo e la barbabietola a fettine. Sfogliare la belga e prelevare due o tre foglie grandiIMG_1254

Frullare la mela, con il succo di mezzo pompelmo e lo yogurt, in modo da avere un composto omogeneo e liscio. Mettere il frullato in un bicchiere.IMG_1247

Su un piatto accomodare le verdure tagliate, condirle con olio, sale e pepe, posare sulle barchette di indivia le fettine di salmone, distribuire sul tutto le noci ed qualche fettina o dadino di pompelmo sul frullato. Ed ecco come mi è venutoIMG_1259